Verso una scelta vegetariana. Il tumore si previene a tavola. Una scelta possibile anche per l’allergico?

Oggi torno a partecipare al Venerdì del libro di HomeMadeMamma con un libro destinato agli adulti che pensa ai bambini…

Verso la scelta vegetariana. Il tumore si previene anche a tavola.“, di Umberto Veronesi e  Mario Pappagallo, con oltre 230 ricette di Carla Marchetti, edito da Giunti (2011, ristampa fino al 2015), stava sullo scaffale da uno o due anni… da quando fu regalato al marito (non dalla sottoscritta, ma ora spero proprio che si decida a leggerlo pure lui;-)Verso una scelta vegetariana. Umberto Veronesi By Giunti Editore

 “A volte esiste un’ereditarietà, ma nella maggior parte dei casi l’avvio di una trasformazione di cellule sane in tumorali è influenzata da fattori ambientali: fumo, inquinamento e sostanze chimiche con cui veniamo in contatto, ma anche tossine (talvolta di origine naturale) che ingeriamo con l’alimentazione.” (pp. 29-30 del libro citato in questo articolo).

Poiché i bambini di oggi saranno gli adulti di domani, e se è vero che prevenire è meglio che curare, così come molte malattie dell’adulto hanno la loro origine nello stile di vita avuto nell’infanzia, che cosa possiamo fare per arginare i danni, in generale? E nel caso di bambini allergici agli alimenti, come comportarsi? Applicheremo lo stesso principio di prevenzione? Sarà possibile?

Se penso alla figlia allergica NON SOLO alle proteine del latte e dell’uovo, ma anche a piselli, lenticchie, ceci e fave, (ossia i sostituti della carne) nonché grano saraceno, ?! Che fare se la “dieta” scolastica sostituisce quegli alimenti soltanto con carne e prosciutto cotto quattro giorni su cinque? Che fare? Rassegnarci? Oppure andare alla ricerca di un nutrizionista illuminato, capace di costruire una dieta su misura… da estendere a tutta la famiglia? E se poi nel frattempo si sensibilizza a questo e a quello? Esagero? L’allergia ai ceci di Alice è subentrata più o meno un anno e mezzo fa, quindi nulla è così improbabile.

O non ci penso, o se ci penso mi viene il mal di testa. E’ dalla scoperta delle sue allergie (pochi mesi) che cerco di dare una botta al cerchio ed una alla botte, ma mentre quando era piccola (prima dell’età scolare per intenderci) era decisamente “più semplice”, pur non essendo facile, dalla prima elementare in poi è decisamente cambiato qualcosa, e il sentiero di campagna si è trasformato in una “via” da arrampicata (!!!) che richiede continuamente e necessariamente, per non impazzire, l’accettazione di “compromessi”, tanti compromessi, prima di tutto con le proprie convinzioni di voler diventare meno carnivora per svariate ragioni che ho ritrovato nel volume.

Ho deciso di cominciare la lettura di questo libro, perché ogni volta che vedo il menù scolastico di Alice… mi viene un tuffo al cuore, e non pare ci sia verso di farlo modificare, “perché troppo complicato”. Anche perché non basta sostituire “la fettina di pollo”, con cannellini “in insalata”, ossia fagioli in scatola con un po’ d’olio e sale, serviti dopo un piatto di pasta… che rende difficoltoso mangiarli… Diverso sarebbe se fosse servito un piatto unico (non chiedo molto, badate bene), di pasta con “cannellini al pomodoro”, che potrebbero mangiare, quel giorno TUTTI (tranne gli allergici ai fagioli ovviamente:-), offrendo anche al bambino allergico un’occasione di condivisione autentica, tanto decantata dai sostenitori della mensa, peccato che la condivisione vale per chi allergico o celiaco non è. Oggi non voglio addentrarmi nella questione, perché è complessa e non lascia spazio a banalizzazioni,  ma mi riprometto di farlo in futuro.

Ma di cosa parla dunque il libro? Della scelta vegetariana, anche dal punto di vista di un oncologo di fama internazionale ed è, anche, per questo, che propongo un altro libro sul vegetarismo. Sì perché dell’utilità di abbandonare una alimentazione iperproteica ne avevo parlato anche in altro post, in cui recensivo Alimentare il Benessere di Berrino (qui il link, per chi volesse andare a leggerselo).

Il capitolo “Perché dobbiamo essere vegetariani”, a cura di Umberto Veronesi, affronta il tema dal punto di vista:

1) etico, di cui riporto solo due righe a cura di Umberto Veronesi, quando scrive:

Ma può il criterio della bontà del gusto giustificare ogni atto con il quale ci procuriamo il cibo? (p. 9) […] Non si può rimanere insensibili davanti al trattamento crudele cui sono sottoposti bovini, ovini, suini, pollame. (p. 11)

2) ambientale, che sintetizzerò con una frase:

Oggi abbiamo dati sufficienti per dimostrare che il consumo di carne, oltre a essere dannoso per la salute del’uomo, è nocivo anche per l’equilibrio ambientale e per la sopravvivenza dell’umanità. […]

3) della nostra salute, e, fra moltissime considerazioni che consiglio di leggere nel dettaglio, ritrovo nuovamente (lo sto leggendo qua e là a più riprese, ma non mi sono ancora fatta un’idea mia) una considerazione, quando a p. 19, trattando l’obesità, scrive dell’impatto importantissimo che avrebbero:

le cellule del sistema immunitario presenti nel tessuto adiposo, sulla regolazione della risposta infiammatoria, che è strettamente legata alla progressione del tumore.

E’ tutto terribilmente interessante e non c’è spazio qui ora per dilungarci, ma egli aggiunge anche qualche riga sull’utilizzo di antibiotoci nei mangimi destinati agli animali degli allevamenti intensivi, giusto per non farci mancare nulla; e poi anche dal punto di vista:

4) dei bambini!

Gli adulti che mangiano molta carne spesso hanno sviluppato questa abitudine da bambini. E’ infatti nell’infanzia che si acqusiscono gli stili che poi ci accompagneranno per tutta la vita. Quindi educare i nostri figli a mangare in modo sano equivale a dotarli di una difesa fondamentale e duratura contro molte malattie, tra cui il cancro. […] Il vegetarianesimo costituisce una difesa della salute che si dimostra efficace da subito: alcuni studin hanno osservato che i bambini che seguono un mendù vegetariano si ammalano meno già all’asilo, perché hanno difese immunitarie migliori rispetto agli onnivori, che seguono un’alimentazione che favorisce una risposta infiammatoria più forte. (p. 23)

Non è tutto:

La tipica dieta americana, ricca di carne e povera di altri alimenti, produce nei bambini un accumulo di ormoni, sessuali che li portano ad anticipare sempre più la maturazione sessuale, anche addirittura all’età di otto anni. Le ragazze vegetariane invece hanno un genere le prime mestruazioni più tardi rispetto alle onnivore, e questo in età adulta è un fattore di protezione contro il cancro.

Veronesi ci regala anche qualche consiglio in merito:

In generale, una delle regole da osservare per una corretta alimentazione vegetariana nei bambini  è quella di prediligere gli alimenti integrali e freschi, per esempio pane e pasta integrali, verdura fresca invece di quella in scatola. Inoltre, i lattanti che mangiano già cibi solidi dovrebbero anche continuare a bere il latte materno, o in via alternativa, latte artificiale per neonati a base soia (!) Vi ricordate? Latte di soia… ci eravamo confrontati in questo post..., ricordate?

E leggete anche qui di seguito:

Poiché lo stomaco dei bambini sotto i dieci anni è piccolo, solo un terzo della loro dieta quotidiana dovrebbe essere costituito da alimenti ad alto contenuto di fibre e di acqua (come sedano o le mele), mentre altri alimenti ricchi di sostanze nutritive, come passati di legumi, avocado, avena e frutta secca, dovrebbero costituire almeno la metà delle loro diete. (p. 24)

Il capitolo, invece, intitolato “Il tumore si previene anche a tavola” è a cura di Mario Pappagallo, giornalista e scrittore, laureato in medicina. E… tra le tante interessanti osservazioni, si (ri)legge, che tra i fattori di rischio nella dieta per lo sviluppo del tumore all’esofago, ci sono anche i nitrati e i nitriti (nei salumi per esempio… tra cui anche il prosciutto cotto. E non posso fare a meno di rammentare tanti anni fa quando una dietista (Alice aveva più o meno 1 anno), mi disse che la sera (tutte le sere) di alternare il prosciutto cotto a carne e pesce, di evitare la soia perché avrebbe potuto sensibilizzarsi, essendo già allergica alle proteine del latte, e se potevo i fagioli (perché avevamo già escluso lenticchie e piselli, in quanto era chiaro che fosse allergica, grazie a reazioni allergiche evidenti.) Forse, i corsi universitari dovrebbero aggiornarsi alla luce della popolazione di allergici oggi e prevedere un corso di studi specifico che prepari i giovani nutrizionisti e dietisti a rispondere alle “nuove” richieste di questi “nuovi” pazienti… Voi che ne dite?

Tra le svariate notizie, si legge altresì in merito ai nutraceuti, ossia “alimenti-farmaci”, che associano componenti nutrizionali selezionati per caratteristiche, quali l’alta digeribilità e l’ipoallergenicità, le proprietà curative di principi attivi naturali. E quindi di fermenti lattici e della funzione protettiva di alcuni verso alcuni tipi di cancro. Ma si parla anche dell’acqua che beviamo e che dovremmo bere, e molto altro ancora.

Potrei continuare, ma credo che ormai vi siate fatti un’idea, e io, partendo dal presupposto che da un libro si prende sempre qualcosa, vi suggerisco di leggerlo.

I due terzi del volume sono, invece, dedicati alle ricette, contraddistinte da due simboli: uno per individuare le ricette idonee per i vegani, ed un altro per individuare le ricette idonee per i celiaci, a cura Carla Marchetti, figlia di ristoratori toscani e cuoca vegetariana, e ho letto anche a domicilio, se la cercate su Facebook, potete trovarla qui.

E se tra i lettori, fissi o di passaggio, ci fosse qualche allergico convertito al vegetarianismo, sarei felice di condividere la sua esperienza, grande o piccino che sia, perché tutte le esperienze servono! A tutti buon fine settimana!

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

14 commenti

Archiviato in LIBRI & Riviste, PENSIERI DI UNA MAMMA

14 risposte a “Verso una scelta vegetariana. Il tumore si previene a tavola. Una scelta possibile anche per l’allergico?

  1. Che coincidenza! Lo sto leggendo anch’io, l’ho preso in prestito la scorsa settimana.
    Gli abbinamenti della mensa scolastica rimangono un mistero per me che li subisco per cinque pranzi a settimana senza potermi portare mai niente da casa!!!

    • Ciao Viviana!
      Sai … se le mense scolastiche ascoltassero anche la voce degli insegnanti… chissà…
      Io per esempio non capisco come possano mettere le patate di contorno, dopo pasta e secondo… le patate non è verdura, sono carboidrati! io le cucino al posto di pasta, riso, ecc., così giusto per fare un esempio fra tanti banalmente …

  2. Ornella

    Mio figlio onnivoro, animalista, ambientalista e, soprattutto, allergico, da grande si è addentrato nelle varie problematiche e documentandosi ne ha preso coscienza. Un giorno mi ha posto la domanda: “Credi che io, con la mia allergia, possa scegliere un’alimentazione vegana? Bada bene non vegetariana, vegana! Cosa ne pensi?” . Oddio, adesso pure questa ! Io credevo che oramai ci fossimo standardizzati su alcune scelte obbligatoriamente obbligate ( !!!!!!!). Adesso dovremmo rivedere, ripensare, riorganizzare, metterci nuovamente a fare la spesa col lanternino. Complicato, mOOOOlto complicato! Ho risposto al figliolo che è liberissimo di fare la sua scelta, ma di valutare che, secondo il mio punto di vista, questa rapppresenterebbe un’ulteriore sottrazione al suo già limitato paniere della spesa. Sicuramente dal punto di vista nutrizionale i vegani mi diranno che ci sono le alternative. Certamente, ma noi sono vent’anni che siamo sempre a caccia di alternative e non è affatto semplice trovarle. Vorrei che qualcuno mi trovasse la soluzione alle complicazioni che si incontrano,trovandosi fuori dal proprio ambiente, nel farsi un panino al prosciutto. Da vegani il panino con cosa lo si farcisce ? Magari c’è la soluzione ed io la ignoro. Forse io ho una visione limitata, ma vedo difficile fare una volontaria scelta di SENZA, quando si è gia’ obbligati a molti SENZA.
    Intanto mio figlio ha detto che ci penserà e si è consolato nel leggere che bere latte e mangiare latticini non fa un granché bene .
    CIAO Monica !

  3. Passare da te è sempre un piacere. Le tue letture e le tue riflessioni non sono mai superficiali…

  4. Pingback: Venerdi' del libro: Il codice dell'anima |

  5. Sfondi una porta aperta per vari motivi! Io sono anche nella commissione mensa della scuola di mia figlia e sento cose tra gli altri “commissari” che mi fanno stare male! C’è un ignoranza che è impressionante. Purtroppo c’è anche la ferma volontà di ostacolare ogni cambiamento, dal seguire la stagionalità delle verdure a proporre l’acqua del sindaco si trovano scuse per restare ancorati allo status quo, anzi alcuni auspicherebbero pasta in bianco e fettina tutti i giorni, la verdura no, perché tanto quasi tutti la scartano (poi esci a vedere e scopri che c’è anche chi chiede il bis…). Pensa che mentre ti legge pensavo proprio al testo di Berrino che poi hai linkato.
    Per voi il discorso e più specifico ed ampio ma per tutti occorrerebbe una riflessione attenta sulle scelte alimentari e su tutte le loro ricadute sulla salute propria e degli altri, passando per quella del pianeta.

  6. Tema vastissimo e cruciale, che mi sta a cuore, e sul quale investo molto tempo ed energie per arrivare a essere non una vegetariana ma sicuramente una persona che mangia tutto (e crede nel mangiare tutto come atto di laicità esistenziale), ma in modo estremamente consapevole, e con una quota vegetale nella propria dieta assai preponderante.
    Anche io trovo prezioso il libro di Berrino, assai più di quello del nostro più famoso oncologo, devo dire. Ma credo che l’importante sia informarsi e attivarsi per cambiare stile di vita, consapevoli che anche piccoli gesti fanno molto.

    • “in modo estremamente consapevole”, brava questo è il punto. Quelle poche volte che sono stata in un ipermercato, ho avuto una sensazione di nausea di fronte a quei corridoi pieni di carne esposta che non sarà mai consumata tutta, ma sarà o buttata o riutilizzata a ns insaputa per altre preparazioni industriali… il troppo stroppia, si potrebbe produrre di meno e meglio… utopia forse? E sì, quello di Berrino allarga il problema al consumo eccessivo di proteine animali, ma anche alla lavorazione industriale che ne modifica la disponibilità e la capacità di essere opportunamente assorbita dal nostro organismo…

  7. Condivido alcune delle riflessioni di Veronesi che riporti ma non in toto.
    Non credo che la scelta vegetariana sia in assoluto migliore, neanche da un punto di vista ambientale.
    Poco importa pero’, visto che le mie allergie comunque me la impedirebbero.
    Io, in pratica, sono allergica a gran parte delle verdure, anche da cotte, e a tutta la frutta tranne l’uva!!!
    Comunque interrogarsi sulla nostra alimentazione e cercare sempre strade migliori, informandosi il più possibile, credo sia doveroso.
    Quindi, ben vengano anche queste letture!!

    • Sì, capisco a cosa ti riferisci e ti dirò di più.
      Una volta una nutrizionista mi disse che in realtà oggi come oggi nulla è più come dovrebbe essere, quindi occorre variare variare variare perché sostanze non desiderate stanno nella carne come nei vegetali come nei pesci… così come il nostro organismo ha bisogno di poco di tutto e si torna al concetto di alimentarsi in modo consapevole… come ribadiva ‘pvona…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...