E’ “solo allergia”… Una testimonianza…

… che esprime ciò che io talvolta ho chiaro nella mente, ma che non sempre riescco a tradurre in parole che non creino malintesi… e putroppo lo spazio e il linguaggio veloce e conciso nei blog e nei social network non agevolano.

Nessuno può sottrarsi alle frustrazioni della vita che però ricordiamoci aiutano a crescere.

Di seguito il commento di Carlotta a questo post, la quale per chi non lo sapesse è la madre di un bimbo di 5 anni (frequenta la materna), allergico a glutine e uovo se non rammento male, al quale è stata prescritta l’adrenalina autoiniettabile.

Che bello questo post, intenso, vissuto, carne viva, niente apparenze, nessun velo.
Grazie di questa ricca umanità che aiuta a riflettere su di sé e farsi compagnia!
Come sapete anche io penso che sia ‘solo’ allergia… l’ho detto e argomentato diverse volte e a volte sono stata anche fraintesa, ma il mio approccio a questa avventura è tenere bassa l’ansia, concentrarmi sulla sicurezza il giusto, e non prescindere da questo punto di vista.

Devo dire che non è uno sforzo: dopo i primi mesi in cui ho dovuto sedimentare ed elaborare quello che ci stava succedendo, devo dire che sono proprio certa che questa avventura sia ‘solo’ allergia. So, e sporadicamente abbiamo anche già sperimentato, frustrazioni, lamenti del pargolo, ma l’essere io e mio marito certi che sia ‘soloallergia aiuta.
Pietro guarda tanto come siamo tranquilli noi, respira un’aria, e osmoticamente questo aiuta. Poi qualche frustrazione in effetti è stata sperimentata, ma capiamoci, vedendo le altre mie figlie, non è che neanche per loro sia tutto ‘facile’: la più grande ha un metabolismo bassissimo, mette su ciccia solo a guardare i dolci, credetemi, soffre di più lei quando le dico no al pane e nutella o a un bel gelato che Pietro a mangiare sempre lo stesso gusto di gelato….
Chiaramente i problemi non sono solo le frustrazioni, anzi per me sono il meno in questo momento che ha solo 5 anni. Il mio vero problema è delegare a terzi (nonni, baby sitter…) la sua cura, su questo tema l’ansia un po’ sale :-)
Ma quello che vi vorrei dire è che pur essendo ‘solo’ allergia… è un’avventura molto interessante, perché cercare di viverla con una dose di serenità non vuol dire che ci sta scivolando addosso, anzi… stiamo dando molto meno per scontato qualsiasi passo educativo con Pietro di quanto non abbiamo fatto con le sorelle maggiori, ci ha dato come uno scossone alla scontatezza e ad un certo torpore costringendoci a chiederci in modo più vero e sostanziale cosa desideriamo per i nostri figli, è proprio difficile spiegarlo a parole, ma c’è un che di gratitudine che io e mio marito viviamo in questa avventura.

Ci sarebbero moltissime considerazioni da fare, ma oggi mi limito a dire… impariamo a relativizzare.

Per quale ragione oggi pubblico questo commento?

Perché da un po’ di tempo vivo una sorta di “bisogno” di prendere le distanze dalla malattia e a mantenere il livello di ansia entro limiti accettabili, nel senso che oggi più di prima desidero sicuramente fare quanto è necessario per mia figlia (ricordo che nostra figlia è allergica, per ora, a tutte le proteine del latte e dell’uovo, piselli, fave, lenticchie, grano saraceno, manzo e vitello, nonché ad inalanti quali acari e graminacee e ha la dermatite atopica),ma senza eccessi e fanatismi, cercando di vivere la nostra vita nonostante.

E purtroppo, la frequentazione di certi siti internet e di FaceBook non aiuta a mantenere basso il livello d’ansia, quando addirittura non generano allarmismi o false illusioni.

Là dove tutti sembrano trovare un filone d’oro, sottoforma di “informazioni”, “nuovi amici”, “nuovi compagni di avventura”, “nuove soluzioni”, io purtroppo vedo, nel caso delle allergie, una nave in balia della tempesta, senza comandante. Tutti leggono, di corsa, si informano, di corsa, rincorrono le notizie, lasciano commenti concisi che dicono tutto e non dicono niente, senza prestare attenzione al linguaggio usato, alla sensibilità di chi legge e di chi scrive, dando talvolta anche inforamzioni che sarebbero tutte da verificare. E l’ansia del “branco” può tradursi in una sorta di “ansia sociale”. Ho difficoltà a trovare le parole, lo ammetto.

Per questo ringrazio Carlotta, per averle trovate al posto mio.

Personalmente, credo che il socialnetwork non faccia per tutti, e in certi casi rischia di diventare un alimentatore di ansia, generato da siti monotematici che tramutano un problema ne IL problem, l’unico, per cui c’è solo LA soluzione, uguale per tutti, col rischio di monoplizzare i pensieri e la giornata, le settimane, i mesi del diretto interessato. La notizia di un decesso, raro, per shock anafilattico fa dimenticare le morti quotidiane per tumore, malattie cardiache, incidenti stradali, dove noi potremmo forse fare qualcosa, in termini di prevenzione, cambiando il nostro stile di vita.

Non so se mi sono spiegata. In questo periodo sono un po’ stanca di allergie, intolleranze alimentari, dermatite atopica.

La vita è altrove. La vita è troppo preziosa e breve per sprecarla. E per viverla e goderne bisogna essere vivi dentro e non spenti da ansie e paure… dall’angoscia di morte dei nostri figli. Perché questa è la sindrome di cui soffrono molti genitori di figli allergici ai quali è stata prescritta l’adrenalina. E la colpa… non è tutta loro/nostra, ma di questo parleremo un’altra volta.

I nostri figli allergici hanno bisogno sì di essere consapevoli, di una giusta dose di frustrazioni per crescere, ma non hanno sicuramente bisogno del nostro (genitori) bagaglio di ansia, che rischia di farci diventare inutilmente aggressivi, incattiviti col mondo, intolleranti verso alcuni, leggeri e spesnierati quando si potrebbe, incapaci di vivere nonostante, costringendoci a vedere tutto con un unico paio di occhiali: l’allergia.

Non è facile. Attendo i vostri spunti di riflessione.

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15 commenti

Archiviato in ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI

15 risposte a “E’ “solo allergia”… Una testimonianza…

  1. posso sintetizzare il fatto che capisco cosa intendi, che provo molti dei tuoi sentimenti, che leggo amore in ciò che dici con la sola parola: non ti conosco ma ti adoro!????.ciao simona

  2. Paola

    Cara Monica, proprio oggi “rientro” in rete dopo quasi tre mesi di assenza…..motivo? proprio quello che esprimi tu….. ho sentito la necessità di prendermi un po’ di “ferie”, una pausa, come dire…. uno “stop input” dalle informazioni relative alle allergie di mio figlio.. ne avevo bisogno, mi sentivo satura dopo 9 anni di letture, di ricerche, di necessità di risposte (non me ne volere non ho più scritto nemmeno sul questo tuo blog però ho dato qualche sbirciata eh!).
    Devo essere sincera; quando ho scoperto in tuo blog sono stata molto felice, mi ha reso veramente consapevole di non essere sola…. non è solo una fonte di informazioni ma è soprattutto uno scambio di emozioni… ci siete anche voi….. e penso che la mia decisione sia partita proprio da qui… dal tuo lavoro… grazie Monica! Spero di essermi spiegata… Sia chiaro, non ce l’ho con nessuno in particolare e non ho tolto le attenzioni per mio figlio ma è… che non volevo diventare una bulimica “informatica” sull’argomento!
    Hai proprio ragione… la vita è qui ora, ogni momento, ogni istante, voglio respirare liberamente senza vivere in apnea leggendo l’ultima notizia, l’ennesima spiegazione medica-fisica-chimica-psicosomatica che mi faccia vivere sempre alla ricerca di…. Di cosa? E’ vero è solo allergia…. si può vivere serenamente… e quest’estate me l’ha dimostrato!
    Grazie.Un bacio. A presto.

    • Paola, ti sei spiegata benissimo e sono contenta 1) di avere delle simili 2) che il mio scrivere serva non solo a me:) a presto… in rete, solo quanddo e come vogliamo noi:)
      p.s. “bulimia informatica”… dà da pensare…

  3. Ciao Cara Monica, come vedi siamo perfettamente sintonizzate.
    Tenere bassa l’ansia è una necessità, senza perdere di vista il problema. E’ una necessità soprattutto per i nostri figli, che spesso temono qualcuosa che nemmeno conoscono e perciò è ancora più spaventoso.
    Bello questo pezzo, incarna bene la mia filosofia ed il mio approccio all’allergia, al non volerla far diventare l’unico problema ed a non permetterle di fagocitare tutto il resto.
    Ognuno ha il suo percorso ed ogni percorso ha le sue fasi.Ti capisco benissimo in questo momento.
    Un abbraccio
    Barbara

    • Cara Barbara,
      grazie per la tua vicinanza e per il tuo feed back, perché quando si scrive dal profondo, non sempre mi riesce di spiegarmi bene…
      Appena rientriamo, torno a navigare nei blog che mi piacciono… tra cui il tuo;)

  4. valeria

    molto vero, molto profondo, molto utile…condivido in pieno! il mio livello di stanchezza (Tea è una neonata bella vispa e le mie energie non più quelle dei 20 anni!!!) è tale che non mi azzardo a dire di più, comunque grazie per questo articolo!

    • Cara Vale… detto da te, ha un gran valore, perché se proprio tu riesci a leggere fra le righe quello che intendo, allora ho la certezza di essere riuscita a spiegarmi. E… ora non aggiungo altro, spero di avere l’occasione di rivederti/vi presto. Un abbraccio anche alla piccola Tea! p.s. Alice ogni tanto mi chiede:”Ma quando la vedrò potrò tenerla in braccio? O sarà ancora piccola piccola?” | “Dipende tesoro, ma da quando li rivedremo…” 😀 😀 😀

  5. Manu

    Ciao A tutte,
    E’ normale avere alti e bassi!
    Monica: prenditi una pausa,Tu sei cmq più’ immersa di tutte noi “nell’allergia”. Sappiamo che ci sei ,e te lo dico sempre,grazie a te non mi sento sola in quest’avventura e chissà quante persone la pensano come me.
    E chissenefrega se ho una figlia super allergica e magari non passera’,con quello che capita nel mondo,le allergie me le tengo e ringrazio anche .
    Non cambierei mia figlia,non penso che gli altri Siano più’ fortunati e pazienza se avra’ bisogno dello psicologo in futuro….
    Ci dovrebbero andare un sacco di persone che conosco….eh eh…..

    Un bacio a tutte voi

    • Cara Manu, sai, il bello del blog è proprio questo andamento lento, ma non troppo, che da spazio a tutti senza pretendere nulla in cambio, tranne il rispetto reciproco delle idee, grazie di far parte di questo piccolo mondo;)

  6. ciao monica, bellissimo questo post e che dire? condivido appieno. Nella nostra famiglia abbiamo fatto una filosofia di vita del fatto che il bagaglio lo portiamo noi, sempre, mai nostro figlio. E come ben esprimi tu, anche per noi ogni tanto è ora di fare pulizia, di trovare un respiro più ampio, di svuotare le valigie dal peso a volte opprimente di informazioni, doveri, se, ma, paure e via dicendo. Questi sono momenti preziosissimi, una sorta di rigenerazione necessaria per andare avanti.
    I nostri figli meritano certo che li proteggiamo dal punto di vista della salute, e in questo il valore dell\’informazione è innegabile, e dal mio punto di vista irrinunciabile.
    Tuttavia accanto a ciò meritano che diamo loro l\’esempio più prezioso che esista: la meraviglia della vita. Che va vissuta sempre appieno, senza mai recriminare, arrendersi, fossilizzarsi nè scappare. La paura e l\’ansia vanno guardate in faccia e se riusciamo a farcele amiche la vita acquista in leggerezza e gioia. Grazie del tuo post, mi ha dato una bella energia, come guardare all\’orizzonte non da sola ma insieme a un\’amica

    • Ciao Laura! Mi piace la metafora che usi: il bagaglio… perché in quella valigia c’é di tutto, il bello e il brutto, e a seconda del tempo che fa si tira fuori questo o quello… e sì, ammetto che guardare lontano in compagnia, fa sentire bene;) a presto.

  7. Monica sono d’accordo con te, tenere basso il livello d’ansia è una cosa che dovrebbero fare tutti, non solo i genitori dei bimbi allergici, perchè vivere con l’ansia ci fa stare male.Io le mie ansie le esterno molto poco, me le tengo dentro e somatizzo da una vita, e non è certo un gran bel vivere!!!Io sono già preoccupata per quando Matteo frequenterà la scuola materna, e mancano “solo” due
    anni!!!

    • No, non deve essere un bel vivere, ma se ti consola saperlo, nemmeno esternarle fa vivere meglio, forse aiuta a trovare condivisione, collaborazione, e forse qualche intuizione, ma… solo il “lavoro” su di sè alla fine può fare qualcosa… un abbraccio

  8. Pingback: Lettera a Babbo Natale di una bimba allergica… | mimangiolallergia

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