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Dermatite atopica e creme solari in inverno.

Creme solari in inverno by mimangiolallergiaNo! Non voglio creme! Mi danno fastidio! | Tesoro, ma bisogna proteggere la pelle da… | Non mi interessa! | E invece deve interessarti… perché è la tua pelle non la mia… e… se chiudi gli occhi e pensi alla cima… quando li avrai riaperti, il gioco è fatto… | Mhm non ti credo… | Vabbe’, ci ho provato, ora metti la crema che fuori ti sta aspettando il divertimento puro!

Dialogo di qualche giorno fa in montagna con la figlia coperta da testa a piedi tranne il viso… E non tutti le creme solari fanno al caso nostro… Continua a leggere

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Creme solari e bambini atopici. Seconda Puntata.

Come promesso nella prima puntata, ho chiesto alla dottoressa Cristiana Colonna (dermatologa pediatra presso il Dipartimento di Dermatologia Pediatrica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, diretto dal Prof. Carlo Gelmetti) di aiutarci a inquadrare due questioni correlate tra loro: esposizione al sole e prodotti solari nei bambini atopici.

Il sole fa bene alla pelle dei bambini atopici?

In linea generale, il sole non è un nemico dei bambini, bensì un loro alleato (si pensi alla sua azione legata alla produzione della vitamina D e quindi nel favorire la calcificazione ossea) ed è anche alleato dei piccoli pazienti affetti da Dermatite Atopica. La maggior parte di essi, infatti, al mare, grazie all’esposizione al sole, migliorano notevolmente. Non per altro la fototerapia (esposizione al “sole artificiale”) è una fra le terapie efficaci nella cura della DA, ma non effettuabile, purtroppo, nei piccoli per motivi pratici di gestione: un bimbo di 3-5- anni non sta fermo, con gli occhialini protettivi, da solo in una cabina UV; questo trattamento è quindi riservato agli adolescenti e agli adulti.

Tuttavia, non tutti i bambini con dermatite atopica migliorano al mare e questo per svariati motivi, fra cui:

  • Al mare ci devono arrivare in buon controllo della dermatite, altrimenti se la pelle è molto infiammata non solo il sole la irriterà ancor più, ma non riusciranno ad entrare in acqua, a causa delle abrasioni e del bruciore, e la sabbia sarà fonte di ulteriori irritazioni (per il suo effetto abrasivo), e via dicendo.
  • Molto dipende dalla zona climatica scelta per il soggiorno: le isole sarebbero ideali, ma non accessibili a tutti, mentre il clima caldo umido non sempre è favorevole (anche per via della sudorazione più abbondante).

Per quanto riguarda, invece, le creme solari, ci sono prodotti preferibili ad altri?

In tema di prodotti solari, fino ai due anni il sistema di produzione della melanina non è completo, pertanto il rischio di eritemi è alto. Questo significa che:

  • sotto i due anni di età, il solare deve avere un fattore di protezione alto che con il nuovo sistema Colipa (associazione europea delle aziende cosmetiche) è pari a 50+;
  • oltre i due anni di età si può scendere, anzi suggerirei di preferire un fattore di protezione medio-alto all’inizio della vacanza, per poi andare a scalare e favorire il passaggio di UV, altrimenti viene vanificato il beneficio del sole sulla dermatite atopica.

La scelta della crema solare deve essere orientata verso solari specifici per bambini (perché è più probabile che non contengano sostanze tossiche), privi di profumo, con particolare attenzione al tipo di filtro, tenendo presente che negli atopici la reattività è più spiccata e può succedere che non vengano tollerati e che causino fenomeni irritativi, ma fortunatamente non avviene frequentemente, come non è frequente l’allergia al solare (salvo allergie note ai singoli componenti).

Sebbene i filtri fisici non siano in genere sensibilizzanti, essi non risultano essere molto graditi dalle mamme e dai bambini, in quanto sono difficili da spalmare per via della pastosità e occludono, soprattutto se i bambini sudano molto; i filtri misti (fisico+chimico) risultano cosmeticamente più piacevoli. In farmacia sono disponibili diversi prodotti che utilizzano filtri sicuri. Bisogna aggiungere che, come spesso succede con i prodotti più recenti, nonostante i test eseguiti prima della messa in commercio del prodotto, capita che non tutti gli atopici riescano a tollerarli. Che fare? In generale, non guasta mai testare il prodotto su piccole zone, prima di andare in vacanza. Per quanto riguarda l’alcool che compare sempre negli ingredienti, è generalmente contenuto in quantità tali da non generare irritazioni o bruciori.

Non ci rimane che preparare le valigie… chi può, altrimenti godiamoci il sole in piscina… con la crema.

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Creme solari e bambini atopici. Prima puntata.

Si stanno avvicinando le tanto agognate vacanze che molti trascorreranno in luoghi di villeggiatura: mare, lago, montagna, campagna oppure in piscina in città, in ogni caso al sole! Forse non ci sarà il riverbero delle Maldive, ma la crema solare costituisce comunque un elemento indispensabile, per grandi e piccini. Sarete quindi d’accordo con me che non è bello cominciare la vacanza con un bel eritema e doverlo trattare con i farmaci, soprattutto se a scatenarlo è stata la crema solare. Nel caso di bambini atopici (con dermatite atopica, o allergici, oppure con entrambe le patologie) questa eventualità si verifica più spesso di quanto pensiate. Oggi vi racconterò la mia esperienza, ma la prossima settimana ospiterò la voce del dermatologo pediatra che ci darà delucidazioni in merito.

Eravamo arrivati da pochi giorni al mare e avevo terminato la crema solare collaudata dall’anno precedente (decisamente sicura con un unico neo: è di quelle che lasciano il velo bianco per giorni e giorni, nonostante docce, bagni in mare… dall’effetto “calce” insomma), così andai in farmacia per acquistare un’altra confezione. Poiché avrei dovuto ordinarla, la farmacista mi consigliò un altro prodotto, “specifico per bambini, per pelli sensibili, di ultima generazione, garantita dai pediatri italiani, testata sotto controllo di dermatologi e pediatri, di una casa serissima, graditissima ai bambini…” Non so voi, ma io mi dissi:”Proviamola!”. Per fortuna mi limitai a spalmargliela solo su alcuni punti. Risultato? La sera stessa si presentò eritema diffuso su tutte le parti dove l’avevo spalmata, con prurito alla ennesima potenza, al punto che dovetti trattarlo con un farmaco ad uso topico specifico ed evitare che Alice si esponesse al sole per qualche giorno! In seguito a successive indagini, scoprii che nostra figlia non era stato l’unico caso. Non serve ora rivelare il nome della crema, in quanto ogni individuo reagisce in modo del tutto soggettivo e non avrebbe senso mettere sotto accusa un prodotto piuttosto che un altro, ma come mi disse una volta un dermatologo tedesco anni fa, un soggetto atopico, in quanto tale, può reagire a qualsiasi cosa e in qualsiasi modo, bisogna provare! Quella volta, a malincuore, disturbai il nostro dermatologo e chiesi indicazioni per evitare di ripetere l’esperienza ed da allora non abbiamo più avuto problemi. Quest’anno vorrei provare però un solare nuovo, ma prima di farlo lo “testeremo” su una piccola porzione di pelle, per controllarne gli effetti. Vi saprò dire se riusciremo a liberarci del “mantello bianco”.

A questo punto sorge spontanea una domanda: nel caso di bambini atopici, esiste una crema solare da preferire ad altre? Lo chiederò la prossima settimana all’esperto. Se siete interessati, tornate a trovarmi sul blog.

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