Kamchatka. Un dramma visto con gli occhi di un bambino.

Kamchatka by L'Asino d'Oro EdizioniMi piace pensare che ci assomigliamo più nelle esperienze positive che in quelle negative, e che di conseguenza sia più forte ciò che ci unisce di ciò che ci separa. (tratto da Kamchatka, di Marcelo Figueras, edito da L’aSINO d’oro Edizioni)

Queste parole echeggiano nella mia testa da un po’ di giorni, perché sto pensando alla categoria Genitori e a quanto siano divisi tra loro quando si parla di educazione, scuola, e perché no, anche di allergie.

Provate a pensarci… Apparentemente di fronte a un problema c’è un’unione iniziale, sull’onda della rabbia, del senso di impotenza, della paura… ma questi, secondo il mio debolissimo parere, non sono collanti nel lungo periodo; il perché non lo so, non sono una psicologa, ma posso abbozzare una blanda ipotesi, per cui in realtà quei sentimenti nascondono altre emozioni più profonde. Per quello le sensazioni di benessere, quando si condivide con qualcuno una gioia, quando ci si sente accettati e amati per quello che si è, può far sentire più uniti, perché probabilmente sono soddisfatti i nostri bisogni emotivi più profondi. Lo so è venerdì, e questo mio “filosofeggiare” probabilmente vi sta annoiando, però vi dirò ancora un’ultima cosa.

Di fronte allo stesso problema, in materia di allergie giusto per rimanere in tema del blog, non è detto che i genitori condividano le stesse strategie per risolverlo ed è più facile che si scontrino, che si dividano nel lungo periodo, mentre la condivisione di esperienze positive, che mostrano il lato B di una situazione negativa, in cui, invece di conservare un atteggiamento oppositivo, che genera resistenza, ci si pone in una posizione più vicina alla resilienza, che in psicologia coincide con

la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. È la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità.” (Fonte: Wikipedia o qualsiasi altro testo di psicologia 🙂

Se penso a mia figlia e alla sua amichetta molto allergica dalla scuola materna, è impressionante vedere il modo con cui si cercano e con cui godono del fare delle cose insieme con entusiasmo, ma anche di quanto si rafforzi il loro legame grazie a esperienze positive, anche rispetto alla loro condizione di allergia. Ma di questo vi parlerò in un altro post.

Sono arrivata a pagina 172, sebbene ci sia stato stato un momento in cui stavo per abbandonarne la lettura, ma poi… quel modo ironico di raccontare fatti straordinariamente angosciosi, almeno per me, mi ha convinto a proseguire e non me ne pento.

Il romanzo racconta un dramma famigliare, comune a molte famiglie argentine in quegli anni. Ciò che non è comune è la prospettiva da cui l’autore ha deciso di svolgere la narrativa, ossia dal punto di vista di un bambino.

Il racconto è allo stesso tempo drammatico ed ironico e scanzonato addirittura in certi tratti. E’ sorprendente l’abilità, che solo (cert-) i bambini possono avere, con cui Henry (il suo nuovo nome nella sua nuova vita clandestina) trova stratagemmi per… sopravvivere.

Vi riporto ancora ancora un breve passo:

Prima che me ne rendessi conto, il ritmo del mio cuore era rallentato. Mi chiesi se il trucco fosse non pensare o, come in questo caso, pensare ad altro. Uno pensa ad altro, si perde nelle sue fantasticherie e si distrae, e distraendosi dimentica gli affanni, e dimenticando si placa. Era lo stesso trucco che usavo un tempo per il problema dell’asma, quando mi si chiudevano i bronchi e sembrava che non entrasse pià aria nei polmoni. Pensavo soffoco, soffoco, e mi sentivo soffocare sempre di più. Allora accendevo la tele o mi facevo un caffellatte e mi mettevo a leggere, e me ne andavo a Oz, a Camelot o sull’Isola che non c’è, e poco dopo scoprivo che stavo di nuovo respirando normalmente. Bisognava fingere di ignorare il problema, in modo che il problema girasse al largo o si desse per vinto. Aveva funzionato con i miei polmoni: ora funzionava col mio cuore. Ben fatto, diceva la signora Barbeito dentro la mia testa. L’atterraggio  stato quasi perfetto. Ora puoi uscire dalla cabina e ricevere le congratulazioni di tutti. Sei un eroe, Harry. (Mi chiamavo Harry persino nelle mie fantasie. Papà era stato molto chiaro al riguardo: il nostro vero nome doveva rimanere sotto chiave, la minima distrazione poteva essere pericolosa. […] (pp. 170-171)

Questo brano produce pensieri su pensieri di una mamma, ma anche di un papà… e qui chiudo e passo 🙂

A tutti un buon fine settimana con altri suggerimenti “libreschi” che troverete da HomeMadeMamma nel suo settimanale appuntamento con il Venerdì del Libro.

Annunci

13 commenti

Archiviato in LIBRI & Riviste, PENSIERI DI UNA MAMMA

13 risposte a “Kamchatka. Un dramma visto con gli occhi di un bambino.

  1. Anche da te devo tornare con calma, di notte, quando ho un po’ di tempo per me. Allora non potrò commentare, quindi ti saluto ora e ti ringrazio per la segnalazione. Non è il libro che mi posso permettere di leggere ora ma voglio appronfondire. Ciao!

    • Cara Cì… in effetti io lo sto leggendo a piccole dosi, ma la narrazione è più scorrevole di quanto si pensi… (sul comodino però ho due libri, questo e uno decisamente leggero;-) ad ogni sera la sua lettura, buon fine settimana!

  2. Molto molto interessante. ..

  3. Intanto me lo sono procurato: grazie per il suggerimento, ampliare la lista dei consigli di lettura per gli alunni è sempre ottima cosa!

  4. Altro suggerimento molto interessante… altro libro che non conoscevo… mi arricchisco ogni venerdì, passando da tutte voi. Un abbraccio.

  5. Pingback: 3° WeekEnd di Cibo Amico | mimangiolallergia

  6. Ciao, volevo dirti che ho finito proprio ieri Kamchatka, che ho trovato bello e assai utile in vari modi, anche per proposte di lettura. Ne parlerò spero la prossima settimana. Intanto grazie per il suggerimento, molto utile e apprezzato.

  7. Pingback: Kamchatka | Slumberland

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...