7 risposte a “Kit Salvavita in caso di Allergie Alimentari: le domande di una madre e le risposte dell’esperta.

  1. Ciao, Monica, trovo molto interessante questo tuo interrogativo e giusto l’intervento della dottoressa, che sicuramente ha il modo e la conoscenza per rispondere alle nostre domande. Nonostante, credo che i bambini abbiano il diritto di sapere, non solo perché in grado di elaborare e riconoscere il pericolo, ma soprattutto per fargli sapere che corrono questo “PERICOLO”, ritengo sia peggio non metterli a conoscenza, questo potrebbe essere doppiamente pericoloso. Inoltre i bambini già conoscono da piccolissimi che cosa sia la puntura di un ago, basta pensare ai vaccini.Ritengo importantissimo, invece, il modo in cui viene spiegato al bambino, la serenità, anche se falsa, perché così è, deve essere alla base di qualsiasi spiegazione, qualsiasi forma di agitazione preoccuperebbe il bambino e questo renderebbe il salvavita una cosa che BISOGNA ACCETTARE ma con paura, invece, deve essere ciò che in caso di necessità ci aiuta a superare una difficoltà, e questo gli servirà lungo tutto il cammino della propria vita, perché, purtroppo, nella vita possono esserci molte difficoltà, anche se tutti noi speriamo sempre di nò. Con questo non voglio dire che la nostra scelta sia stata quella giusta e soprattutto non posso negare la nostra ansia, anche se spesso interiore, che poi è quella peggiore che si trasforma ogni volta che viene somatizzata. I nostri bambini crescono così velocemente che a volte nemmeno ci rendiamo conto e nel crescere dovranno essere pronti a elaborare e accettare il bene e il male, forse e sottolineo forse, sarà meglio prepararli.

    Un grande abbraccio
    Giannantonio e Franca

    • Cari Giannantonio e Franca,
      grazie per la vostra disponibilità al dialogo nonché a mettervi in gioco, insieme alla sottoscritta, perché l’obiettivo di questi “a tu per tu” per l’esperta NON è trovare una risposta per ciascuna situazione di bimbo allergico, bensì spunti di riflessione per ciascuno di noi.
      E come sempre mi dico, solo il tempo potrà dirci se abbiamo fatto bene o male in passato, ma il vostro presente mi sembra dirvi che avete fatto bene perché vs figlio si sta preparando per un viaggio da solo nella vita… Questo è il punto, ossia che ciascuno di noi guardi in faccia i propri limiti e i propri punti di forza per capire come muoversi e decidere se dire subito tutto e ora, oppure rimandare, in base a quanto riteniamo i ns figli pronti…
      Grazie della vostra partecipazione alla “discussione”.

      p.s. sappiate che molti leggono e non commentano: io lo so, perché poi dopo mesi qualcuno mi scrive o mi dice al telefono… sai ho letto, sai ho pensato che… QUESTO è il mio obiettivo, LO SCAMBIO, DI OPINIONI, DI IDEE, SI SENTIRE, DI ESPERIENZE, per trovare ciascuno la PROPRIA strada:-)

      • ornella

        Cara Monica,
        mi sento chiamata in causa e devo dare, assolutamente, la mia testimonianza al grosso impegno che ti sei sobbarcata.
        A nostro figlio, noi abbiamo detto sempre tutto e piu’ e piu’ volte, anche a costo di apparire “pesanti”.
        Siamo sempre stati convinti che lui, sin da piccolo, avesse dovuto sapere tutti i passaggi del caso e, conseguentemente, come comportarsi.
        Non sempre, nonostante le mille indicazioni avute, ha seguito i dettami avuti, anzi, a volte ha fatto di testa sua.
        Ancora oggi, quando scade il salvavita, lo proviamo su una mela o una patata, per prendere confidenza con “l’aggeggio”, ma lui, ben sapendo ormai cosa significa, ancora rabbrividisce.
        Ritengo che i bambini debbano sapere e conoscere tutto, altrimenti potrebbero sottovalutare e peggiorare la situazione e non porsi nella condizione di farsi aiutare, in assenza dei genitori.
        Certo, non cadere nell’ANSIA è difficilissimo, ma i piccoli hanno piu’ risorse di quanto noi possiamo pensare e, questa, beninteso, è solo la mia esperienza, non si agitano come facciamo noi genitori.
        Però, adesso, da adulto è diverso. Sai molto bene di cosa si tratta ed a cosa, malauguratamente, puoi andare incontro; quindi, la preoccupazione è ben maggiore, pur sapendo che hai il salvavita, speri sempre di non arrivarci.
        Carissima Monica, molto brevemente, questa è la nostra esperienza.
        Abbiamo fatto bene, abbiamo fatto male?
        Abbiamo ritenuto che lui dovesse sapere, altrimenti come avrebbe fatto, nelle gite, nei viaggi all’estero? L’ alternativa era “non partecipare”, invece abbiamo deciso, con lui, che oltre al bagaglio delle cibarie, avrebbe dovuto portare con se tutto ciò che c’era da sapere del kit salvavita , e così è andato. E meno male, altrimenti oggi avrebbe serbato il rimpianto che l’allergia gli aveva impedito di viaggiare con i suoi amici, invece quando si incontrano ne vanno fieri dell’esperienza avuta.
        Comunque, credo, sempre, che questo sia quell’aspetto più brutto e recondito della problematica che si tende volentieri ad allontanare .
        Un abbraccio da Ornella.

      • Cara Ornella,
        anche a te grazie di cuore per aver lasciato la tua testimonianza. E se penso che tu, come Giannantonio e Franca, affrontate il tema da molto più tempo della sottoscritta, quando ancora eravate mosche bianche… o quasi, mi metto in ascolto autentico. Io rimango convinta che il “nostro dire” debba essere maneggiato con cura, molta cura. Ad ognuno la sua strada, ma parlarne è importante, perché si potrebbero trovare altre strade, insieme.
        Un abbraccio, monica

  2. Pingback: Kit Salvavita in caso di Allergie Alimentari: le domande dei bambini allergici | mimangiolallergia

  3. daniela b.

    io sono spaventata perché a noi non hanno consegnato l’adrenalina non avendo mai avuto uno schok anafilattico ma deve proprio succedere !!! mi fanno morire noi abbiamo solo bentelan cp da 1mg da sciogliere ma non ti dico la preoccupazione tutte le volte che sta fuori a mangiare il bambino ha 9 anni oltre alla frutta a guscio ci sono acari pollini oli vegetali (arachide girasole ,soia ,e tante altre cose essendo positivo ad una proteina ) ti lascio immaginare ! grazie e scusa lo sfogo !!! ciao

    • Cara Daniela,
      non scusarti per lo sfogo. A cosa serve un salotto virtuale se non per scambiare esperienze?

      Deve proprio verificarsi uno shock per ricevere adrenalina? No non deve proprio succedere. La consegna dell’adrenalina avviene in certi casi che l’allegologo valuta di volta in volta, in base a dei criteri generali non ché in base all’anamnesi nel caso particolare.
      Oggi non riesco, ma recupero un documento che potrebbe forse esserti utile per capirne un po’ di più.
      Ti consiglierei però di chiedere all’allergologo perché non la consegnata, ma evidentemente non lo ritiene a rischio semplicemente. Lo shock anafilattico è un evento raro, l’anafilassi (lieve, medio, grave) è sicuramente meno rara. Comprendo però la tua ansia in quanto a 9 anni i bambini non sono più sempre sotto il diretto controllo dei genitori e aumentano le probabilità di avere fuori casa un reazione allergica.
      Riparliamone, un abbraccio e rimani in contatto.
      p.s. in che zona d’Italia vivi? se vuoi rispondere, altrimenti scrivimi in priv o non scrivermi affatto, “amiche” virtuali come prima;)

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