Allergie alimentari e figli/e unici o con fratelli/sorelle non allergici… mumble mumble…

Illustrazione gentilmente concessa dal Kikollelab di Milano: http://www.kikollelab.com/kikolle/index.html

Illustrazione gentilmente concessa dal Kikollelab di Milano: http://www.kikollelab.com/kikolle/index.html

Mamma! Ma perché gli altri possono e io no?!?!!? | Cosa tesoro non puoi? | Ma tutto! Che domande fai? | Ma ci sono le tue torte salate… e i tuoi dolci… | No, io voglio assaggiare quello che mangiano gli altri! | sgrunt… (Alice, 25 dicembre 2013)

Bene, più o meno questo è stato il denominatore comune delle feste appena trascorse di fronte ai banchetta menti vari, per fortuna largamente compensati dalla compagnia di cuginetti e cuginette, amichetti e amichette, fuochi d’artificio compresi a capodanno (a cui per fortuna nessuno è “allergico”, credo…) grazie allo strepitoso Zio Feb!

Bene. Quel “ma perché gli altri possono e io no” mi ha fatto sorgere una domanda che da tempo rimbalza nella mia mente,  e anche in quella di mio marito… praticamente dalla nascita della figlia, ossia… Come sarebbe stato se Alice, invece di essere figlia unica, avesse fratelli e/o sorelle, NON allergici e/o intolleranti?

In vari post ho sempre detto che io e suo padre abbiamo cercato di “abituarla” alla frustrazione, senza eccessi, semplicemente consumando qua e là latticini per esempio, o frittata, da un lato per mostrarle come sono questi alimenti, dall’altra per abituarla al fatto che lei non può, ma che altri potrebbero mangiare “sotto il suo naso” cibi proibiti per lei, ma che esistono alimenti sostitutivi, così come mangiamo spesso ciò che può solo lei, per condividere, per abituarla alla varietà in tavola compatibilmente con allergie e gusto del caso.

Tutto semplice? No. Fino a una certa età tutto sembra avere un senso, una regola, un ordine. Poi arriva inevitabilmente il confronto “agito in prima persona e non solo osservato” (non so come altro spiegare il fatto che ha sempre visto il diverso ma non l’aveva mai disturbata, da un certo punto in poi, ha cominciato ad infastidirla), la rabbia e la mortificazione/frustrazione insieme, e poi  una sorta di ribellione che si manifesta in vari modi, ma non voglio ora deviare dal punto cruciale di questo post.

Cosa sarebbe successo se avesse avuto fratelli/sorelle maggiori o minori non allergici con cui confrontarsi quotidianamente.

Ed io… come mi sarei comportata? Egoisticamente parlando, io cerco di accontentare un po’ tutti, scontentando di tanto in tanto qualcuno, è ovvio.

Che fare? Mangiare tutti “senza gli allergeni del caso”? Peccato che nel caso di nostra figlia siano davvero tanti e per chi li avesse dimenticati li ricordo: tutte le proteine del latte, tutte le proteine dell’uovo, grano saraceno, piselli, lenticchie, fave e ora pure i ceci, manzo e vitello (questi ormai per abitudine non li mangiamo più, dovremmo testarli, ma ci manca la voglia di cucinarli e consumiamo altri tipi di carne, preferibilmente bianca per compensare tutti gli alimenti che non può).

Oppure mangiare tutti la stessa cosa e lei sola “i cibi consentiti”? Rinunciando alla condivisione, al piacere di provare nuovi alimenti (laddove consentiti) insieme, in un ambiente condiviso.

Qualche anno fa avevo partecipato al Raduno di Cibo Amico e nella seconda giornata, di cui mi rendo conto solo ora non vi ho mai parlato, ossia l’incontro con gli psicologi (forse perché intima, toccante, al punto di volerla tenere per me, ma un giorno magari ci sarà l’occasione per farvi una sintesi), la madre di una ragazzina fortemente allergica alle proteine del latte vaccino era intervenuta dicendo che lei preparava ogni giorno ciò che piaceva ad ognuno (se non ricordo male, mamma di A. se mi leggi e sbaglio correggimi;) ed io ero sobbalzata, chiedendole se non era “matta”, perché personalmente ci vedevo una gran fatica, lei invece no.

E allora mi sovviene una domandona. Ogni figlio/a è allergico/a a modo suo. Ogni figlio/a vive in un contesto famigliare tutto suo che a sua volta vive in un contesto sociale tutto suo, facendo incontri diversi, esperienze diverse, eccetera.

A cosa va incontro il figlio/la figlia allergico/a che non vive frustrazioni in casa, ma viene sempre e solo “coccolato/assecondato”?

E a cosa va incontro il figlio/la figlia allergico/a che vive quotidianamente frustrazioni in casa per via di fratelli/sorelle maggiori o minori NON allergici e/o intolleranti?

E come riuscire, invece, a trovare la terza via? Come dovrebbe essere la terza via?

E se l’allergico avesse un fratello/una sorella affetta da un’altra patologia? Sarebbe meno frustrato?

E come si sentono i fratelli/le sorelle non allergici/intolleranti? Forse più fortunati? Forse arrabbiati per le rinunce a cui talvolta sono costretti?

E in tutto questo come si sentono i genitori?

A volte leoni, a volte piccioni sotto il fuoco incrociato degli allergeni!!!

Oggi vi lascio solo con quesiti. Aspetto di leggere i vostri commenti, esperienze, considerazioni, in una condizione di “libero scambio”, nel nostro salotto virtuale, dove le opinioni sono ben accette, tutte, purché si accetti la regola che le opinioni possono avere dei sostenitori, come degli oppositori, in armonia e nel rispetto reciproco.

A tutti buon rientro (il nostro un po’ accidentato… dal riscaldamento che stanotte ha cessato di funzionare e speriamo in una rapida riparazione in giornata, allagamento del bagno al piano superiore, con muffe corrispondenti nel nostro (peccato che la figlia sia allergica pure alle muffe, oltre che ad acari e graminacee… della serie chi più ne ha ne metta!!! Ma domani sarà un altro giorno!)

p.s. 1 Ho scritto di getto, non ho riletto, quindi chiedo venia per eventuali errori di battitura, di scrittura, di sintassi… o per eventuali pensieri confusi o contorti:-)

p.s. 2 La bellissima illustrazione l’ho “rubata” ad un evento organizzato al Kikollelab per opera della magica Silvia;) mentre tutte le bellissime illustrazioni del sito del Kikolle sono opera di Pucci Zagari😉

Advertisements

15 commenti

Archiviato in ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, PENSIERI DI UNA MAMMA

15 risposte a “Allergie alimentari e figli/e unici o con fratelli/sorelle non allergici… mumble mumble…

  1. SimOna

    Ciao Monica innanzi tutto buon anno .. Io faccio parte della schiera di quelle mamme che cucinano 2/3 cibi diversi, oppure stessa pasta con 3 condimenti differenti e’ faticoso ma non è giusto privare le altre persone per l’ allergia di uno e facendo così il piccolo si è adeguato e anche quando vuole qlc del fratello gli spiego che non puo’ e se insiste glielo porgo e gli dico che però se lo mangia gli viene il mal di pancia e allora e’ lui stesso a rifiurare (sono diventata meno rigida e vivo meglio le situazioni) . Puertroppo e’ una dura realtà da accettare per loro ma non può diventare un sacrificio per il fratello e gli altri componenti anche se molte abitudini tipo pasti ai ristoranti, pizzerie, fast food , etc abbiamo per ora rinunciato ?!
    Questa e’ la mia esperienza giornaliera..
    Ciao simona

  2. Barbara

    Sono la mamma di Tommaso 8 anni allergico dall nascita a latte uova frumento. Sono anche la mamma di Anita, 4 anni, senza allergie gravi. Avere il primogenito con un’alimentazione cosi limitata è difficile, io poi ho molta meno fantasia e creatività rispetto a Monica. Soprattutto non ho avuto, nemmeno con la bimba, la spensieratezza durante lo svezzamento: ho condizionato Anita a mangiare come Tommaso, poi man mano, la loro alimentazione si è differenziata e ora sanno benissimo chi può mangiare cosa. Nel tempo l’alimentazione di Tommaso è più varia perché, all’ospedale Burlo di Trieste abbiamo introdotto il latte ed ora, almeno, può mangiare cibi che mangiano i suoi amici e questo ha contribuito a renderlo più sereno. La tranquillità e la spontaneità nell’approcciarsi al cibo però non ci appartiene più ad anche Anita spesso rifiuta gli alimenti nuovi o proposti da estranei. L’unico vantaggio di avere avuto la diagnosi di allergia a tre mesi è stato che Tommaso non ha dovuto rinunciare a gusti che gli piacevano. Ad oggi non ha avuto ancora momenti ci rabbia per questa situazione, forse verrà crescendo.

  3. Cara SimOna 🙂 Ben ritrovata! E buon anno!
    Cara Barbara, ben trovata:)

    Io sono altresì convinta che l’esordio delle allergie alimentari ad un’età piuttosto che ad un altra e il fatto che i fratelli o sorelle siano già presenti in famiglia o arrivino dopo l’esordio giochi un ruolo non indifferente sulla gestione delle diverse esigenze, così come magari in alcune famiglie il fatto che entrambi i genitori lavorino e l’accudimento sia affidato a terzi giochi un ruolo ulteriore.

    La mia sensazione, chiacchierando qua e là con tanti genitori con cui condividiamo questa zavorrina, è che fatta eccezione per gli estremismi, in mezzo ci possano stare tanti comportamenti suscettibili di variazioni sul tema lungo il cammino.

    Però… la mia è solo una sensazione…

  4. Ciao Monica,e buon anno a tutti, Simone è figlio unico, come Alice, quindi non sappiamo quale e come poteva essere una convivenza con un fratello o sorella non allergico/a. Forse noi facciamo parte di quei genitori che si preoccupano troppo, ma, una delle preoccupazioni, in caso di un allergico Grave, con la G maiuscola è anche la contaminazione, noi come sai abbiamo eliminato tutti i possibili allergeni anche dalla nostra alimentazione, quindi, mi domando se è giusto o sbagliato, anche se momentaneamente siamo convinti della nostra scelta. Simone ha tredici anni e al di là di una comprensiva cautela, non ha frustrazioni evidenti, è un bambino molto sereno e naturalmente responsabile, ma è anche vero che crescendo dovrà affrontare una vita più densa, scuola, impegni amicizie, amori e quest’ ultimi saranno i più delicati, in quanto chi corrisponderà dovrà essere molto attenta alla sua alimentazione perché purtroppo anche solo un bacio potrebbe creare dei problemi dal punto di vista allergia e una cattiva comprensione potrebbe crearne da altri punti di vista, ma stiamo uscendo da quello che è il tuo quesito, concordiamo con te sul fatto delle variazioni lungo il cammino della vita, ma sempre con l’occhio del genitore, forse anche un po’ troppo preoccupato.

    Un affettuoso abbraccio

    • Ben ritrovati e buon anno!
      “è un bambino molto sereno e naturalmente responsabile” quindi direi problema superato;) che altro aggiungere se non … lavoro ben fatto;) a presto…

  5. cara monica, eccomi a rapporto, da mamma di figlia “solo” celiaca e figlio senza particolari problematiche alimentari.
    La risposta alla tua domanda è che ognuno ha le sue. Ad esempio mia figlia è sì celiaca, ma piuttosto disponibile a sperimentare cibi che non conosce, mentre mio figlio, pur non avendo problemi particolari, è molto selettivo e spessissimo si rifiuta di mangiare i cibi che prepariamo, glutine o no. A volte penso che si tratti di una forma di gelosia, dettata dal fatto che negli anni ho sperimentato tanti cibi ad uso e consumo di mia figlia, che ovviamente tutti potevano assaggiare ma era evidente che venivano fatti appositamente per lei, che non può mangiare le cose “comprate”.
    Insomma, a casa nostra il problema ce l’ha il non-celiaco.
    E io, come mi regolo? Cerco di sopravvivere accontentando quando posso tutti, e quando non posso facendo dei compromessi.
    Ma insisto, sono fortunata perché alla fine la celiaca si accontenta facilmente, ed essendo già relativamente grande (12 anni) si rende anche conto delle situazioni. così quando il piccolo è in crisi faccio le cose che preferisce lui, ma senza glutine così le possiamo mangiare tutti.
    oppure a volte compro ciò che preferisce solo per lui, o lo porto al bar a prendere la sua tortina preferita. la grande solitamente non protesta, a volte qualche mugugno “perché io non posso mangiare niente fuori” ma tutto sommato ce la caviamo.
    un abbraccio e tanti auguri per un sereno 2014

    • Cara Gaia! Innanzitutto buon annnnnnnno!
      E… grazie per il tuo contributo che tocca un problema… la gelosia del fratello/della sorella non intollerante (agli alimenti, ma forse a qualcos’altro?)
      “A volte penso che si tratti di una forma di gelosia, dettata dal fatto che negli anni ho sperimentato tanti cibi ad uso e consumo di mia figlia, che ovviamente tutti potevano assaggiare ma era evidente che venivano fatti appositamente per lei…”
      E mi colpisce anche il fatto che “la celiaca si accontenta facilmente”, anche se sbirciando il tuo blog non faccio fatica a immaginarlo, visto i manicaretti che prepari, e voglio sperare che la mia piccola iena a 12 anni ritrovi il senno di poi… Devo rileggermi tutto con calma, perché sempre più mi convinco che siano tante le varianti che influiscono sul modo di sentire di allergici e non allergici in famiglia… Grazie ancora.

  6. Tina

    Buongiorno e buon anno a tutti…noi abbiamo il confronto solo con i cuginetti che però con noi mangiano solo cibi condivisibili….ovviamente si tratta di eventi non frequenti.
    All’asilo Arianna mangia le cose che le preparo io e le maestre mi dicono che non mostra nessun tipo di rimostranza…
    Il 6 gennaio abbiamo litigato con la Befana…perché lancia le caramelle…(io avrei anche litigato con una mamma psicopatica che dava un fruttolo per merenda – durante lo spettacolo – a sua figlia a mezzo metro dalla mia…ma eravamo pronti al placcaggio).
    Abbiamo saltato la festa dell’asilo perché Arianna ha avuto “mani piedi bocca” ma sarebbe stata una cosa abbastanza faticosa: avrebbe litigato anche con Babbo Natale che distribuiva anche lì caramelle e io avrei litigato con alcune mamme che prima mi hanno chiesto cosa potesse mangiare anche Arianna (risposta: pop corn, patatine, la sua torta al cioccolato e bscotti privolat) e poi ha detto: e vabbé ma senza nemmeno un panettone che festa di Natale è!? La tua cara, di certo non la mia che devo fare attenzione e limitare ogni contatto di Arianna con tutti gli altri bimbi: all’insegna del divertimento più sfrenato….
    Scusate ma non c’è cosa più fastidiosa per me di questa sorta di interessamento/pietismo finto e soprattutto non richiesto!!!
    Buon anno a tutti e speriamo che tutti gli italiani comincino ad attribuire un po’ meno valore al consumo assoluto di cibo e più alla condivisione di momenti di vita. Mi piacerebbe (anche se sono di parte) che gli incontri soprattutto tra bambini non avessero come scopo principale l’abbuffata ma il gioco e l’allegria…ma purtroppo spesso sono solo delle occasioni “fieristiche” per genitori.
    PS. Forse in un altro post, una mamma parlava di merendine a scuola…questo secondo me è un altro aspetto da affrontare seriamente. Ci attiviamo? Che dite?
    Baci
    Tina

    • Oh Tina! Buon Anno! E…
      Non sai quante volte rimpiango la Germania… E sai perché? Tra le tante ragioni c’è il fatto che il cibo piace ma non è la prima cosa a cui pensano quando vedono un bambino (hanno altre fissazioni, ogni Paese la sua), quindi… mi ritrovo in molte situazioni che tu descrivi e se pensavo che fosse peggio quando era piccola, è solo perché ancora non sapevo come sarebbe stato… da “grande”… più confronti, più commenti anche da parte dei pari, i suoi, i bambini… Ti racconto un episodio accaduto proprio ieri pomeriggio:
      Una bimba di prima elementare, che conosce Alice (ora in terza) dall’asilo, si avvicina e mi chiede:”Ma Alice ha mangiato qualcosa di acido?”, io, che lì per lì non capisco, le chiedo:”Ma in che senso? Quando?”, “Ma ha mangiato qualcosa di acido?” (allora non ci capiamo), “Tesoro… cosa intendi per acido? tipo il pomodoro? e quando oggi a pranzo?”, no “ieri sera, perché ha tutta la bocca rossa e sopra il labbro”… “No, non preoccuparti, è il freddo, vai ora a giocare pure con Alice”… io basita… perché non me lo aspettavo e ancora oggi a volte non so cosa rispondere, eppure dovrei essere allenata!
      Invece sul tema merendine a scuola… ne riparleremo, e forse ti riferisci a un commento lasciato qualche giorno fa a questo post? Perché io sono combattuta, molto…

  7. Anna

    Ho letto il tuo post qualche giorno fa e ci ho pensato su.. perchè il discorso mi sembra importante e allo stesso tempo anche differente, non esclusivamente legato al cibo.
    Perchè qui – e qui abbi pazienza che io di bambini non ne ho come ben sai – a mio parere – si parla dei confronti inevitabili e fisiologici con il mondo che ci circonda. Che ci vedrà comunque mai eguali agli altri, ma impegnati a formarci una nostra personale individualità, ad individuare i nostri confini.
    Nel caso della tua bimba è evidenziato il cibo, ma ognuna di noi ha avuto quel momento, e più di uno, in cui si è vista differente dal contesto.
    E poi con il tempo ha visto che quel contesto è un gruppo per nulla eterogeneo, ma quando si è piccoli, o giovani, sembra come un muro, un resto del mondo dal quale siamo esclusi.
    La tua bimba insomma stà crescendo….

    • Cara Anna! Ben ritrovata!
      “confronti inevitabili e fisiologici con il mondo che ci circonda.” E’ proprio come dici tu… inevitabili e trasversali, perché il cibo a te, un difetto fisico a me, oppure sociale e così via. E sì, è un fatto di crescita e mi fai pensare ad altre cose ancora… mumble mumble…

  8. Ciao Monica,
    io non ho molto da dire su allergie gravi perché le mie due bimbe hanno superato l’intolleranza al latte nel giro di qualche anno però concordo con Anna sul fatto dei confronti, che fanno parte della crescita… potrebbe anche essere per me fra qualche anno “mamma, perché le mie amichette hanno tutte il cellulare e io no?”.
    Credo Alice stia passando un momento di “crisi”, in cui si chiede perché solo lei è allergica nell’ambito delle persone che conosce e che frequenta quotidianamente, crisi che credo pian piano passerà grazie al vostro sostegno e affetto!
    vabbè, di sicuro non ti sono d’aiuto, Monica, quindi… buon anno!
    Cinzia

    • Ciao Cinzia! Ben ritrovata!
      Ma certo che sei di aiuto! Tutti i piccoli contributi, siano essi nuovi punti di vista o conferme dei vecchi, contribuiscono a formare opinioni, e ci restituiscono un appiglio in questo marasma di sentimenti e sensazioni ed esperienze simili ma diverse le une dalle altre, quindi grazie e buon anno a Voi! Devo ritagliarmi un po’ di tempo per tornare a sbirciare nei blog, tra cui il tuo;)

  9. Carlotta

    Cara Monica,
    i quesiti che poni aprono un sacco di sfaccettature.
    Pietro come sai ha due sorelle maggiori, non allergiche, a cui non ho mai chiesto di modificare abitudini alimentari.
    Spesso cucino in modo che sia adatto a tutti, per mia semplicità,
    altre volte differenzio per mia praticità (es. una torta salata con la base comprata, ravioli e tortellini, magari anche …. i bastoncini di pesce nelle serate di disperazione).
    Quindi Pietro è cresciuto con questo confronto, con la diversità che si alterna alla continuità, a vedere cose che gli sembravano allo sguardo appetitose ma che non ha mai osato sfiorare senza chiedere: Mamma ma io posso?
    HA sperimentato anche la frustrazione legata a situazioni in cui le sorelle si leccavano i baffi per una succulenta fetta di pane e nutella o una torta o un gelato…. e qualche lacrimone c’è scappato.
    E infatti anche per questo motivo non esagero nel sollecitare ulteriori frustrazioni, da cui la decisione di educare le sorelle a fare squadra, ovvero ad essere solidali: se siamo in giro e le bimbe chiedono un gelato, il gelato si compra solo se lo troviamo anche per Pietro, perché lui non è lo ‘sfigato’ che sta a guardare. Scusate il termine ma vi garantisco che rende l’idea.
    Se faccio una buona torta cerco di avere qualcosa di speciale
    anche per lui… Da cui, o tutti o nessuno, come i 3 moschettieri.
    E le bambine, cresciute con questa idea, sono state in
    gambissime, spiegando questa cosa alle baby sitter/nonne/adulti, imparando anche a dire NO ad una cosa buona se non ci sono le condizioni. E garantisco che soprattutto per mia figlia maggiore, il sacrificio è tanto e neanche fatto col sorriso, certe scene… eppure si piega guardando lui con affetto…
    Per ora Pietro è ancora sereno, la frustrazione a volte c’è, qualche lacrima appare di tanto in tanto… inizia ad emergere il senso di limitazione, il senso di non essere libero, ma la libertà è altro che poter mangiare quello che vuoi e giocare con qualsiasi cosa… e questo alza la sfida educativa per me e mio marito…
    Rimane sempre, come una roccia anche ai suoi occhi, la nostra
    granitica certezza che anche lui è al mondo per essere felice tanto quanto le sue sorelle.
    Il cibo e l’allergia sono le sue circostanze dentro cui (e non nonostante) potrà diventare adulto ed essere felice.
    Mi fermo qui… ma le considerazioni potrebbero veramente andare avanti. Un abbraccio

    • O Carlotta, mi son commossa e… “anche lui è al mondo per essere felice tanto quanto le sue sorelle”…
      sai, proprio qualche sera fa Alice era in crisi (ne parlerò, ma non ora) e io, che solitamente evito la modalità:”ora ti racconto che c’è chi sta peggio di te…”, ho ceduto e le ho raccontato di un bambino conosciuto appena ma che le era apparso molto fortunato perché aveva ricevuto un cucciolo di cane… e quando le ho rivelato che in realtà ha più di una patologia che lo costringono a rinunciare per esempio allo sci o altri sport… lei mi ha guardata con nuovi occhi e mi ha detto:”ma allora io sono più fortunata…”. Dipende sempre dall’angolazione con cui si guarda alle cose, ma … sì, tutti nasciamo con il sacrosanto diritto di essere felici, e quindi ciascuno a modo suo si adoperi per esserlo nonostante tutto, e soprattutto il CIBO NON DEVE ESSERE LA FONTE PRINCIPALE delle nostre soddisfazioni, quindi… occorre diversificare le occasioni per essere felici. E non esiste davvero una situazione perfetta, si tratta sempre di un delicatissimo equilibrio in cui noi genitori siamo gli attori principali. A presto cara e grazie di essere passata e di aver commentato, perché so che non è sempre facile trovare le parole per dire…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...