LIBRI: L’Etichetta. Cosa dice il nuovo Regolamento Ue in materia di… allergeni

“Leggibilità delle informazioni, dichiarazioni nutrizionali, ingredienti allergenici, origine in generale, origine altri alimenti, origine delle carni, data di scadenza, bevande alcoliche, alimenti surgelati e congelati, presenza di caffeina, carne e pesce ricomposti, ingredienti sostitutivi, acqua aggiunta a carne e pesce, i controlli pubblici” sono gli ambiti oggetto del nuovo “Regolamento Ue, n. 1169/2011, Gazzetta Ufficiale del 22 novembre 2011 e in vigore dal 13 dicembre 2011, cui gli operatori dovranno obbligatoriamente adeguarsi entro fine 2014”. (Fonte: Il Sole 24 Ore del 27 febbraio 2012 e del 22 novembre 2011).

Laddove il Regolamento “è inteso ad ottenere  un ancor più elevato livello di tutela della salute dei consumatori, assicurando loro il diritto ad una adeguata informazione sugli alimenti che consumano. Consentire ai consumatori di effettuare scelte consapevoli è essenziale per garantire al tempo stesso una concorrenza efficace e il benessere dei consumatori stessi. Il regolamento prevede infatti un’etichettatura chiara, comprensibile e leggibile. […]” (Fonte: Sito del Ministero della Salute).

Dario Dongo ha “tradotto” il Regolamento di cui sopra in un linguaggio comprensibile per tutti in un  ebook: l’Etichetta, pubblicato da ilfattoalimentare.it. Si tratta sostanzialmente di una  mini-guida per aiutare il consumatore, a comprendere meglio cosa cambierà nelle etichette alimentari.

Non solo. Il libro è anche un’iniziativa di solidarietà a favore degli aiuti in Corno d’Africa: sono stati già raccolti e versati direttamente 90.000 euro a tre Onlus: Agire, Medici senza Frontiere e Oxfam, ma il progetto è ancora aperto, in quanto l’emergenza umanitaria è ancora in corso e l’autore e l’editore contano sull’adesione di altri sostenitori. E’ scaricabile gratuitamente o con una donazione a favore di una delle Ong coinvolte nel progetto. Il testo è disponibile anche in inglese e in francese.

Sebbene io non sia solita “fare da eco” a notizie già ampiamente trattate dai media e dagli addetti ai lavori, proprio il mese scorso mi sono imbattuta in un prodotto dolciario (foto a lato) che aveva già messo in pratica, con mia grande sorpresa, quanto disposto in materia di allergeni: nel senso che questi “devono essere indicati in etichetta con maggiore enfasi ed in modo distinto rispetto alle restanti indicazioni“. (Fonte: Unione Alimentari)

E a proposito di “oli e grassi vegetali” il Regolamento Ue stabilisce che la scritta appunto “oli e grassi vegetali” dovrà essere abbinata all’indicazione del tipo di oli o grassi utilizzato (es. soia, palma, arachide). Nelle miscele è ammessa la dicitura “in proporzione variabile” . (Fonte: L’Etichetta) Ma il post non finisce qui…

In questa sede preferirei non ripetere quanto già scritto dagli organi di stampa, se non sapeste ancora di cosa si tratta, potete leggere qualche articolo on line, tipo Un’anticipazione su Il Fatto Alimentare, 19 novembre 2011; “Etichette alimentari: i dubbi del nuovo regolamento UE 1169 e il confronto con le norme italiane.“, a cura di Roberto La Pira; “Etichettatura: nuovo regolamento e normativa nazionale, Cosa “non” cambia per produttori e consumatori.“, a cura di Alfredo Clerici.

Da tempo, praticamente dal momento in cui abbiamo scoperto che nostra figlia era allergica, quindi sei anni fa circa, mi chiedevo “Chi difende i diritti dei consumatori allergici?” Sì perché gli allergici, oltre ad essere “malati”, “pazienti” (sotto tutti i punti di vista), sono altresì consumatori, un po’ orfani rispetto ad altre categorie di “malati”, senza ora entrare in polemiche che sinceramente non mi interessano.

Ciò che mi auspico, invece, è che questo Regolamento porti un po’ di ordine nella giungla delle etichette alimentari.

Che sia questa la volta buona? Non lo so, in realtà nutro qualche perplessità, ma solo il tempo potrà rispondere. Riguardo a cosa?

1) Ai tempi necessari perché l’industria alimentare e tutto ciò che ruota attorno si adegui. E’ probabile che dovremo aspettare oltre il termine previsto, perché tutte le etichette siano veramente conformi.

2) Al fatto che temo che ci sarà sempre un “outsider”, in buona fede sicuramente, ma la garanzia assoluta non può darla nessuno. Forse non tutti sanno che ci sono in vendita prodotti che, contro ogni ragionevole sospetto, contengono allergeni indesiderati, dove gli allergeni in questo caso sono quelli elencati nel Decreto Legislativo 8 febbraio 2006 n. 114. Penso, per esempio, alle proteine dell’uovo (lisozima) rintracciate nel grana padano e in alcuni vini bianchi; oppure penso alle proteine del latte (caseinato di sodio) contenute nella carne di maiale trita venduta in un supermercato, ma rintracciate anche in alcuni vini bianchi.

3) A quei prodotti che contengono un allergene non dichiarato in etichetta, come nel caso della segnalazione ad Altroconsumo.

4) Mi domando poi se questo “principio di trasparenza” aiuterà a limitare (eliminare sarà mission impossible) diciture, che sono una via di mezzo tra un’anticipazione degli ingredienti e un claim, escogitate dal marketing per indurre all’acquisto, senza sapere che per alcuni potrebbero essere pericolosi. E se lo sapessero, probabilmente provvederebbero ai ripari, voglio sperare.

A cosa mi riferisco? Ma sto pensando a qualche linea di dolci confezionati (che io ho acquistato e che continuerò ad acquistare quando necessario), dove in bella vista sta scritto “senza” e vengono indicati alcuni simboli sbarrati, traendo però in inganno il consumatore, sicuramente in buona fede, in quanto i simboli rappresentati con una grafica che inequivocabilmente garantiscono l’assenza di alcuni allergeni, non escludono altrettanto inequivocabilmente, invece, la presenza di altri ingredienti allergenici. Essendo le confezioni, dal punto di vista grafico, molto simili, finiscono per assomigliarsi, e stando tutti vicini vicini sullo scaffale, si rischia di acquistare il prodotto non idoneo. E’ capitato anche a me, ma io ho quello stato di vigilanza sempre attivo che all’ultimo momento mi fa ricontrollare per l’ennesima volta l’etichetta e mi fa riconoscere l’errore, ma la nonna o la zia o la mamma dell’amichetto… no.

Il Regolamento, però se non erro, si applica solo agli alimenti e non per esempio, agli integratori alimentari, ai rimedi omeopatici e fitoterapici, o all’abbigliamento o al packaging. In quest’ultimo caso sto pensando ad una nuova linea di capi realizzati con un materiale derivato dalla caseina (una proteina del latte), che l’azienda garantirà sicuramente anallergica; oppure ad una pellicola per alimenti, anch’essa realizzata con proteine del latte, sicuramente anallergica! Anche se 1) mi piacerebbe consultare le aziende interessate 2) mi piacerebbe sapere cosa ne pensano gli allergologi. E in ogni caso, ma perché mai, dico io, utilizzare proprio quei materiali, se non fanno altro che ripeterci che le allergie, ivi incluse quelle alimentari, sono notoriamente in aumento?

Concludo, dicendo che potrei dirmi veramente soddisfatta,  se questo principio di trasparenza si estendesse anche agli integratori alimentari e ai farmaci omeopatici, il più delle volte sprovvisti di foglietto illustrativo, che contengono lattosio non dichiarato; probabilmente il livello è quello consentito dalla legge, ma non tutti i malati sono uguali e il problema non è la dose contenuta in quel farmaco, ma l’accumulo di quello zucchero, tramite l’assunzione di diversi alimenti, ma di questo parlerò in un’altra sede o non chiudo più questo post. E voglio essere ottimista.

Chi volesse approfondire il tema dell’etichettatura degli alimenti, c’è un altro libro: Etichettatura degli alimenti. Informazioni per la salute, di Giuseppe De Giovanni, edito da Tecniche Nuove, recensito da IlFattoAlimentare nel 2010.

Mi fermo qui, ma ci sarebbe molto da dire e da scrivere…

Con l’ebook partecipo a questo Venerdì del Libro, insieme agli altri suggerimenti editoriali pazientemente riepilogati da Paola:

Le mie recensioni passate.


Annunci

35 commenti

Archiviato in ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, Etichette Ingredienti Tracce Soglie di Tolleranza

35 risposte a “LIBRI: L’Etichetta. Cosa dice il nuovo Regolamento Ue in materia di… allergeni

  1. Che ci siano in famiglia soggetti allergici o no, passare dal tuo blog è sempte istruttivo, carissima Monica!
    Le etichette…che universo spesso sconosciuto!!
    Grazie per i suggerimenti e le indicazioni, possono tornare sempre utili 😉
    Un abbraccio!

  2. quante informazioni! grazie. dovrebbero essere racchiuse in un manualetto e distribuite nei grandi centri di vendita tipo Coop, Superal, Carrefour Conad!

  3. Monica, sei come sempre una miniera di informazioni, e quel che leggo qui è interessante non solo se in famiglia ci sono degli allergici, ma anche per ogni consumatore attento e scrupoloso (o molto rompiscatole come me ;-D)
    Sulle confezioni fuorvianti sono d’accordo, il solo modo per cavarsela è leggere sempre la composizione e gli ingredienti del prodotto, che può non essere sempre semplice, ma una volta creata l’abitudine diventa irresistibile farlo. Quanto agli oli vegetali mi hai fornito una preziosa indicazione, infatti una cosa che mi ha sempre lasciata perplessa era il fatto che un ingrediente tanto importante come il tipo di grasso utilizzato potesse essere indicato in modo tanto generico ed approssimativo date le enormi differenze in termini di qualità tra un olio e l’altro.
    A presto,
    Michela

  4. Le etichette sono sempre da leggere con molta attenzione, non solo per chi soffre di allergie, se compro un prodotto voglio sapere cosa c’è dentro, ci sono dei conservanti che sarebbe il caso di non consumare e certi cibi ne sono pieni perchè non sono vietati, solo grazie alle etichette trasparenti posso sapere cosa effettivamente metto nel piatto, maggiore trasparenza c’è più sono contenta. La mia regola per acquistare è di prendere prodotti con l’elenco di ingredienti più corto possibile e con il maggior dettaglio.

  5. Dovremmo prestare tutti molta attenzione alle etichette, grazie per tutte le info.

  6. Carlotta

    Qui si apre un mondo!!!! La lettura delle etichette e la completezza delle info dichiarate sono un mio cruccio da quando pietro è nato e si è ricoperto di dermatite atipica. I link che ci hai fornito e l’ebook sono degli strumenti preziosi!!!!
    Devo dire che fai un lavoro fantastico e utilissimo per tutti noi nel raccogliere e verificare le informazioni che ci regali così con semplicità!!!! Grazie!!!!

    • Cara Carlotta, grazie di cuore. Ti dico solo che per scrivere quel post ho impiegato tre mattine per cercare di diversificare le fonti e tutto il resto e sono contenta di essere riuscita a “non perdermi nello scrivere”, perché a volte si segue un percorso del pensiero e se aprono altri e poi ti perdi. Quando succederà avvisatemi!

  7. bisognerebbe prestare tutti molta attenzione alle etichette…a volte me lo scordo.

  8. Conoscere il valore di un’etichetta, saperla leggere, interpretare, comprendere, credo rientri non solo nel nostro diritto, ma anche dovere di cittadini e consumatori critici. Bello!

  9. usti..e io che compro sempre quelle confezioni con scritto in gigante: senza questo, senza quello, e solo per il fatto di averle in casa mi sento “più sana”..mi sa che ne ho di strada da fare in quanto a consapevolezza alimentare eh!!??

  10. Pingback: LIBRI: L’Etichetta. Cosa dice il nuovo Regolamento Ue in materia di… allergeni | senzaglutine | Scoop.it

  11. Troppo spesso si tende a soprassedere sulla lettura delle etichette dei prodotti che finiscono sulla nostra dispensa. Dovremmo fare tutti più attenzione, che si abbia in casa un soggetto allergico (e io ne so qualche cosa) oppure no.

    • Sì perché la regola come è stato detto anche nei commenti da qualcuno, dovrebbe essere “meno ingredienti possibili”, soprattutto se superflui e dannosi

  12. Pingback: Homemademamma » Venerdi’ del libro: The little mouse, the red ripe strawberry, and the big hungry bear

  13. jessicababytalk

    Grazie utilissimo! Jessica

  14. Tilly

    Sicuramente dovremo attendere che tutti i prodotti in circolazione scadano, prima di vedere le nuove etichette, però ti confesso che sono soprattutto curiosa di vedere appunto quali saranno di volta in volta i famosi grassi e oli vegetali…
    P.S. proteine dell’uovo nel grana??? Ma come ci arrivano???

  15. Marialisa

    Grazie Monica, mi hai dato una bella notizia! Sono stanca di fare 1000 telefonate e di parlare con operatori a volte scortesi per farmi specificare che tipo di grassi sono contenuti nel prodotto!
    Pochi giorni fa invece, leggendo gli ingredienti di un uovo pasquale, ho trovato la dicitura degli allergeni scritta in grassetto e in rosso e me ne sono rallegrata, ora so che sarà la regola!

    • ah, allora cominciano già a circolare le nuove etichette, bene bene 🙂 E sì, io spero che ora dalla teoria si passi ai fatti in tema di oli vegetali…

  16. utilissima questa segnalazione! corro subito a scaricare! e grazie!

  17. Pingback: Allergie alimentari e allergeni dove non ci aspettiamo di trovarli | mimangiolallergia

  18. Pingback: Allergia a latte e derivati e uovo: attenzione alla dicitura “VEGETALE” sui prodotti | mimangiolallergia

  19. Pingback: BAMBINI ALLERGICI E ATTIVITA’: uova di Pasqua in polistirolo e Caccia alle Uova. | mimangiolallergia

  20. Pingback: Campagne di richiamo dei prodotti alimentari: intervento dell’avvocato Giuseppe Giacovelli ne Il Fatto Alimenare. | mimangiolallergia

  21. Pingback: Allergeni in etichetta: come la mettiamo con le contaminazioni? | mimangiolallergia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...