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Allergeni in etichetta: come la mettiamo con le contaminazioni?

Allergeni by mimangiolallergiaPremesso che la dicitura:”“Può contenere traccia di tutti gli allergeni” è inammissibile (come spiega bene l’avvocato Dario Dongo* in un articolo apparso in Il Fatto Alimentare il 28 ottobre u.s.), come comportarsi nel caso di piccoli laboratori (dal negozio di alimentari che vende anche prodotti gastronomici autoprodotti alla gelateria, al piccolo esercizio pubblico e via discorrendo) rispetto alle contaminazioni?

Dopo aver letto l’articolo di cui sopra (trattasi di una risposta ad un altro lettore, dal titolo: Può contenere tracce di tutti gli allergeni è una etichettatura valida?) , mi è sorta spontanea una domanda che ho rivolto all’avvocato Dongo, il quale ha risposto in data odierna offrendo, come sempre puntuali precisazioni e delucidazioni, che vi invito a leggere: “Allergeni: come vanno indicati in etichetta. Un problema non solo per i consumatori ma anche per i piccoli produttori

Dall’entrata in vigore del nuovo Regolamento UE, sempre più spesso mi imbatto in addetti ai lavori che, in assoluta buona fede, applicano il Regolamento in modo non conforme. Non entriamo ora qui nel merito del perché e per come, ma limitiamoci a provare a metterci nei panni del titolare di un negozio che deve applicare la Legge che non è di così facile interpretazione. Continua a leggere

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LIBRI: L’Etichetta. Cosa dice il nuovo Regolamento Ue in materia di… allergeni

“Leggibilità delle informazioni, dichiarazioni nutrizionali, ingredienti allergenici, origine in generale, origine altri alimenti, origine delle carni, data di scadenza, bevande alcoliche, alimenti surgelati e congelati, presenza di caffeina, carne e pesce ricomposti, ingredienti sostitutivi, acqua aggiunta a carne e pesce, i controlli pubblici” sono gli ambiti oggetto del nuovo “Regolamento Ue, n. 1169/2011, Gazzetta Ufficiale del 22 novembre 2011 e in vigore dal 13 dicembre 2011, cui gli operatori dovranno obbligatoriamente adeguarsi entro fine 2014”. (Fonte: Il Sole 24 Ore del 27 febbraio 2012 e del 22 novembre 2011).

Laddove il Regolamento “è inteso ad ottenere  un ancor più elevato livello di tutela della salute dei consumatori, assicurando loro il diritto ad una adeguata informazione sugli alimenti che consumano. Consentire ai consumatori di effettuare scelte consapevoli è essenziale per garantire al tempo stesso una concorrenza efficace e il benessere dei consumatori stessi. Il regolamento prevede infatti un’etichettatura chiara, comprensibile e leggibile. […]” (Fonte: Sito del Ministero della Salute).

Dario Dongo ha “tradotto” il Regolamento di cui sopra in un linguaggio comprensibile per tutti in un  ebook: l’Etichetta, pubblicato da ilfattoalimentare.it. Si tratta sostanzialmente di una  mini-guida per aiutare il consumatore, a comprendere meglio cosa cambierà nelle etichette alimentari.

Non solo. Il libro è anche un’iniziativa di solidarietà a favore degli aiuti in Corno d’Africa: sono stati già raccolti e versati direttamente 90.000 euro a tre Onlus: Agire, Medici senza Frontiere e Oxfam, ma il progetto è ancora aperto, in quanto l’emergenza umanitaria è ancora in corso e l’autore e l’editore contano sull’adesione di altri sostenitori. E’ scaricabile gratuitamente o con una donazione a favore di una delle Ong coinvolte nel progetto. Il testo è disponibile anche in inglese e in francese.

Sebbene io non sia solita “fare da eco” a notizie già ampiamente trattate dai media e dagli addetti ai lavori, proprio il mese scorso mi sono imbattuta in un prodotto dolciario (foto a lato) che aveva già messo in pratica, con mia grande sorpresa, quanto disposto in materia di allergeni: nel senso che questi “devono essere indicati in etichetta con maggiore enfasi ed in modo distinto rispetto alle restanti indicazioni“. (Fonte: Unione Alimentari)

E a proposito di “oli e grassi vegetali” il Regolamento Ue stabilisce che la scritta appunto “oli e grassi vegetali” dovrà essere abbinata all’indicazione del tipo di oli o grassi utilizzato (es. soia, palma, arachide). Nelle miscele è ammessa la dicitura “in proporzione variabile” . (Fonte: L’Etichetta) Ma il post non finisce qui… Continua a leggere

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