Paradell senza proteine del latte e dell’uovo… a modo nostro, insomma!

Paradell by mimangiolallergiaSENZA: PROTEINE DEL LATTE, DELL’UOVO, ADDITIVI, LIEVITO

CON: GRANO* E SOIA*

*ma anche SENZA

Questo dolce piace a tutti (o quasi) e ci è venuto in grande aiuto quando non avevamo previsto il dolce a cena, o per la merenda dei bimbi, o semplicemente avevamo mangiato il minestrone… e occorreva compensare con qualcosa di veramente gustoso! Purché il marito abbia voglia di “spadellare” 😀

Si tratta di un dolce regionale tipico della Lombardia (e più precisamente della provincia di Lecco). La ricetta originale (sono finalmente riuscita a ritrovare il ricettario dove l’avevo letta, ma a noi è arrivata tramite il nostro insuperabile PAPÀ, perché trattasi di una ricetta di famiglia), non prevede impiego né di latte, né di burro, né di uova… come invece trovate in molte ricette in rete, perché una volta… non si usava…

E la farina bianca? Non ne restava per nulla alla povera gente? Il grano, in effetti, andava verso altri mercati, arricchendo i proprietari, e la farina bianca non arrivava nelle dispense dei contadini che non ne potevano avere se non raramente e in minima quantità. Quella poca di cui potevano disporre veniva considerata preziosa e usata con grande parsimonia (certamente non per fare il pane).

Come utilizzare al meglio la poca farina bianca disponibile? Bisognava trovare il modo di preparar un “pane” (o qualcosa di simile), già condito e insaporito, che potesse saziare da solo senza aggiungere altro. Fu forse con queste intenzioni che si arrivò al paradell, conosciuto soprattutto a Lecco e in Brianza. […] La ricetta è assai semplice. Si deve preparare una pastella di acqua e farina bianca, con un pizzico di sale, e farla friggere in olio o strutto. Il paradell, anche senza aggiungere altro, era abbastanza gustoso. Quasi sempre però alla pastella si aggiungeva qualcosa di poco costoso che migliorasse il risultato (in genere fettine di mele). Un tempo si faceva un solo grande paradell; successivamente si perferì farme tamto e piccoli, versando nell’olio o strutto bollente, pastella (magari con lievito) a cucchiate. Ma questi erano chiamati più comunemente tortej. […] (Fonte: El Mangià di nost vecc. Il mangiare di un tempo nel territorio lecchese visto nelle sue implicazioni culturali, ambientali, econsomiche e sociali., di Felice Bassani, edito da Bertoni Editore – Merate, 1980)

Chissà… forse se Alice fosse vissuta a qui tempi… forse… sarebbe avrebbe avuto vita più semplice, forse, perché avrebbe avuto altri problemi probabilmente.

Il libro è forse disponibile in alcune biblioteche rionali. Non è solo un ricettario, perché come scrive l’autore, nel suo libro, il mangiare viene inteso “come espressione di un certo modo di vivere”.

Ora bando alle ciance, e passiamo alla ricetta. In questo mio post (vecchissimo) la versione “più leggera” e oggi, invece, quella un po’ più “nutriente”.

Quello che vedete è leggermente bruciacchiato perché non avevamo la nostra super padella antiaderente in ghisa:(

UTENSILI

Un recipiente alto, frusta, pentola antiaderente (diametro su per giù tra i 16 e i 20 cm, vedete un po’ ciò che avete, ma non deve essere troppo piccola, né troppo grande, la stessa che usereste per le crepes), mestolo, spatola grande in teflon

INGREDIENTI

E qui viene il bello… perché non ho dosi, il marito “va a occhio”… La consistenza della pastella deve essere non troppo liquida, non pastosa, ma scivolare bene.

due o tre cucchiai di farina tollerata*, “latte” di soia (ormai senza glutine non è più un tabù) addizionato di calcio quanto basta per ottenere una pastella non troppo densa, non troppo liquida, una mela tagliata a fettine sottili, un pizzico di sale marino integrale fino, olio extra vergine di oliva o altro olio vegetale tollerato.

*chi tollera le proteine del grano, quella di grano Khorasan (Triticum turgidum ssp. Turanicum meglio conosciuta come Kamut) ideale perché aggiunge morbidezza al dolce finale; chi non tollerasse le proteine del grano, può utilizzate il mix di farine naturalmente senza glutine per dolci lievitati suggerito da uncuoredifarinasenzaglutine).

PREPARAZIONE

  1. In un recipiente versare la farina, aggiungere a filo il “latte” di soia e “montare” il composto con la frusta.
  2. Se avete tempo… lasciatelo in posa qualche minuto, altrimenti
  3. aggiungete un pizzichino di sale, mescolate;
  4. aggiungete le fettine di mele (o composta di mele) e
  5. procedete versando in un tegame, unto (noi non friggiamo) con olio extra vergine di oliva, un mestolo di pastella. Lasciar cuocere su un lato e poi girare “la frittata” (mi ricorda un po’ la Pfanncuchen).

Servire caldo nel piatto, spolverando di zucchero integrale di canna. Stop. Che acquolina…!!!

p.s. sono andata a memoria… maritino… se noti qualche inesattezza… avvisami;)

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1 Commento

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