Gnocchi di patate e spinaci senza uovo al pomodoro.

Gnocchi di patate e spinaci by mimangiolallergiaSENZA PROTEINE DEL LATTE, UOVO, GLUTINE E ALTRE PROTEINE DEL GRANO, SOIA, ADDITIVI

Mamma, cosa si mangia stasera? | Gnocchi. | Ancora gnocchi?! | Sì, ma verdi… | Come verdi? E di cosa sanno? Come li hai fatti? | Assaggiali e poi ti racconto...

E sì, perché se le avessi detto che avevo usato gli spinaci non li avrebbe nemmeno assaggiati, temendo che le prudesse/bruciasse il labbro, e così via; ma dopo averli assaggiati:

Mamma! Buoni questi gnocchi! Ma ora puoi dirmelo con cosa li hai fatti, vero?!?

Ci sono piatti che al solo pensiero di preparare, mi passa la voglia, e gli gnocchi erano uno di questi, ma come in tutte le cose, quando ci si prende la mano… per tre persone ce la posso fare. Ma io ho il mio metodo.

Stranamente… gli spinaci non le hanno dato noia. Voi direte perché era ignara e che forse potrebbero essere “capricci”. In realtà a lei piacciono molto e li mangerebbe, ma le ho provate tutte: saltati in padella, sbollentati, bolliti e strizzati, quelli a foglia grande e quelli novelli, non bio e biodinamici. Niente da fare. La prima volta no magari, ma la seconda…: “Mamma, mi brucia”

e le si gonfia leggermente il labbro in un punto, segno inequivocabile che un fastidio c’è e non è inventato.

Quindi ero pronta con un piano B, nel caso le avessero dato fastidio anche negli gnocchi. E invece, non solo le son piaciuti, ma non le hanno dato fastidio con grande sorpresa della figlia.

Non è la prima volta che posto nel blog ricette di gnocchi fatti in casa nostra, ma oggi riporto la ricetta dall’inizio, perché ho cambiato un po’ di cose…

PREPARAZIONE BASE DEGLI GNOCCHI DI SPINACI E PATATE

UTENSILI

  • Uno schiacciapatate.
  • Un contenitore alto per impastarvi gli ingredienti.
  • Un setaccio per farina.
  • Una forchetta.
  • Un coltello senza “sega”.
  • Una tovaglietta di plastica liscia (pensata per la colazione, ma che io ormai uso per i pasticci col pongo di Alice o per fare gli gnocchi, lavandola ogni volta accuratamente, ma è più facile che non lavare l’asse di legno) su cui trasferire il composto.
  • Un cucchiaio da tavola.
  • Una pentola bassa per saltare gli spinaci.
  • Un tritatutto.
  • Una pentola alta per la cottura.
  • Una schiumarola.

INGREDIENTI per tre persone mangione (se si avanzassero, si conservano fino al giorno dopo in un piatto coperto con un tovagliolo fuori dal frigo lontano da fonti di calore)

3 patate medio-grandi, farina tollerata* q.b. (su questo fronte non so proprio quanta ne serva, perché non la peso ma mi regolo con la consistenza del composto), due sacchetti di spinaci baby bio (credo 200-250 g, purtroppo non ho annotato il peso, ma lo farò quando li rivedo…), un pizzico di noce moscata, un filo d’olio per cuocere gli spinaci in padella.

* con glutine e altre proteine del frumento, usate quella di grano duro bio

* senza glutine e altre proteine del grano, usate quella di riso integrale (verificando in etichetta assenza di allergeni)

PROCEDIMENTO

  1. Privare le patate della buccia. Tagliarle in quattro. Metterle in un pentolino e coprire con acqua (io uso quella addizionata di calcio che non guasta e viene assorbita dalle patate). Niente sale.
  2. Cuocere a fuoco lento coperte.
  3. Contemporaneamente saltare in padella gli spinaci con un filo d’olio. NON aggiungere acqua o altri liquidi.
  4. A cottura ultimata, lasciar riposare qualche minuto e poi tritare il tutto, ottenendo una poltiglia.
  5. Quando le patate saranno cotte (deve entrarci la forchetta senza sforzo), toglierle dal pentolino e schiacciarle (ancora bollenti, come mi raccomandava mia nonna, perché così si cuoce un po’ la farina e sono più digeribili) con lo schiacciapatate formando dei vermicelli che lascerete cadere nel contenitore.
  6. Subito dopo aggiungere la farina a pioggia e impastare il tutto con la forchetta. Aggiungere noce moscata e mescolare ancora.
  7. Una volta raggiunto un composto piuttosto compatto, ma non troppo umido, incorporare il composto di spinaci e aggiungere altra farina finché l’impasto vi sembrerà asciutto, ma ancora un po’ appiccicoso. Non importa.
  8. Versate altra farina sulla tovaglietta.
  9. Prendere un cucchiaio di impasto e depositarlo sulla farina. Con “tocco leggero” fate rotolare l’impasto nella farina, a questo punto non si appiccicherà più alle vostre mani e cominciate a farlo rotolare per formare il classico “vermicello” che poi taglierete col coltello. Via via che li preparate, spostateli su di un piatto.
  10. Nel frattempo mettere abbondante acqua (presalata a vostro piacimento, meglio se con sale marino integrale) in una pentola alta e portare a bollore.
  11. Quando bolle, abbassate il fuoco e versarvi il primo piatto di gnocchi.
  12. Per la cottura, io mi aiuto con un cucchiaio per versarli in pentola, e sto lontana, per evitare gli schizzi di acqua bollente.
  13. Quando vengono a galla, prenderli con la schiumarola e trasferirli nei piatti.

Noi li abbiamo conditi con un sugo di pomodoro, cipolla e aglio e basilico, semplice semplice.

Non ne sono avanzati… verdura di contorno, gelato e la cena è servita.

 

 

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7 commenti

Archiviato in Primi SENZA, RICETTARIO

7 risposte a “Gnocchi di patate e spinaci senza uovo al pomodoro.

  1. È anche possibile che il disturbo sia psicologico. Non sarebbe una cosa grave, è un dato di fatto che la mente controlla il corpo! Potrebbe essere che il labbro si gonfi al solo pensiero di star mangiando spinaci! Le biete sono molto simili agli spinaci… Potresti provare a fargliele mangiare facendo finta che siano proprio la verdura “paurosa” per vedere la reazione!

    • Buongiorno Enira,
      grazie per il tuo contributo, ma no, non è un effetto psicologico e le erbette non le piacciono ma le consuma in polpette, ravioli, torte salate. Gli spinaci lei li cerca, perché le piacciono molto, soprattutto alla “giapponese” con una salsina speciale a base di semi di sesamo. Quindi ogni di tanto in tanto ci riproviamo, la speranza è dura morire. p.s. sei un’allergica o hai figli/parenti/amici allergici?
      Grazie di essere passata e alla prossima:D

      • Mia zia e una mia vecchia amica sono intolleranti. Io sono allergica alla polvere ma nient’altro. Solo che per esperienza conosco il modo in cui la mente può portare l’uomo a star male anche fisicamente.

      • Sicuramente la psiche influisce molto, ma a fronte di reazioni IgE mediate, l’edema non è un effetto psicologico e occorre mettersi in ascolto attivo, senza ansia, ma con la “giusta” preoccupazione e senza fornire pretesti per “selezionare” i cibi che piacciono di più, per scartare quelli che piacciono di meno;-)

      • Capisco. Comunque trovo il tuo blog molto interessante e sono felice di esserci “capitata” e sono felice di aver avuto questo scambio d’opinioni davvero interessante. È bello imparare sempre qualcosa di nuovo!
        Buona giornata.

      • Buona serata a te! e felice di avermi stuzzicata, perché ci sono argomenti su cui è facile fraintendersi, ma quando c’è la volontà di aprirsi agli altri e comprendere la posizione dell’altro, è tutto più semplice, grazie di aver ascoltato e ribattuto in una cornice di libero scambio di opinioni:) a prestoooooooooo (p.s. sono finalmente riuscita a commentare da te, ma troverai anonimo, per via di una incomprensione tra blogspost e wordpress, o almeno per me, non ho ancora capito come risolvere il problema:(

  2. Pingback: Gnocchi con gli avanzi… della ratatouille! | mimangiolallergia

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