Fratelli, I manuali di Pollicino. Come ci relazioniamo con i nostri figli quando sono più di uno?

cop.aspxOggi desidero partecipare all’odierno Venerdì del Libro di HomeMadeMamma con un libro che solo apparentemente è destinato ai genitori di più figli, perché, secondo me, è proprio attraverso il confronto con ciò che è diverso (da noi, dalla nostra realtà) che possiamo, allargare i nostri orizzonti e comprendere a volte meglio ciò che ci circonda e che ci accade. Non solo: anche le allergie alimentari e la dermatite atopica possono diventare motivo di gelosia per fratelli e sorelle.

Prima di passare a raccontarvi qualcosa del libro, voglio però invitarvi a fare:

Quattro chiacchiere sul Divano del KikolleLab con le autrici, Aurora Mastroleo e Mariangela Mazzoni (rispettivamente psicoterapeuta, vice presidente dell’Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus; psicoterapeuta, membro dell’Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlusmercoledì 28 gennaio p.v. alle ore 19:00 presso la sede del KikollabL’evento, che si concluderà con un aperitivo offerto dalla casa, è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria contattando direttamente il KikolleLab.

Sebbene il libro non indaghi i temi trattati in questo blog, mi è stato subito evidente che in realtà si presta per moltissime considerazioni anche in termini di allergie alimentari e non, come sempre mi accade leggendo i libri della Collana I manuali di Pollicino, editi da RedEdizioni. E il volume Fratelli non poteva non fare eccezione!

Prima di tutto inquadriamo il tema:

[…] questo piccolo manuale intende accompagnare i papà e le mamme nelle diverse dinamiche familiari possibili alla luce del legame tra i figli, sostenendo l’utilità e la necessità di orientare i propri interventi a partire dalla comprensione delle sensibilità di ciascuno, prima di tutto quelle dei genitori stessi. […]Per tutta l’infanzia quel naturale desiderio di affermarsi di fronte a mamma e papà e di sentirsi particolari e unici per loro, può produrre una catena di scontri fraterni nei quali prende forma la gelosia, la rivalità o l’invidia. […] (p. 7)

Il manuale affronta quindi la gestione dei rapporti tra genitori e più figli in famiglia, attraverso anche l’analisi di alcuni casi descritti nel libro, e sarà possibile trovare spunti interessanti per destreggiarsi nelle possibili dinamiche familiari.

Non ho esagerato quando ho scritto che le allergie e la dermatite atopica potrebbero essere motivo di gelosia per fratelli e sorelle. Aggiungo anche per coetanei in cerca di attenzioni. Sì perché paradossalmente il bambino allergico, soprattutto se a rischio, è più oggetto di “attenzioni e riguardi” da parti degli adulti di riferimento, e noi non sappiamo cosa accade nella testa dei bambini. E forse, se indagassimo certi comportamenti di alcuni bambini apparentemente inspiegabili nei confronti di alcuni piccoli allergici, alla luce di questa interpretazione, potremmo fare delle scoperte. Una volta conobbi una mamma al mare che mi raccontava proprio di aver notato ad un certo punto che il fratello maggiore era diventato d’un tratto scontroso con quello minore e non se ne spiegava il motivo finché un giorno lui è sbottato e le ha rinfacciato ” che lei trascorreva più tempo con il fratellino, perché lui era “costretto”  ad andare in colonia e il fratellino no, perché per lui preparava cibi “speciali” e per lui no, e via discorrendo.” Se quel bambino (credo 11 anni ma non ricordo bene) non avesse parlato, la madre non avrebbe probabilmente mai saputo e non avrebbe mai potuto prendere provvedimenti. Questo solo per fare un esempio.

Poiché Alice è figlia unica, non abbiamo questo problema, ma ne abbiamo altri. Lei è figlia unica anche nel suo essere atopica (con allergie alimentari e non solo, e con dermatite atopica), quindi non ha confronti in famiglia con i suoi pari su questo tema, né su altri. Quindi conflitti, gelosie, paure, conquiste sono tutte situazioni che sono vissute “da sola” in famiglia, oppure fuori (a scuola, con gli amici).

Qualcuno in passato aveva cercato di convincermi che avremmo dovuto “regalare” una sorellina o un fratellino ad Alice per non farla “sentire sola” e per “distrarmi dalle sue allergie”. Non entro nel merito, ma le neomamme sono costrette ad ascoltare tante sciocchezze, ed oggi ne ho la conferma scritta nera su bianco leggendo questo libro, quando  le autrici scrivono brevemente che:

[…] ci sono dei piccoli tranelli comuni a molti genitori. Tra questi il più frequente riguarda il presentare la nuova nascita come un regalo che i genitori hanno potuto fare al primogenito, un regalo al fine di non lasciarlo ‘da solo’. (p. 29)

E lì mi sono detta, bene, posso proseguire la lettura, non sono una mosca bianca. E se lo sono va bene lo stesso.

Prima ancora però mi sono imbattuta in una testimonianza (fra le tante riportate nel libro) che mi hanno fatto accendere, invece, una lampadina (scommetto anche a voi genitori di figli con allergie alimentari, intolleranze alimentari e celiachia):

Non so mai come accontentarli entrambi, uno vuole la pasta in bianco, l’altro al sugo. Uno i jeans e l’altro la tuta. […] Devo stare attenta per essere equa e giusta in quello che concedo loro. Se do all’uno sento di dovere dare anche all’altro, magari però Federico in quel momento non sta chiedendo nulla. In realtà credo che sia più una mia preoccupazione e non loro, poiché non vorrei mai che pensassero che prediligo l’uno a discapito dell’altro. (pp. 19)

Più avanti si legge che è bene sfatare il falso mito che i figli per i genitori debbano essere tutti uguali (mia suocera si sentirebbe alleggerita di un peso probabilmente), perché nella loro particolarità i figli sono tutti diversi. Nella loro posizione di figli rispetto ai genitori possono anche avere lo stesso peso (inteso come affettivo), ma ciò non significa che siano comunque ‘uguali’.

Lampadina che ha raggiunto il suo massimo di illuminazione quando si parla del momento del pasto… pp 44-45

Il momento dei pasti e il desiderio di riconoscimento dei figli.

Il tempo dei pasti resta oggi uno dei pochi momenti di vero incontro tra tutti i componenti della famiglia. Il pasto, soprattutto quello serale, in cui ci si racconta della propria giornata, ci si ritrova, è spesso uno dei momenti più felici per i bambini, che finalmente possono democraticamente narrare le loro piccole e grandi conquiste ed esperienze quotidiane. Questo momento di confronto e d’incontro veicolato dalla condivisione del cibo, è anche un piccolo palcoscenico nel quale si offrono rappresentazioni emblematiche sia di ciò che accomuna i fratellini sia delle loro differenze. Proprio la dimensione rituale della tavola può permettere con più facilità di esprimere i propri gusti e preferenze alimentari anche per rivendicare la propria unicità rispetto agli altri.

Durante i pasti la mamma può cercare di assecondare queste particolari propensioni e ritrovarsi a servire ai fratelli piatti diversi. Ecco allora la mamma che arriva a tavola con più ciotole e condimenti: ‘per Marco pasta in bianco, per Luca con il sugo’. A tavola i figli richiedono un particolare accudimento, che riguarda non solo il nutrimento, ma anche la necessità che anche nel piatto sia riconosciuta la propria eccezionalità.

In una famiglia in cui ci sono fratelli e sorelle sani e un fratello o sorella con allergie o intolleranze alimentari, cosa succede? Attenzione, poi ci sono anche le famiglie con due figli diversamente allergici e intolleranti (!) e io ne conosco una…

Ho conosciuto famiglie che cucinano “senza” per tutta la famiglia, perché “i figli non allergici mangiano a scuola il resto”, oppure famiglie in cui “ogni figlio mangia ciò gli piace e ciò che può” (sante donne).

Ma ora mi domando: Ma fino a che punto è giusto assecondare le diverse richieste ed esigenze? Se lo sono chieste anche le autrici,  ma non in merito alle allergie, bensì più in generale e lì la risposta è la seguente:

La disponibilità dei genitori ad accogliere questo genere di rivendicazioni può degenerare fino a produrre una situazione conflittuale nella quale la ‘madre che deve nutrire’ diviene l’ostaggio di un sottile ricatto. Questo la infragilisce, generando l’idea che se non arriva ad assecondare le richieste di tutti, non assolve in maniera adeguata il proprio compito di nutrire, che è al cuore della posizione materna. […]

Urge a volte trovare un limite, un criterio che argini. Un consiglio per uscire dalla possibile impasse può essere quello di provare a decidere insieme ai bambini e prima dei pasti quali alimenti preparare per pranzo o cena, assecondando nei diversi giorni della settimana via via i gusti di ogni bambino e chiedendo però a tutti di assaggiare i piatti desiderati dagli altri. Questo piccolo escamotage può permettere a ogni fratello di esprimere le proprie preferenze e di affermare agli occhi di mamma e papà la sua diversità. In generale l’orientamento non può che riguardare la necessità di soddisfare la domanda di riconoscimento, domandando però al bambino di adeguarsi alle regole della tavola.

E così torniamo al concetto di “gelosia” a cui accennavo sopra, e torniamo a parlare di frustrazioni di cui abbiamo già parlato in questo blog in altre occasioni.

Come mi comporto io? Questo sarà tema di un altro post, perché orami ho scritto abbastanza e voi non leggereste una riga di più;-)

Vi saluto tutti sperando di vedere qualcuno di voi mercoledì prossimo al KikolleLab.

Qualche altro spunto, a cura delle autrici, tratto dal libro potete trovarlo anche in milanoperibambini.

A presto!

 

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5 commenti

Archiviato in ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, LIBRI & Riviste, PENSIERI DI UNA MAMMA

5 risposte a “Fratelli, I manuali di Pollicino. Come ci relazioniamo con i nostri figli quando sono più di uno?

  1. Mamma Orsa Curiosona-Stefania

    ciao! Ottima scelta! Scopro oggi il tuo blog e il mondo delle allergie. Fortunatamente non viviamo questa situazione ma è sicuramente un argomento molto interessante e ti seguirò volentieri!

  2. Bhè, che dire? Da mamma di due figli credo che per me sarebbe una lettura molto interessante… E’ un titolo che mi suona del tutto nuovo, non sapevo che esistesse… ora che lo so mi metto in moto per cercarlo!

  3. Quanto avrei da dire!
    In sintesi convengo (anche su quello che si dice alle mamme sul fare più figli, senza porsi poi domande di buon senso sulle ricadute e l’opportunità di certe uscite stile “voi figli niente?”), certe tematiche son più ampie di quanto non sembri, misurarsi col tema del “diverso trattamento”, diverso approccio, è sempre salutare

  4. Pingback: Venerdi’ del libro: Harry Potter das Magische Lexikon |

  5. scusate se non ho commentato i vostri ma ero in montagna e non avevo connessione sufficiente:(
    @ mamma orsa curiosa, grazie per l’interessamento, perché … amici e parenti non sono allergici, ma per invitarci a cena… è meglio prepararsi;-)

    @stefania, pur essendo talvolta un po’ tecnico, è divulgativo e riporta molti casi, magari non i nostri, ma è fonte di ispirazioni… illuminanti…

    @Cì… non avevo pensato alla dicitura: diverso trattamento”, diverso approccio… e sì, sarà proprio questo il motto dell’anno;-)

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