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Allergie alimentari e uova di Pasqua…

… non vanno molto d’accordo.

La scorsa settimana ho ricevuto più di una richiesta di indicare un uovo di Pasqua privo di latte e derivati, glutine, frutta a guscio, soia. L’uovo di Pasqua è un prodotto occasionale, consumato esclusivamente nel periodo pasquale, quindi sebbene siano apprezzabili gli sforzi delle aziende che stanno cercando di realizzare prodotti ad hoc, siamo ancora lontani dall’obiettivo, perché bisogna ammetterlo, un pluriallergico presenta più esigenze contemporaneamente che l’industria dolciaria fatica a soddisfare tutte contemporaneamente, senza compromettere il gusto finale.

Verso la fine del post, vi dirò cosa abbiamo trovato noi, ma sarò ben lieta di aggiungere i prodotti segnalati da voi, in quanto ciascuno di noi ha le sue esigenze, dispone di negozi e catene di supermercati diversi a seconda che ci si trovi al Nord, al Centro o al Sud… In extremis, possiamo anche provare a realizzarlo a casa seguendo le istruzioni contenute in un video on line, con il cioccolato fondente tollerato. Il problema però è un altro, secondo me. Continua a leggere

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ALLERGIE ALIMENTARI: proteine del lupino (legume) e molluschi

Sebbene Alice non sia allergica ai molluschi, che consuma regolarmente, (mentre non sappiamo ancora se sia allergica alle proteine del lupino) e sebbene la notizia non sia una novità per i diretti interessati, ho pensato di aggiornare la pagina di questo blog Utili da Sapere, alla voce: Cosa dice la Legge sulle Etichette Alimentari, inserendo anche il link alla DIRETTIVA 2007/68/CE DELLA COMMISSIONE del 27 novembre 2007 che modifica l’allegato III bis della direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e quanto concerne l’inclusione di alcuni ingredienti alimentari, aggiungendo quattro voci, ossia proteine di lupino e prodotti derivati (soprattutto prodotti da forno) e molluschi e prodotti derivati (tipo certe preparazioni industriali a base di pesce).

Il problema è che non mi è chiaro se la Direttiva in questione sia stata nel frattempo recepita… temo di no…

Il desiderio di approfondire mi era venuto anni fa, quando mi sono ritrovata a voler acquistare un mix di farine la panificazione e avevo letto in etichetta, fra gli altri ingredienti, anche le proteine del lupino (trattasi di un legume altamente proteico, ma approfitto del post di Vale per spiegare meglio di cosa si tratta). Già allora le evitavo, in quanto non sapevamo (e tuttora non sappiamo) se Alice sia allergica o meno a questo legume, né sappiamo se l’abbia ingerito casualmente, né alcuno si è mai posto il problema se indagare con dei test allergici. Essendo già allergica a fave, lenticchie e piselli… ma non a ceci e fagioli, ci teniamo lontani se non indispensabile da altri fattori potenzialmente allergici.

Fatto sta che proprio settimana scorsa ho acquistato al supermercato un mix per dolci senza glutine (perché vorremmo fare una dolce sorpresa ad un’amichetta celiaca di Alice) e come sempre ho letto l’etichetta (perché questi preparati rimangono per me un’incognita, contengono dei mix incredibili di tutto e di più, per un allergene tolto, dieci ne aggiungono!), alla ricerca degli ingredienti incriminati per nostra figlia, quindi latte, uova, ecc. Come di consuetudine (poiché ultimamente sono un po’ sulle nuvole) ho riletto per l’ennesima volta a casa l’etichetta e mi sono saltate all’occhio le proteine di lupino.

Devo ammettere che è piuttosto raro trovarle fra gli ingredienti, però mi chiedo e vi chiedo: è raro, perché effettivamente si usano raramente? o per qualche altro motivo? Così ho condotto qualche ricerca sullo stato della procedura di recepimento nel diritto nazionale della Direttiva 2007/68/CE, e ho consultato il sito ufficiale per questo genere di informazioni, ossia il Portale della Salute Sanitaria istituito dal Ministero della Salute, e … la Direttiva 2007/68/CE appare essere ancora in attesa di recepimento.

Se qualche lettore del presente blog fosse al corrente di qualche aggiornamento, sarò lieta di accogliere la segnalazione.

Nel frattempo, temo che dovrò chiedere all’allergologo se dobbiamo testare pure il lupino! La farina, per ora, la regalerò e rimando le mie sperimentazioni …

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PRIMI: W la pastina in brodo… col gomasio però…

SENZA PROTEINE DEL LATTE VACCINO, DELL’UOVO, SENZA SOIA, CON O SENZA GLUTINE, CON SESAMO

La Pastina in Brodo di Alice

Voi non ci crederete, ma nostra figlia adora la pastina in brodo… condita con il gomasio, in sostituzione del grana. C’è chi la detesta e chi la ama, al gusto non si comanda. Ma se i vostri figli sono tra coloro che la amano, e sono allergici o intolleranti alle proteine del latte vaccino e dell’uovo, ma tollerano i semi di sesamo, ben venga la pastina col gomasio che è una buona fonte di calcio.

Non sono ancora riuscita a reperire dati istituzionali, italiani, ma, se vi accontentate, in attesa di trovarli, sappiate che 100gr di semi di sesamo freschi contengono 738 gr di calcio (FONTE: DEBInet – Deutsche Ernährungsberatungs- und –informationsnetz). Qualcosa andrà perso tramite la tostatura, ma è meglio di niente.

La riuscita di un piatto, anche il più semplice, dipende dalla bontà degli ingredienti, quindi, nel caso della pastina, suggerisco vivamente di utilizzare un brodo vegetale, fatto in casa, con le verdure consentite e, ovviamente per me, ma non per altri, senza dado. E se la mangia anche il padre di Alice… che non impazzisce la pastina, potete fidarvi.

INGREDIENTI per 2 adulti e un bambino +3anni

Brodo vegetale q.b.  ❉ 200gr pastina con o senza glutine circa ❉ gomasio e olio extra vergine d’oliva q.b. per condire

PREPARAZIONE

  • Cuocere la pastina nel brodo secondo le indicazioni riportate sulla confezione.
  • Prima di servirla condire con gomasio e olio evo.

PROPOSTA DI MENÙ

Alla pastina potete abbinare come secondo piatto del tofu alle verdure (già pronto, nei negozi bio, quindi leggete bene l’etichetta onde evitare allergeni non graditi nel vostro caso), accompagnato da pane alle erbe, coste stufate con i pinoli, e per finire una macedonia di frutta fresca e il menù per la famiglia è completo.

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In volo con le allergie alimentari

Viaggiare con le allergie alimentari non è un’impresa semplice, ma non impossibile. Volare, invece, con le allergie alimentari non lascia proprio alcuno spazio al caso e all’improvvisazione. Il kit alimentare è d’obbligo. Questa mattina, da casa fino all’alloggio di destinazione non ho trovato nulla (ho chiesto a tutti i bar incontrati in aeroporto, perché non volevo lasciare nulla di intentato) che nostra figlia potesse consumare per colazione. Se io non avessi avuto con me latte vegetale e brioche “senza”, Alice non avrebbe fatto colazione fino a mezzogiorno! Voi direte:”Non potevi farle fare colazione a casa?”, “No, perché l’abbiamo svegliata presto e si è rifiutata di mangiare o bere qualsiasi cosa, fino all’aeroporto”.

Alice aveva solo quattro mesi quando ha preso il suo primo aereo, ma allora io allattavo al seno e il problema non si era posto. Successivamente ho sempre portato con me un kit alimentare di diverso tipo, a seconda dell’età e dell’orario, compatibilmente con gli alimenti consentiti dalle nuove norme imposte dopo l’11 settembre (in merito ai liquidi, alimenti non confezionati ecc.).

In caso di voli lungo raggio le compagnie aeree prevedono dei pasti speciali per le diverse esigenze. In caso di allergie multiple, però, non so fino a che punto è possibile soddisfare tutte le esigenze del caso. Non ho mai verificato, ma se un giorno dovessi essere assalita da una improvvisa curiosità, vi renderò note le mie scoperte. Nel caso, invece, di voli di corto raggio non ho mai interpellato ovviamente tutte le compagnie aeree, ma quella con cui abbiamo volato questa mattina non prevede alcuna soluzione alternativa. A bordo è stato servito, per colazione, un bel panino confezionato, senza etichetta, accompagnato da caffè, tè, succo di arancia e succo di pomodoro! Acqua. Sì avete capito bene, senza lista ingredienti. Ovviamente, per pura curiosità, in quanto ero certa che nostra figlia non avrebbe potuto consumarlo, ho chiesto, con un sorriso a trentadue denti e con il massimo della gentilezza, informazioni sul contenuto, facendo presente l’allergia di nostra figlia. In questo caso l’assistente di volo si è dimostrata molto comprensiva e molto professionale, adoperandosi per fornirmi tutte le informazioni possibili, che erano riportate su un foglio a parte che mi è stato consegnato. Ovviamente conteneva quasi tutti gli allergeni più comuni. Capisco che non sia facile soddisfare le esigenze di tutti gli allergici, però un piccolo sforzo lo si potrebbe fare. Che so io, un bel distributore automatico di prodotti senza gli allergeni più incriminati. Pensate sia un’utopia? Non credo. L’EuroDisney ci ha provato, e ha previsto una sezione dedicata a Diete e Allergie Alimentari. Nel sito è disponibile anche un opuscolo che fornisce tutte le informazioni relative ai servizi forniti dai vari ristoranti. Gli alimenti esclusi dai menù sono addirittura 53 (se ho contato bene). 

Perché non dovrebbe riuscirci un aeroporto? Una barista interpellata questa mattina mi ha detto “Signora, se Lei cercasse delle sigarette, ne troverebbe ad ogni angolo, e nuociono alla salute di tutti, ma ciò che invece gioverebbe alla salute di alcuni…”. E con questa riflessione vi lascio fino alla prossima settimana…

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Una torta gelato per il tuo compleanno, cara Alice

SENZA PROTEINE DEL LATTE VACCINO, DELL’UOVO, SENZA GLUTINE, SENZA SOIA

La torta che vedete nella foto non l’ho fatta io… E’ una torta gelato, gusto limone e melone, squisita, a cui io ho solo aggiunto le gelatine di frutta, che ha stupito anche coloro (tra cui la sottoscritta) che solitamente non amano il gelato di frutta. A quella se ne aggiunta un’altra, al fior di latte e cioccolato (entrambe a base di latte di riso) che non ho fatto in tempo a fotografare…

Qualche settimana fa Alice ha compiuto cinque anni e per festeggiare il suo compleanno mi aveva chiesto di prepararle una bella torta su due piani. Dovendo tornare in città il giorno dopo, non avevo proprio il tempo di prepararne una io, ma mi spiaceva lasciarla senza torta. La torta di compleanno è un simbolo. Prima dei 36 mesi Alice non ha mai avanzato richieste, ma intorno ai tre anni ha cominciato a ricevere inviti a festicciole di compleanno e da lì ha iniziato a dimostrarsi interessata…

Così ho chiesto alla nostra amica Gloria di preparare due torte gelato (lei è titolare di una gelateria), in quanto oltre ai gusti tradizionali, lei propone anche un gelato privo degli allergeni più pericolosi per nostra figlia, ossia le proteine del latte vaccino e uovo. Non solo, è privo anche di glutine. Nel caso del gelato di frutta utilizza acqua frutta e zucchero, mentre con il latte di riso prepara due o tre gusti a seconda della disponibilità di spazio “in vetrina”.

Gloria pulisce accuratamente tutti giorni gli attrezzi e ogni giorno preparara prima il gelato “senza” e poi gli altri gelati, onde evitare contaminazioni, riservando a ciascun gusto la propria paletta che in caso di contaminazione (occorsa nella preparazione di una coppetta per un non allergico che ha preso anche altri gusti) sostituisce con una vergine.

Pur non avendo famigliari stretti con allergie alimentari, la nostra amica ha deciso di offrire la possibilità di togliersi la voglia di gelato anche a chi altrimenti dovrebbe rinunciare a un piacere della “gola”!

Risultato: Alice era entusiasta, sia di gustarsi la sua torta di compleanno, sia di vedere che veniva apprezzata anche da chi allergico non era. Per un bambino questo è molto importante.

Per rendere felice un bimbo non servono effetti speciali, ma poche attenzioni, fatte col cuore e di cuore ringraziamo Gloria, Gelateria Pitonetta, e il Bar dello Stabilimento Balneare “Arenella Beach”, Portoverene (SP), che si sono prodigati affinché Alice potesse vivere con gioia il suo momento.

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Si sarebbe potuto evitare?

Le allergie alimentari sono per alcuni una scocciatura, per altri un disagio, per qualcuno può essere fatale. Il ragazzo di Foggia morto qualche giorno fa, la ragazzina di 12 anni morta la scorsa primavera, sono tra quegli sfortunati per i quali l’allergia alimentare si è rivelata fatale. Non dispongo di informazioni sufficienti per farmi un’opinione sui casi specifici, né tanto meno per esprimere giudizi, ma mi sorge spontanea una domanda: cosa si sarebbe potuto fare per evitare che ciò accadesse? Non ho una risposta, bensì mi sovvengono altre domande che mi pongo in qualità di mamma di una bambina allergica.

Per oggi avevo in programma una ricetta, ma la notizia di quella morte, che forse si sarebbe potuta evitare o forse no, mi ha turbata, perché ci riguarda da vicino. Alice è allergica a diversi alimenti. Ad alcuni in modo particolare (proteine del latte e dell’uovo). In passato ha avuto una reazione allergica che ci ha spaventati: edema della glottide e angiodema del volto, in seguito all’ingestione di tre cucchianini di yogurt di capra, che aveva già assunto senza problemi. I sintomi sono fortunatamente rientrati dopo la somministrazione di un antistaminico liquido. Questa non è la sede per entrare nel merito dei fatti, ma mi limito a dirvi che da allora non giriamo né con iniezione di adrenalina, né di cortisone. Non siamo degli irresponsabili, ma i medici consultati allora non lo hanno ritenuto necessario. Dopo gli episodi di quest’anno, cominciano a sorgermi dei dubbi.

Chi ha un figlio allergico sa di cosa sto parlando, o forse no, per cui riporto di seguito una definizione che tra le altre mi sembra più chiarificatoria: “L’anafilassi è una reazione allergica sistemica severa. Non esiste una definizione universalmente accettata perché l’anafilassi comprende un vasto corollario di caratteristiche. Una buona definizione è quella del Canadian Pediatric Surveillance Program (4), secondo cui l’anafilassi è “una reazione allergica severa, con esordio improvviso e risoluzione in meno di 24 h, che coinvolge uno o più apparati ed è caratterizzata da uno o più segni e sintomi quali orticaria, rossore, prurito, angioedema, stridore, sibili, dispnea, vomito, diarrea o shock…”. Dato che l’anafilassi è una reazione generalizzata, possono essere osservati diversi sintomi e segni, a livello neurologico, oculare, respiratorio (alte vie e basse vie), cardiovascolare, cutaneo o gastroenterico. Fonte: Farmacovigilanza.

Purtroppo non sappiamo come si sia  svolta la vicenda. Gli articoli letti on line non rivelano se se fosse noto che il ragazzo avesse avuto in passato episodi allergici gravi, o se fosse a rischio di shock anafilattico (la reazione allergica più grave). Si legge che sia morto durante il trasporto, ma non sappiamo se  se sia stato chiamato il 118, se sia stata posta una diagnosi di anafilassi. Non si sa quindi se sia stato trasportato dai famigliari o in ambulanza. Non si sa se il ragazzo abbia ricevuto un primo soccorso prima del trasporto, se sia stato soccorso da personale medico, quindi autorizzato a eseguire le procedure d’urgenza previste in questi casi. Non si sa nulla. Mi auguro che la stampa non dimentichi questo episodio e fornisca in seguito i chiarimenti che l’autopsia porterà alla luce.

Mi rendo conto che con questo post non vi sono di grande aiuto, ma approfondirò con chi di dovere. Mi informerò.Vi informerò.

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Focaccia farcita. Prima puntata.

SENZA PROTEINE DEL LATTE VACCINO, DELL’UOVO, SENZA SOIA, SENZA O CON GLUTINE, CON FRUTTA A GUSCIO (pinoli), CON LIEVITO

Siamo tornate in Liguria e quindi siamo tornate a mangiare la focaccia. Non tutti i giorni, ma saltuariamente ci capita di fermarci a pranzo in spiaggia… portando qualcosa da casa. Mangiare fuori casa, in caso di allergie alimentari importanti, non è sempre possibile, come accennavo in un altro post. Il bar della spiaggia è un ambiente molto piccole e le attrezzature sono sono ridotte: una sola  piastra per i tost, un  solo piano di lavoro, ecc. La probabilità di contaminazione accidentale con alimenti a rischio (formaggio, uova, latte ecc.) è altissima, quindi preferiamo non consumare quasi nulla al bar (tranne ghiaccioli, caffè d’orzo, bibite…).

Quando decidiamo di fermarci in spiaggia portiamo piatti veloci, tipo: insalata di farro, insalata di pasta, torta salata, focaccia imbottita con prosciutto cotto, rigorosamente senza proteine del latte, o prosciutto crudo, oppure, quando riesco a procurarmelo un tipo particolare di tofu alle verdure spalmabile. Bene, nostra figlia ha espresso il desiderio di assaggiare qualcosa di “diverso”…

Diverso come? Santa pazienza. Potessi darle un bel pezzone di grana e via, e invece no… Così, un giorno in cui ero veramente a corto di idee e di fantasia culinaria, le ho proposto la focaccia farcita col pesto “senza”, ma rinforzato di pinoli, per renderlo più nutriente possibile! Risultato? “Brava mamma”, è stata la sua risposta… Per così poco! Il problema è che ora si aspetta un’altra sorpresa…

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