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Uno studio recente sulla esposizione precoce e regolare all’uovo dei lattanti con eczema.

[…] Commenti finali. Applicabilità.

Il lavoro australiano di Palmer e colleghi ha confermato l’aumentato rischio di Allergia all’Uovo nei lattanti con Dermatite Atopica (51% di Allergia a 12 mesi nella popolazione non trattata) e, di conseguenza, la necessità di usare molte cautele quando si prevede l’introduzione dell’alimento per la prima volta nella dieta di questi pazienti.   Continua a leggere

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Il purè di Pastinaken (o pastinaca)

Purè di Pastinaken (pastinaca)

SENZA: PROTEINE DEL LATTE, DELL’UOVO, GLUTINE, SOIA, ADDITIVI

Il purè di Pastinaken è un ricordo dello svezzamento! Rammento ancora il giorno in cui la pediatra tedesca mi suggerì di cominciare lo svezzamento con la pastinaca?!? Perché non allergizzante, essendo già al corrente delle allergie di Alice (testate con i Rast e rivelatesi tutte autentiche! Purtroppo). Fino a quel momento non ne conoscevo l’esistenza. Uscita dall’ambulatorio, mi recai in un negozio ben fornito e con mio grande stupore vi era un ripiano intero di uno scaffale pieno di omogeneizzati di pastinaca, in tutte le varianti possibili: al naturale (acqua e pastinca), con la patata, con il riso, con la patata, il tacchino ecc.

Una volta testato il gradimento e la tolleranza di Alice, ho provato anche a prepararlo per tre, visto che a tutti gli effetti è una verdura che si presta benissimo anche come contorno.

Appartiene alla famiglia delle carote, ma è meno dolce.

Alice la mangiava sia come contorno, appunto, sia come condimento del riso.

Oggi vi propongo la versione purè, adatta a tutta la famiglia, giusto per ottimizzare i tempi.

INGREDIENTI

500 gr di pastinaca: io la trovo nei negozi bio. Pensate che il mio fruttivendolo, quando gliel’ho chiesta, è scoppiato in una grassa risata, dicendomi che gli agricoltori italiani lo danno ai maiali. Beh, magari fosse davvero così! ❊ Liquido quanto basta: io uso o acqua addizionata di calcio, oppure brodo vegetale quanto basta per coprire (due dita sopra) la pastinaca ❊ sale marino integrale quanto basta se non usate il brodo vegetale ❊ 1 cucchiaino di lievito in fiocchi naturale, se non ci sono controindicazioni

PREPARAZIONE

  1. Tagliare a quadrotti la pastinaca e metterli in un tegame alto con tanto liquido quanto basta a coprire la verdura.
  2. Aggiungere una presa di sale, coprire e lasciar cuocere a fuoco medio.
  3. Quando la pastinaca sarà cotta, spegnere il fuoco e aspettare che non sia più bollente e frullare fino ad ottenere una purea.
  4. Aggiungervi olio e lievito, mescolare e servire tiepido.
Noi lo abbiamo consumato anche come contorno invernale per la carne o per il pesce.

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Non il solito tonno sott’olio!

Ricciola sott'olio

SENZA PROTEINE DEL LATTE, DELL’UOVO, DELLA SOIA, SENZA SOLFITI, SENZA GLUTINE, SENZA NICHEL, CON PESCE

Quello che vedete nella foto sono “gli avanzi” di una bella ricciola cotta in crosta di sale! Come spesso ci capita, anche quella volta siamo andati a far la spesa prima di pranzo, ossia quando i morsi della fame si fanno sentire e si è portati ad acquistare più del necessario.  Avevamo voglia di pesce senza dover passare troppo tempo in cucina. Cosa c’è di meglio in questi casi di un bel pesce fresco cotto in forno?

In famiglia siamo in tre, ma la ricciola che avevamo acquistato quel giorno avrebbe potuto sfamarne molti di più e poiché il pesce “riscaldato” non è il mio massimo e in casa nostra non si butta via nulla, mi sono detta: “E se io lo mettessi sott’olio? Da consumare per esempio in alternativa al solito tonno sott’olio?”. La mia docle metà mi ha guardata con sospetto: “Uno dei tuoi soliti esperimenti che potrebbero non riuscire? Perché io posso mangiarlo anche domani così com’è”… Uomo di poca fede…

Io adoro le sfide, soprattutto quando devo dimostrare a sua eccellenza, nominato il cuoco di casa da nostra, sua figlia…. Potevo sottrarmi? Certo che no!

Risultato? Squisito, meno salato dei soliti pesci acquistati già confezionati, e più genuino, considerando anche il fatto che l’olio delle “scatolette o vasetti che siano” è sempre di imprecisata origine e qualità, mentre nella versione “fai da me” è olio extra vergine di oliva selezionato.

Quale pesce scegliere?

Dipende da voi. In caso di allergie al pesce, non vi rinuncerei del tutto e, affidandomi ad un allergologo o nutrizionista esperto, indagherei quale proteine è chiamata in causa, onde evitare le allergie crociate e scegliendo pesci abbastanza sicuri. Il pesce fresco è decisamente più allergizzante di quello cotto.

Nel nostro caso abbiamo introdotto il pesce a otto/nove mesi, d’accordo con la pediatra che ci seguiva in quel momento (sogliola, salmone, orata, anche trota, ma quest’ultima solitamente proviene da allevamenti sconosciuti… quindi la evito, e poi è piena di fastidiosissime spine che non riesco mai ad eliminare del tutto: quindi bocciata). Il test allergico ad un pesce della famiglia dei merluzzi (eravamo in Germania e non ricordo il nome, forse è ancora da qualche parte negli incartamenti, ma non serve molto in questa sede saperlo) era risultato negativo, ma a quell’età i falsi negativi sono molto comuni, quindi non eravamo al riparo da eventuali sorprese. L’idea però di alimentare nostra figlia solo con carne non mi andava proprio.

Dopo l’anno, su indicazione delle dietiste (italiane!) abbiamo introdotto tonno, spada e tutti gli altri. Lo sono, tonno e spada sono pesci predatori, con tutte le controindicazioni del caso, ma di fronte alle allergie, la mia linea di condotta in generale è diversificare il più possibile, farle assaggiare il più possibile, evitare fobie alimentari che in una dieta già sottoposta a molte restrizioni rischia di far insorgere altri problemi, in età più avanzata, di ordine fisico ma anche psicologico.

Da un punto di vista nutrizionale, tutti i pediatri concordano che si dovrebbe privilegiare il consumo di pesce azzurro, per esempio lo sgombro. Ma talvolta il pesce azzurro (come anche le sardine e le alici) non si presta per essere “spinato” perfettamente e io, quando Alice era ancora molto piccola, ho sempre preferito pesci “sicuri” da quel punto di vista.

In linea generale il pesce ideale da mettere sott’olio deve avere una “carne soda” e preferibilmente bianca. Oggi (Alice ha ormai 5 anni) prediligo sgombro, ricciola, orata, dentice. Al posto del solito tonno appunto, da consumare con un piatto unicoin insalata con pomodori freschi, per arricchire un’insalata di farro o di riso, ecc.

Un esempio di menù a casa nostra con il pesce sott’olio?

Pane tollerato con olio evo e semi di sesamo per antipasto.

Insalata di farro con l’aggiunta di pesce sott’olio, frutti di cappero e olive verdi.

A discrezione un dolce.

Tipo una mousse di frutta fresca di stagione, preparata al momento,

o paradell con la mela

o gelatine di frutta fatte in casa!

Sì, appena riesco vi do la ricetta delle gelatine, svelatami dalle meravigliose cugine della Nonna Lele, già nominate in altre ricette in questo blog (tipo la pasta frolla dolce).

Esistono diversi modi per preparare il pesce da mettere sott’olio, e molto dipende dal tipo e dalle dimensioni del pesce. Nel caso dello sgombro, per esempio la mia amica Maria lo “scottain acqua bollente con un po’ di aceto bianco (senza solfiti) e un pizzico di sale, e lo priva della pelle quando è ancora caldo. La Nonna di Francesco, un amichetto di Alice, lo cuoce al vapore. In ogni caso dovrete farli 1) prima raffreddare 2) poi privarli delle spine 3) ricavare dei filetti 4) che disporrete in un contenitore di vetro 5) che coprirete con olio evo. Mi raccomando, devono essere coperti. 6) Chiudere ermeticamente e riporre in frigorifero. A vostra discrezione, potrete aggiungere aromi (timo o basilico, capperi, carote e sedano crudi).

Personalmente mi capita di metterlo sott’olio quando lo cuociamo in crosta di sale. Una crosta semplicissima, a base di:

  1. 1 kg circa (ma molto dipende dalle dimensioni) di sale marino integrale (che è umido in natura), con cui copro completamente il pesce,
  2. a cui mescolo magari degli aromi (tiglio o origano seccati.

Se metto, invece, gli sgombri sott’olio, allora preferisco lo sgombro, e lo cuocio al vapore.

Ultimamente mi è capitato di leggere una ricetta che prevedeva una “misto” di sale, albumi d’uovo e farina e acqua … Non serve, ve lo assicuro.

Fatemi sapere.

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Allergia al grano saraceno

L’allergia al grano saraceno è sempre stata molto rara in Italia e quasi esclusivamente osservabile in Valtellina, dove questa farina è molto utilizzata, ad esempio nei caratteristici pizzocheri. Il dottor Enrico Heffler e la sua equipe dell’Università di Torino hanno trovato però che molti pazienti, che avevano un’evidente allergia alla pizza e ad altri prodotti a base di cereali, erano allergici al grano saraceno e non al frumento, come ci si sarebbe aspettati. […] Ora la farina di grano saraceno è spesso impiegata dall’industria alimentare e da alcuni pizzaioli miscelata ad altre farine per la preparazione di prodotti da forno, come ad esempio la pizza. Alcuni allergici alla pizza possono quindi essere in realtà allergici a questo ingrediente la cui presenza nell’alimento fino ad ora era del tutto insospettabile.” FONTE: IAL Studio Allergologico Lombardo.

Questa notizia non mi stupisce. Nostra figlia, per esempio, non è allergica al glutine, ma è allergica al grano saraceno. Vi ricordo che Alice è nata in Germania, dove la farina di grano saraceno per la preparazione della pappa in fase di svezzamento è all’ordine del giorno, quindi anche noi, da bravi italiani ben integrati, l’avevamo provata. Poiché io non credo ai capricci nei lattanti – in quanto, a parte il rifiuto ed il pianto, non parlando ancora, i bambini piccoli non hanno altri mezzi per comunicare con noi – ho sempre “accolto” le eventuali rimostranze. Il grano saraceno è un esempio: inizialmente, per settimane, non successe nulla: non lo gradiva molto, ma alla fine lo mangiava… fino a quando cominciò a grattarsi intorno alla bocca e… così, d’accordo con la pediatra, non insistemmo. Di tanto in tanto ci riprovavo, ma con lo stesso effetto. Dall’epoca erano trascorsi anni, ma l’anno scorso, un giorno in montagna, dopo aver mangiato la polenta (mais e grano saraceno), le si gonfiò il labbro. Le somministrai un antistaminico e il sintomo regredì. Allora non sapevamo che si trattasse della farina di grano saraceno, in quanto insieme alla polenta aveva provato anche un tipo nuovo di tofu, affumicato naturalmente. A distanza di mesi, Alice mangiò dei pizzoccheri fatti in casa (la Nonna Lele è maestra in quest’arte!), senza altri allergeni per lei pericolosi, conditi semplicemente con olio e sale e… rieccoci con un bel labbro gonfio… Il successivo test cutaneo confermò il test “fatto in casa”!

Il grano saraceno, che non contiene glutine, non è considerato un allergene pericoloso (in base al Decreto Legislativo 8 febbraio 2006, n. 114 in materia di indicazione degli ingredienti contenuti nei prodotti alimentari), quindi non è detto che sia sempre segnalata la sua presenza tra gli ingredienti in etichetta…. Fortunatamente ci sono anche aziende serie che indicano tutti, o quasi, i componenti, come l’azienda produttrice di un tipo di cracker integrali che abbiamo acquistato quest’estate in villeggiatura, la cui etichetta recava la presenza di grano saraceno. Alice li ha voluti provare: non ha avuto prurito immediato, ma infiammazione e prurito nelle pieghe delle ginocchia. In questo caso eravamo consapevoli, ma quando non siamo sicuri, meglio non rischiare e chiedere chiarimenti alla fonte, rimandando l’acquisto.

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Brodo vegetale

SENZA PROTEINE DELLA CARNE, SENZA SEDANO, SENZA GLUTINE, SENZA SOIA, SENZA ADDITIVI

Ortaggi misti per il brodo di verdura

C’era bisogno di pubblicare un post sul brodo vegetale? Sì, perché non avete idea di quante neomamme di bimbi a rischio di allergia debbano combattere con le nonne incredule, le quali non vogliono accettare che il brodo vegetale nella delicata fase dello svezzamento, e magari anche in seguito, non preveda l’uso, per esempio, del sedano, che, invece, è un allergene (come specifica il Decreto Legislativo 8 febbraio 2006, n. 114, Allegato 1, Sezione III sulle Allergie Alimentari), ma “era tanto raccomandato dalle loro mamme e dai pediatri di un tempo, perché contiene tante sostanze nutrienti…”. Ebbene, scordatevi il sedano, almeno per un certo periodo di tempo.

Premesso che ogni Nazione ha le sue specificità, la Food Allergy Italia pone l’attenzione su alcune verdure che più frequentemente sarebbero responsabili dell’insorgenza di reazioni allergiche, ossia: pomodori, peperoni, sedano, carota, patata! Carota e patata! Chi l’avrebbe mai detto.

Effettivamente, se ripenso al primo colloquio con il primo dermatologo e allergologo, che consultammo in Germania, quando Alice aveva solo 6 mesi, per via della sua dermatite, ricordo che a proposito della questione introduzione alimenti nello svezzamento, si permise di dirci che un soggetto allergico può reagire a qualunque cosa, e i test purtroppo non sempre sono rivelatori in questo senso (si pensi ai falsi negativi, molto frequenti nei bambini piccoli). Tenete, inoltre, presente che, nel caso delle verdure, è più facile che siano quelle consumate crude a dare maggiori problemi. Anche le dietiste consultate intorno all’anno di Alice ci diedero un elenco di versure con minor rischio di allergica (che purtroppo non riesco a più a trovare, ma lo sto ancora cercando, deve essere da nascosto da qualche parte), tra cui scegliere e tra quelle non comparivano sedano, pomodori, peperoni, melanzane ecc.

Per concludere, salvo diversa prescrizione medica, noi prepariamo il brodo vegetale utilizzando possibilmente ortaggi di stagione e scegliendo fra: broccoli, carota, carciofo, cipolla, fagioli, fagiolini, finocchio, lattuga, porro, rapa, sedano, sedano di Verona, verza, zucca (in Germania è ritenuta la più indicata per lo svezzamento) aglio in assenza del marito (non lo tollera). Ora aggiungerò anche qualche pisello per abituarla. E non dimentichiamo le erbe aromatiche come allorosalvia e basilico e prezzemolo (quest’ultimo spesso lo aggiungo a crudo, ma solo da quando Alice ha compiuto 3 anni). Potremmo usare altri ortaggi, come il cavolfiore, ma il brodo assumerebbe un sapore troppo definito e non adatto a tutte le preparazioni.

Eventuali sostituzioni, a me note nel momento in cui scrivo, sono:

alloro ➠ salvia

carote rapa

cipolla ➠ rapa

lattuga zucca

patata ➠ topinambur, sebbene di sapore molto diverso

prezzemolo ➠ erba cipollina

zucchine ➠ finocchio

Un buon brodo vegetale è un ottimo sostituto del dado o del latte vaccino nella preparazione di besciamella, ragù di carne, di verdure, di pesce, purè di patate, pastina in brodo, risotto, ecc.

  • INGREDIENTI

verdure di stagione e erbe aromatiche a vostra discrezione, 1 l di acqua (meglio se addizionata di calcio), NIENTE DADO, né di carne, né vegetale, non serve, usate invece il sale marino integrale q.b.

  • PREPARAZIONE
  1. Versare l’acqua in una pentola capiente.
  2. Tagliare grossolanamente le verdure e versarle nella pentola con l’acqua.
  3. Aggiungere le erbe, il sale. Portare ad ebollizione e a questo punto abbassare il fuoco e lasciar cuocere, con il coperchio, per un’ora circa.
  4. Estrarre le verdure e conservare in un contenitore di vetro, in frigorifero, al massimo due giorni.

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Gelato di banana senza…

SENZA PROTEINE DEL LATTE, DELL’UOVO, SENZA GLUTINE, SENZA SOIA, SENZA NICHEL, SENZA ADDITIVI, SENZA ZUCCHERI AGGIUNTI!!!

Il gelato non è un prodotto tipicamente tedesco, si sa, ma nostra figlia è nata in Germania e lì ho iniziato lo svezzamento, un po’ all’italiana e un po’ alla tedesca. Fatto sta che già non era facile trovare il gelato, trovarlo poi senza proteine del latte vaccino e senza uova, era praticamente ‘mission impossible’!  Ed ecco che in un pomeriggio piuttosto caldo mi si è accesa una lampadina: e se il gelato lo facessi io?

Senza gelatiera, ovviamente, altrimenti sarebbe stato troppo facile, senza latte di mucca, senza uovo, senza addensanti, in quanto eravamo in fase di introduzione di alimenti nuovi e non potevo introdurre più di un alimento nuovo la settimana. Fortunatamente la banana era un frutto tollerato, perché, per chi non lo sapesse, la banana rientra tra i frutti che possono scatenare reazioni allergiche (insieme a mela, pera, kiwi; se non mi credete visitate il sito di Food Allergy Italia e cliccate su frutta).

Non mi rimane ora che svelarvi la ricetta. Sappiate che a seconda degli ingredienti, potrete ottenere diverse versioni, alcune ideali per merende per lattanti, altre per bambini più grandi, altre ancora per una cena con amici, con o senza figli: l’importante è tenere sempre nel congelatore della banana tagliata a rondelle non troppo spesse (in un contenitore per alimenti di vetro, plastica, decidete voi).

ATTREZZI

1 omogeneizzatore (in questo modo si riduce la quantità di liquido necessaria)

INGREDIENTI per una porzione (dipende dall’età del bambino)

100gr di banana matura e 25 ml di latte di riso (o altro latte vegetale tollerato)

PREPARAZIONE

  1. Estrarre dal congelatore la banana (se l’avete messa la mattina, il pomeriggio è pronta per l’uso).
  2. Versare nell’omogeneizzatore la banana ed il latte. Non serve aggiungere zucchero, provare per credere.
  3. Omogeneizzare il tutto.

Versione per lattanti

  1. Servire subito così al naturale

Versione per bambini +18 mesi

  1. Servire subito al naturale, con pinoli tritati, oppure con mandorle a scaglie sottili sottili, se tollerate, e nel caso di dover incrementare l’apporto calorico, aggiungete nell’omogeneizzatore 1 dattero al naturale privato della buccia.

Versione per bambini +24mesi e adulti

  1. Potete guarnire anche con gocce di cioccolato fondente (senza plv)

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