Allergie Alimentari: mangiare fuori a casa a Disneyland Paris senza 14 allergeni… e più

– post NON sponsorizzato –
Le scuole sono finite e tra una destinazione e l’altra, le famiglie cercano di concedersi qualche giorno di vacanza con i figli, e si va dalle mete culturali a quelle di puro svago e fra queste, diciamocelo… il mondo di Disney è molto gettonato. Attenzione però: il tema che voglio trattare oggi non è “Scegliete o non scegliete Disneyland Paris”, bensì  notare il peso che un’azienda ha deciso di attribuire alle Allergie Alimentari (e non solo), pensando anche alle diete speciali senza “16 allergeni”… (stando al Nuovo Regolamento sarebbero solo 14, ma in questo caso i francesi hanno aggiunto due  curiose new entry…).
Qualcuno potrebbe pensare che io abbia accettato di scrivere su richiesta un post redazionale, ma lo ribadisco anche in questa occasione: io NON faccio pubblicità a nessuno, amici e parenti inclusi, però diffondo volentieri le buone pratiche in materia di allergie alimentari, indipendentemente da chi le agisce.

Piccola premessa: stavo facendo pulizia nel blog e sono incappata nella bozza del presente post, redatta qualche anno fa ormai, scaturita spontaneamente da uno scambio di battute nel mio profilo su Facebook con un papà (che ormai consideriamo un amico, insieme alla sua bellissima famiglia!), conosciuto in occasione di un Week End di Cibo Amico in tema di diete speciali in caso di allergie offerte da Disneyland Paris. E… da allora Disneyland Paris ha decisamente apportato qualche modifica sia alla pagina nel sito dedicata alle allergie alimentari sia alla brochure che vedremo più avanti.
In Europa, Disneyland Paris è una meta molto conosciuta, e anche per questa ragione molto ambita, anche da chi ha allergie alimentari. È evidente che nulla vieta di portarsi il pranzo al sacco, però… per chi non vive proprio dietro l’angolo, pianificare alloggio e pasti fuori casa, fosse anche solo per due giorni, può costituire un problema e indurre a rinunciare a priori, per paura, per scarsa informazione, per pigrizia al pensiero di organizzare ciò che rischia di diventare un’odissea.

Prima di vedere insieme la sezione (rivisitata) dedicata ai visitatori con esigenze alimentari particolari, vorrei che leggeste il commento del papà Paolo che merita un po’ di attenzione, perché è scritto con il cuore ed esprime in una manciata di parole il sentire comune di molti:

Cara Monica, grazie per averci taggato, questo link è davvero interessante!!! Avrei più di un motivo per andare a Paris e penso che lo prenderò seramente in considerazione! Prima o poi ci porto tutta la famiglia!!! Cose come queste, vorrei precisare per chi non lo immagina, sono una vera e propria “conquista sociale” ed anche un certo sollievo nel non sentirci ancora una volta esclusi ed emarginati!!! E’ anche vero, ne sono sicuro, che tu monica non hai alcun interessere di carattere commerciale od economico nel segnalarci con tanto entusiasmo questo luogo che, per quanto possa essere commerciale, e lo è moltissimo, non passa sopra come uno “schiacciasassi” con l’indifferenza e l’accidia propria di chi pensa solo ad un guadagno appunto commerciale hai diritti dei bambini con handicap, perché alla fine quando c’è un rischio così alto come l’anafilassi di questo si tratta, bensì non se ne lava le mani ed investe le proprie risorse finanziarie e di mano d’opera nel tentativo sicuro di poter accogliere TUTTI o per lo meno quasi tutti “consumatori”. E per me questo è già segno di “buon servizio” alla intera comunità!!!”

A quel commento era seguito anche il commento di una madre che domandava se fosse il caso di portare un bambino allergico proprio a Disneyland Paris… Stavo per rispondere come avrei fatto qui, e poi… mi sono trattenuta perché FB non è un salotto come può esserlo questo blog, e io ho bisogno di pensare, macinare, selezionare e poi scrivere, senza limiti di spazio, quindi ho pensato di riproporre l’argomento qui, in quanto è un tema dalle diverse sfaccettature.

Come puntualizza Paolo, al di là del fatto che i parchi di divertimento piacciano o meno, la questione è ciò che il poter  mangiare fuori casa rappresenta per un allergico e i suoi famigliari, al di là delle considerazione di tipo meramente nutrizionale. Chi mi conosce sa che il mio motto è sempre: “Non importa ciò che non puoi, bensì goderti ciò che puoi“! Quindi possiamo vivere bene anche senza andare in un parco a tema… ma è bello fantasticare, progettare, senza limitazioni imposte dalle allergie alimentari. Ora non voglio divagare, ma ci sarebbe molto da dire.

Da allora ho visitato, grazie alla figlia, altri parchi a tema (in in Italia e in Germania per il momento, ma ve ne parlerò in altra sede), ma in tutti l’allergico ad alimenti, se non attrezzato, rischia la fame, non tanto per alimenti non permessi, quanto per contaminazioni quasi certe con allergeni di ogni genere. Non solo! In un’occasione ho dovuto perfino far notare un errore macroscopico nell’elenco allergeni: in pratica alla voce maionese, tra gli allergeni non era indicato l’uovo! Così ho fatto presente che l’elenco andava corretto. Se poi l’abbiano fatto non lo so, ma ci torneremo 😉

Sul fronte allergie agli inalanti (acari, piante ecc.) non ho indagato, ma sul fronte Allergie Alimentari, forse non tutti sanno che Disneyland Paris ha elaborato MENU’ SPECIALI SENZA MOLTISSIMI ALLERGENI.

Non è una novità, esistono da anni, ma… l’opuscolo è sempre rimasto talmente ben nascosto che non risultava con una ricerca base. All’epoca in cui avevo postato su Facebook la notizia, la brochure si trovava in una sezione chiamata: PreparaLaTuaVacanza/ospiti disabili/Ristorarsi e dormire, e scorrendo si arrivava alla voce Diete e allergie alimentari. Oggi l’allergico con allergie alimentari non è più considerato un portatore di disabilità, bensì un: visitatore con esigenze alimentari specifiche, ed è stato dislocato in una nuova sezione del sito, decisamente più appropriata, ossia: Servizi per gli ospiti!

E secondo me… non si tratta solo di strategie di comunicazione, atte ad attrarre il maggior numero di clienti possibili. Forse anche, ma… per me è un segno di civiltà, perché a pensarci bene… gli allergici ad alimenti non facilitano la vita a nessun esercente, né portano più soldi, anzi, forse consumano pure meno, perché hanno più limitati nella scelta. In quella sezione si trovano altri destinatari di attenzioni particolari: penso ad esempio Visitatori con diverse disabilità, Visitatori con epilessia fotosensibile, Visitatori con esigenze specifiche… Insomma. Io dico mi piace!

Per farvi un’idea più precisa dei menù e avere altre info in merito, potete consultare l’opuscolo in italiano on line.

Si tratta ovviamente di cibi preconfezionati, ma per soddisfare un cliente pluriallergico, dove la sicurezza deve essere al primo posto, non vedo altra soluzione… per ora, magari in futuro la robotica ci verrà in aiuto… Curiosa l’aggiunta di due “allergeni”: fieno greco e piselli gialli... Pensando si trattasse di traduzione fantasiosa (perché ammetto la mia ignoranza), ho cercato in Rete informazioni in merito alla provenienza, al contenuto nutrizionale, e alla famiglia di appartenenza.

Per quanto concerne i piselli gialli, non ho trovato, per il momento, fonti  istituzionali; so solo che sono oggetto di ricerca in mataria di insorgenza del diabete  (sito curato dal tecnologo alimentare Alfredo Clerici). Per quanto concerne il fieno greco… anche qui niente siti istituzionali, ma nel sito del quotidiano on line La Stampa/Medicina Italia, si legge che il fieno greco (Trigonella Foenum-graecum) è una pianta erbacea annuale che dall’Asia Occidentale, introdotta in Europa nel IX secolo e che da allora è diventata subspontanea in molte regioni mediterranee.

In ogni caso nel mio mondo ideale ci sono aziende, tante aziende, che non sono indifferenti, per dirla come Paolo, al problema e cercano di ritagliare uno spazio di possibilità. Io parto sempre dalla posizione “berniana” Io sono OK, Tu sei OK, per cui sono ottimista 🙂

Ora non rimane che prenotare un fine settimana a tutto Disney! Se qualcuno avesse già testato… si faccia vivo, se qualcuno lo testerà… si faccia vivo 🙂 Quando ci andremo noi… mi farò viva!

p.s. Questo blog vorrebbe essere un diario, ma la vita può essere talvolta molto intensa e complicata, e quindi l’aggiornamento non è così frequente come vorrei, ma non mollo!

 

 

 

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2 commenti

Archiviato in Allergeni, ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, Anafilassi, Shock Anafilattico, Reazioni allergiche, Mangiar fuori casa, PENSIERI DI UNA MAMMA

2 risposte a “Allergie Alimentari: mangiare fuori a casa a Disneyland Paris senza 14 allergeni… e più

  1. Che bella notizia! Anche da grandi è sempre bello pensare di poter fare un giro a Disneyland senza portarsi tutta la cucina in spalla…
    Grazie mille! 🙂

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