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“Mini” Mont Blanc senza proteine del latte!

SENZA PROTEINE DEL LATTE, DELL’UOVO, SENZA GLUTINE  e altre PROTEINE DEL GRANO

CON SOIA

Il "Monte Bianco" di Alice

Il “Monte Bianco” di Alice

Natale è passato, ma c’è ancora Capodanno… E solitamente non mancano pandori e panettoni! Peccato che io non sia riuscita a trovarne uno senza latte, burro, uova ecc. Quindi, approfittando del Natale, abbiamo fatto un esperimento: il Monte Bianco. Questo è il mio dolce “natalizio” (sarebbe più autunnale, visto che l’ingrediente principale è la castagna!) preferito in assoluto. Fino a qualche giorno fa, non sapevo come riuscirci, perché non riuscivo a trovare una panna vegetale da montare, ma quest’estate, in un negozio bio molto fornito, ho scovato un tipo di panna 100% vegetale, di soia (non ho ancora trovato una panna vegetale a base di riso da montare, per cui gli allergici alla soia purtroppo non troveranno molto utile questo post). Continua a leggere

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La Casetta degli Orsi di Alice, con i biscotti dell’Avvento

La Casetta degli Orsi di Alice

Ci eravamo lasciati con i Biscotti dell\’Avvento e oggi voglio proporvi un impiego originale degli stessi che piacerà sicuramente ai bambini: Das Bärenhaus, ossia la Casa degli Orsi, la cui ricetta originale è contenuta in un libro regalatomi dal mio maritino il primo anno di vita in Germania: Backen in der Weihnachtszeit, Pohl-Kauka-Verlag GmbH, di cui purtroppo non ho più trovato traccia in internet, probabilmente superato da nuove versioni). Peccato perché contiene moltissime ricette, ovviamente grondanti di burro, ma realizzabili con le dovute sostituzioni anche per un allergico.

La Casetta degli Orsi nella foto a sinistra non corrisponde esattamente all’originale qui a destra, non avendo i blocchetti al cioccolato, avrei dovuto farli e sinceramente ho trovato già abbastanza laborioso “costruire” la casetta, figuriamoci il resto, ma forse ci sono mamme-pasticciere più brave, e soprattutto più pazienti, della sottoscritta!

Das Bärenhaus - La Casetta degli Orsi

Nonostante le premesse, i bambini potranno partecipare attivamente nella “costruzione” di questa speciale casa, ivi compresa la preparazione della della “colla” altrettanto speciale, realizzata con zucchero a velo e acqua.

La ricetta è stata non solo rivisitata, ma anche notevolmente semplificata dalla sottoscritta. Niente biscotti al burro, niente dolci al cioccolato col burro e uova. Nella foto si vede un orsetto di gelatina confezionata, diffusissimo in Germania, ma che ho scoperto da poco essere venduti anche in Italia. Ieri, io e Alice ci siamo limitati a mettere la sagoma dell’orso, perché non avevamo tempo di uscire a comprarli (Alice non consuma caramelle di alcun genere, se non alle feste, perché mi stanno a cuore i suoi denti!), né avevamo voglia di cimentarci con la preparazione di pasta di zucchero o gelatina, ma lo faremo. Non solo, ho dimezzato la porzione di acqua necessaria per la preparazione del “cemento”, perché attenendomi alle istruzioni ho ottenuto un composto decisamente troppo liquido e scivolava ovunque e non cementava nulla, e non si rapprendeva… stavo perdendo la pazienza! Le ricette nei libri non sono mai come sembrano, provarle per credere.

In compenso ora la Casetta degli Orsi di Alice sta in bella mostra sul cassettone e Alice riceve tanti complimenti da amici e parenti che passano di qui. Per Alice è una bella soddisfazione, alla faccia delle allergie.

E passiamo ora alla ricetta.

INGREDIENTI

Tanta, tanta, tanta pazienza ❉ 50 g zucchero a velo* (attenzione al tipo vanigliato, potrebbe contenere proteine del latte) ❉ 1 cucchiaino di acqua ❉ 8 biscotti tollerati (io ho usato quelli confezionati, potete anche realizzarli voi con la pasta frolla dolce fatta in casa e ritagliare dei quadrotti con l’arnese con cui si “ritagliano” i ravioli): 1 biscotto per il pavimento, 3 biscotti per le pareti + 1 se volte fare anche il fronte; noi ne abbiamo fatto a meno, 1 biscotto per il soffitto e 2 biscotti per il tetto ❉  1 orsetto gommoso (di gelatina) ❉qualche rametto di rosmarino per decorare ❉ zucchero a velo per ottenere l’effetto nevicata fresca, che noi alla fine non abbiamo usato.

PREPARAZIONE

  1. Preparare il “cemento”, sciogliendo in una ciotola lo zucchero a velo con l’acqua.
  2. Mescolare energicamente per ottenere un composto omogeneo, senza grumi con una frusta.
  3. Disporre davanti a voi i biscotti e il “cemento”, quindi procedere alla costruzione…

    La Casetta degli Orsi - Costruzione 1

  4. Posa del pavimento, un biscotto.
  5. Posizionare le pareti: unire tre biscotti e cementarli con lo zucchero sciolto. Far rapprendere in frigorifero qualche minuto.
  6. Posare il soffitto: “cementare” un altro biscotto e lasciar rapprendere in frigorifero qualche altro minuto.

    La Casetta degli Orsi - Costruzione 2

  7. Posare il tetto: due biscotti, uniti tra loro con il cemento e riporre nuovamente in frigorifero.
  8. Volendo, potete decorare un biscotto con la porta una porta con lo zucchero a velo. Io ero già stufa e non l’ho fatto. Ve l’ho detto che non ho pazienza.
  9. Spolverare il tutto con zucchero a velo, oppure far colare lo zucchero rimasto sul tetto. Si disporrà da solo riproducendo l’effetto neve.
  10. E’ tutto assolutamente commestibile, ma terribilmente dolce, ma Alice, nonostante tutto, era emozionatissima nel realizzarla.

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Baci di dama senza…

SENZA PROTEINE DEL LATTE, DELL’UOVO, SENZA GLUTINE e altre PROTEINE DEL GRANO, SENZA SOIA, SENZA LIEVITO, CON FRUTTA A GUSCIO

Baci di dama senza…

 

Ogni volta che passavo davanti alla pasticceria vicino a casa e vedevo i baci di dama, mi prendeva una gran voglia di entrare e comprarne un vassoio! Ma poi pensando ad Alice che non potrebbe nemmeno assaggiarli, (perché la ricetta prevederebbe uova e burro, e così mi facevo anche passare velocemente l’idea. La ricetta, invece, trovata dalla cugina di mio marito, Ilaria, non prevede le uova, ma solo il burro. Ogni anno, infatti, Ilaria a Natale dona a tutti i parenti (e vi assicuro che sono davvero numerosi, anzi numerosissimi tra zii e cugini) un sacchettino con i baci di dama. E ogni volta Alice chiede: “Cosa sono? Io posso mangiarli?”, e noi rispondevamo, fino a qualche giorno fa:”No tesoro, ma una volta li prepareremo anche noi, senza burro.”

 

Qualche settimana fa, approfittando di un periodo di reclusione forzata per malattia della piccola, ho provato a realizzare la ricetta (disponibile in rete a iosa), apportando le dovute sostituzioni, fra cui anche senza glutine, perché so che molte mamme hanno figli allergici non solo a latticini e uova, ma anche al glutine!

 

Alice in quell’occasione si è rivelata una cuoca-pasticcera d’eccellenza. Alice era al settimo cielo! Vederla impastare con le sue mani prima e appallottolare poi, con quella faccia “goduta” di chi dice “ io sono capace!”, beh, sarei pronta a rifarli, anche senza malattia.

Proprio a ottobre siamo stati in Germania per un breve soggiorno e siamo ritornati con un bel vaso di crema di cioccolato fondente senza plv (bensì con olio di palma, lo so non è sano, ma stiamo parlando di dolci per le occasioni speciali), per cui non ho dovuto nemmeno fondere il cioccolato.

La ricetta è di origine piemontese, per l’esattezza di Tortona. La versione di cui io disponevo (tratta da La Cucina Italiana. Ricette d\’Oro.) prevedeva appunto: 1 uovo, 100 g di burro, 100 g di farina bianca, 100 di fecola di patate, 75 g di zucchero a velo, 65 di mandorle, crema di gianduia e essenza di mandorle.

I baci di dama nella foto sono stati realizzati eliminando l’uovo, sostituendo la farina bianca con la farina di riso integrale e la fecola di patate con la maizena.

NOTA BENE.

In caso di allergia al nichel, alla mandorla e/o alla nocciola, di diete a ridotto apporto di sostanze istamino-liberatrici verificate con il vostro medico di riferimento (allergologo pediatra nel caso di bimbi) se potete fare le seguenti sostituzioni:

1) la maizena ➠ fecola di patate

2) il cioccolato marmellata di marroni o di castagne (nei negozi bio trovate quella più semplice, solo con castagne e zucchero! E’ più sicura)

3) mandorle e nocciole pinoli.

Alice, per esempio, non tollerava (fino ai quattro anni) le mandorle (mentre il test era NEGATIVO! ma vi assicuro che reagiva subito con prurito e orticaria intorno alla bocca, ben evidente), ma dallo svezzamento assume regolarmente i pinoli che appartengono alla famiglia delle pinacee, senza alcun problema.

E mettiamo ora le mani in pasta!

ATTREZZI

1 recipiente alto ✿ 1 teglia da forno ✿ carta da forno

p.s. per tostare e tritare le mandorle, nel caso non le acquistiate già pronte: una padella antiaderente (anche rivestita in ceramica va bene) e un tritatutto oppure un mortaio… se avete tanto tempo e tanta pazienza!

INGREDIENTI

Io ho modificato ingredienti e dosi, ma sono riusciti squisiti! L’importante è conservarli in un recipiente di vetro, ben chiuso, altrimenti seccano troppo.

100 g di mandorle tostate e tritate oppure 100 gr di mandorle da tostare ❉ 100 g di zucchero a velo o di zucchero di canna integrale ❉ 50 g di maizena e 50 g di farina integrale di riso ❉ 100 g di margarina 100% vegetale ❉ 1 bustina di vanillina o mezzo cucchiaino di vaniglia in polvere ❉ crema di cioccolato bio oppure del cioccolato fondente senza gli allergeni incriminati che fonderete in un pentolino a bagnomaria.

PREPARAZIONE

  1. Tostare le mandorle, lasciarle raffreddarle e tritarle insieme allo zucchero.
  2. In un recipiente versare il trito di mandorle e zucchero e aggiungervi la margarina a tocchi.
  3. Impastare formando delle briciole.
  4. Incorporare le farine e impastare come ha fatto Alice.
  5. Formare delle palline che disporrete su una teglia su cui avrete steso la carta da forno distanziate tra di loro e cuocere per 20 minuti circa a 170°, posizionando la teglia al centro (e non come ho fatto io troppo in alto, perché avevo due teglie… l’impazienza fa danni in cucina).
  6. Estrarre dal forno e lasciar raffreddare prima di farcire e unire le palline:)

E se ci è riuscita Alice…

Baci di dama. La lavorazione.

Baci di dama. Lavorazione 2.

Baci di dama. Le palline.

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Invece del burro…

Il burro non è indispensabile in cucina. I nutrizionisti lo hanno di recente riabilitato, se consumato crudo e se di origine biologica. Qualcuno lo evita in nome del colesterolo alto, altri in ragione della linea e noi per via delle allergie alimentari di nostra figlia. Questo post vuole rispondere a tutti gli amici, parenti, conoscenti e visitatori di questo blog che mi chiedono quali ingredienti uso in sostituzione del burro, per preparare certi dolci e certi piatti salati che solitamente lo prevedono.

Risponderò in ordine di scelta.

Prima scelta.

Priorità massima all’olio extra vergine di oliva! Nel 98% dei casi è più che sufficiente. Certi dolci possono essere preparati anche con l’olio con l’olio di girasole o con quello di mais, di origine biologica. Esistono ovviamente altri tipi di oli vegetali: di lino, di soia, di sesamo. Al di là dei nutrienti, il gusto personale deciderà in merito.

Seconda scelta.

Ci sono tuttavia occasioni come cene, pranzi, festicciole dove riceviamo ospiti, quindi occasionali, in cui magari prepariamo anche qualcosa di speciale, tipo la “Schokoladenkuchen” ossia la torta al cioccolato fondente, o un primo condito col “sugo di noci“, o una torta realizzata con la pasta frolla, dolcesalata, che riescono decisamente meglio impiegando la margarina 100% vegetale bio, panna vegetale o besciamella vegetale (con o senza margarina). Nel caso di certi dolci cremosi si può ricorrere anche alla panna vegetale da montare, ma quando si tratta di prodotti confezionati, non cambia molto, perché contengono tutti oli vegetali, idrogenati o non, non specificati in etichetta, e spesso l’olio di palma la fa da padrone.

SONO CONSAPEVOLE CHE la margarina, indipendentemente che sia di origine biologica o meno, contiene sempre una certa quantità di olio di palma (quando è dichiarato), risaputamente ricco di grassi saturi, che sarebbe meglio evitare del tutto. Quindi, se margarina deve essere, che sia 100% vegetale, meglio se bio. Fate però attenzione: molte margarine contengono proteine del latte vaccino (latticello e simili)Leggere sempre molto attentamente gli ingredienti e in caso di dubbio scegliere un tipo più sicuro, altrimenti, come ho fatto io più di una volta per altri prodotti confezionati, SCRIVETE ALLE AZIENDE: rispondono, quasi, sempre. Mi è capitato solo una volta di non ricevere risposta. Sto ancora sollecitandone una… ma sono tenace e so che prima o poi mi risponderanno. Per amor di precisione, voglio dirvi che il tipo che solitamente usiamo noi è bio, a base di soia e olio di palma. Nel caso in cui non potessi procurarmela, compro sempre la stessa marca, garantita 100% vegetale, senza grassi idrogenati. Non è bio, ma è meglio di niente, anche perché non la mangiamo tutte le mattine a colazione, come invece fanno molti nostri amici tedeschi! Peccato però che l’industria alimentare non specifichi, MAI, quali oli vegetali siano stati utilizzati. Chissà che su questo punto un giorno riusciremo ad avere più trasparenza.

Questo post di per sé non aggiunge molto probabilmente alle vostre conoscenze, ma dopo l’ennesima chiacchierata sulla panchina ai giardini, e dopo qualche vostra mail, ho pensato doveroso fare qualche chiarimento sull’uso dei sostituti del burro.

L’ultimo episodio risale a settembre (quando ancora riuscivo a stare seduta sulla panchina senza gelare dal freddo). Di seguito il dialogo tipo con una mamma che non ha figli con allergie alimentari:

“Cosa sta bevendo Sua figlia?”

“Latte di riso+soia con cacao”

“Ma è buono?”

“Sì, squisito” risponde Alice.

Al che aggiungo: “Concordo. E comunque essendo Alice allergica alle proteine del latte, non abbiamo scelta. E’ importante che assuma calcio e di tanto in tanto mi affido a bevande vegetali bio arricchite di calcio e poco zuccherate”

“Oh, deve essere complicato allora cucinare, senza latte, burro, uova e quant’altro siamo soliti mangiare”

“Inizialmente sì, ma poi ci si abitua e anzi, si diventa consumatori più consapevoli (forse sto esagerando). Tenga presente che Alice è nata in Germania, a Düsseldorf dove c’è la più vasta comunità giapponese in Europa e proprio dalle mamme giapponesi ho scoperto che si può vivere benissimo anche senza molti alimenti che noi riteniamo indispensabili o che l’industria alimentare ci fa credere che lo siano. Pensi che ci sono studi clinici che rivelano che l’incidenza della frattura del femore è maggiore nei Paesi occidentali che sono grandi consumatori di proteine di origine animale”.

“Sì, va bene, ma se deve preparare una torta o le lasagne, come fa?”

“Usiamo soprattutto olio extra vergine di oliva. Altrimenti margarina, panna e besciamella vegetale o altri oli vegetali, dipende dalla ricetta.”

“La margarina? Ah, in casa nostra non sappiamo cosa sia la margarina!” Con una punta di disgusto e tanto disappunto…

“Capisco, ma immagino che in famiglia non abbiate allergici.”

“Effettivamente no, ma sono sicura che potrei farne a meno. ”

“Oh, scusi, ora dobbiamo proprio andare…”

La mia missione non è convincere una o più mamme che il mio comportamento sia quello ideale, bensì è cercare di trovare QUOTIDIANAMENTE UN BUON COMPROMESSO TRA BUONA SALUTE E BENESSERE PSICOLOGICO, NON SOLO DI NOSTRA FIGLIA, ma di tutta la famiglia, visto che viviamo tutti e tre sotto lo stesso tetto. Io sono onnivora. Quando viaggiavo (Giappone, Senegal, Stati Uniti, Gran Bretagna, … non mi sono fatta mancare nulla) ho sempre assaggiato di tutto e di più, con una certa prudenza in merito alle questioni igieniche. Mi sono ritrovata da un giorno all’altro a stravolgere letteralmente le mie abitudini alimentari, e così anche mio marito. Ma devo ammettere che non è stato così devastante, come lo è stato, invece, per altre famiglie che mi hanno riferito “di aver trascorso un periodo di crisi, perché non sapevano cosa e come cucinare, che non riuscivano a “rinunciare” ai cibi di sempre, che non potevano immaginarsi di non poter più andare al ristorante o in vacanza così liberamente come una volta…” Io mi dico, si può. Non solo, i problemi sono altri.

La vita richiede un po’ di flessibilità. Se non saranno le allergie sarà qualcos’altro a metterci i bastoni fra le ruote. Così come le canne si piegano al vento, ma non si spezzano, così faremo noi che ci ingegneremo per godere a piene mani delle opportunità che la vita offre, ogni giorno. A partire dalla buona tavola. La curiosità nella vita si apprende anche anche a tavola, addirittura a partire dal biberon! Ma di questo vi parlerò un’altra volta.

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Waffel “senza burro e uovo”

Waffel senza burro e uova

SENZA PROTEINE DEL LATTE, DELL’UOVO, SENZA GLUTINE, SENZA SOIA, CON LIEVITO

Dopo i pancake potevamo farci mancare i waffel?

Sabato mattina: Alice “Mami… e se facessimo i waffel per colazione?!”

Che ideona… “Mhm… l’esperto sarebbe il papà, perché sai, quando era piccolo, la Nonna Lele glieli preparava spesso, chiedilo a lui (ah ah ah)”

A. “Papi… mi faresti i waffel?”, P. “Devo proprio?”

A. “Beh se proprio non vuoi…”, P. “E va bene”, A. “Graaazie papi!”

Ve l’ho detto, sabato e domenica cucina lui! L’impasto è sostanzialmente lo stesso dei pancake, con qualche variazione per non farli attaccare alla piastra.

Ci sono diverse versioni: alcune col latte, altre con l’acqua frizzante, alcune col burro, altre con le uova, ecc. Nella mia “vita tedesca precedente” non ricordo un ristorante tipico che non proponesse anche i waffel tra i dessert, caldi, guarniti con zucchero a velo, panna montata e ciliege! Ovviamente proibiti per nostra figlia… In caso di allergia al latte e uovo e derivati, potete provare questa versione “senza”:

ATTREZZI

1 recipiente ✿ una frusta e una spatola in silicone per mescolare✿ un mestolo piccolo ✿ un pennello ✿ cialdiera

INGREDIENTI per 5-6 waffel

1 tazza di farina consentita (nel caso di allergia al glutine: mix per impasti lievitati) ❉ ½ bustina di “cremor tartaro” (o qualsiasi altro lievito per dolci) ❉ 1 cucchiaino di malto di mais o di riso ❉ 1 tazza di latte vegetale consentito ❉ la buccia di mezzo limone grattugiata ❉ 1 cucchiaio di margarina 100% vegetale (usando l’olio si staccano dalla piastra con difficoltà, ma se proprio non potete provateci, magari voi siete più abili di noi) e q.b. per ungere la piastra ❉ 1 pizzico di sale marino integrale ❉ 1 bustina di vanillina o 1 cucchiaino di vaniglia in polvere

Per guarnire: zucchero a velo (attenzione alla versione “vanigliato”, contiene spesso proteine del latte vaccino) a vostro piacimento, oppure sciroppo d’acero bio, o ancora panna montata (con panna vegetale da montare, ma io conosco solo quella di soia).

PREPARAZIONE

  1. Versare in recipiente la farina, il cremor tartaro e mescolare con la frusta.
  2. Aggiungere la vanillina e mescolare.
  3. Versare il latte a filo e la margarina ammollata e amalgamare il tutto con la spatola.
  4. Aggiungere il sale e mescolare un’altra volta.
  5. Per ultimo aggiungere la buccia del limone grattugiata.
  6. Scaldare la cialdiera. Quando sarà calda ungere la piastra con un po’ di margarina aiutandovi col pennello.
  7. Versare un mestolo di composto e chiudere. Aspettare circa 3 minuti e controllare.
  8. Continuare fino ad esaurimento della pastella.

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Palline di cioccolato al cocco

SENZA PROTEINE DEL LATTE, DELL’UOVO, SENZA SOIA, CON O SENZA GLUTINE

 

Palline al Cocco

Era da tempo che mia figlia mi chiedeva di organizzare una “merenda-party”, ossia invitare alcune amichette a casa per una merenda. Così prima dell’estate, ho organizzato un raduno di piccole pesti, con mamme, e fra le altre cose, ho preparato, insieme ad Alice, anche le palline di cioccolato al cocco. Questa ricetta si presta, infatti, per essere realizzata anche con i bambini. All’epoca Alice aveva 4 anni e mezzo, quindi perfettamente in grado di “appallottolare” di tutto, anche l’impasto (con qualche suggerimento sulla quantità…). Continua a leggere

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Una torta gelato per il tuo compleanno, cara Alice

SENZA PROTEINE DEL LATTE VACCINO, DELL’UOVO, SENZA GLUTINE, SENZA SOIA

La torta che vedete nella foto non l’ho fatta io… E’ una torta gelato, gusto limone e melone, squisita, a cui io ho solo aggiunto le gelatine di frutta, che ha stupito anche coloro (tra cui la sottoscritta) che solitamente non amano il gelato di frutta. A quella se ne aggiunta un’altra, al fior di latte e cioccolato (entrambe a base di latte di riso) che non ho fatto in tempo a fotografare…

Qualche settimana fa Alice ha compiuto cinque anni e per festeggiare il suo compleanno mi aveva chiesto di prepararle una bella torta su due piani. Dovendo tornare in città il giorno dopo, non avevo proprio il tempo di prepararne una io, ma mi spiaceva lasciarla senza torta. La torta di compleanno è un simbolo. Prima dei 36 mesi Alice non ha mai avanzato richieste, ma intorno ai tre anni ha cominciato a ricevere inviti a festicciole di compleanno e da lì ha iniziato a dimostrarsi interessata…

Così ho chiesto alla nostra amica Gloria di preparare due torte gelato (lei è titolare di una gelateria), in quanto oltre ai gusti tradizionali, lei propone anche un gelato privo degli allergeni più pericolosi per nostra figlia, ossia le proteine del latte vaccino e uovo. Non solo, è privo anche di glutine. Nel caso del gelato di frutta utilizza acqua frutta e zucchero, mentre con il latte di riso prepara due o tre gusti a seconda della disponibilità di spazio “in vetrina”.

Gloria pulisce accuratamente tutti giorni gli attrezzi e ogni giorno preparara prima il gelato “senza” e poi gli altri gelati, onde evitare contaminazioni, riservando a ciascun gusto la propria paletta che in caso di contaminazione (occorsa nella preparazione di una coppetta per un non allergico che ha preso anche altri gusti) sostituisce con una vergine.

Pur non avendo famigliari stretti con allergie alimentari, la nostra amica ha deciso di offrire la possibilità di togliersi la voglia di gelato anche a chi altrimenti dovrebbe rinunciare a un piacere della “gola”!

Risultato: Alice era entusiasta, sia di gustarsi la sua torta di compleanno, sia di vedere che veniva apprezzata anche da chi allergico non era. Per un bambino questo è molto importante.

Per rendere felice un bimbo non servono effetti speciali, ma poche attenzioni, fatte col cuore e di cuore ringraziamo Gloria, Gelateria Pitonetta, e il Bar dello Stabilimento Balneare “Arenella Beach”, Portoverene (SP), che si sono prodigati affinché Alice potesse vivere con gioia il suo momento.

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