Bambini molto allergici in gita scolastica: parliamone con Cibo Amico. Seconda Puntata.

Faro by mimangiolallergia“Bello di mamma, ma tu ci vuoi proprio andare?” (ovviamente, Sììììììììììììììì!).”

Quello è uno stralcio di uno dei commenti alla Prima Puntata sul tema Gita Scolastica (ma dovrete leggerli tutti per scoprirne l’autore/trice;-)

E’ una frase che dice tutto, perché al di là della nostra ragionevole pre-occupazione, cosa vogliono i nostri figli?

Come promesso, questa settimana ospito l’intervista a Valeria Invernizzi, presidente di CiboAmico (una associazione di genitori di bambini allergici seguiti presso il Reparto di Allergologia dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, ma non solo), ma prima di tutto genitore, di un bimbo molto allergico, che mette a disposizione il proprio tempo e la propria competenza consolidata in anni di affiancamento delle tante famiglie in cerca di un faro nella nebbia… e forse oggi diraderemo un po’ quella nebbia, perché oltre all’intervista, troverete anche due link molto utili…

Ricordo ancora la prima volta in cui telefonai a Valeria: parliamo di quattro anni fa ormai e già allora ne avevo apprezzato l’immediatezza, la spontanea e generosa disponibilità ad “tendere una mano”. Lei è capace di rivestire il delicato ruolo di presidente di un’associazione di pazienti con equilibrio, pacatezza, e grande sensibilità sia verso gli associati, sia verso i non associati, perché per lei siamo tutti una grande famiglia che condivide un problema di allergie.

Quindi, cara Valeria… inquadriamo il tema di oggi. 

Quando si tratta di allergie alimentari si parla di una patologia subdola, che aspetta una dimenticanza o una sottovalutazione del rischio per emergere con manifestazioni, appunto, impreviste e talvolta anche molto gravi.

Per questo è importante che ogni uscita didattica o gita scolastica sia pensata ed organizzata con una attenzione particolare alle esigenze degli alunni con allergie alimentari.

Il nostro consiglio è quello di predisporre a inizio anno scolastico un protocollo personalizzato insieme al dirigente scolastico e al medico curante che indichi come comportarsi in caso di emergenza, e che contempli anche una sezione riguardante la prevenzione che è la vera arma che abbiamo contro le allergie alimentari.

Un protocollo ben fatto, infatti, aiuta il personale della scuola a valutare, in ogni attività e in particolare nelle attività extra, la sicurezza dello studente con allergia alimentare, per programmare così iniziative e gite adatte a tutta la classe. Purtroppo non è raro venire a conoscenza di alunni allergici costretti a rinunciare alla gita perché la destinazione non è compatibile con la loro situazione di salute: bambini allergici al latte in gita al caseificio, allergici alle api al laboratorio del miele, etc. In questi casi è lampante che la scuola ha una scarsa consapevolezza della patologia dell’alunno, mentre è essenziale che tutte le informazioni inerenti la patologia di questi alunni siano condivise con chi si occupa di loro per tante ore, come appunto il personale delle scuole.

Ci sono famiglie che si rivolgono a voi per sapere come comportarsi con i bambini in gita?

Il momento della gita scolastica causa ansie e preoccupazione in molti genitori e, soprattutto se la gita copre più giorni o prevede la consumazione di pasti: è indispensabile organizzarla per tempo e attentamente per garantire adeguata sicurezza agli alunni con allergie alimentari e un clima consapevole ma sereno per tutti.

Per questo anche recentemente abbiamo supportato famiglia e scuola nell’organizzazione di una gita scolastiche di tre giorni e così anche una ragazzina di 10 anni ha potuto godersi la bella esperienza nonostante una allergia importante all’uovo.

In questo particolare caso la riuscita della gita è stata possibile grazie alla collaborazione stretta tra famiglia, associazione, scuola, personale della struttura alberghiera ospitante, medico specialista e 118 locale. La sinergia tra le varie competenze ha permesso di organizzare al meglio la gestione di ogni aspetto della gita  e l’esito è stato più che positivo per tutti.

Hai mai pensato di stilare una bozza di protocollo per le gite, nello specifico del bambino MOLTO allergico? Penso ad una traccia che potrebbe essere utile alla scuola ma anche alla Famiglia per pianificare una gita, riducendo al minimo gli imprevisti, consapevoli che un margine di rischio ci sarà sempre, ma questa è la vita… 

Ciascuna situazione è diversa e non è possibile dare indicazioni e soluzioni per tutti.

La cosa che mi sento di consigliare, oltre ad inserire la questione prevenzione sin dal protocollo personalizzato che è un passo imprescindibile, è di mantenere un atteggiamento di grande disponibilità e di comunicazione attiva e positiva tra la famiglia e la scuola, in modo che la gestione di situazioni fuori dall’ordinario possano essere affrontate insieme trovando la soluzione migliore per tutti.

Noi ci occupiamo solo di allergia alimentare, ma in alcuni casi anche la componente inalatoria va valutata attentamente: proprio quest’anno abbiamo infatti collaborato alla sicurezza di un alunno allergico alla nocciola che per partecipare alla premiazione di un concorso scolastico ha soggiornato una notte in una località dove molti noccioli erano in piena fioritura: una consulenza preventiva con lo specialista allegologo ha permesso al bambino di partire sereno e di godersi la premiazione come i suoi compagni.

Nel vostro sito ho trovato una scheda, molto utile in caso di chiamata al 118, in cui riassumete i dati più importanti da riferire agli operatori: qui il link. Potresti spiegare l’utilità di quella scheda?

Il 118 è un servizio che noi allergici alimentari dovremmo conoscere bene. E’ importantissimo sapere cosa dire in caso di emergenza.

Inoltre per chi soffre di patologie croniche, come l’allergia alimentare ma non solo, è possibile, in alcuni casi, fornire al 118 della propria zone una sorta di cartella clinica con le informazioni mediche di una specifica persona e i riferimenti telefonici del proprio cellulare, il telefono di casa, quello della scuola frequentata..

In questo caso una telefonata al 118 effettuata da quei numeri telefonici segnalati permetterà agli operatori della centrale del 118 di accedere a quelle informazioni per consentire un soccorso più mirato all’emergenza in corso. Per informarsi su questo servizio, che in Toscana si chiama ‘Elenco dei pazienti con bisogni particolari’ , è necessario scrivere alla centrale del 118 competente per la propria zona e chiedere direttamente a loro le modalità da seguire che non sono uguali per tutti.

A proposito di adrenalina auto iniettabile, purtroppo mentre nel caso delle prove antiincendio le scuole sono obbligate a fare dei “test” durante l’anno, senza preavviso, nel caso di soccorso di un bambino allergico, no. E il bambino “a scuola” lo è anche quando si trova in gita scolastica”. Nel vostro sito avete caricato un video che spiega come riconoscere i sintomi di allergia e come somministrare l’adrenalina autoiniettabile. Ti andrebbe di parlarne, spiegando perché l’avete voluto e come usarlo?

Il video, creato in accordo e collaborazione col Centro di riferimento Regionale per le allergia presso l’AOU Meyer di Firenze, nasce dall’esigenza di poter dare informazioni mediche chiare al personale delle scuole che incontriamo. Infatti purtroppo non è sempre possibile avere la disponibilità di un medico esperto in allergologia durante gli incontri informativi sull’allergia e il farmaco salvavita che teniamo presso le scuole dove ci sono alunni con allergia alimentare. Con questo video abbiamo voluto portare virtualmente lo specialista ospedaliero nelle scuole: resta sempre la piena disponibilità del Centro Allergologico di Riferimento della Regione Toscana ad incontrare in ospedale direttamente il personale delle scuole per chiarire dubbi e incertezze, dopo il nostro intervento presso le strutture scolastiche.

Ringrazio Valeria perché è evidente che sapere di potersi rivolgere ad una persona competente… è già il primo passo per affrontare in modo più sereno il tema gita scolastica nel caso di bambino molto allergico.

Riporto i link nel sito di CiboAmico di cui sopra perché non si perdano nel testo:

Pre-occuparsi significa per me occuparmi prima, quindi prevenire, quindi offrire la mia collaborazione affinché la gita possa riuscire. In ogni caso… l’argomento non si esaurisce con un post, ci sarebbero altri aspetti del mangiar fuori caso in caso di gita scolastica da considerare, e ci torneremo. Nel frattempo potreste leggere un post scritto per genitoricrescono.com in cui  parlo delle emozioni che guidano le nostre azioni quando si tratta di figli con allergie alimentari importanti che si ritrovano a dover mangiare fuori casa, con o senza di noi…

A tutti auguro buon fine settimana lungo e a presto!

 

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12 commenti

Archiviato in ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, Bambino Allergico a Scuola e i diritti dei bambini allergici, Mangiar fuori casa

12 risposte a “Bambini molto allergici in gita scolastica: parliamone con Cibo Amico. Seconda Puntata.

  1. Ornella

    Molto, molto interessante. Non mi aspettavo affatto un vademecum o l’elenco degli esercizi dove andare a mangiare, lasciando fuori dalla porta tutti i pensieri e le pre-occupazioni. Conoscendo le tue preziose competenze ed apprezzando il tuo profondo e rigoroso impegno nell’analisi della “questione “, hai fornito a tutti noi, come sempre, un ottimo contributo che ha anche delle idee innovative, almeno per me che non ho bimbi piccoli. Monica, complimenti per il post di genitoricrescono e grazie per l’anima (lasciami passare l’espressione) che metti nel tuo blog, che è un po’ anche nostro punto di riferimento prezioso (lo avessimo avuto noi 20 anni fa! ) e grazie ancora per avermi concesso le prime righe del tuo bellissimo articolo. E’ la conferma di una unità di pensieri ed emozioni di due mamme, che si conoscono solo virtualmente. Un abbraccio. Mi consenti di salutare il garbatissimo signor Giannantonio, nella cui famiglia specchio sempre la nostra .

    • Cara Ornella… mi sei molto cara ormai da anni, e questo commento me lo stampo e me lo tengo nel cassetto del comodino.
      Questo non è solo il mio salotto, è il nostro salotto.

    • Siccome è il nostro salotto, saluto di cuore, te Monica e la Sig.ra Ornella, ringraziandola e sentendomi onorato dei suoi saluti. Grazie anche per questo post, molto interessante e soprattutto molto utile, non ti nego che mi farebbe molto piacere poter incontrare la Sig.ra Valeria Invernizzi di cibo amico, per confrontarci e magari arricchire il nostro umile bagaglio, dove c’è ancora tanto spazio vuoto. In merito a quanto scritto nell’ articolo, invece devo punteggiare, purtroppo, il fatto che non tutte le scuole sono pronte a recepire e mettere in atto un tipo di collaborazione, comprensibilmente complessa, come quella usata per la bimba allergica all’ uovo. Porto ad esempio, il pranzo scolastico di terza media di nostro figlio Simone, dove “GENITORI” rappresentanti, anno predisposto un menù quasi interamente a base di latticini, ben sapendo la grave allergia di nostro figlio, che naturalmente abbiamo ugualmente fatto partecipare, portando un pranzo equivalente cucinato da noi (Franca) a casa, anche perché il ristoratore, fra l’altro gentilissimo, non escludeva contaminazioni. Questo per farti riflettere, sull’ ignoranza in materia. Ritengo che c’è ancora molta strada da fare e sulla nostra di strada trovo molte persone che non comprendono di cosa stiamo parlando, quindi torno a ringraziare te , cibo amico, la signora Invernizzi, Ornella e quanti insieme a noi, cercano di portare a conoscenza in modo da dare una sostanza e non soltanto una parvenza di vita normale a chi ne necessita.
      Un abbraccio

      • Cari Giannantonio e Franca!
        Ma che bello, mi sembra davvero di stare seduta sul divano in salotto a fare quattro chiacchiere con amici, seppure virtuali:-)
        Dunque… il capitolo scuola… è un capitolo spinoso, e mi sa non solo sulla questione allergie… quindi… comprendo perfettamente, sai quanti aneddoti avrei da raccontarti… ma in privato;) Invece… se davvero voleste conoscere Valeria Invernizzi, potreste fare una capatina a Sesto Fiorentino il 5-6 luglio prossimo, giornate in cui si terrà il WeekEnd di Cibo Amico. Io avevo partecipato all’edizione del 2012. Se volete potete contattarla sia su Facebook sia via e-mail: info [chiocciola] ciboamico [punto] it. Ne sarà felice:)

  2. Grazie mille, sei sempre molto gentile.

  3. ramona

    Ciao Monica,trovo sempre interessanti i tui articoli, e come ti ho gia’ scritto una volta, invidio la tua sicurezza e serenita’ nell affrontare il tema mangiare fuori! io solo a leggerti ho gia’ le palpitazioni.
    Per Alice , ad eccezzione di mia madre, sono l unica che cucina, nn ha mai mangiato a scuola, ne in un ristorante, ci portiamo tutto da casa!non sono mai riuscita a dimenticare le prime reazioni gravi di Alice, dovute a contaminazioni in un gelato di soia,crisi d asma mentre cucinavamo un formaggio alla piastra…….il terrore di vedere la mia bimba cadermi tra le braccia come successo diversi anni fa ad una cena e l unica causa possibile sembrava essere un pupazzo profumato regalatole per l occasione!In questi anni ho solo cercato di proteggerla sicuramente sbagliando o egoisticamente ho cercato di proteggere me stessa,
    tornare indietro nn si puo’, posso impegnarmi e cercare di superare le mie paure ma sto male al solo scriverlo……………..un abbraccio

    • Cara Ramona… ci sono esperienze che segnano, però… possiamo fare qualcosa e tu stai già facendo qualcosa: scriverlo nero su bianco è il primo, importantissimo e coraggiosissimo passo per prenderne coscienza. La consapevolezza è la nostra arma per prevenire, se sappiamo cosa ci governa, possiamo fare un bel respiro e agire passo dopo passo, senza farci governare come una barca nella tempesta. Di questo ho proprio parlato qui. La mia mail ce l’hai, ora sarò un po’ qui e un po’ là, in villeggiatura, ma a settembre… ci sentiamo. Un abbraccio.

  4. Ornella

    Scusa, Monica, non vorrei apparire invadente, ma, attraverso il tuo blog e con te, posso dare un incoraggiamento a Ramona? Premesso che non ho la ricetta per affrontare la “questio” e non sono che una mamma; ma, come Ramona durante l’infanzia di mio figlio, ho sofferto fisicamente per tutto ciò che si passava, ed ancora oggi continuo a tremare al solo squillo del telefono, ma ribadisco la mia idea: I figli devono partecipare agli eventi che la vita propone loro, anche se dotati della borsa magica, da cui esce ogni sorta di bontà preparate solo ed esclusivamente dalla mamma, oltre alla borsetta del pronto soccorso. Credo che debbano soprattutto loro iniziare da piccoli a convivere con l’allergia ed a districarsi tra mani ben pulite, odori, contaminazioni, baci ! Serve a loro. Noi possiamo preparare tutti i pranzi, cene, colazioni e merende del caso, consegnare loro lo zaino con tutti gli “strumenti” (Monica ti ricordi? Ne hai scritto tante volte.) ed aspettare, col fiato sospeso, che tornino e che ci dicano :”Hai visto, mamma, non è successo niente, ho mangiato tutto quello che mi hai preparato. E’ stato bellissimo, però, mamma mia, lo zaino quanto era pesante.” P.s. Non è affatto semplice, anzi è molto molto molto difficile, ma bisogna farlo, perché, dopo, da giovani adulti ci sono altri step da superare. A questi ultimi, noi, ci stiamo ancora lavorando, o meglio, adesso lo fa da solo, io partecipo dal di fuori (Monica, ndr……)! Buona domenica!

    • Cara mamma Ornella: tu non sei mai invadente! Anzi, il tuo contributo da genitore veterano è più che auspicato! Hai scritto bene consapevole di quanto sia piu facile scrivere che nn agire… un abbraccio e grazie.

  5. ramona

    ….che dire? GRAZIE, grazie Monica, grazie Ornella nn mi capita spesso di essere capita!!!!!!

  6. Pingback: Bambino allergico a scuola e somministrazione farmaci. Il video realizzato da Cibo Amico in collaborazione col Servizio di Allergologia dell’AOU Meyer di Firenze. | mimangiolallergia

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