Solfiti e Auguri di Felice Anno Nuovo senza spiacevoli sorprese…

…perché anche la frutta essiccata può nascondere delle insidie per un allergico.

Dresdner Pflaumentoffel by mimangiolallergia

Quest’oggi voglio presentarvi un piccolo “Spazzacamino” fai da te di buon auspicio per questo 2016, da mangiare, facendo attenzione agi ingredienti in caso non tolleriate i conservanti e in particolare i solfiti, questi ultimi utilizzati più spesso di quanto pensiate per trattare la frutta essicata (e non solo).

Per cui in caso di ‘sensibilità’ a queste sostanze, leggere attentamente l’etichetta o nel caso di frutta essiccata venduta sfusa al mercato e/o in certi supermercati, rivolgetevi sempre al personale ed esigete di poter leggere con i vostri occhi gli ingredienti, per non incorrere in spiacevoli sorprese.

Tra tante bozze in sospeso, ho trovato proprio quella di questo articolo redatta nel lontano 2013 ma quanto mai attualissima, poiché l’industria alimentare non riesce a rinunciare all’impiego di conservanti, impiegati per garantire la sicurezza di moltissimi alimenti, anche insospettabili, soprattutto se destinati a durare nel lungo periodo, in quanto i conservanti svolgono un’azione di rallentamento del deterioramento degli alimenti ed impediscono qualsiasi alterazione del gusto o dell’aspetto. Noi per fortuna non abbiamo questo problema, ma da quando è nata Alice, ragiono ormai a 360° in termini di allergie, e quindi leggere le etichette è diventata un’abitudine irresistibile e continuo a sorprendermi nel vedere quanti alimenti sono trattati con conservanti, tra cui la frutta essiccata. E così, anche un augurio di buon auspicio potrebbe essere non gradito in caso di allergia o intolleranza ad una certa sostanza, vedi i solfiti che pochi si aspetterebbero di trovare nelle prugne essiccate!

Cosa cercare dunque in etichetta, in caso non tolleriate i solfiti? Potreste trovare o il codice o il nome chimico (espresso magari in modo diverso, ma la sostanza è la medesima!):

E-220: anidride solforosa; E-221: solfito di sodio; E-222: bisolfito di sodio o sodio bisolfito; E-223 metabisolfito di sodio; E-224: metabisolfito di potassio; E-226: solfito di calcio; E-227: calcio bisolfito o calcio bisolfito acido; E-228: solfito acido di potassio o potassio solfito acido.

I solfiti rientrano tra gli allergeni che devono obbligatoriamente essere indicati in etichetta, e il nome dell’allergene deve essere ripetuto “ogni qualvolta esso sia presente in più ingredienti e coadiuvanti tecnologici impiegati nella preparazione dell’alimento (art. 21.1, terzo capoverso del Nuovo Regolamento Europeo), come evidenzia l’Etichetta di Dario Dongo di cui ho parlato in questo post.

Altri post che potrebbe interessarvi leggere al riguardo: Trashfood, Solfiti in frutta secca ed essiccata | Altroconsumo, Solfiti: cibi a rischio .

In particolare, l’inchiesta di Altroconsumo sottolinea che:

La Food and Drug Administration stima che una persona su cento è sensibile ai solfiti . È più a rischio chi soffre di asma. La sensibilità ai solfiti si può sviluppare in qualsiasi momento della vita: gli studi non hanno evidenziato la concentrazione minima di solfiti necessaria per scatenare una reazione nelle persone sensibili.

I sintomi più comuni sono difficoltà respiratoria, fiato corto, respiro affannoso e tosse. Chi è sensibile deve evitare questi conservanti, perché le conseguenze sulla salute possono essere particolarmente gravi, tali da dover ricorrere a cure urgenti.

I solfiti possono essere anche causa di orticaria, nausea e dolore al petto. Il tipico “rossore” al volto che a volte compare quando si beve un bicchiere di vino può essere proprio dovuto alla presenza di queste sostanze.

La questione non è irrilevante, ma non sempre è così semplice venirne a capo, anche volendo, perché anche la produzione “in atomosfera protetta” rivela sorprese, ma ne parleremo un’altra volta.

Tornando allo Spazzacamino nella nostra fotografia, regalatoci anni fa da un caro amico tedesco quale buon auspicio per l’anno nuovo, si tratta di una figura nota col nome Pflaumetoffel che sembra avere origine proprio nel lontano diciassettesimo secolo, nei mercati natalizi della città di Dresda, quale simbolo del ‘Natale di Dresda’. (Fonte: www.pflaumentoffel.de)

La sua esecuzione è piuttosto semplice e ogni confezione contiene anche le istruzioni per prepararlo in autonomia, quindi non mi rimane che passare ad illustrare il procedimento che si presta per essere eseguito anche dai bambini, anzi… soprattutto dai bambini!

Bene, e ora passiamo a illustrare la procedura per realizzare in casa uno Spazzacamino di buon auspicio, a prova di allergico ai solfiti, perché prima avrete controllato l’etichetta.

OCCORRENTE

Un tassello di legno oppure un rettangolo di pasta di sale o semplicemente di pongo.

4 stuzzicadenti, 12 prugne circa (dipende dalla dimensione), una pallina di sughero o di carta ricoperta da una tela bianca e cucita ben stretta per rappresentare una testa tonda, pennarelli: nero e rosso, per disegnare occhi, naso e bocca, un foglio di carta lucida colorata da cui ricaverete un dischetto che farà da “bavero”, una scaletta e un cilindro.

PROCEDIMENTO

  1. Fissare gli stuzzicadenti sul supporto che avrete scelto, posizionandoli leggermente inclinati verso il centro (le gambe).
  2. Infilate 3-4 prugne per gamba.
  3. Infilare 5 prugne in un altro stuzzicadenti (le braccia)
  4. Fate passare nella prugna “di chiusura” un altro stuzzicadenti in cui infilerete due prugne a sinistra e due a destra formando le braccia.
  5. Tagliate con le forbici uno stuzzicadenti obliquamente e infilatevi a un capo la pallina su cui avrete disegnato occhi, naso e bocca, con il cilindro di cartaQui qualche immagine di qualche esemplare.

Non mi resta che augurare a tutti un sereno 2016 senza allergeni del caso ma con tanta allegria e spensieratezza!

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