L’esposizione agli inquinanti è correlata ad un aumento della prevalenza di patologie allergiche in età pediatrica.

L’aumentata prevalenza in tutto il mondo di patologie allergiche in età pediatrica è stata correlata all’aumentata esposizione ad inquinanti ambientali ed ai processi di urbanizzazione, soprattutto nei paesi industrializzati. L’aumento delle temperature registrato negli ultimi anni è responsabile dell’anticipo della stagione pollinica primaverile, del prolungamento del periodo di fioritura, dell’aumentata produzione di pollini e del cambiamento delle aree di diffusione delle principali specie di piante, con effetti importanti sulla salute, specie nei soggetti affetti da pollinosi. Tra gli inquinanti ambientali interni il fumo di tabacco, i miceti e l’umidità, gli allergeni domestici (acari della polvere, alternaria, blattella e derivati epiteliali di cane e gatto) rappresentano i principali fattori di rischio per asma in età pediatrica. È importante avviare piani di azione volti a ridurre i rischi ambientali per la salute dei bambini e favorire lo sviluppo dell’informazione sul tema ambiente e salute. (Fonte: RIAIP giugno 2013).

Sono contenta (si fa per dire) di leggere nero su bianco ciò che io sospettavo da tempo e non perché io sia una veggente ma soltanto perché vivo in città e mi guardo attorno…

I bambini, per via del fatto che il loro sistema immunitario e apparato respiratorio non è ancora del tutto maturo, risulterebbero essere più vulnerabili all’esposizione di inquinanti ambientali, a cui si aggiungerebbe il maggior rischio di carenze vitaminiche (vitamine C e E) per via di “regimi dietetici squilibrati” (e se penso a quanto poco gradita sia la frutta dalla figlia, nonché la maggior parte della verdura cruda… tranne carote e finocchi… non fatico a pensare che sia vero:( ma l’inquinamento non giova a nessuno, né ai piccoli, né ai grandi, allergici o meno che siano. Il documento, (a cura di Giuliana Ferrante, Velia Malizia, Roberta Antona,  Laura Montalbano, Stefania La Grutta e pubblicato nella Rivista di Immunologia e Allergologia Pediatrica)  è interessante e chiaro e, sebbene non possa offrire soluzioni, può tuttavia fornire, anche ai non addetti ai lavori, risposte alle domande che forse molti genitori, come la sottoscritta, si pongono.

Ricordo ancora quando una conoscente si sentì dire dal pediatra allergologo che le continue ricadute (bronchiti, broncospasmo…) erano dovuti alla vita nella città metropolitana, al troppo tempo passato in ambienti chiusi, anche quando fanno sport, alla carenza di attività aerobica all’aperto, ivi incluso il gioco. E lì ho pensato che questo vale per i piccoli, come per gli adolescenti, come per gli adulti… Ma allora erano in pochi a cocordare. Anzi, ricordo ancora una nonna ai giardinetti a cui stavo raccontando che mi disse:”E allora? Cosa facciamo? La nostra vita è qui, non possiamo mica traslocare!”. Non aveva tutti i torti, ma io mi domando ancora cosa possiamo fare…

In questo post oggi non voglio entrare nel merito perché è un tema vasto, però vorrei tornare a parlare (perché ne avevo già parlato in un post di qualche anno fa a cui vi rimando appena sotto) di “qualità” dell’aria negli ambienti chiusi, fra cui annoto ambiente domestico, uffici, scuole, a cui potremmo aggiungere anche locali pubblici in genere, tipo palestre, cinema, teatri, ludoteche e via discorrendo, anche se in questi casi il tempo ivi trascorso è decisamente più breve, ma che si somma… a tutto il resto:(

Non so chi di voi ricorda un mio post dal titolo “ALLERGIE E PROFILASSI AMBIENTALE: La qualità dell’aria nelle scuole e il progetto SEARCH.” che avevo pubblicato nell’ormai lontano 18.11.2010 (!). Bene.

In quell’occasione facevo riferimento ad un opuscolo divulgativo ancora disponibile nel sito dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), in cui si legge che

“[…] L’ambiente scolastico può ospitare molte fonti di sostanze tossiche e allergeni, di cui i bambini non sono consapevoli. I bambini sono, inoltre, fisiologicamente molto più vulnerabili degli adultiil loro sistema immunitario è ancora immaturo, respirano velocemente e la concentrazione degli inquinanti è relativamente maggiore in un corpo di peso minore come è quello dei bambini. […] Per i bambini, i dati più recenti sia italiani sia internazionali mostrano un aumento delle malattie allergiche e dell’asma. Lo studio SIDRIA (Studi Italiani sui Disturbi Respiratori nell’Infanzia e nell’ambiente) ha stimato che il 20% dei ragazzi con meno di 15 anni ha sofferto o soffre di rinite allergica; il 9,5 % dei bambini e il 10,4 % degli adolescenti soffrono di sintomi asmatici; il 10% dei bambini al di sotto dei bambini (6-14 anni) soffre di dermatite atopica e circa l’8% di bambini al di sotto dei 3 anni e il 3-4% dei bambini in età scolare e prescolare soffre di allergie alimentari. […] L’aria indoor è una miscela complessa di fattori chimici, biologici e fisici che interagiscono in maniera sinergica e possono insidiare la salute respiratoria dei bambini. Tra gli ambienti indoor la scuola è di particolare interesse poiché i bambini vi trascorrono la maggior parte del loro tempo e non sono consapevoli dei rischi per la loro salute; tra l’altro in molti Paesi l’ambiente scolastico è spesso regolamentato con poca chiarezza rispetto ad altri ambienti di vita e di lavoro. (FONTE: ISPRA/Brochure: Qualitàdell’ArianelleScuole/Conclusioni)

Il documento della Riaip quindi prosegue quel discorso e focalizza l’attenzione sul bambino atopico:

Studi condotti nell’ultimo decennio hanno mostrato come l’esposizione ad inquinanti ambientali sia in grado di influenzare la sensibilizzazione atopica e la comparsa di sintomi in soggetti allergici.

Quel documento termina con un finale aperto, perché non basta sapere… bisogna anche saper fare e qui entrano in gioco le istituzioni locali coinvolte, che nella buona maggioranza dei casi non vengono raggiunte da queste informazioni e soprattutto non gli attribuiscono grande importanza, dovendo rincorrere altre priorità…

Se è vero però che

È un diritto dei bambini andare a scuola e avere protetta la propria salute: è un dovere di tutti occuparsene. (Fonte: ISPRA la brochure di cui sopra),

è anche vero che noi (genitori, e prima ancora cittadini) non possiamo sempre aspettare che se ne occupino gli altri, ma possiamo, nel nostro piccolo, adoperarci per diffondere il sapere e passin passetto… magari arriveremo lontano;)

Io comincio da qui… e giro questo documento a chi so io;)

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2 commenti

Archiviato in Allergeni, ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, APPROFONDIMENTI, Bambino Allergico a Scuola e i diritti dei bambini allergici

2 risposte a “L’esposizione agli inquinanti è correlata ad un aumento della prevalenza di patologie allergiche in età pediatrica.

  1. MOLTO INTERESSANTE

    GRAZIE

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