Il codice dell’anima: ciascuno di noi è portatore di un’unicità che chiede di essere vissuta.

Il codice dell'Anima by Gli AdelphiOggi voglio partecipare alla settimanale edizione del Venerdì del Libro di HomeMadeMamma con un volume che ho appena iniziato (sono veramente alle prime pagine), ma che so già che mi appassionerà, perché restituisce al lettore l’idea, rasserenante e rassicurante, ma per certi versi anche inquietante, che “ciascuno di noi è potatore di un’unicità che chiede di essere vissuta e che è già presente prima di poter essere vissuta”, al di là dei traumi infantili.

Questo libro parla di vocazione, destino, carattere, immagine innata… Non potete non essere curiosi…

[…] Tutti, presto o tardi, abbiamo avuto la sensazione che qualcosa ci chiamasse a percorrere una certa strada. […] Ma, nonostante le offese precoci e tutti i “sassi e dardi della oltraggiosa sorte”, noi rechiamo impressa fin dall’inizio l’immagine di un preciso carattere individuale dotato di taluni tratti indelebili. Questo libro ha per argomento la potenza di quel carattere. […] È possibile, invee, che la nostra vita non sia determinata tanto dalla nostra infanzia, quanto dal modo in cui abbiamo imparato a immaginarla. I guasti non ci vengono tanto dai traumi infantili, bensì – è quanto si sostiene in questo libro – dalla modalità traumatica con cui ricordiamo l’infanzia come un periodo di disastri arbitrari e provocati da cause esterne che ci hanno plasmati male. […] (Fonte: Il codice dell’anima, di J. Hillmann, edito da Gli Adelphi, pp. 17-18)

Questo libro vuole:

[…] risuscitare le inspiegabili giravolte che ha douto compiere la nostra barca presa nei gorghi e nelle secche della mancanza di senso, restituendoci la percezione del nostro destino. Perché è questo che è andato smarrito […] il senso delle propria vocazione, ovvero che c’è una ragione per cui si è vivi.

Non la ragione per cui vivere; non il significato della vita ingenerale, o la filosofia di un credo religioso: questo libro non ha la pretesa di fornire risposte del genere. Esso vuole rivolgersi piuttosto alla sensazione che esiste un motivo per cui la mia persona, che è unica e irripetibile, è al mondo, e che esistono cose alle quali mi devo dedicare al di là del quotidiano e che al quotidiano conferiscono la sua ragion d’essere; la sensazione che il mondo, in qualche modo, vuole che io esista, la sensazione che ciascuno è responsabile di fronte a un’immagine innata, in cui i contorni va riempiendo la propria biografia.[…]

E qui mi fermo, perché potrei trascrivere l’intero libro:-)

Questa visione la trovo straordinariamente potente, capace di restituire la forza (che si avverte fisicamente mentre si legge, io per esempio mi accorgo di raddrizzare la schiena, il collo, di sentirmi più forte) perché restituisce all’individuo la possibilità di cambiare…

E qualche volta, da genitore, aggiungiamoci pure di una bimba atopica, con le sue fragilità che ciò comporta, mi ritrovo a domandarmi come fare… per renderla forte, per fornirle basi sicure e ali per volare via, per alleggerirla dalle occasioni di sofferenza, di frustrazione, dal fardello delle sue allergie, che volente o nolente la condizionano nel suo approcciare il mondo. Ma sapere che non è l’evento traumatico, bensì ciò che noi ricordiamo… e che in ogni caso ciascuno conserva nel suo profondo un suo preciso modo di essere… be’, questo mi allarga gli orizzonti notevolmente. Non solo… l’unicità di nostra figlia non è certo il suo essere allergica o atopica, non la vedo speciale per questo, è un vestito in più, ma ciò che conta è tutto il resto, la sua vera natura e se lei riuscirà a capire qual è, avrà una marcia in più. Come si fa? Temo che questo non sia argomento del libro… però chissà che non dia qualche dritta per scoprirlo.

Se qualcuno lo avesse già letto, mi piacerebbe sapere cosa ne pensa; se qualcuno non l’avesse ancora letto, mi piacerebbe che cominciasse a leggerlo insieme a me, per confrontarci in un secondo tempo.

Un buon fine settimana a tutti… con un buon libro 🙂

p.s. Potrebbe succedere che io ritardi a pubblicare i vostri commenti nel fine settimana, ma è solo perché … in montagna la connessione non ci guadagna… ma se avrete pazienza li leggerete tutti!

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20 commenti

Archiviato in LIBRI & Riviste, PENSIERI DI UNA MAMMA

20 risposte a “Il codice dell’anima: ciascuno di noi è portatore di un’unicità che chiede di essere vissuta.

  1. ilmiograndecaos

    Ciao Monica,
    ho letto volentieri il tuo post perchè anchio alle prese con questa lettura. E’ una visione intensa della vita quella chi ci rimanda e anche una giustificazione di alcune nostre scelte. Siamo fatti per corrispondere alla nostra unicità e non dobbiamo deviare da questo compito!
    Interessante anche il concetto di andare oltre i traumi infantili e le colpe dei genitori: la responsabilità di essere unici è solo nelle nostre mani.

    L’avevo un attimo messo “in attesa” per finire due libri più leggeri di Luca Bianchini, ma mi hai fatto venire voglia di riprenderlo!

    • che gioia! non sono sola nella lettura, allora voglio sentirti quando l’avrò terminato (ma io sono mOlto lEnta!) e sì… conoscersi meglio per approcciare il mondo con più consapevolezza non può che fare bene;)

  2. Sinceramente non conoscevo nè il libro nè l’autore, ma mi piace il tuo consiglio e ne farò tesoro.
    Buon weekend di montagna :))

  3. Io ce l’ho in lista d’attesa da un po’… ero già convinta… ora ancor di più!

  4. Pingback: Venerdi' del libro: Mamma, la scuola! Daniela Poggi |

  5. Ciao! A un primo impatto mi pare proprio un libro molto interessante, penso che lo metterò in lista.
    Credo di averlo rivisto da qualche parte, o in libreria o in qualche recensione, purtroppo non ricordo bene, però quella copertina non mi è nuova!
    Buon fine settimana e buona montagna! 😉

  6. Un testo mica da nulla, eh! Interessante, però. Certo stimola la riflessione e la presa di coscienza di sè.
    Ti penso mentre sei lì in montagna, mentre io ho un gran raffredore, sono chiusa in casa e fuori piove a dirotto 😦
    Un bacione!

  7. Hillman è sempre Hillman, e Adelphi si conferma una casa editrice che, per la raffinatezza di certe proposte, si fa perdonare la sua spocchia, a volte davvero eccessiva.

    • ah ah ma lo sai che la penso anch’io come te, devo ammettere però che nella libreria qui vicino i libri de Gli Adelphi si trovano a prezzi stracciatissimi (titoli non nuovi ovviamente) ed è l’unica casa editrice che propone autori di un certo spessore a prezzi scontatissimi… che bello che sei passata, grazie!

  8. Così di primo acchito sembra un libro abbastanza impegnativo, ma altrettanto interessante e ricco di spunti! Grazie Monica, mi fa piacere averti conosciuta!!

    • ciao Koko! Io sono solo alle prime pagine, ma sono talmente scorrevoli, che credo saranno leggibili e se le leggo io… può leggerle chiunque!! Grazie di essere passata e a presto!

      • ornella

        Mi incuriosisce! Lo leggerò appena finito quello che ho in corso.
        Ciao!

      • potrai anche leggerlo a piccole dosi, perché non è un romanzo, ed è un libro di spessore senza essere inaccessibile per gli addetti ai lavori, perché è scritto con un linguaggio “semplice”, sebbene i contenuti siano tutt’altro che banali e semplici;) un abbraccio

  9. Io devo metter nella lista d’attesa per “tra un bel po’”, perché ho una scandalosa *coda* di libri e ormai mi è chiaro che fino alle vacanze (leggi: cervello a riposo) non avrò concentrazione per testi seri come sembra questo.
    Però me lo appunto.

    • Cara Cì, non c’è fretta: NON è mai troppo tardi per leggere un libro interessante;) e… in effetti anch’io ho iniziato tre libri per svariate ragioni e fatico a finirne uno… più una lettura specialistica… ancor più faticosa…

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