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Allergia alle proteine del latte vaccino: soia sì o soia no? Forse sì…

Tazza di latte di soia by mimangiolallergiaII Puntata

Vi ricordate questo post? Bene. Vi avevo detto che avrei continuato a indagare. Del tutto casualmente mi sono imbattuta in un sito serissimo, la cui serietà non viene messa in discussione da nessuno, in cui si legge qualcosa di nuovo che mi tranquillizza e che mi fa intravvedere una strada parallela… Continua a leggere

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Allergia alle proteine del latte vaccino nei lattanti: latte di soia sì, latte di soia no?

Tazza di latte di soia by mimangiolallergiaI Puntata.

“Bene, visto che la piccola non è allergica alla soia, via libera al latte di soia, e suoi derivati, perché più completo rispetto ad altre bevande vegetali e apre le porte per altri cibi sostitutivi.”(Germania 2005)

“Latte di soia?! Ma signora, in caso di allergia alle proteine del latte vaccino è sconsigliato, potrebbe sensibilizzarsi!” (Italia, 2006)

“Latte di soia? Tofu? Ma signora! La soia, contiene fitoestrogeni, non si sa che effetti abbiano sugli organi riproduttivi dei bambini, se possono predisporre a tumori delle ovaie o del seno eccetera!” (Italia, 2011)

Non ho la sfera di cristallo, ma scommettiamo che tra una decina d’anni potremmo trovare la smentita di tutto?

Paese che vai, anno in cui sei… indicazioni che trovi. E noi poveri genitori a non capirci più nulla. Continua a leggere

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LETTURE: Allergia alle proteine del latte e carenze di calcio. Il punto di vista di un chimico.

Foto tratta dall’articolo di Lorenzo Acerra apparso su Promiseland

Oggi desidero condividere con tutti voi una lettura molto interessante, non solo per coloro che sono allergici a proteine del latte e dell’uovo (quali fonti elettive, in Occidente, di calcio e Vit D), ma anche per tutti i non allergici, in quanto il fabbisogno di calcio in bambini e adolescenti raccomandato dai pediatri in generale condiziona enormemente le abitudini alimentari di una famiglia, al di là di ciò che piace e non piace. E qui mi vengono in mente molti bambini che conosco, i quali non gradiscono affatto il formaggio, grana o altro tipo, latte… e le madri si disperano, vanno in ansia, tampinano i pediatri che danno loro integrazioni di calcio sintetico. 

Non mi aspetto che questa lettura modifichi il vostro modo di pensare, ma vorrei che insinuasse in voi un ragionevole dubbio.

Poiché è un argomento complesso, controverso, delicato e molto ampio, oggi voglio solo invitarvi alla lettura, non solo dell’articolo, ma anche dei commenti allo stesso che troverete nel sito di Promiseland: Un articolo di Lorenzo Acerra *.  Continua a leggere

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Allergia al latte vaccino e all’uovo? Attenzione al sale.

Vi starete chiedendo cosa c’entri il sale con l’allergia alle proteine del latte e all’uovo. C’entra, eccome. Lo sapevate che un consumo eccessivo di sale contribuisce ad eliminare il calcio? Per cui è inutile arrovellarsi per proporre ai nostri figli diete bilanciate dal punto di vista dell’apporto di quel minerale, se poi serviamo quotidianamente troppo sale nei loro piatti.

Nel momento in cui è stata diagnosticata ad Alice l’allergia al latte vaccino e di capra, nonché all’uovo (oltre ad altre allergie alimentari), la prima preoccupazione è stata come farle assumere altrimenti il calcio, ma allora non sapevo che il calcio lo si può anche “perdere”.

Ovunque leggiamo e ci sentiamo ripetere che un’alimentazione eccessivamente ricca di cibi troppo salati è spesso associata all’insorgenza di malattie quali ipertensione, disturbi a carico dell’apparato cardiocircolatorio e dei reni, ecc. Ma praticamente nessuno ci informa sul fatto che il nostro organismo, per eliminare il sodio in eccesso, elimina anche più calcio.

Chi lo dice? Prendiamo ad esempio le Linee guida (Capitolo 6 ), realizzate da INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione), in cui si legge: “…Un elevato consumo di sodio è inoltre associato …, a maggiori perdite urinarie di calcio e quindi, probabilmente, a un maggiore rischio di osteoporosi…”. Formulato in modo più scientifico, viene spiegato anche dalla Società Italiana per la Nutrizione Umana (che fa parte di Federazioni nazionali e internazionali di Società Scientifiche e riunisce studiosi ed esperti della nutrizione )come segue:”… l’eliminazione urinaria presenta ampie variazioni inter e intraindividuali, in relazione anche al concomitante apporto di proteine, sodio e fosforo…”. Per chi volesse approfondire può consultare il sito: SINU.

Poiché rinunciare al sale è praticamente impossibile (senza contare gli alimenti in cui è contenuto a nostra insaputa), allora meglio consumare sale integrale, perché naturalmente provvisto di iodio, che viene eliminato durante il processo di raffinazione. Tornerò sull’argomento, anche perché è una delle poche “mode” che vanno per la maggiore che mi appassiona, nell’ottica che prevenire è meglio che curare…

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LIBRI: Il Mal di Latte

“Niente latte e derivati?! Oh poverina, e il calcio?!” Questa è la frase che periodicamente mi viene posta ogni volta che rivelo l’allergia di nostra figlia al latte vaccino, di capra e derivati. E probabilmente se io non avessi vissuto in Germania e non avessi conosciuto oltre che tedeschi anche giapponesi (che avrebbero cominciato a consumare latte di mucca dopo la seconda guerra mondiale), mi porrei la stessa domanda. Ma poi è arrivata la scoperta di un libro (Il mal di latte, di Lorenzo Acerra, 2008 Macroedizioni), molto molto interessante e autorevole direi, che mette in luce il ruolo della caseina, frutto della lavorazione industriale del latte, nello sviluppo di alcune patologie.

Grazie ad una raccolta dettagliata di centinaia di studi della medicina ufficiale, si dimostra non solo che il latte lavorato dall’industria alimentare può essere ricollegato all’insorgenza di allergie e intolleranze, eczemi, diabete, otiti, tonsilliti, sinusiti, disturbi del sistema vascolare, osteoporosi, disturbi ormonali, certi tumori e altro ancora, ma anche che, nel caso specifico dell’assimilazione del calcio, un consumo smodato di latte e latticini industriali è assolutamente inutile, anzi. Senza pensare a tutti gli ormoni e farmaci contenuti nei prodotti caseari non bio, ma questa è un’altra storia ancora. Continua a leggere

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