STOP all’Allergia all’Arachide con l’immunoterapia orale. Intervista alla Dottoressa Antonella Muraro

Fonte: Centro Allergie Alimentari Regione Veneto

Fonte: Centro Allergie Alimentari Regione Veneto

Seconda puntata per saperne di più.

STOP all’Allergia all’Arachide è il nuovo studio sull’allergia all’arachide, in corso parallelamente in più Paesi europei e che in Italia è stato affidato al Centro Allergie Alimentari Regione Veneto. In un post precedente avevo comunicato la notizia tal quale.

Oggi ospito una breve intervista alla dottoressa Antonella Muraro*, nella sua qualità di Responsabile dello Studio per l’Italia, per integrare con qualche informazione aggiuntiva, dopo aver fatto chiarezza sui termini…

1) Prima di tutto vorrei approfittarne per fare chiarezza sui termini, chiedendoLe di definire cosa si intende per immunoterapia orale per alimenti, desensibilizzazione orale per alimenti, tolleranza orale per alimenti, studio sperimentale.

Per immunoterapia orale per alimenti si intende il processo per cui si cerca di modulare le risposte immunologiche con interventi volti a modificare la reattività sia legata agli anticorpi che alle cellule del sistema immunitario. Nell’ immunoterapia orale utilizzando una via di somministrazione per bocca della sostanza utilizzata a questo scopo

Per desensibilizzazione orale per alimenti si intende il processo per cui il paziente assumendo per bocca l’alimento in dosi crescenti gradualmente riduce la reattività verso quell’alimento fino anche ad azzerarla. Il paziente può pertanto assumere l’ alimento con minime o anche del tutto senza reazioni. Tale stato è però condizionato dall’assunzione continuativa dell’alimento: ogni sospensione dell’ingestione giornaliera può determinare la ricaduta verso la reattività. 

La tolleranza orale per alimenti è, invece, lo stato di non reattività verso l’alimento che viene tollerato, sia che il paziente lo assuma sia che smetta di assumerlo per preferenza personale. Questo è il processo che si instaura normalmente nel soggetto sano.

Uno studio sperimentale è uno studio volto a determinare la validità di un’ipotesi scientifica o a confermarla. Prevede di essere approvato dal Comitato Etico a protezione del paziente e deve dimostrare di essere condotto con una metodologia molto rigorosa e controllata. E’ obbligatorio per l’immissione in commercio di farmaci o prodotti per l’utilizzo nell’uomo per confermare l’efficacia del prodotto su larga scala e per proteggere da diffusione di pratiche spontanee basate sul giudizio soggettivo.

2) Fatta questa premessa, qual è l’obiettivo di questo nuovo studio sperimentale?

L’obiettivo è quello di confermare i risultati di studi precedenti di immunoterapia con l’arachide, aumentando il numero di pazienti e verificando che i risultati siano riproducibili. Questo studio consentirà di mettere a punto un prodotto specifico che possa essere distribuito in commercio (ad uso soltanto degli addetti ai lavori in centri d’eccellenza, ossia altamente specializzati e quindi debitamente attrezzati) per la cura di tutti i pazienti affetti da tale patologia.

3) In che cosa si differenzia questo studio da altri condotti sino ad oggi in Italia e all’estero?

Non sono stati eseguiti studi sperimentali in Italia con le caratteristiche sopra menzionate per l’immunoterapia all’arachide. Alcuni servizi hanno effettuato tentativi su alcuni pazienti per cercare di alleviare i sintomi, ma in casi circoscritti senza applicazione di metodologia che consentisse di avere risultati per tutti gli altri pazienti.

In altri paesi europei sono stati condotti studi sperimentali con l’alimento stesso su numeri molto esigui di pazienti. Nello studio in corso si tratta di un prodotto preparato specificamente contenente le molecole principali responsabili della reazione.

4) Chi è il candidato idoneo per questo studio e chi invece ne è escluso?

Dall’età di 4 a 55 anni, tutti i pazienti con allergia all’arachide che abbiano presentato sintomi per esposizione all’arachide (ingestione ed inalazione), e che abbiano i test allergologici positivi per arachide e non siano affetti da altre malattie croniche (ad esempio diabete, celiachia ecc.).

5) Il protocollo che seguirete sarà il medesimo negli altri Paesi Europei?

Si, in modo da consentire un’omogeneità dei risultati.

6) E’ previsto l’impiego di farmaci, tipo anticorpi monoclonali umanizzati?

No

7) Come mai è stata scelta proprio l’arachide?

Perché è l’alimento che a livello globale è maggiormente in causa nelle reazioni anafilattiche alimentari.

Bene, mi sembra evidente che questo studio presenta alcune caratteristiche chiave che lo distinguono da altri condotti sino ad oggi e che si potrebbero così riassumere:

  • Lo studio sperimentale è stato approvato dal Comitato Etico. Questo equivale ad una garanzia per il paziente, sia sotto il profilo della sicurezza sia sotto il profilo legale.
  • I dati raccolti all’interno di questo studio saranno trasparenti, standardizzabili e quindi confrontabili con quelli raccolti in altri Paesi europei.
  • Il risultato del confronto sarà concreto, perché consentirà di mettere a punto un prodotto/farmaco per la cura dei pazienti affetti da allergia all’arachide, con dosaggi prestabiliti variabili a seconda della necessità.
  • La fascia di età dei candidati è decisamente ampia, in quanto si va dai 4 ai 55 anni.
  • Diffidate delle imitazioni, nel senso che l’unico Centro in Italia a cui è stata affidata la conduzione di questo studio, con queste caratteristiche, è il Centro di Specializzazione Regionale per lo Studio e la Cura delle Allergie e Intolleranze Alimentari della Regione Veneto.
Proprio mentre stavo pubblicando questo post,  il Centro/Dott.ssa Muraro mi ha comunicato che hanno già raggiunto il numero di pazienti previsti per questo studio  sull’immunoterapia per l’ arachide, per cui le liste di iscrizioni  sono state ufficialmente chiuse. Alla luce della consistente adesione da parte dei pazienti di tutti paesi europei l’obiettivo numerico è stato conseguito prima del previsto. Questo a riprova del fatto che un progetto trasparente e rigoroso incontra la fiducia del paziente, soprattutto quando si tratta  di procedure potenzialmente rischiose. Poiché i dati saranno resi pubblici, sarà mia premura comunicarvi tempestivamente la loro pubblicazione. Speriamo che il prodotto / farmaco possa superare le procedure burocratiche in tempistiche accettabili di un paio d’ anni per dare un’ opportunità a tutti i pazienti.
Questa volta vale la pena di dire… “rimaniamo connessi”. Non mi rimane che salutarvi e darvi appuntamento al prossimo post.

 

*Dottoressa Antonella Muraro, pediatra allergologa. Responsabile del Centro di Specializzazione Regionale per lo Studio e la Cura delle Allergie e Intolleranze Alimentari della Regione Veneto (Centro Allergie Alimentari Regione Veneto). Membro del Comitato Scientifico di Food Allergy ItaliaAttualmente ricopre la carica di presidente di EAACI (European Academy of Allergy and Clinical Immunology).

 

 

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