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VARICELLA e DERMATITE ATOPICA: antivirale sì o no nei bambini?

Scusate il silenzio, ma… ho preso la varicella:( E non dalla figlia come si potrebbe immaginare, bensì “dall’aria!”, perché non conosco nessuno che l’abbia avuto in concomitanza:( Sapevo di non essere immune, ma ero stata a contatto con chi aveva avuto la varicella e non l’avevo presa, quindi pensavo, erroneamente, di essere “inattaccabile”.

Bene, ma non è della mia varicella che voglio parlarvi, bensì vorrei condividere con voi alcuni dubbi che ho rispetto alla possibile varicella della figlia che notoriamente soffre di dermatite atopica che sembra essere una controindicazione in caso di varicella…  Continua a leggere

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ALLERGIA AI FARMACI IN ETÀ PEDIATRICA: un protocollo e consenso informato in caso di test di provocazione per i farmaci

Le reazioni avverse a farmaci si distinguono in prevedibili ed imprevedibili.

Prevedibili:

a) sovradosaggio o tossicità: sono reazioni tossiche dovute al superamento della dose soglia, specifica per ciascun farmaco;

b) effetti collaterali: sono effetti indesiderati, caratteristici di ogni farmaco, legati al meccanismo di azione (es. sonnolenza da antistaminici);

c) effetti secondari: sono la conseguenza dell’effetto di un farmaco (es. la riduzione della microflora intestinale in corso di terapie antibiotiche);

d) interazioni farmacologiche: sono reazioni che si verificano in corso di trattamenti con più farmaci, dovuti a modificazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche che un farmaco provoca su un altro. Le conseguenze possono essere aumento o diminuzione della efficacia clinica, o comparsa di effetti collaterali.

Imprevedibili: Continua a leggere

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Allergie e Antistaminici: Tinset 2,5% e caratteristiche dell’antistaminico ideale

“All’inizio di Aprile 2012 la casa farmaceutica che produce il Tinset, un antistaminico usato per alleviare il prurito in caso di asma, allergie, dermatiti su base allergica, ha ritirato dal commercio a titolo cautelativo tutti i lotti della formulazione in gocce 2,5% (25mg/ml).  Il motivo: un problema di stabilità della soluzione che potrebbe influenzare l’attività del conservante (non un problema di sicurezza del principio attivo oxatomide). Attualmente, quindi, è reperibile come alternativa equivalente alle gocce il Tinset compresse da 30 mg (oltre a una crema gel per uso locale). Sono però già in produzione i nuovi lotti in gocce  che saranno a breve messi in commercio.” (Fonte: Altroconsumo).

In un primo tempo avevo trascurato questa notizia, in quanto se ne occupano già ampiamente i media. Perché riportarla qui allora? Perché rimbalza da un po’ di tempo in rete e più di uno mi ha chiesto:”Ma hai visto? Lo hanno ritirato!!!” Attenzione… Continua a leggere

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LETTURE: Allergia alle proteine del latte e carenze di calcio. Il punto di vista di un chimico.

Foto tratta dall’articolo di Lorenzo Acerra apparso su Promiseland

Oggi desidero condividere con tutti voi una lettura molto interessante, non solo per coloro che sono allergici a proteine del latte e dell’uovo (quali fonti elettive, in Occidente, di calcio e Vit D), ma anche per tutti i non allergici, in quanto il fabbisogno di calcio in bambini e adolescenti raccomandato dai pediatri in generale condiziona enormemente le abitudini alimentari di una famiglia, al di là di ciò che piace e non piace. E qui mi vengono in mente molti bambini che conosco, i quali non gradiscono affatto il formaggio, grana o altro tipo, latte… e le madri si disperano, vanno in ansia, tampinano i pediatri che danno loro integrazioni di calcio sintetico. 

Non mi aspetto che questa lettura modifichi il vostro modo di pensare, ma vorrei che insinuasse in voi un ragionevole dubbio.

Poiché è un argomento complesso, controverso, delicato e molto ampio, oggi voglio solo invitarvi alla lettura, non solo dell’articolo, ma anche dei commenti allo stesso che troverete nel sito di Promiseland: Un articolo di Lorenzo Acerra *.  Continua a leggere

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LIBRI: Medicina non convenzionale


"Che fare?!?"

Curare con l’omeopatia è un tema articolato e complesso. Curare con l’omeopatia un atopico (allergico o/e con dermatite atopica) è un tema di portata titanica e un solo post non potrebbe essere né esauriente né esaustivo.

Oggi non vi presenterò un libro, bensì una lista di alcuni libri – che ancora non ho letto, ma che intendo ordinare in libreria quanto prima – limitandomi, mi rendo conto, a gettare un sassolino nel mare, ma sono seriamente intenzionata ad approfondire e a documentarmi.

“Lista della spesa”:

– un testo di carattere “divulgativo”, Medicina antropofosica familiare. Riconoscere e curare le malattie più comuni, di Sergio M. Francardo, edito da Edilibri,
– un testo di carattere scientifico, Fitoterapia. Impiego razionale delle droghe vegetali, di F. Capasso, G. Grandolini, A.A. Izzo, edito da Springer
– un altro testo scientifico Fitofarmacovigilanza: vigilanza sulla sicurezza dei prodotti fitoterapici, Di F. Capasso,F. Borrelli,S. Castaldo, edito sempre da Springer

Sto ancora cercando un testo scientifico sull’impiego dell’omeopatia. Per oggi non ci sono riuscita, ma non temete, ci riuscirò quanto prima.

In generale, si assiste, anche in Italia, a un crescente numero di pazienti, nonché di genitori di piccoli pazienti, che si rivolgono alla medicina non convenzionale, in quanto sempre più insoddisfatti delle terapie convenzionali, soprattutto quando si tratta di patologie croniche o che  si ripetono frequentemente (tanto per citarne alcune, dermatite atopica e malanni di stagione).

Questo post non ha l’obiettivo di stabilire cosa sia meglio, me ne guardo bene, bensì quello di condividere riflessioni sull’argomento. È da tempo che ci rimungino sopra, ma in questi mesi si sono avvicendati episodi che mi hanno fatto riflettere e credo sia legittimo avere dei dubbi.

Gli scienziati hanno raggiunto traguardi ammirevoli e impensabili fino a qualche decennio fa, ma mentre la medicina tradizionale è all’avanguardia nella cura di molte malattie, ho l’impressione che si perda in un bicchier d’acqua nel trattamento di altre patologie.

Il mio interesse per l’omeopatia nasce dal fatto che ho potuto constatare di persona che, mentre in Italia essa sembri essere un’eccentricità di alcuni, in altri Paesi europei (tipo Repubblica Federale Tedesca e Francia) è, invece, prassi comune. Se non avessi vissuto in Germania, sarei molto più scettica, ma vi assicuro che là l’omeopatia è di casa, anche nelle corsie di moltissimi ospedali pubblici, così come negli ambulatori di moltissimi pediatri. In Italia so che esiste un Reparto presso il Presidio Ospedaliero di Lucca, altro non so.

La legislazione italiana sui rimedi omeopatici e fitoterapici lascia molto desiderare: assenza di bugiardini, di indicazioni terapeutiche, posologia, controindicazioni, effetti collaterali sulle confezioni ecc.;, di cui sono invece provvisti i farmaci omeopatici e fitoterapici in Francia, o in Germania. Dell’argomento si è occupata anche l’associazione di consumatori Altroconsumo, pubblicando, sull’inserto Salute n° 85 aprile 2010, un articolo molto interessante, consultabile dai soci anche on line, mentre i non soci dovrebbero riuscire a visionare una breve sintesi qui.

Non sto facendo pubblicità ad Altroconsumo, ma trovo che quell’articolo sia una buona sintesi di come si presenta la problematica. Tra le tante informazioni, ho letto che “[…] i rimedi omeopatici sono considerati dalla nostra legge medicinali e devono essere registrati dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), che opera sotto le direttive del ministero della Salute. […] Non essendo richieste prove scientifiche che dimostrino l’efficacia terapeutica di questi prodotti, la legge italiana vieta di inserire nelle confezioni il foglietto illustrativo o di riportare in etichetta le indicazioni terapeutiche.” Peccato che molti rimedi omeopatici e fitoterapici contengano principi attivi e eccipienti che possono risultare dannosi per molti soggetti (saccarosio per i diabetici, lattosio per gli intolleranti, erbe officinali per alcuni allergici e così via). Aggiungiamoci che in Italia, più che in altri Paesi, l’automedicazione è prassi comune, nella mia mente si fanno sempre più strada interrogativi e dubbi.

Ma ci sono anche casi in gli stessi operatori sono vittime di confusione pericolosa a discapito dei consumatori. Ricordo ancora una volta, in cui un farmacista tentò invano di vedermi un rimedio fitoterapico diverso da quello da me richiesto (una semplice pomata a base di arnica). In sintesi il dialogo intercorso allora:

“Ma signora, è naturale!”

“Appunto, quindi potenzialmente più pericoloso.”

“Ma no, è omeopatico!”

“No, è fitoterapico.”

“Ma qui c’è scritto medicinale omeopatico.”

“Sì, è vero, ma Lei sa che i prodotti omeopatici si distinguono da quelli fitoterapici per la concentrazione dei principi attivi, e che la Legge consente di chiamare omeopatici anche prodotti che in realtà sono fitoterapici, o non lo sapeva?!?”.

Alla fine non ho comprato, ovviamente, quella crema e sono andata in un’altra farmacia, ma quello successe allora è grave e non dovrebbe accadere. Il farmacista non è un commesso qualunque e il paziente non è un cliente qualunque, ma questo è un altro discorso.

Giusto per fare chiarezza sui termini, nel volume di cui accennavo sopra (Fitoterapia…), gli autori specificano che omeopatia e fitoterapia sono due sistemi terapeutici contrapposti, non simili. Non solo, anche le modalità di preparazione dei preparati omeopatici e fitoterapici sono differenti.

“La medicina omeopatica concepisce la malattia come evento interessante sia la sfera organica sia quella psichica, pertanto la guarigione si ottiene ristabilendo l’integrità psicofisica del soggetto.” (Fonte: La Scuola dell’Atopia, di Carlo Gelmetti, edito da Springer). Il paragrafo non difende necessariamente l’omeopatia, perché A. Patrizi (autore di quell’intervento) conclude scrivendo che, sulla base di un recente review sull’argomento, sebbene sembri esserci un’elevata soddisfazione del paziente, non sono presenti dati significativi sull’effettivo miglioramento del quadro clinico. (Bardazzi F, Medri M, Varotti E, Savoia S, (2003), Terapie alternative. In: Lotti T (ed) La dermatite atopica. Nuovi concetti e nuove terapie. UTET Scienze Mediche, Torino).

Molti psicologi, allergologi e dermatologi attribuiscono alla sfera emotiva un ruolo importante, dall’insorgenza al superamento di alcune patologie.

E qui mi fermo, altrimenti scrivo un trattato e non ne veniamo a capo.

Se volete invece dilettarvi in letture più amene, vi invito a sbirciare nelle librerie dei blog che partecipano con il presente al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma.

Buon fine settimana a tutti! I vostri commenti potrebbero non essere pubblicati fino a lunedì p.v., perché andiamo fuori Milano (terapia personalissima per curare i malanni di stagione di cui Alice è afflitta da NOVEMBRE!).

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Coloranti nei farmaci e negli integratori

Una volta mi trovavo in montagna e dovendo acquistare uno sciroppo mucolitico per nostra figlia, andai in farmacia intenzionata ad acquistare “il solito”. Il farmacista avrebbe dovuto ordinarlo e volendo farmi un favore, tentò di convincermi ad acquistare un altro tipo, dal colore ROSSO VIVO! E lì cominciai ad essere sospettosa. Spiegai che essendo Alice allergica, preferivo utilizzare medicinali collaudati (ci trovavamo in un paesino sperduto e non volevo fare esperimenti a rischio). Naturalmente si trattava di un farmacista tenace  e voleva a tutti costi convincermi che era un prodotto sicuro: “Ma lo vendo a tutti i bambini”. Non convinta, gli chiesi di mostrarmi il foglietto illustrativo e tra le varie recava: “…contiene rosso cocciniglia A (E 124) che può causare reazioni di tipo allergico. Questo sciroppo contiene metile paraidrossibenzoato che può causare reazioni allergiche (anche ritardate).”

Non sono un medico, ma nel dubbio, mi sono guardata bene dall’acquistarlo. Il farmacista si è scusato, ammettendo la sua ignoranza in materia. Dal canto mio non comprendo però fondamentalmente due cose:

(1) perché mai sia necessario impiegare dei coloranti nella preparazione di uno sciroppo! Quanti farmaci si presentano incolori o bianchi e le mamme SONO comunque CAPACISSIME di persuadere i propri figli ad assumerli (in ogni mamma c’è un po’ di Mary Poppins!);

(2) perché mai, in linea generale, ma ancor più quando si tratta di medicinali destinati ai bambini, aggiungere coloranti nonché sostanze allergizzanti!

Ho letto qua e là qualche intervista a qualche medico che “difendeva” i coloranti, quando si tratta di medicine destinate agli anziani, perché questi memorizzerebbero le pillole in base al colore e non al nome.

E va bene, concediamoglielo. Ma le mamme?!? Sebbene qualche neurone se ne sia andato con la maternità, non abbiamo problemi a distinguere le pillole, figuriamoci gli sciroppi! Sfogo a parte, potreste trovare utile sapere che ALTROCONSUMO (associazione di consumatori) mette a disposizione una banca dati on line con tutti gli additivi alimentari autorizzati (fra cui anche i coloranti, sia sintetici sia presenti in natura), per i quali viene specificato (con un asterisco) se possono indurre allergie o reazioni di ipersensibilità. Questo potrebbe risultare utile in caso di dubbio, in quanto non sempre, soprattutto nel caso di alimenti o di integratori, è espressamente indicato se l’additivo può o non può causare allergia.

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Allergie e antistaminici: Tinset 0,25 ritirato dal mercato

Dal mese di marzo 2010 è stata ritirata dal commercio la formulazione allo 0,25%, destinata ai bambini piccoli. L’unica formulazione liquida ora disponibile nelle farmacie è quella più concentrata per adulti, ossia Tinset 2,5% gocce orali sospensione che può essere somministrata solo ai bambini che hanno compiuto un anno di età, prestando molta attenzione alla posologia, per evitare rischi di sovradosaggio.

FONTE: Agenzia Italiana del Farmaco.

La questione dei dosaggi è importante, soprattutto quando si tratta di bambini. Il principio attivo in questione è l’oxatomide. Già l’anno scorso, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), con una Nota Informativa del 2 febbraio 2009, rendeva noto che “era in corso di approvazione da parte dell’AIFA l’aggiornamento degli stampati del medicinale Tinset allo scopo di favorire un uso appropriato del farmaco, in seguito alle segnalazioni pervenute alla Rete Nazionale di Farmacovigilanza di alcuni casi gravi di reazioni avverse cardiache e a carico del sistema nervoso centrale verificatisi in bambini, dovute ad errori posologici/sovradosaggio accidentale delle due formulazioni orali liquide di oxatomide disponibili (2.5% e 0.25%).”

Questo significa che il genitore che era solito somministrare al proprio figlio atopico questo antistaminico, dovrà ora prestare particolare attenzione alla posologia.

Rimanendo in tema di antistaminici, è interessante leggere anche le indicazioni generali che l’Agenzia Italiana del Farmaco mette a disposizione del cittadino nel suo sito, ossia:”Le attuali evidenze non supportano l’uso di antistaminici nella terapia dell’asma… Gli antistaminici non sono indicati nel raffreddore comune né in monoterapia né associati a decongestionanti.”

Il ritiro dal commercio di questo farmaco è comunque la dimostrazione che vale sempre la pena di segnalare le reazioni avverse ai farmaci, anche se sospette.

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