Addivitivi Alimentari: una miniguida a cura dell’Eufic per riconoscerli.

Gli additivi, impiegati dall’industria alimentare (dal prodotto preconfezionato, a quello venduto come fresco, tipo certi tipi di pesce) hanno una doppia identità, a seconda che l’azienda decida di indicare in etichetta il nome chimico o il codice numerico che lo identifica, ma questa pratica complica ulteriormente la vita di chi convive con una allergia e/o una sensibilità agli additivi, perché non è possibile tenere a mente una lista di codici, così come è impresa ardua per noi comuni mortali memorizzarne i nomi… Poterli riconoscere prima dell’acquisto può essere il primo passo aiutarci a non incorrere poi in spiacevoli sorprese. Nel frattempo la lista approvata nel 2009 è stata sottoposta a rivalutazione…

L’EUFIC (che sta per The European Food Information Council) mette a disposizione del Consumatore Europeo una sorta di miniguida , in inglese, di tutti i codici autorizzati nella Comunità Europea (ultimo aggiornamento 2009.

Gli additivi autorizzati sono indicati dalla lettera E seguita da un numero. Questo sistema è utilizzato per semplificare l’indicazione di alcune sostanze sulle etichette, perchè spesso hanno dei nomi chimici complessi. Sull’etichetta, l’additivo può essere designato col nome della classe a cui appartiene, seguito dal suo nome specifico oppure dalla lettera E seguita dal numero corrispondente, ad esempio: “dolcificante: aspartame” oppure “dolcificante: E951”. Pertanto la sigla E è una garanzia che l’additivo ha superato con successo le valutazioni dell’EFSA e delle commissioni europee. (Fonte: EUFIC)

Nel frattempo l’Unione Europea ha approvato una nuova lista: Regolamento (CE) n. 1333/2008 — additivi alimentari che sostituisce atti normativi della UE precedenti riunendo in un unico atto giuridico tutti i tipi di additivi alimentari e fornisce elenchi approvati, e condizioni d’uso e di etichettatura, e dovrebbe semplificare la procedura per l’autorizzazione di tali additivi. (Fonte: Eur-Lex

Ma che cosa sono gli additivi? Breve introduzione:

Gli additivi alimentari sono utilizzati da secoli. La conservazione del cibo ebbe inizio quando l’uomo imparò ad immagazzinare i raccolti per l’anno successivo e ad utilizzare la salatura e l’affumicamento per far durare più a lungo la carne e il pesce. Gli Egizi impiegavano coloranti e aromi per rendere più appetitosi certi alimenti e i Romani usavano il salnitro (nitrato di potassio), le spezie e i coloranti per conservare e migliorare l’aspetto dei cibi. I cuochi usavano comunemente il bicarbonato di sodio per far lievitare i prodotti da forno, gli addensanti per salse e sughi e i coloranti, la cocciniglia per esempio, per trasformare materie prime di qualità in cibi sicuri, sani e gustosi. […] 

Per additivo alimentare si intende “qualsiasi sostanza normalmente non consumata come alimento in quanto tale e non utilizzata come ingrediente tipico degli alimenti, indipendentemente dal fatto di avere un valore nutritivo, che aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, si possa ragionevolmente presumere che diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente di tali alimenti, direttamente o indirettamente” (Direttiva del Consiglio 89/107/CEE). (Fonte: Eufic, Additivi alimentari, 06/2006)

Inoltre:

Gli additivi alimentari non sono sostanze consumate come alimenti ma che vengono intenzionalmente aggiunte al cibo per svolgere determinati scopi. Tra queste sostanze sono incluse:

• Antiossidanti (per prevenire le reazioni chimiche fra il grasso e l’ossigeno che causano cambiamenti di colore ed irrancidimento)
• Coloranti (per migliorare, ripristinare o aggiungere colore)
• Emulsionanti, stabilizzanti e agenti gelificanti (per mescolare meglio gli ingredienti)
• Conservanti (per migliorare la vita commerciale dei prodotti prevenendo il deterioramento microbico)
• Dolcificanti (per dare un sapore dolce)

(Fonte: Eufic, Gli additivi alimentari nella UE e la relativa revisione dei dati, 04/2014)

Ora, gli additivi alimentari autorizzati prima del 20 gennaio 2009 sono in corso di rivalutazione (fino al 2020 pare), perché:

[…] sebbene tutti gli additivi attualmente in uso nell’UE siano stati attentamente valutati e siano considerati sicuri nei prodotti alimentari alle condizioni indicate, la Commissione ha richiesto all’EFSA di sottoporre in modo sistematico ad una nuova valutazione tutti gli additivi che hanno ottenuto un’autorizzazione prima del 20 gennaio 2009. Infatti molte valutazioni sono state effettuate molti decenni fa, pertanto si ritiene opportuna una rivalutazione alla luce delle recenti informazioni scientifiche.1 La commissione utilizzerà questa occasione per stabilire se è necessaria una revisione delle attuali indicazioni per ciascun additivo, ad esempio se si rende necessario modificare la dose giornaliera ammissibile (DGA).4 Si prende in considerazione anche l’eventuale rimozione di un additivo dall’elenco se lo si dovesse ritenere necessario. […] 

Dato che i coloranti alimentari sono stati i primi ad essere autorizzati, sono stati i primi ad essere sottoposti alla rivalutazione. In particolare nel 2007 è stato sospeso l’utilizzo del colorante rosso 2G (E128) poichè in base alle nuove conoscenze scientifiche il suo utilizzo potrebbe non essere sicuro.Nella lista delle priorità ci sono poi i conservanti e gli antiossidanti (che devono essere rivalutati entro il 2015) seguiti dagli emulsionanti, stabilizzanti e agenti gelificanti (che devono essere rivalutati entro il 2016). Tutti gli altri additivi alimentari dovranno essere sottoposti a rivalutazione entro il 2020.

(Fonte: sempre Eufic, Gli additivi alimentari nell’UE e la relativa revisione dei dati, 04/2014)

Infatti, Altroconsumo, in questo articolo del 13 giugno 2013, evidenzia che

[…] Oltre a dare il via libera all’utilizzo della stevia come dolcificante, l’Europa ha abbassato anche i livelli massimi di utilizzo di alcuni coloranti (E104, E110, E124) per i quali l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha ridotto la dose giornaliera accettabile. Dal momento che la valutazione della sicurezza degli additivi alimentari non terminerà prima del 2020, occorrerà attendere prima di poter trovare in commercio sostanze già analizzate dall’Autorità europea.

A proposito di reazioni allergiche, ossia in termini di risposta immunologica, sarebbe stato dimostrato in alcuni casi che tali sostanze provocherebbero una vera risposta allergica (immunologica) e tra gli additivi alimentari per cui sono state riscontrate reazioni vi sarebbero: i coloranti, solfiti, il glutammato monosodico e aspartame, ma questa informazione risale al 2006 (Eufic, Additivi alimentari, 06/2006).

Nel sito di Altroconsumo (ebbene sì, ancora Altroconsumo!) è altresì disponibile una banca dati  che comprenderebbe solo gli additivi alimentari giudicati sicuri dal Comitato scientifico sull’alimentazione europeo e dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare, specificando anche quali potrebbero scatenare reazione allergica.

Esempio: E124 Ponceau 4R, Rosso cocciniglia A

Sarebbe sconsigliatola, in quanto la dose giornaliera accettabile non è ancora stata stabilita definitivamente, oppure provoca effetti tossici sull’organismo.

Effetti sulla salute. Sono molteplici gli aspetti critici legati a questo additivo. Possibili reazioni allergiche, soprattutto in persone intolleranti all acido acetilsalicilico (principio attivo dell’aspirina).
Prodotti in cui può essere contenuto. In diverse categorie di alimenti: dalla mostarda di frutta alla frutta e verdura candita, dagli alimenti dietetici, integratori alimentari, dessert vari, pastelle, involucri e rivestimenti per carne, a salmone, uova di pesce, condimenti e salse, dalle bevande aromatizzate, sidro, vini di frutta e aromatizzati, bitter alcolici a base di vino, a bevande spiritose e altre bevande alcoliche.

Ma anche l’E 120 Cocciniglia, Acido Carminico, Vari tipi di Carminio è associato a possibili reazioni allergiche  (asma e disturbi gastrointestinali) e può essere trovato in moltissimi alimenti: dal formaggio marmorizzato rosso alle conserve di frutti rossi, confetture, gelatine, marmellate, dalle creme da spalmare a base di vegetali ai cereali per la colazione aromatizzati alla frutta, nonché in salsicce, pastrami, pesce affumicato, pasta di pesce e crostacei, crostacei precotti, bitter alcolici a base di vino e chi più ne ha ne metta 🙂

E per oggi direi basta così, al prossimo aggiornamento.

Altri approfondimenti: Domande e Risposte: European Commission, Questions and Answers on Food Additives | EFSA: Re-‘E’valutation of Europe’s Food Additives

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5 commenti

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5 risposte a “Addivitivi Alimentari: una miniguida a cura dell’Eufic per riconoscerli.

  1. Articolo interessantissimo, grazie Monica, i tuoi approfondimenti sono sempre preziosi

  2. Questa mattina ho letto un articolo, avente per oggetti coloranti “a rischio”, e ho pensato di riportarlo qui: Coloranti che “possono influire negativamente sull’attività e l’attenzione del bambino”: quali devono riportare la scritta?. Buona lettura 😀

  3. patty

    interessante ! aggiungo anche additivo E322 per gli allergici alle arachidi !

    La lecitina è una sostanza che può avere un’origine sia vegetale che animale, in quanto è parte della parete cellulare delle cellule. La lecitina usata industrialmente viene isolata (essenzialmente) dalla soia o dal rosso d’uovo. La composizione chimica della lecitina derivata da queste due fonti è però piuttosto differente, e ciò ne determina le diverse applicazioni.
    La lecitina, quindi, è contenuta principalmente nella soia, nei semi di altre leguminose, nel mais, nelle arachidi e nelle uova.
    Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/additivi-alimentari/E322-lecitine.html

    • Patty buongiorno!
      Ma lo sai che ieri ti ho pensata super intensamente! E… se me lo concedi… vorrei usare il tuo commento per un post di cui ho redatto una bozza, perché sulle Lecitine (E322 per intenderci) c’è molta confusione nei consumatori… e non solo 😉
      Grazie del tuo prezioso contributo.

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