Lettera a Babbo Natale di una bimba allergica…

Lettera a Babbo Natale by mimangiolallergiaMamma ho scritto la lettera a Babbo Natale… so che non esiste e che siete tu e papà e i nonni e gli zii eccetera, però mi piace crederci con la fantasia. | Mhm bene, ma non avrai solo scritto una lista di giocattoli, vero? Perché è l’occasione anche per chiedere la realizzazione di un desiderio, di un sogno, che so io, tipo visitare un luogo particolare o non so cos’altro… | Sì mamma, lo so e infatti ho scritto: “Non essere più allergica!” | Ah! Bene… 

Per oggi avevo previsto un post “tecnico”, ma ho optato per un post con i pensieri di una bimba e della sua mamma.

Ebbene sì, prima o poi doveva accadere. Desiderare e sognare è concesso, che poi quei desideri o quei sogni possano essere esauditi e realizzati… è un’altra cosa. Ma che fare in questo caso? Rispondere:”Ma certo tesoro! Non preoccuparti. Sicuramente un giorno non sarai più allergica.” E poi… come qualcuno che conosco… in età adulta è talmente arrabbiato per aver coltivato un sogno che non si è mai realizzato che ancora oggi ci fa i conti”, oppure rispondere: “No cara, rimarrai allergica tutta la vita, ma imparerai a conviverci” che sicuramente non crea false illusioni, ma non è certo una visione ottimistica che aiuta a sentirsi bene con l’allergia e i suoi condizionamenti.

E così io che cosa ho risposto? Non ci crederete, ma non mi ricordo bene cosa le ho detto, forse per la fatica che mi costa darle un dispiacere, però a grandi linee le ho detto qualcosa di molto simile a:” Tesoro mio, non preoccuparti della tua allergia, perché vedrai quante cose belle avrai modo di fare e di vedere a dispetto di quella noiosissima allergia! Ad ogni età il suo impegno e il suo divertimento! E ora vediamo subito realizzare un tuo desiderio che so stare nel cassetto da qualche anno e prenotiamo i voli per D’dorf.”

Se non fosse l’allergia, potrebbe essere qualcos’altro, perché la vita è fatta anche di limitazioni e opportunità, fortuna e sfortuna, inquietudine e pazienza rispetto ad un obiettivo. Ciò che fa la differenza è il Come Decidiamo di Affrontare un Problema, che ci crediate o no. “Pensare positivo” non è uno slogan, ma è davvero una chiave che può aprire porte che pensavamo chiuse per sempre. E il nostro sistema immunitario ringrazia, perché è ormai risaputo che un atteggiamento positivo favorisce addirittura in certi casi guarigioni, ma in ogni caso non indebolisce le difese immunitarie (ne sono un esempio anche certi reparti in certi ospedali non solo pediatrici sparsi in Italia e nel mondo, ma oggi non voglio tediarvi con teorie in materia di psicologia).

Alice ha ormai nove anni e non voglio illuderla, ma nemmeno deprimerla, bensì desidero starle accanto e fornirle strumenti per andare oltre la sua allergia, per stare bene con sé stessa e con gli altri, nonostante la sua condizione allergica. A volte penso di riuscirci, a volte no, però un’amica psicologa mi ha detto che è più che lecito desiderare ed è sano che lei lo esprima a voce alta ed è altrettanto sano che ci sia qualcuno ad accogliere i suoi desideri più profondi con amorevolezza, concretezza e un pizzico di fantasia, perché non esistono ricette.

Non ci crederete ma… non riesco comunque a pensare alla desensibilizzazione orale agli alimenti (DOPA) come alla soluzione di tutti i nostri problemi, ma non è questa la sede, magari ne parleremo in un altro post.

Più che mai desidero pormi nella condizione di “resilienza”, piuttosto che di “resistenza” intesa come opposizione a qualcosa, dove per resilienza in psicologia si intende: “la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. È la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità. Persone resilienti sono coloro che immerse in circostanze avverse riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti.”

Tutto sommato… è “solo” allergia

Ma voi… cosa avreste risposto? E se in ascolto ci sono bimbi diventati grandi (e so che ce ne sono… 🙂 lasciate la vostra testimonianza, potrebbe illuminare noi genitori di piccoli e meno piccoli allergiconi;-) Grazie anticipatamente…

 

 

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7 commenti

Archiviato in ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, PENSIERI DI UNA MAMMA

7 risposte a “Lettera a Babbo Natale di una bimba allergica…

  1. La mia Emma che ha 5 anni per il momento non fa domande sul futuro, e accetta senza problemi i vari fastidi legati alla sua atopia. Credo che consideri una cosa normale il prurito, le lesioni, la rinite. Certo la sua situazione non è particolarmente problematica.
    Con il tempo ha ripreso a mangiare gli alimenti che le creavano problemi, non mangia il pomodoro crudo e talvolta piange quando assaggia il parmigiano perché ha le mucose danneggiate e prova dolore.
    Le domande sul futuro sono tutte mie. Migliorerà? Diverrà un soggetto asmatico? La potrò mandare in gita con la scuola senza paura?

  2. BARBARA BONDIOLI

    Ciao Monica, penso anche io che i nostri bimbi, in fondo, abbiano “solo” l’allergia e che quindi non bisogna considerarsi sfortunati per questo, c’è di peggio … Sono Barbara, la mamma di Tommaso 9 anni allergico dalla nascita a frumento, latte e uova. Tutto è stato gestito bene fino a che il bimbo è stato piccolo, fino ai 3 anni, ma dopo ci siamo posti il problema “dell’entrata in società” e noi genitori abbiamo ritenuto di provare la strada della desensibilizzazione orale all’ospedale Burlo di Trieste. Capisco quello che vuoi dire parlando di resilienza, non mi convince però il fatto di assumere una decisione del genere al posto di un’altra persona. Sarà perché sono un’insicura, non ho certezze se non quella di sbagliare, ma quando, per caso, ho saputo di questa opportunità, non mi sono sentita di negarla a Tommaso. La DSA è iniziata col latte, poi l’uovo intero (il tuorlo era già stato liberato all’ospedale della ns. città) nel 2011-2012 e nel 2014 abbiamo introdotto il frumento: che dire? Ora Tommaso mangia cibi che non sono certo il massimo per la salute, ma che lo rendono più simile agli altri, perché essere sempre indicato come “diverso” magari è un valore da adulto consapevole, ma da bambino mi pare un peso. Per non parlare delle occasioni sociali (compleanni, merende da amici, gite, pigiama party) che si perde perché pochi hanno il coraggio di prendersi la responsabilità di avere un bambino con asma allergica a casa loro e questo continuo rinunciare, se c’è un’alternativa, non lo trovo giusto.
    Poi se ti devo dire che si è tutto risolto e che ho smesso di essere la mamma di un bambino allergico mentirei, ma che soddisfazione vederlo mangiarsi un gelato in un locale pubblico coi suoi cugini, aprire un ovetto con sorpresa e mangiarselo, farsi la carbonara e mangiarsi un piatto di spaghetti normali. Non son tutte rose e fiori, certe paure rimangono in lui e in me. Ma mi sembra meglio di prima. Non voglio mica convincerti, vorrei solo farti riflettere almeno la metà di quello che mi fai riflettere tu. Grazie
    Barbara

  3. tra oggi e domani torno a rispondervi, intanto… grazie!

  4. Hai risposto bene. Illuderla che guarirà (che poi non è detto se penso a quante cose sono migliorate da quand’ero bambina io e di allergia non se ne parlava) le farebbe ancora più male. E sulla lunga distanza non te lo perdonerebbe. Sei una madre sensibile e tua figlia percepisce la tua capacità di sostenerla. Se siamo sereni noi genitori, lo sono anche i nostri figli. Sereni, non vuol dire che qualche volta non ne abbiano le scatole piene. Accetta anche la sua stanchezza naturale alle privazioni.
    Un abbraccio 🙂

    • Cara Simonetta… Grazie della tua testimonianza che mi ha commossa e non esagero, ma quando hai scritto “la tua capacità di sostenerla”… chissà, a volte non ne sono tanto sicura, ma d’altronde, se ripenso alla mia infanzia e alla mia adolescenza, mi rendo conto che noi genitori possiamo fino a un certo punto poi… c’è la vita, l’individuo, il fato, la personalità…
      E accettare la sua stanchezza sarà terapeutico anche per lei, perché non si può sempre avere una “gomma” per cancellare ciò che non ci piace…
      Grazie di cuore e un abbraccio grande anche a te.
      p.s. se tu non avessi commentato… ti sarei venuta a cercare;-)

  5. Alessio

    Da bambino cresciuto arrabbiato, non posso dire altro che la tua risposta è stata quella giusta e più significativa. Non essendo un genitore, non so come avrei potuto rispondere, ma, da persona che vive sulla sua pelle da una ventina di anni tutto ciò, stai certa che potenzialmente accadrà tante altre volte. Impegni, abbandoni, corse, ipocrisie di questo mondo che ci allontanano da molte cose belle faranno inevitabilmente soffrire tua figlia più del normale. Ti chiederai magari perché da ogni piccolo problema fiorisca un dramma, ma è anche questo vivere di privazioni e, mi passi il termine un po’ altisonante, sopravvivere ad esse.
    Allora tu, deus ex machina (per rimanere in tema di tragedie), dovrai inculcarle questo modus vivendi et cogitandi positivo che io, da sempre resistente e mai reazionario, sto scoprendo da solo soltanto in questi anni di crescita e cammino giornaliero. Non che i miei santi genitori non l’abbiano mai fatto, ma io, sbagliando o meno non so, ho sempre visto il tutto in una maniera, ahimè, egoistica, raramente osservando il lato positivo della medaglia. Non casualmente mi risulta difficile condividere e dire la mia. Nonostante tutto, spero che queste parole di puro cuore, che stupide si possono celare dietro la banale maschera di un “metterti in guardia”, (non) ti servano mai in futuro e che tua figlia riesca a resistere, ma con un sorriso felice sempre sulla punta delle labbra.
    Ringraziandoti per quello che fai, ti abbraccio sincero.

    • Caro Alessio… ti aspettavo…
      perché hai centrato il problema.
      Noi genitori possiamo arrivare fino ad un punto, ma qualsiasi cosa, e dico qualsiasi, noi avremo fatto, arriverà un punto in cui i figli continuano, devono continuare da soli, riprovando, risperimentando, arrabbiandosi, per finire per fare pace con sé stessi, imparando ad accettarsi per quel che si è: allergici, celiaci, figli di separati, col naso storto, pelosi, con le gambe storte… ognuno ha il suo zaino
      Io so che commetto degli errori, so che non posso proteggerla dalle frustrazioni, ma so che lei ce la farà, e se lo so io, presto se ne renderà conto anche lei, passin passetto.
      Io ti ringrazio, di cuore, sinceramente, perché anche noi genitori sappiamo essere molto egoisti: per proteggere i nostri figli, o per proteggere noi stessi da dolori che pensiamo di no poter sopportare, solo perché li guardiamo a senso unico. Quindi meglio prendere le distanze per un po’ e poi tornare a rivedere la cosa con occhi diversi.
      Ti abbraccio forte e sono strafelice tu sia con noi! E spero di riuscire una buona volta ad incontrarti, e se non è al week end di Cibo Amico, sarà un’altra occasione, ne sono certa!

      anche i genitori sanno essere molto egoisti sai? Ci sono quelli “fifonoi” che rimandano, quelli “

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