Allergie alimentari: una testimonianza…

…, per fare cultura in materia di allergie dal punto di vista del paziente.

Oggi desidero pubblicare uno scambio di battute con una visitatrice che si è firmata brownasi, e che ringrazio di cuore sia per la sua testimonianza sincera, autentica, spontanea, sia per la sua disponibilità a condividerla pubblicamente “in anteprima”, sia per aver compreso la mia richiesta nella mia replica altrettanto spontanea al suo commento a questo post. Da oggi voglio aprire una nuova rubrica: Le vostre lettere, perché certi commenti sono autentici spaccati di vita vissuta talvolta in solitudine, talvolta no, la cui condivisione può essere di aiuto sia per i diretti interessati, perché leggere nero su bianco ciò che abbiamo scritto è un po´terapeutico (almeno lo è per me), leggere i commenti altrui è di aiuto a vedere più strade possibili, così come può essere utile per amici e parenti dei diretti interessati, i quali non sempre sembrano comprendere la problematica fino in fondo…

Ciao, sono capitata qui per caso… ero alla ricerca disperata di una margarina senza tracce di latte e tra le ricerche in google sono giunta qui, ho dato una sbirciatina e niente male il tuo blog! io non sono allergica al latte ma intollerante al lattosio, e altre varie allergie.
Sto scrivendo un libro di ricette nato per gli intolleranti al lattosio,allergici al frumento e al lievito, poi visto che molte ricette si prestavano bene all’esclusione del latte l ho riadattato anche per i soggetti allergici al latte.
Nelle mie ricette ho usato margarina “valle naturalmente”, sono certa ,da contatti tel, essere priva di lattosio ma di latte non saprei e non vorrei mai indicare una ricetta con la margarina e poi scoprire che in commercio non ne esistono senza latte.Voglio dare info reali e utili, io ho trovato in giro cosi tante stupidagini non voglio deludere nessuno, voglio creare un libro serio e utile, mi aiuti dicendomi se le margarine senza latte utilizzate da te( e già mi incoraggia sapere che esistono) sono di facile reperibilità ,e se come panna vegetale senza tracce di latte esiste solo la soyatoo a anche altre?…il cioccolato? so per certo che la finestra sul cielo ne è priva ne conosci altre…. se vorrai aiutarmi ti sarò veramente grata.

A cui è seguita la mia replica, d’istinto e di fretta, perché la connessione telefonica da portatile non è stabile e talvolta cade sul più bello senza avermi dato il tempo di salvare…

mi hai rubato l’idea ;)
ti aiuterò volentieri, magari con un bel post. Per ora mi limito, per mancanza di tempo a dirti che in linea generale le margarine vegan sono ok, ma l’allergico a rischio di shock anafilattico deve avere certezze:) `
p.s. in questo blog ci sono ricette molto personalizzate, frutto di tentativi autentici e di fatiche autentiche per soddisfare una piccola allergica… se qualche ricetta ti ispirasse, ti prego di citare la fonte, nel rispetto di nostra figlia che dalle allergie non ricava ne soldi ne successo, ma solo frustrazioni, delusioni, rabbia, e forse, spero, un paio di occhiali per vedere meglio, oltre l’apparenza, e spero anche la gioia di sperimentare un modo di cucinare a volte piu sano. Grazie per l’attenzione, monica, mamma di alice.

A cui è seguita questa splendida e sentita risposta:

grazie intanto per avermi risposto.
non preoccuparti, non ruberò ricette. il libro è già pronto,ha già un editore e sarà pubblicato a ottobre.ho chiesto aiuto solo per sapere con certezza che ciò che propongo ai soggetti allergici al latte è autentico.io conosco bene l’allergia al lievito al frumento int al lattosio le vivo sulla mia pelle,e sono sicura dell’esistenza dei prodotti,e di tutte le altre info in merito. Per quel che riguarda l’allergia al latte so meno, anche se ho studiato parecchio, ho trovato la margarina bio e usata ieri, e la cioccolata senza tracce di latte scritto in confezione.ma se non vivi un problema hai sempre paura di toccare un campo minato e di offendere, se dai notizie sbagliate, chi quel problema lo conosce bene; sai quando ho deciso di scrivere il libro l’ho fatto con lo scopo di allontarmi da quel mondo di frustazioni di cui tu parli: ho vissuto nell’ombra dei miei dolori da quando sono piccola, ho subito sbagli diagnostici che ne hanno conseguito un peggioramento della mia salute, ho subito interventi e spesso ho rinunciato a momenti in compagnia perchè l’unico posto in cui stavo bene era il letto! sono ricordata da amici di infanzia e da vecchi colleghi come la ragazza che stava sempre male.ho lavorato con i dolori, ho vissuto con i dolori.
poi , dopo 26 anni, mi sono state diagnosticate le allergie, e la felicità di aver trovato un motivo ai miei malesseri si è trasformato presto in angoscia. Cosa mangio?
Eravamo 15 persone sedute in un tavolo di ristorante l’odore di pizza opacizzava di gran lunga il tenue odore di bistecca ai ferri riservata a me. In più quei discorsi sui figli…io per l’ennesima volta mi sono sentita diversa ero una di loro ma senza una bella pizza da gustare e senza poter intervenire nei discorsi figli-ricette…dovevo fare qualcosa..da li ho creato ricette personalizzate ogni qualvolta vedevo fuori qlcs che poteva andarmi..quante prove riufiutate persino dal cane, buttate e che alimentavano la mia disperazione eppure a poco a poco ce l ho fatta e adesso voglio gridarlo agli altri.
Perchè non scrivere un blog? la mia decisione puo’ essere vista come un modo per “sfruttare” una cattiva condizione alimentare, puo’ offendere qualcuno che come me vive le allergie e ha deciso di creare un blog. tra le tue parole leggo un po di questa amarezza. Credimi i soldi non c’entrano, non so neanche che successo avrà questo libro, voglio solo uscire dal mio mondo e gridare a tutti che non la voglio più la bistecca ai ferri perchè noi possiamo mangiare dell’altro. Ho contattato l’aic e le ditte per creare un prontuario per chi è allergico al latte , al lievito alla concomitanza di allergie….non ho ancora avuto risposta!!voglio svegliare coscienze e non so dove arriverò o se arriverò da qualche parte, ma se non ci provo sto peggio che se non ci avessi provato. Spero davvero che il mio scopo e la mia soddisfazione di vedere un mio libro venga capito. amo scrivere, ho studiato scienze della comunicazione, ho anche scritto un romanzo ancora chiuso nel cassetto, la componente della soddisfazione di vedere un proprio libro ovviamente è esistete, ma non lo faccio perchè spero di diventare ricca! voglio diffondere il mio sapere , dire a chi mi conosceva come la “ragazza malata” che ce l ho fatta…..che nella vita ce la si fa sempre e spero di non offendere la suscettibilità di nessuno perchè io ho vissuto come quel nessuno, parlo di cose che ho vissuto e vivo.semplicemente non mi lascio più frustrare da loro e vorrei che altri si aggiungessero al mio progetto….più libri nascono piu’ info diamo.più i lettori cercano i prodotti e tartassano i produttori, più richiesta=piu’ diffusone….dobbiamo svegliare una società ancora lenta nel venirci incontro.

Io, invece, auguro al tuo libro tanto successo, con l’auspicio di poterlo avere presto in mano, fresco di stampa, per recensirlo qui e farlo “navigare” in Rete, perché qualcuno abbocchi e lo legga fino all’ultima riga.

Un caro saluto, con sincera stima, monica, mamma di alice:)

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47 commenti

Archiviato in ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI

47 risposte a “Allergie alimentari: una testimonianza…

  1. Carlotta

    Tanta frustrazione ma anche tanta voglia di dire e di gridare al mondo che c’è altro oltre alle privazioni, che se una cosa non si può se ne possono molte altre…

    E’ la nostra quotidianità, vissuta sulla pelle di nostro figlio che piano piano sta scoprendo che a volte tocca stare a guardare, perché l’alternativa al ‘volo’ non ci può essere… ma anche l’educazione piano piano a riconoscere che la felicità non sta nell’omologazione di quello che si mangia ma nelle persone di cui ti circondi….

    Un grandissimo in bocca al lupo per questo libro! Facci sapere titolo e quando sarà pubblicato perché sarà sicuramente oggetto del nostro desiderio 😀

    Monica , l’idea della rubrica delle lettere è fantastica perché in effetti questo blog è un crocevia fantastico di esperienze e di persone meravigliose ed anche per me è terapeutico leggere di me e della nostra esperienza tra le righe scritte da qualcun altro.

    • Cara Carlotta…
      mi hai tolto le parole di bocca, nel senso che dalla prima richiesta/protesta/rivendicazione di Alice non faccio che ripeterle, tu non puoi questo e quello, ma puoi quest’altro e quest’altro ancora eccetera… così come te sono convinta, anche al di fuori del discorso allergie, che la felicità non stia nell’omologazione… e più alice cresce e più esistono confronti… pericolosi dove non sempre basta dire questo è giusto e quello è sbagliato per dissuaderla dal fare qualcosa… ma questo è un altro discorso per un bel post…

      E quella delle lettere… l’avevo in mente dall’anno scorso ma non ero pronta:) ora sì…

      Grazie Carlotta, sei una compagna di viaggio preziosissima e molto cara.

    • carlotta il libro ha il titolo : E’ pronto “tutti” a tavola
      verrà pubblicato in autunno non so ancora la data precisa.spero sia un piccolo tassello di aiuto tra i mille tasselli ancora da montare per creare un puzzle di nuova vita alimentare! ciao e grazie a te che credi in me e a monica che mi ha presentato a voi. un bacio

      • Scusami Simona, se pubblico solo ora il tuo commento, ma ho avuto problemi di connessione:(
        e grazie a te, avvisami quando sarà in libreria.

  2. caspita ho letto il post mentre ero in ufficio, davanti agli utenti con le lacrime agli occhi…non era una bella scena ma non riuscivo a contenere l’emozione. se ieri credevo di essere poco capita oggi sento che facciamo una squadra,ed è questo che volevo che avvenisse!!!!grazie di cuore.saluti alla tua bimba.

    • Brownasi, squadra… è la parola chiave, e quanto vorrei che lo facessero prima dei pazienti i medici, per fare fronte comune anche di fronte alle istituzioni… ma siamo in Italia e ciascuno coltiva il suo orticello in solitudine e in squadra con i suoi compagni, ma non con quelli delle altre squadre… ma anche questo è un altro discorso…

  3. ti ho inserito nel mio blog informativo amiciallergici credo che i tuoi post siano davvero utili a molti, a volte l’esperienza del vissuto ci rende guida per altri e neppure ce ne rendiamo conto.io sono fermamente convinta che le sventure non nascano per caso ma avvengono a chi sa trasformarle in qualcosa di positivo nonostante la rabbia e la desolazione che a volte ci sovrastano.,in te vedo questo spirito,e lo appoggio perchè si sposa con il mio!! un abbraccio

    • Cara brownasi, ricambio l’abbraccio e ricambio il linkaggio;)
      e le allergie sono il male minore… rispetto ai mali incurabili che affliggono tante persone, adulti e bambini, senza distinzione.
      Arrabbiarsi fa bene, quel tanto che basta per reagire e trovare un’alternativa, sempre, al di là delle allergie;) insieme

  4. Tilly

    Se devo essere sincera…. non è che ci creda molto nei libri di ricette per le allergie… qualcuno di buono ce n’è ma sono veramente pochi…
    E poi il discorso è relativo. Faccio il mio esempio personale: io sono allergica al latte ma in realtà tollero bene il formaggio stagionato, risulto intollerante a uova e lieviti ma in realtà i lieviti mi creano più fastidi del latte, sono allergica al nickel e escludo la maggior parte degli alimenti che lo contengono (pere, alimenti integrali, pomodoro, cioccolato, asparagi, funghi, legumi, alcuni tipi di pesce eccetera), peccato solo che come tu ben sai la lista sia alquanto “aleatoria”.
    Ma quando mai potrò trovare un libro che riesca a propormi qualcosa? Anche l’ultimo che ho acquistato, ad esempio, quello dei dolci… peccato che vengano praticamente tutti trattati con il lievito di birra…. peccato che per me sia indigeribile (e tra l’altro ho visto un articolo non sò più dove in cui viene anche guardato con molto sospetto).
    Spiacente ma la soluzione libro per questo argomento a mio parere è troppo statica… preferisco qualcosa come il Vegan blog.. tante persone… tante esperienze… una realtà dinamica e in evoluzione.

    • E questa cara amica mia, ormai da due anni;) (prometto che quando verremo a Padova, ti avviso! E dovremo venirci…) è anche il mio pensiero, e per questa ragione ho rinunciato all’idea di scriverne uno come invece mi chiederebbero in molti… e tutto sommato preferisco il blog… che aborrivo! E invece… eccomi qui, ancora, dopo due anni a scrivere qua e là, come una sorta di diario che lascerò in eredità ad Alice, non so cosa ne farà… ma ormai non posso più smettere, sono diventata dipendente e questa dipendenza mi piace, mi è utile e spero lo sia anche per altri…

      Tornando al libro di ricette… i pluriallergici come te, mia figlia e tanti altri non troveranno mai il ricettario giusto, perché tolgono da una parte e mettono dall’altra… Il problema è che c’è chi non ha mai cucinato in vita sua e … allora deve proprio partire da zero… noi attingiamo dalle ricette di famiglia, sperimentiamo perché ci piace cucinare e soprattutto mangiare, quindi continuiamo a spignattare riadattando questa e quella ricetta alle ns esigenze anche se in questo periodo DETESTO CUCINARE, vorrei trovare il bottone per interrompere… ma non posso… ognuno ha il suo impegno e il suo divertimento:)

      Il libro per brownasi credo sia il suo modo di riscattarsi.

      Ad ognuno il suo;)

      • Carlotta

        Monica grazie anche per noi sei una preziosa e soprattutto molto cara compagna di viaggio… Non vedo l’ora di vederci dopo le vacanze!

        Per Tilly, capisco che sia frustrante quando si incrociano tante intolleranze/allergie e difficile trovare libri utili allo scopo…
        Io sono dell’idea che TUTTO serve a dare evidenza culturale che c’è in atto un problema sociale che la società (e lo Stato) ancora non ha acquisito come consapevolezza.
        Quindi penso che siano da benedire tutte le iniziative: blog, libri, associazioni, tutto quanto possa creare un movimento culturale.
        Poi penso che per brownasi sia un’azione terapeutica per affrontare la frustrazione e creare squadra (come dicono qui sopra) ha una valenza da sostenere. brownasi io sono con te!!!! 🙂

        In ultimo, tante più allergie/intolleranze si sommano tanto più è complicato o al limite del fantasioso trovare soluzioni… nel nostro caso non ho cercato ricette che già tenessero conto di tutte le problematiche di mio figlio, ho cercato fonti di informazioni e ispirazioni a partire dalle esperienze degli altri… i blog sono veicoli di esperienza e interazione fantastici… devo dire che però ci sono anche dei libri assolutamente da consultare che ho incontrato (anche in questo forum) che mi hanno dato spunti, idee, informazioni che ci sono state utili….

        Monica ti dispiace se segnalo qui un libro di dolci vegani che ha colpito la mia curiosità e fantasia?
        “La cucina etica dolce” di Dora Grieco e Roberto Politi merita secondo me la pena di essere consultato come fonte di ispirazione.

        Trovate indicazioni e recensioni nel link di seguito: http://www.promiseland.it/2010/09/03/la-cucina-etica-dolce/

      • Grazie Carlotta, e non appena torno a milano cerco quel libro, mi hai incuriosita… 🙂

    • Chevonne

      Sono proprio d’accordo. 6 mesi dopo che abbiamo scoperto che mia figlia (11 anni) è allergica al nickel e frumento nessun miglioramento. Convive con una eruzione attorno alla bocca poverina e ha paura di tornare a scuola. Sono abbastanza sconvolto. Fare da mangiare è veramente un dramma, ridotte al riso in bianco oramai. Aiuto….

      • Ben trovato Chevonne. Non so molto di tua figlia e non essendo un medico, non voglio nemmeno entrare nel merito, ma… tu scrivi nessun miglioramento… dopo cosa? Le eruzioni intorno alla bocca dipendono da un sacco di cose. Alice, per esempio, nonostante oggi sia grandicella, non si fa mancare eczema intorno alla bocca in fase di dentizione e la dentizione nei bambini è continua… anche quando noi non la vediamo, quindi è difficile talvolta isolare gli elementi. Ciascuno di noi ha dei punti deboli e ci sono momenti in cui il sistema immunitario è più debole che in altri e non sempre ne conosciamo il motivo. E… sai, a volte, gli allergologi una volta scoperta un’allergia fanno convergere tutti i malanni lì… perdendo di vista il quadro clinico complessivo, e… per questo noi teniamo ben distinti i vari sintomi, pur mantendo un legame con l’allergologa che stimiamo, ma… la pelle è affare del dermatologo che eventualmente sentirà l’allergologo, le ossa sono di competenza dell’ortopedico e via dicendo, per ognuno il suo specialista per fare capo al pediatra che tira le fila… che vita complicata quella dei genitori…

  5. Ammetto che nel mio libro non tratto l’allergia al nichel, non la conosco, non potrei entrare in un campo cosi vasto, cosi diverso da persona a persona.capisco il non credere nel libro perchè il mio nasce anche per questo.Dopo la diagnosi di allergia, la mia allergologa mi ha liquidato con la diagnosi e tanti auguri per il futuro.avevo un foglio in mano che da allora in poi mi avrebbe proibito il pane e tutto il salato, i gelati i dolci e….un infinità di roba, avevo una diagnosi e mille domande…ho scoperto con il tempo e per dolori fisici che l’acido citrico appartiene alla famiglia dei lieviti, che gli yogurt, proibiti a molti, li tolleravo senza problemi, che il salame a volte mi da disturbo e dopo studi ho letto che la lavorazione prevede una fermentazione….ho scoperto a piccoli passi la mia nuova realtà e ho cercato notizie e ricette in libri per allergie.

    Ricordo ancora due di questi, per correttezza non scrivo titolo e autore:
    il primo dal titolo sembrava una manna dal cielo: prometteva un sacco di ricette senza latte glutine e lievito…le mie allergie! sono salva!….che delusione sfogliarlo…alcune ricette escludevano il latte ma avevano il lievito ,altre no glutine ma si latte,altre senza lievito avevono il miele spesso bandito nella dieta e cosi via…..
    passiamo al secondo: simile l’aspettativa,il risulatto: un sacco di ingredienti a me ignoti solo bio e difficili da trovare, mille passaggi..una tortura.
    sentimento scaturito dal primo libro: caspita non scrivere ricette senza latte . lievito e glutine se poi non è cosi, non è corretto!

    Sentimento scaturito dal secondo libro:l’allergia alle uova, al nichel e altre più specifiche purtroppo limitano molto le scelte e forse si è poi indirazziti verso prodotti vegani ma senza latte lievito e frumento,le alghe i semini e l’avocado non sono necessarie perchè nessuno ha creato qualcosa per noi, i libri per celiaci sono tanti, perchè non si prova a eliminare anche latte e lievito ?

    Sentimento generico: voglio rimangiare un sofficino un cordon bleu un tiramisu. e forse è utopia ma io devo provarci.

    E’ da allora che sono in moto, che contatto ditte per chiedere l’assenza o presenza di allergeni, che chiedo il motivo della non scritta in etichetta che aiuterebbe noi consumatori, che mi batto per avere il consenso di scrivere i dati avuti nel mio libro per associare all’ingrediente il nome specifico, e aiutare alla ricerca del prodotto l’utente,che contatto l’aic per creare, in collaborazione ,una lista di prodotti senza nessuno dei tre allergeni,è da allora che vedo la lentezza con la quale la società si muove che mi arrabbio quando difronte a nuovi progetti nessuno tiprende in nota,questo senso di abbandono e quest’arte dell’arrangiarmi mi ha portato a scrivere un blog per la diffusione delle notizie che raccolgo e un insieme di ricette senza nessuno dei tre componenti.

    Poi riprovo le stesse con l’assenza di uno solo dei componenti per permettere a chi è allergico ad un solo ingrediente di non essere costretto a eliminare tutto e a chi ha pluriallergie di mangiare comunque cose comuni.il mio libro si rivolgerà a chi soffre della concomitanza di allergie o solo allergia al latte, solo lievito solo glutine e a chi di allergie non soffre basterà solo cambiare gli ingredienti in base ad una tabella, scopo: vedere un “sano” ed un allergico sedersi a tavola con davanti la stessa pietanza!!!!

    Mi rendo conto che altre allergie in cocomitanza con quelle esposte limitano ulteriormente la dieta e che non incorrerò certo io eroe del mondo a salvarvi, capisco e rispetto dunque la non credenza in un libro in questi casi e mi spiace vedere quanto vasto sia il mondo delle allergie. spero di essere utile ad una fetta di questo mondo.per il resto spero che chi conosce queste realtà attivi nuovi orizzonti ..un saluto.Simona

    • in materia di mappatura di prodotti, in caso di pluriallergie, preferisco la ricerca personale, perché le aziende modificano continuamente i prodotti in commercio e oggi non hanno certi ingredienti e domani sì, ma non viene segnalato e quindi bisogna leggere sempre sempre sempre… scusa brownaisi, avevo scritto un poema e la connessione è sparita e ora Alice mi reclama, brutta nottataccia, a presto e grazie del tuo contributo, appena riesco passo da te:)

  6. Tilly

    Auguri! Io ai prodotti ci ho rinunciato quasi in toto. I crekers sempre quelli senza lievito, le fette biscottate sempre quelle ovvero tempo fa sono sparite quelle che usavo… per un mese non sapevo cosa mangiare addirittura mangiavo crekers la mattina… e poi cos’altro? Una marca di merendine, un tipo di biscotto (ma non da mangiarsi più di 3 giorni di seguito sennò mi viene la nausea)…. una marca di pizza… e che altro? Giusto la pasta per pastasciutta e minestre… il resto “natur” si compra e si cucina… ma ho perso completamente la voglia di mangiare… non è che se ne può fare a meno?

    • No cara Tilly non si può e ti capisco perché da mesi sto avendo, io, una ribellione, perché vorrei non dover sempre pensare pensare stare attenta ricordare inventare per soddisfare il gusto da un lato, le esigenze nutritive di una bambina in crescita dall’altra, per rispettare i dettami della prevenzione a margine eccetera, ma viviamo se mangiamo, e a tavola si gode anche… Proprio ieri sera siamo state a cena in un nuovo ristorante e Alice si è mangiata per la prima volta fuori casa gli gnocchi… senza uovo, strano ma vero ed era contenta, ma come tutti i desideri… una volta soddisfatti non sono più ambizioni e l’ambizione diventa un altro alimento proibito… io cerco di mostrarle che la felicità sta nel godere di ciò che si può e non nel desiderare sempre ciò che non si può… ma la strada è lunga… un abbraccio

  7. Manu

    Ciao Monica,Alice,Carlotta,(che vi conosco) e ciao a tutti voi amici allergici e non,
    Bello rileggervi dopo un po’ di assenza da questo meraviglioso blog….ho avuto un po’ di casini….
    Oggi torno anche dalla Liguria,mi sono trovata benissimo,due settimane in albergo dove cucinavano apposta per mia figlia,non ha mai avuto reazioni avverse ,davvero tutto liscio….pero’ ….pero’….quanta pasta al pomodoro e bistecca ai ferri….!!.e dover sentire nei tavoli vicini i bimbi con esclamazioni del tipo:”fantastico questo gelato ,questa torta,queste crêpes,questo budino!” grrrrrrrr!,,,,che nervi…..
    Che barba ragazze,oggi sono un po’ giu’ di morale,sara’ perche’ sono arrivati esiti rast dal meyer….e’ vero che e’ migliorata tanto ….ma quanta strada ancora da fare!Di solito non mi butto giu’ ….ma ogni tanto ci vuole anche..fa bene per la risalita…..e oggi mi sento cosi’ …di mer….
    Ma grazie tante a voi,alle vostre testimonianze ,lo ripeto sempre,da quando conosco questo blog mi sento in compagnia, non sono sola ,lo so….grazie Monica!!spero di vedervi presto
    Manu ,mamma di Mila

    • Cara Manu… a giugno volevo scriverti e organizzare incontro con Carlotta al lago, ma poi tutto di corsa e giugno è volato. Confido quest’autunno.

      Idem come voi: una settimana in albergo, tutto (quasi, tranne il primo giorno, prova genereale, perché la prima volta, l’anno scorso, tutti sull’attenti, il secondo anno ci si affida alla routine e si sbaglia, ma per fortuna una volta con un contorno e da lì sono ripartiti come nuovi), ma una settimana di pasta al pomodoro, pesto senza, e gomasio portato da me…, fesa di tacchino, pesce, stop… `più di sette gg non si potrebbe, ma è meglio di nulla;)

      Ieri abbiamo incontrato una bimba, ormai dodicenne, che era fortemente allergica alle proteine ed oggi, senza desensibilizzazione, può il burro e null’altro… però è fuori pericolo, quindi ci fa sperare in bene… resisti, è solo questione di tempo e per tanti che non guariscono, molti altri invece sì… un abbraccio forte

      • Carlotta

        Manu sono felicissima di ritrovarti!!!!
        Vorrei proprio vedervi carissime Monica e Manu!!
        Manu, siccome perdo colpi, una domanda: ma non eravate stati a Trieste per Mila? Adesso accennavi al Meyer…
        Sul fatto di passare momenti di scoramento ti capisco, ti capiamo tutti, perché fa parte della storia di ognuno di questi bambini. Mal comune non fa mezzo gaudio… lo so… ma so per certo che per momenti giù ci sono poi momenti sereni, anche, esagero, quasi ‘spensierati’.
        Noi abbiamo fatto 4 giorni in albergo in montagna settimana scorsa, pensione completa. L’organizzazione della cucina veramente all’altezza della situazione, si sono informati nel dettaglio di cosa non poteva mangiare Pietro, hanno fatto la spesa apposta per lui, gentilissimi ci hanno mostrato i prodotti… personale dedicato alle diete speciali in una zona della cucina dedicata… dieta un po’ monotona anche per colpa delle nostre abitudini casalinghe. ma io ringrazio di cuore cuoco, team cucina e responsabile della relazione con il pubblico: tutto serenamente benissimo! Abbiamo addirittura azzardato nel far mangiare Pietro al tavolo con i suoi amici, poi abbiamo desistito a tratti desistito perché era così preso dalla chiacchiera che non mangiava, e anche questa è stata una conquista.
        Siamo stati fortunati ad incontrare dei professionisti così…. io avevo fatto un discreto terrorismo psicologico ma ho capito subito di avere a che fare con persone preparate e così ho potuto rilassarmi un po’ e godermi la vacanza con i nostri amici ….

      • Conserva l’indirzzo Carlotta, please:)
        Manu, l’anno prossimo andiamo insieme in Liguria? Stesso albergo? A settembre:)
        E anche tu Carlotta stai andando nella nostra direzione… Distanza emotiva dal cibo, una sera può anche non mangiare e godere della compagnia degli amici, cibo diverso da compensazione…

    • ornella

      Manu,
      credo tu abbia letto nei miei post precedenti di mio figlio (20 anni) allergico alle p.l.v. (anche in tracce) sin dalla nascita .
      Tu dici “grrrr, che nervi ” e sei in tema, perche’ oggi lui è tornato da un meeting, nel corso del quale si è nutrito con i suoi panini e con la frutta, e, benchè fosse entusiasta di ciò che ha vissuto, mi ha detto: “Mamma, lungo il perimetro di un chiostro, hanno organizzato un banchetto luculliano….dove c’era di tutto……Non riesco a dirti ciò che avevano preparato, o forse, mamma, è meglio che non te lo dico, perche’ mi sono inc…zz.. come una bestia.
      Io non ho potuto mangiare niente !
      Cosa gli dico? Ormai, negli anni, le parole sono state abbondantemente profuse e le alternative possibili sono state tutte tutte attuate, ma ogni tanto quei nervi di cui parli, vengono fuori …..anche a 20 anni.
      Quello che dice Brownasi è vero! Ha ragione a non voler più quella bistecca!
      Cara Monica, vedo che gira e gira …. il tema si ripropone in tutti allo stesso modo, piccoli o grandi che siano. La rinuncia, la privazione, la limitazione…. hai ragione, la strada è lunga ed anche io, ogni tanto, fantastico e mi dico ancora….. e se passasse.Bastano 20 anni di limitazioni, sarebbe anche giusto che questa cappa che lo costringe, finalmente, per volere divino, sparisse !
      Chissà !
      Un saluto a tutte !
      Ornella

      • Cara Ornella,
        mi sei mancata e stavo per scriverti:)
        Sai, ieri dopo aver letto il tuo commento mi è sorta una considerazione spontanea: in Italia siamo un po’ fanatici della buona cucina, del mangiar sano… il tormentone di madri e nonne e zie e prozie è che i figli mangino, tanto e bene, e saporito e gustoso eccetera… ma tu pensi che in altri paesi sia così? No. Tuo figlio in GranBretagna o in Germania non ci avrebbe porobabilmente nemmeno fatto caso.
        Quello che sto cercando di dirti… è che talvolta noi facciamo nostro il loro sentire, anticipando frustrazioni e malumori…
        Da sempre, ossia dalla prima festa, in cui alice mi chiese se avrebbe potuto mangiare la torta, io le vado rispondendo che non è importante ciò troverà o meno da mangiare, bensì è importante godere della compagnia di amici, divertendosi e facendo nuove amicizie, nuove esperienze.
        I bambini… vedono e sentono con i nostri occhi e i nostri sensi.
        Oggi anche Alice comincia a manifestare rabbia di fronte a ciò che non può. Io e mio marito le ricordiamo di tenere a mente ciò che può, ma i sostituti del cibo… non sono necessariamente altri cibi… possono diventarlo anche altre esperienze.
        Mi spieherò meglio con un post, perché è un discorso complesso e delicato, ma la tua testimonianza mi serve per correggere certi miei atteggiamenti. Talvolta dimentichiamo da dove veniamo, dimentichiamo quali sono i bisogni veri.
        Tilly ha detto: ma dobbiamo proprio mangiare?
        Il cibo ha tanti significati, quelli che ciascuno di noi gli dà.
        Per mia nonna mangiare la carne, nel dopoguerra, aveva un significato diverso da quello che attribuisco io oggi.
        Dietro alla nostra offerta di cibo a un figlio si nascondono tantissimi significati.
        Io mi sto accorgendo che devo prendere una giusta distanza dal cibo. Devo dargli meno importanza… per dare il buon esempio. Mangiare bene e sano e gustoso è un diritto e un dovere, ma non è tutto e il nostro comportamento in famiglia dovrebbe tendere in quella direzione.
        Mia suocera quando ha i figli a pranzo comincia a pensare a cosa cucinare il giorno prima, per stupirli con effetti speciali… Non ha mai pensato di invitarli fuori, oppure di dire, invece di vederci a pranzo, andiamo insieme a vedere un film, andiamo a una mostra… facciamo qualcosa insieme… E’ un’altra generazione che attribuisce al cibo, al mangiare insieme un signicato particolare: il legame. E’ come tornare a quando erano piccoli… ma i bisogni di oggi di un figlio non sono più quelli di allora… Questo per dirti che prima dei nostri figli, talvolta siamo noi a dare al cibo un significato particolare… Non sai quanto mi sia utile leggerti, confrontarmi con te, e non sai quanto vorrei incontrarti, ma io sono ottimista in questi casi e confido di riuscirci prima o poi. Un caro abbraccio;)

      • il post di monica è favoloso!
        vedo un reale impegno ,dettato dall’amore ,a cambiare in qualche modo le cose. leggo tra le parole un senso di devozione alla vita sebbene tutto. ma capisco anche l altro stato d’animo, il fastidioso senso di rinuncia.cosa credo io? in una via di mezzo: è giusto non dare al cibo tutto questo peso e ancor più giusto essere una giusta guida morale per i propri figli,approvo e ammiro chi ci riesce. dal’altro canto non sempre è semplice impedire ad un proprio figlio di sentire il senso di frustrazione di fronte ad un banchetto.Io non ho figli ma al di là della mia esperienza, provo a citare l’esperienza che vede me “estranea ai fatti” ,non diretta interessata, ma spettatrice.

        Ho una cuginetta con malattia rara che mangia poco, nulla, seguita al gaslini di Genova, adatta la dieta in base ai risultati dei test ed esami medici periodici.Amo i miei zii e la forza che li contraddistingue, la loro chiarezza nel presentare la malattia alla bambina e la fermezza con la quale le impedicono un cibo perchè provocherebbe un rigonfiamento di vesciche intestinali (conseguenza: riduzione di tratti di intestino). sono chiari e di fronte ad un suo broncio le spiegano che c’è di peggio che non mangiare.

        Nonostante la loro filosofia, che sposa bene con la tua monica, mi rendo conto che al battesimo di mio nipote lei era li con noi, seduta in una tavolata di infinite persone che mangiavano di ogni e per ore .Tutti a tavola a chiacchierare e stare insieme, ma tra un bicchiere di vino ed un cibo prelibato.ho visto in lei una profonda malinconia che di gran lunga superava le mie angoscie, non stavo piu male per me, il suo dolore palpabile era una pugnalata al cuore, mi ero prodigata a crearle un dolce, essendo ospite a casa mia, con i suoi ingredienti, ma non è bastato ad alleviare la mia pena nel vedere lei al di fuori di un mondo oggettivamente propenso al cibo.

        Il cibo nella società consumistica di oggi è presente ovunque: spot pubblicitari, unione e incontro tra colleghi in mensa, serate tra amici, e insegnare alla propria figlia che la cosa migliore è la compagnia mi sembra quasi chiedere ad un invalido in carrozzina di non notare che esistono le barriere architettoniche, se la società non cambia atteggiamento non è
        facile, anche se ripeto lodevole, insegnare ai propri figli di vedere bianco quando intorno c’è nero. io proverei a farlo come te Monica, ma dentro me sentirei di battermi in una battaglia davvero difficile.

        Forse noi siamo abituate a battaglie difficili e quindi ti auguro di riuscirci di vero cuore.Simona

  8. Manu

    Aspetto con ansia il nostro futuro incontro!
    Oggi va molto meglio,ho fatto una meravigliosa torta al cioccolato,che mi hai indicato tu…e ce la siamo goduta .
    Grazie bacio a presto

    • Evvai! E´tanto che non la faccio, quest’autunno… perché solo all’idea di accendere il forno:(

      • ornella

        Cara Monica,
        anche se non mi sono fatta “vedere”, posso rassicurarti: ti leggo, eccome!
        E’ che, a volte, non ho il tempo e la tranquillità per intervenire.
        Indubbiamente in Italia siamo fanatici del mangiar bene e noi, al Sud, forse, lo siamo ancor di più, non fosse altro per la preparazione elaboratissima di alcuni piatti .
        Certamente in Gran Bretagna mio figlio, dopo il meeting, non si sarebbe trovato davari a tutto il mangiabile e desiderabile o davanti ad un pentolone dove avrebbero fritto fiori di zucca e zeppoline, o, semmai, davanti ad una varietà di cous cous e via dicendo ( detto tra noi, che non disdegnamo il buon cibo: Ha ragione ad inc z….arsi).
        Condivido che è “anche ” il nostro sentire che anticipa le frustrazioni, ma, negli anni della crescita, credo che sia stato ovvio che quel bambino di allora, davanti ad una tavola imbandita abbia ingoiato tanti ” Io non posso/perchè/ma quello che cos’è/che sapore avrà” ed abbia letto “anche” negli occhi dei propri genitori quel senso disarmante di rinuncia e preoccupazione e quel non detto” che peccato” che lo ha e ci ha accompagnato negli anni.
        E sono convinta che quel bambino lo abbia sicuramente letto “anche” negli occhi degli altri, con quel loro “poverino, ma non può toccare proprio niente ?”….Grrrrrr i .
        Pensa, che noi, vedendo il suo disagio, ad un certo punto dell’età adolescenziale, quando tutto è già più palese, abbiamo deciso di declinare alcuni nostri inviti, lasciandolo, però, decidere se partecipare alle sue feste tra amici, alle quali lui non ha mai rinunciato, partecipando con entusiasmo (te ne ho già parlato).
        D’altronde, lo ripeto, abbiamosempre ritenuto di dare rilevanza al partecipare, viaggiare, condividere tutte le esperienze con gli amici,tranne il cibo.
        Ma il cibo, appunto, ha tanti significati ed, a volte, mangiare insieme vuol dire compagnia/condivisione/unione/appartenenza/uniformarsi.
        So bene che nutrire il proprio figlio è tenere legato quel filo madre-figlio di cui abbiamo parlato lungamente. Hai proprio ragione, cara Monica, sicuramente noi genitori gli abbiamo dato delle sensazioni, che poi hanno fatto proprie, e l’episodio di cui ti ho raccontato si riferisce a -Lui ed il Cibo- e lui, che è una buona forchetta, credo mi abbia voluto dire con quel racconto: “Passiamo sopra, ancora una volta, su questa ennesima rinuncia.”
        Per cui, a questo punto, concordo ancora Brownasi e la sua odiata bistecca.
        Poi,a volte, mi dico che se un diabetico, che, semmai, nella propria vita ha mangiato tutti e tanti tipi di dolci (so bene che non per questo gli è venuta la malattia), fa una fatica Tantalica a non mangiarne, cosa debbano provare i nostri figli a strabuzzare gli occhi davanti a cibi di cui non conoscono il sapore, nè tantomeno il buon odore, perchè non li possono neanche annusare….!.
        Scusa, sono stata molto lunga.
        Ciao.

  9. Ciao , Monica , come vedi anche se non noto ancora il nostro sito nei tuoi link ,(scherzi a parte ) noi ti seguiamo sempre , con molto interesse e ammirazione , è vero forse abbiamo una cultura del cibo eccessiva , ma , perlomeno da parte nostra , vediamo nel donare il cibo migliore a nostro figlio , che come ti avevo detto ha una forte allergia al latte e all’uovo , una forma di amore , forse un modo per non farlo sentire diverso e da parte sua ,che sicuramente si è adeguato molto più di noi a molte situazioni , riscontriamo un certo apprezzamento , forse facendo questo si troverà in difficoltà in futuro quando si allontanerà da noi, per motivi di studio , di lavoro o di svago come il figlio della Sig.ra Ornella, forse si arrabbierà anche nostro figlio , e per questo oltre ad un buon dolce senza allergeni , sicuramente sarà utile anche far capire l’importanza di tutte le altre cose.
    Probabilmente tutto questo assumerà un impegno e una difficoltà enorme se nel frattempo non entreranno in gioco le istituzioni , con campagne di sensibilizzazione , informazione e quant’altro sia necessario.
    Da parte nostra come genitori dobbiamo mettercela tutta , impotenti per alcuni versi , ma forti , forse fortissimi per altri , mi piace quando dici che sei ottimista , perché abbiamo bisogno di vedere un futuro migliore.
    Ben venga il libro di Simona , perché oltre che utile sarà un’altra voce nel coro.

    Un abbraccio affettuoso a tutte.

    Giannantonio e Franca

    • Il lavoro devve avvenire dentro e fuori casa, e la strada è lunga. Rispetto ad Ornella, mi sento fortunata, perché lei ha dovuto affrontare tutto nel deserto, sia in termini di informazioni, sia in termini di contatti, sia di complicità di altri genitori di bimbi allergici. Io stessa sono approdata in Rete per conoscerli, stanarli, perché sembrava che solo alice e qualche altra mosca bianca fosse allergica, mentre sono molti di più e confrontarsi, spalleggiarsi, trovarsi e ritrovarsi serve a tutti.

      E grazie della stima;)

      Se non ho ancora aggiunto il vostro link, è perché aspettavo di vederlo completo, di Statuto, finalità, perché mi sembra di aver capito che si tratta di una associazione. E poi… avrei una considerazione da fare, ma magari vi scrivo privatamente.

      A presto, monica

      • Ok , attendo la tua , oltre alla considerazione se vuoi inserisci anche qualche consiglio , visto che tu hai molta esperienza in più .

        Un saluto
        Giannantonio

      • grazie per la fiducia, ma l’esperienza aiuta fino a un certo punto, perché rischia di diventare un para occhi… ma mi faccio viva… a settembre però;)

    • Eh già una voce di un coro sempre più affollato che vuole fare sentire le proprie note e portarle a farle apprezzare a tutti gli ascoltatori….la società deve iniziare a conoscere le nostre ragioni, solo cosi non ci sentiremo arrabbiati difronte ad un banchetto di delizie culinarie , perchè ,forse, prima o poi, in quel banchetto ci sarà da mangiare anche per noi…io ci credo, il soggetto celiaco ha raggiumnto molti obiettivi ce la faremo anche noi!!!

      • Ciao Brownasi , sono d’accordo , secondo me dobbiamo fare qualcosa di più , dobbiamo fare abituare la gente al “nostro banchetto”
        e certo che ce la faremo!

        Un saluto

  10. Mi intrometto molto timidamente, in punta dei piedi, sentendomi totalmente inadeguata e disinformata, ma incantata dalla solidarietà che leggo in questa serie di commenti, e con un po’ di vergogna perché “solo” intollerante al glutine, con una figlia celiaca da quando aveva quattro anni ed alla quale ho cercato di insegnare che non si vive per mangiare ma si mangia per vivere. Non ho niente di importante da dire a persone coraggiose ed intelligenti come voi tutte, quello che volevo venendo su questo blog dopo tanto tempo era solo ringraziare Monica, per le sue parole e la sua sensibilità. Poi mi sono persa tra i suoi post, ed i commenti che spesso mi hanno fatto venire le lacrime agli occhi.
    Concludo sempre più timidamente con un augurio di cuore a Brownasi per il suo libro che sicuramente non potrà raggiungere tutti gli allergici ma sarà sicuramente utilissimo, ed un abbraccio virtuale ma sincero a tutte le persone che ogni giorno lottano contro i pericoli che le allergie comportano.

    Monica… con molto ritardo, perché è ancora tanto doloroso parlarne… grazie.

    • Cara Anna… prego, sebbene le parole in certi casi non siano di alcun conforto, e solo l’abbraccio sincero dei propri cari, la vicinanza di chi ci ama, può aiutare a sopportare meglio, perché solo il tempo può lenire, ma non far scomparire. Un abbraccio e grazie a te, perché quel “solo intollerante” può avere tante sfaccettature, ma allergici e intolleranti hanno sempre una chance, mentre gli ammalati di tumore, malattie rare, patologie cardiache eccetera non sempre ce l’hanno e per questo dobbiamo ritenerci fortunati nella sfortuna. Un abbraccio e a presto.

      • Da vecchia infermiera e da chi da poco ha subito un lutto immenso proprio per colpa di un tumore che non ha lasciato una sola chance, posso solo essere d’accordo con te. Non è casuale il mio “solo”, è quello che da sempre cerco di insegnare a mia figlia, la sua e la mia sono “solo” un’intolleranza e ci si può convivere facilmente. Un po’ meno le allergie di tua figlia, e ti sono nel cuore credimi ogni volta che ci penso, che leggo di casi come il suo, ma hai ragione tu…. le chance ci sono, e se ci sono, allora le porte della speranza per un futuro diverso sono aperte. Sei davvero una bella persona, parole che leggo spesso sul web e che quasi altrettanto spesso non condivido, che non uso praticamente mai proprio perché sul web ce n’è un abuso… ma lo penso seriamente, e dovevo dirtelo. Ricambio l’abbraccio ♥

      • Sai Anna, la Rete è strana, per certi versi è un amplificatore di stupidaggini, false notizie e un generatore di disinformazione pura, dall’altra una risorsa preziosa per trovare spunti di riflessione e vedere le cose da un altro punto di vista, nonché per fare incontri speciali e tu sei una di quelle persone. Con sincero affetto virtuale:)

      • E’ vero, io posso mangiare tutto modificando gli ingredienti, o quasi tutto! io non sono sfortunata come molti credono, ne malata, ma semplicemente allergica e vivo ogni giorno ringranziando Dio per il sole che mi scalda senza irritarmi la pelle, per i suoni che mi circondano ed io posso sentirli, per i colori che mi animano ed io posso vederli, credo che un cieco, un sordo , un allergico al sole stanno peggio di me, molto peggio di me! è per questo che non permentto alle allergie di limitare la mia vita perchè nel tempo ho scoperto che non sono poi nemiche cosi impossibili da combattere.

        Le esperienze di vita ci aiutano e il dolore a volte ci tira fuori una forza che non credevamo neppure di avere, non sono solo allergica, ho asportato un tumore benigno,e per farlo sono stata sottoposta a 6 interventi, per complicazioni varie, poi un polipo ha deciso di balzare fuori dal mare e impiantarsi nel mio colon cieco, mi ha causato emoraggie e dolori insoliti , poi l’ho scoperto ed asportato. Soffro di endometriosi che forse non mi permetterà di avere figli nonostante gli interventi subiti per ridurne gli effetti; il vivere tra le corsie degli ospedali e i problemi di chi incontravo, il vivere a letto per varie convalescenze non mi ha reso arrabbiata verso la vita, inverosimilmente mi ha legato ad essa in modo eccezionale.tanti dicono che capitano tutte a me ,io dico che tutto ciò che mi è capitato ,non mi ha impedito di apprezzare i gusti della vita e sino a quando nessun male ti esonera da questo in fondo non si è poi cosi sfortunati! le allergie? un piccolo neo in una pelle già con molte cicatrici che mi ricordano quanto io sia fortunata ad essere ancora tra le bellezze della vita.

      • Avevo letto tra le righe qualcosa di più delle allergie e grazie di aver condiviso una parte del tuo vissuto con noi, perché è la dimostrazione che nel bene e nel male putroppo oltre alle allergie c’è dell’altro:)

    • grazie Anna per l’augurio.e non sentirti in colpa perchè tua figlia è “solo” celiaca anche lei ha comunque dovuto avere forza per accettarlo. non entrare timidamente quindi in questi argomenti se sei più fortunata che ben venga!!
      un saluto affettuoso

  11. barbara

    era un po’ che volevo lasciare un commento,ma…non trovavo le parole.
    …..In questi 4 anni in cui mia figlia è stata allergica,ho sempre ringraziato Dio per avermi dato “per nemico” SOLO una fastidiosa allergia,nonostante il dolore nel cuore,nonostante le lacrime versate(le mie e quelle di mia figlia)….
    perché quando conosci il dolore,quello vero,quando temi che possa accadere alla tua vita qualcosa di così sconvolgente da non sapere come fare ad affrontarlo……allora sì che anche un allergia,sebbene pericolosa,ti fa sentire fortunata!!!
    Ma…quando qualcosa,qualunque cosa,accade ad un figlio,tutto ha un peso diverso….
    Ed ecco che anche un allergia,o un intolleranza può provocare un dolore immenso,perché resta pur sempre un ” nemico” da affrontare,da conoscere,studiare,elaborare,metabolizzare,accettare! Tutti passaggi che dobbiamo fare noi mamme sulla nostra pelle ma che poi dobbiamo cercare di trasmettere a nostro figlio…nel modo migliore,nel modo più sano ,filtrato gia di tutte le emozioni negative.
    Perché un adulto è in grado di comprendere quanto sia più grave una malattia rara o un tumore ,ma un bambino….?!
    Un bambino vive le emozioni diversamente,un bambino che non può mangiare un gelato assieme agli amichetti soffre per quello e basta!!
    Che odore avrà?che sapore avrà?…
    ad un bambino allergico non è concesso sapere,o decidere quale gusto gli piace o se il gelato gli piace!
    Personalmente ho provato dolori ben più grandi sulla mia pelle,ho purtroppo anche scoperto cosa si prova nel avere un figlio nella pancia e poi….perderlo.
    Ho scoperto cosa si prova nel sentirsi dire che tuo figlio di 16 mesi potrebbe morire o subire dei danni per il sospetto di una brutta infezione celebrare(diagnosi per fortuna sbagliata!)
    Ho scoperto quanto sono fortunata oggi che mia figlia è guarita dalla sua allergia….si,ma….mi sentivo fortunata ugualmente!
    È solo che i bambini,loro hanno il diritto di sorridere,di essere felici e sani…..
    Potrei continuare all’ infinito,ma…non è il caso.
    scusate ln sfogo!
    Brownasi: in bocca al lupo per il tuo libro!
    anche io avevo colto che c’era qualcosa di più oltre l’ allergia….hai tutta la mia stima.
    E come dico sempre io “ciò che non mi distrugge mi rende più forte”…immagino valga anche per te! 😉

    • Grazie Barbara, speravo non ci avessi “abbandonate”:) Il tuo contributo è prezioso, perché avete attraversato il guado… e sei un’iniezione di speranza.
      E come sempre hai usato parole che vanno dritte al cuore e ho capito perfettamente il messaggio. Io in questo periodo ammetto di essere un po’ più cinica, perché ho appreso in questi due ultimi anni della morte prematura di donne/mogli e madri di cuccioli a cui mancherà per sempre l’abbraccio caldo e rassicurante della loro mamma e… non sono mancate per un’allergia. Le morti per shock anafilattico fanno scalpore, quelle per tumore, malattie cardiocircolatorie, incidenti stradali… non fanno quasi più notizia ed è per questo che sono arrabbiata, triste, angosciata e determinata a “non perdere tempo, a non disperdere le mie energie, a non farmi risucchiare e paralizzare” dallo spettro dello shock anafilattico, perché voglio vivere e godermi mia figlia e la mia famiglia e non solo. E mi scuso se talvolta sembra che io voglia sdrammatizzare, banalizzare, in realtà voglio solo abbassare il livello d’ansia e ridurre a dati di realtà per non farmi distrarre da fantasmi… dai se che non aiutano a vivere a meglio… Un abbraccio e ben ritrovata:)

      • Carlotta

        che bello questo post, intenso, vissuto, carne viva, niente apparenze, nessun velo.
        Grazie di questa ricca umanità che aiuta a riflettere su di sé e farsi compagnia!
        Come sapete anche io penso che sia ‘solo’ allergia… l’ho detto e argomentato diverse volte e a volte sono stata anche fraintesa, ma il mio approccio a questa avventura è tenere bassa l’ansia, concentrarmi sulla sicurezza il giusto, e non prescindere da questo punto di vista. DEvo dire che non è uno sforzo, dopo i primi mesi in cui ho dovuto sedimentare ed elaborare quello che ci stava succedendo, devo dire che sono proprio certa che questa avventura sia ‘solo’ allergia. So, e sporadicamente abbiamo anche già sperimentato, frustrazioni, lamenti del pargolo, ma l’essere io e mio marito certi che sia ‘solo’ allergia aiuta.
        Pietro guarda tanto come siamo tranquilli noi, respira un’aria, e osmoticamente questo aiuta. Poi qualche frustrazione in effetti è stata sperimentata, ma capiamoci, vedendo le altre mie figlie, non è che neanche per loro sia tutto ‘facile’: la più grande ha un metabolismo bassissimo, mette su ciccia solo a guardare i dolci, credetemi, soffre di più lei quando le dico no al pane e nutella o a un bel gelato che Pietro a mangiare sempre lo stesso gusto di gelato….
        Chiaramente i problemi non sono solo le frustrazioni, anzi per me sono il meno in questo momento che ha solo 5 anni. Il mio vero problema è delegare a terzi (nonni, baby sitter…) la sua cura, su questo tema l’ansia un po’ sale 🙂
        Ma quello che vi vorrei dire è che pur essendo ‘solo’ allergia… è un’avventura molto interessante, perché cercare di viverla con una dose di serenità non vuol dire che ci sta scivolando addosso, anzi… stiamo dando molto meno per scontato qualsiasi passo educativo con Pietro di quanto non abbiamo fatto con le sorelle maggiori, ci ha dato come uno scossone alla scontatezza e ad un certo torpore costringendoci a chiederci in modo più vero e sostanziale cosa desideriamo per i nostri figli, è proprio difficile spiegarlo a parole, ma c’è un che di gratitudine che io e mio marito viviamo in questa avventura.

      • ti rispondo con calma:)

  12. Pingback: E’ “solo allergia”… Una testimonianza… | mimangiolallergia

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