Guidelines for the Diagnosis and Management of Food Allergy in the United States

Guidelines Summary, NIAID

Approfitto di questo Venerdì del Libro a cura di HomeMadeMamma per segnalarvi un documento, di cui forse non tutti conoscono l’esistenza, indirizzato sia agli addetti ai lavori, in versione completa, sia ai pazienti e/o ai loro famigliari, nella versione ridotta: si tratta delle Guidelines for the Diagnosis and Management of Food Allergy in the United States, ossia Linee Guida per la diagnosi e il trattamento dell’allergia alimentare negli Stati Uniti, a cura della NIAID (National Institute of Allergy and Infectious Diseases) che conduce ricerche finalizzate allo studio, trattamento e prevenzione delle patologie infettive, immunologiche e allergiche.

Sebbene il titolo del documento indichi gli Stati Uniti come area di riferimento, gli allergologi europei, e fra questi anche quelli italiani, le tengono in debita considerazione, come l’allergologo che ha condotto un incontro informativo sulle allergie alimentari a cui io e mio marito abbiamo partecipato qualche mese fa.  Di questo documento ne avevo sentito parlare altre volte, ma in quella occasione il relatore vi si riferiva come si trattasse di una vera e propria “bibbia” e si diceva molto soddisfatto perché finalmente ciò che si andava dicendo da tempo era stato finalmente scritto nero su bianco. Tornata a casa ho cominciato ad indagare, finché le ho scovate nel sito d’origine, ossia della NIAID.

Il documento ha per oggetto le allergie alimentari, ma non la celiachia per la quale gli esperti rimandano ai seguenti siti (che forse gli interessati conosceranno già, ma magari qualcuno non ancora e potrebbe trovarli interessanti, chissà).

Le Linee Guida indicano 43 raccomandazioni cliniche” e costituiscono una risorsa per gli addetti ai lavori in fase di diagnosi e trattamento delle allergie alimentari e delle reazioni acute che ne possono scaturire. Questo documento è stato fortemente voluto anche al fine di stabilire quando si tratta effettivamente di allergia e quando no, questo perché troppo spesso si parla di allergia anche quando allergia non è, col risultato che molte persone, soprattutto bambini sono costretti a seguire diete molto restrittive senza ragione. Esse identificano altresì alcune lacune che attualmente sussistono nella ricerca scientifica e che saranno oggetto di indagini future. Le Linee Guida NON sono però vincolanti e ciascun medico valuterà se attenervisi o meno a seconda del caso in oggetto.

Sebbene ciascuno di noi possa tranquillamente vivere senza leggersele, il mio spirito curioso e la mia voglia di sapere mi hanno inchiodata sul divano e mi sono letta tutto il pamphlet (la versione completa la lascio ai medici).

La prima cosa che mi è saltata all’occhio è che nel “cappello introduttivo” viene subito stabilito che NON ESISTE ATTUALMENTE UNA TERAPIA PER GUARIRE CHI SOFFRE DI ALLERGIE ALIMENTARI. Solo l’esclusione dalla dieta dell’allergene può prevenire il loro manifestarsi, mentre esistono terapie per il trattamento dei sintomi, ribadendo il concetto che diagnosi e terapia possono variare da caso a caso. Questo significa che la desensibilizzazione orale di cui si è tanto parlato l’anno scorso anche sui giornali, rimane per il momento a livello sperimentale, come viene scritto nero su bianco al punto 5.1.9.1! Le mie perplessità sul tema hanno trovato finalmente una conferma!

Proseguendo la lettura, le sezioni che hanno maggiormente attirato la mia attenzione sono la sezione 4. e la sezione 5.

La sezione 4 ha per oggetto la diagnosi di allergia alimentare, in cui si parla anche di test allergologici, identificando il test di provocazione orale come il “gold standard” ossia l’unico test veramente attendibile, mentre gli altri (RAST, PRICK, ATOPY PATCH TEST ecc.) non costituirebbero, da soli, strumenti diagnostici validi per diagnosticare la presenza di una allergia alimentare. Su questo argomento io avrei mille domande, ma non è questa la sede, per il momento.

In questa sezione è riportata anche una tabella che raggruppa e classifica i sintomi di una reazione allergica per ogni apparato coinvolto (a livello cutaneo, gastrointestinale, respiratorio ecc.) in modo chiaro.

Nella sezione 5. si parla, invece, del trattamento e prevenzione nel caso di allergie alimentari non gravi e tra le tante “raccomandazioni”, si legge per esempio che “non è raccomandato” prescrivere diete particolari durante la gravidanza e l’allattamento al solo scopo preventivo. Così come “si raccomanda” di non ritardare lo svezzamento oltre i 6 mesi, idem per gli alimenti allergizzanti! Sebbene fino a poco tempo fa si raccomandasse di introdurre certi alimenti risaputamente allergizzanti solo dopo il primo anno di vita nel caso di soggetti allergici (in Germania, per esempio, il pesce viene introdotto solo dopo i 12 mesi, ma noi lo abbiamo introdotto già nel primissimo svezzamento, d’accordo con la pediatra ,ovviamente). Nella stessa sezione si parla anche di vaccini e in particolare gli esperti sarebbero arrivati alla conclusione che in caso di pregresse reazioni allergiche importanti (tra cui angiodema, asma allergica e simili) alle proteine dell’uovo non sarebbe raccomandato la vaccinazione contro l’influenza, tenendo presente che “ il vaccino attenuato non è indicato nel caso di pazienti affetti da asma”. Nel caso, invece, del vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia “viene dato il via libera”. Per approfondimenti vengono indicati due siti:

A questo punto non mi rimane che lasciare a voi la decisione se approfondire o meno, leggendo il documento che potrete trovare nei due formati:

Documento Completo: Fulltext

Riepilogo per i non addetti ai lavori: Summary

Domande più frequenti sulle Linee Guida: FAQ

Qualora aveste difficoltà a collegarvi direttamente al singolo documento, cliccate qui: NIAID e scaricateli da quella pagina; nel riquadro a sinistra troverete anche le FAQ about the Guidelines, oppure digitate in Google i singoli titoli qui di seguito riportati:

1) per il testo completo: Guidelines for the Diagnosis and Management of Food Allergy in the United States: Report of the NIAID-Sponsored Expert Panel

2) per il riepilogo: Guidelines for the Diagnosis and Management of Food Allergy in the United States: Report of the NIAID-Sponsored Expert Panel

Ho scritto questo articolo di corsa e non ho riletto: spero di non aver commesso errori di interpretazione gravi, nel caso segnalatemeli.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate e quale è stata la vostra esperienza, anche direttamente via mail: mimangiolallergia[punto]gmail[punto]com. Potrei tardare a rispondervi via mail perché Alice è nuovamente malata! Dalla vaccinazione si sono susseguite tre malattie distinte ma una in fila all’altra! Non vedo la fine!

Di seguito altri suggerimenti editoriali questo Venerdì del Libro:

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8 commenti

Archiviato in ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, APPROFONDIMENTI

8 risposte a “Guidelines for the Diagnosis and Management of Food Allergy in the United States

  1. In effetti non lo conoscevo. Sempre molto interessanti e competenti le tue segnalazioni. Queste allergie sono proprio rognose… Noi stiamo vivendo un momento di tregua e, a quanto pare, i nostri piccoli problemini non sono niente di serio per fortuna. Un grosso abbraccio alla piccina (ed anche a te!)

  2. Ciao! grazie per essere passata a trovarmi… ho risposto al tuo commento.. se hai altre domande sono felice di aiutarti come posso 🙂

  3. ah.. mi hai incuriosito… come mai in questo perioso è un argomento che ti sta a cuore? hai deciso di diventare vegtariana?

  4. Tilly

    Sono un pò di corsa, ma appena ho un momento libero leggerò bene tutto con calma.. nel frattempo in bocca al lupo per la salute della tua bimba!

    • @grazie Tilly, è interessante ma ho molte, moltissime perplessità, ma devo rileggerlo Alice sta migliorando… con le cure omeoapatiche, ma bisogna essere seguiti 1) da un medico o. esperto, 2) costantemente, ossia abbiamo un rapporto telefonico quasi quotidiano durante la terapia, per il momento perché io sono una neofita e molto diffidente e fifona:)

      @ Stella, mi incuriosisce perché sto ricevendo più imput a ridurre drasticamente l’uso di proteine animali (carne, pesce, uova e latticini già sono esclusi per ovvie ragioni) per ridurre le malattie catarrali e per prevenire i mali dell’adulto più temuti, io sono cresciuta con conigli e polli (e uova) allevati dai miei nonni, quindi tutt’altra faccenda, io stessa voglio contenerne il consumo in quanto donna e più esposta a tumori tipicamente femminili attribuiti ANCHE all’eccesso di proteine animali. Una curiosità: leggendo Antropofosia familiare di Francardo ho scoperto che con uno yogurt in fase di svezzamento il bambino riceverebbe il quantitativo di proteine sufficienti per TUTTA LA GIORNATA! Peccato che i pediatri odierni aggiungano carne liofilizzata TUTTI I GIORNI!

      @Grazie a te dei tuoi feed back! ricambiamo l’abbraccio:)

  5. Pingback: Homemademamma » Venerdì del libro…storie di fratelli

  6. è veramente molto interessante questo tuo post… volevo linkarlo su fb ma non so come fare…. buon lunedì

    Vale

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