Corso di lettura a voce alta con Emanuela Nava e un libro per non aver paura delle storie

Oggi partecipo al consueto Venerdì del Libro di HomeMadeMamma con

OPEN Storie a voce altaun Corso ad Alta Voce che si terrà sabato 29 marzo p.v., dalle 10:30 alle 16:00, nella nuova Libreria OPEN di Milano, condotto da Emanuela Nava, perché  gli adulti – soprattutto chi deve allevare e educare i bambini – diventino più consapevoli dell’importanza fondamentale delle fiabe”,

nonché

un libro un po’ particolare, Il mondo incantato di Bruno Bettelhein, edito da Feltrinelli, consigliatomi proprio da Emanuela Nava  in occasione del Corso di Lettura ad Alta Voce a cui avevo partecipato tempo fa.il mondo incantato

E sì. Perché voi pensate di andare ad un corso di Lettura ad Alta Voce, e di mettervi tranquilli in ascolto: già vi vedete seduti belli comodi, per appropriarvi di chissà quale tecnica od espediente per catalizzare l’attenzione dei vostri figli, o alunni, o che so io.

E invece no, arriva lei, Emanuela Nava, che vi scardina ogni certezza, ivi compresa quella di saper leggere, ma attenzione, non lo farà nello stile professoressa, bensì “con un modo” che voi nemmeno ve ne accorgerete, accompagnandovi con delicatezza, competenza e passione, nel meraviglioso ed emozionante (sia per chi ascolta, ma anche per chi legge) mondo della lettura a voce alta, per raccontare storie, ma anche per trasmettere emozioni, però…

… può accadere che certe emozioni siano per il lettore troppo forti, al punto da voler omettere delle parti (tipo in Bambi, quando muore la mamma), oppure modificare o leggere diversamente alcuni passaggi (tipo in Cappuccetto Rosso, quando il lupo si mangia nipote e nonna in un sol boccone, o ancora come nel caso de Il lupo e i sette capretti… quando la mamma che esce e lascia da soli i suoi piccoli… o Hansel e Gretel quando i genitori “abbandonano” i figli nel bosco lasciandoli in balia delle belve… e via dicendo), se non addirittura di scartarli (penso alla versione originale di PeterPan che invece la mia amica managerdimestessa riesce così bene a leggere, nel lettone perfino!).

E allora, con assoluto candore ma assoluta determinazione, lei vi dirà che:

“non si deve avere paura delle storie,che bisogna lasciarle parlare, con il giusto distacco, e che bisogna guardare in faccia le nostre paure…”

Non a casao l’autore a pagina 173 scrive che:

“Oggigiorno molti adulti tendono a prendere alla lettera le cose dette nelle fiabe, mentre invece esse dovrebbero essere intese come rappresentazioni simboliche di fondamentali esperienze di vita. […] La rassicurazione di un adulto che Cappuccetto Rosso non “muore” davero quando il lupo la inghiotte è sperimentata dal bambino con un discorso condiscendente lasciato cadere da”alto.”

Devo leggere il libro, perché voi sapere se offre anche contributi per storie tipo… Hansel e Gretel, La Sirenetta (versione originale, dove la sirenetta muore e si trasforma in spuma per chi non lo sapesse) e via discorrendo.

Sulla quarta di copertina si legge:

Per imparare a destreggiarsi nella vita e superare quelle che per lui sono realtà sconcertanti, il bambino ha bisogno di conoscere se stesso e il complesso mondo in cui vive. Gli occorrono un’educazione morale e idee sul modo di dare ordine e coerenza alla dimensione interiore. Cosa può giovargli più che una fiaba, che ne cattura l’attenzione, lo diverte, suscita il suo interesse e stimola la sua attenzione? Sia essa Cappuccetto rosso, Cenerentola o Barbablù, la fiaba popolare, anche se anacronistica, trasmette messaggi sempre attuali e conserva un significato profondo per conscio, subconscio e inconscio. Si adegua perfettamente alla mentalità infantile, al suo tumultuoso contenuto di aspirazioni, angosce, frustrazioni, e parla lo stesso linguaggio non realistico dei bambini. Tratta di problemi umani universali, offrendo esempi di soluzione alle difficoltà. […] Le situazioni fiabesche, rispettando la visione magica infantile delle cose, esorcizzando incubi inconsci, placando inquietudini, aiutando a superare insicurezze e crisi esistenziali, insegnando ad accettare le responsabilità e ad affrontare la vita. Questo libro ricco di intuizioni e suggestioni, che spazia dalla letteratura alla mitologia, dalla psicologia infantile alla psicoanalisi, esorta gli adulti – soprattutto chi deve allevare e educare i bambini – a essere più consapevoli dell’importanza fondamentale delle fiabe.

Bettelheim… non conosceva mia figlia:-) Quindi … non so quanto certe situazioni fiabescano riuscirebbero veramente a placare le sue inquetudini, o se invece non le indurrebbero… Per questo E.N. ha deciso di suggerirmi quella lettura e … non solo, anche Il Codice dell’Anima di J. Hillmann😉

Attenzione, chi frequenterà il corso rischierà: di ridere e divertirsi fortemente, di riflettere, di migliorare il suo stile di lettura, di sentire il bisogno irrefrenabile di leggere a qualcuno, di diffondere il piacere della lettura o di ascoltare una buona lettura.

Io non ho resistito e, per ragioni che ora non sto a raccontarvi, mi sono ritrovata su di un pullmann a leggere a cinquanta bambini circa un libro di OTTANTA PAGINE (!!!) con la sorprendente sorpresa che la maggioranza ha ascoltato (!!!) e non perché io abbia inscenato chissà quale rappresentazione, bensì perché ho messo in pratica l’insegnamento fondamentale di Emanuela di non interpretare per forza un testo, bensì di lasciar “parlare le parole” (non l’aveva detto proprio così, ma questo è quello che ho capito io).

Sulla lettura ad alta voce ho scritto tre post che invito a leggere, tra cui anche l’intervista alla psicologa:

I Puntata | II Puntata Intervista alla psicologa | III Puntata Intervista a Emanuela Nava

Per chi avesse un account Facebook, qui il link all’evento. La partecipazione prevede che voi possiate portarvi un libro per bambini/ragazzi a vostra discrezione. I partecipanti al corso potranno usufruire quel giorno di uno sconto del 10% sull’acquisto di libri in libreria. All’interno della libreria c’è anche un piacevolissimo angolo caffetteria (che mi ricorda con nostalgia le librerie tedesche…).

Posso concludere augurandovi buona lettura con gli altri suggerimenti editoriale di questo Venerdì del Libro.

p.s. a proposito di fiabe e provvedimenti in Italia… forse vi siete persi tre articoli apparsi su Avvenire e Il Corriere della Sera, riportati entrambi in questo post a cura di infolioonline.

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15 commenti

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15 risposte a “Corso di lettura a voce alta con Emanuela Nava e un libro per non aver paura delle storie

  1. Ma che bello! Già l’altra volta che ne avevi parlato volevo andarci, quasi quasi… Grazie della segnalazione e buon fine settimana!

  2. Emanuela Nava non la conosco e me ne pento, sulla lettura ad alta voce ho un po’ di nozioni che ho imparato presso la biblioteca della mia città ma sono da approfondire, grazie per la segnalazione.

    • No, devi assolutamente. Certo l’editoria per bambini e per ragazzi oggi è talmente vasta che devo ammettere non è facile stare al passo, io stessa faccio molta fatica… per fortuna c’è il nostro VdL;) buon fine settimana!

  3. Mi sembra davvero una cosa interessantissima!! Approfondisco la cosa, grazie!

  4. Non sapevo tenessero questi corsi (ah, la vita in provincia) adesso cerco di capirne un pò di più! Grazie e a presto

  5. Ho letto il libro di Betteheim e mi ha fatto vedere le fiabe sotto un’altra luce completamente diversa da come ce le offre per esempio la tv o il cinema. Anche a me piacerebbe fare un corso di lettura ad alta voce, ma come sempre col tempo sono a zero, quindi è bello leggere cosa succede attraverso le esperienze altrui, quindi grazie di condividerle!!

  6. Ci andrei molto volentieri ad un corso così, se solo fosse un po’ più vicino a me. Proprio per questo VdL mi sono lasciata andare ad una considerazione su una lettura che secondo me è poco adatta – almeno per questa età – come storia della buonanotte ma forse, ora che ci penso (anche alla luce di ciò che ho letto nel tuo post) mi sbaglio…

  7. Eggià, da questi corsi – e lo so per esperienza (e purtroppo ne ho – nel senso che sono vecchia :)!) – non se ne esce indenni. Per questo insisto allo sfinimento anche nel mio blog sul valore del racconto e delle storie.
    Giusto l’altro ieri una collega mi ha chiesto cosa proporre a un gruppo di 15-17enni in un centro di recupero e ai loro operatori (consapevoli che non si potevano dare storie “vere” visto che la loro realtà riemerge in ogni attimo della loro vita passata difficilissima): il fantasy, l’horror e la fiaba classica (non quella edulcorata) con relativo materiale di supporto per gli operatori.
    Le storie aiutano a vivere. Non possiamo farne a meno e non possiamo non coccolare i nostri bambini con tante storie. Semini per il loro futuro.
    Buon we 🙂

  8. @ ErikaTazzeSpaiate (che buffo nome:)
    Non temere, la provincia è ricca di altri stimoli, procurati invece il libro di B.B. e sarà “quasi” come frequentare un corso… Ben trovata!

    @ Elisa, mai dire mai… io sono tardona eppure frequento i corsi con le stesso entusiasmo dei tempi dell’università;)

    @ Stefi… ci siamo già dette tutto, ma qui ti ripeto… sulla buona notte… che buona notte sia;)

    @ Marco, grazie di essere passato

    @Simonetta… mi sa che un giorno ti intervisterò nel tuo ruolo di bibliotecaria… ma nella vs biblioteca non organizzate corsi di lettura ad alta voce? p.s. posso chiederti in quale zona d’Italia? e “Le storie aiutano a vivere.” mi piace questa filosofia…;)

    • Monica, la mia provincia quella di Pesaro e Urbino è molto attiva: ha costituito un gruppo numeroso di lettori volontari che fanno molte letture in tutta la provincia. Io, purtroppo, saltello in 4-5 bibliotechine in mezzo ai colli (ogni giorno una sede diversa) pesaresi appartenenti a 5 comuni diversi, dove il campanilismo impera 😦
      Nonostante tutto, sono molto orgogliosa di quello che davvero con poco-niente si riesce a fare e della soddisfazione che proprio in questo periodo di crisi gli utenti mi danno. Se ci pensi – e non molti lo sanno – è l’ultimo servizio interamente gratuito che è rimasto nei comuni 😉 e c’è ancora tanta gente che se ne stupisce quando diciamo che non devono pagare nulla.
      L’intervista riservala per qualche bibliotecario più importante di me :D! Però grazie, mi lusinghi.

      • Cara Simonetta,
        come ti sbaglia 😀
        Non bisogna essere importanti per fare cose importanti, di valore, bensì occorre essere persone generose, consapevoli, competenti, passionarie. E io ti intervisterò! Grazie di questo prezioso contributo.

  9. Pingback: Recensione del libro: Il diario di una schiappa |

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