Allergie Alimentari e reazioni allergiche da contatto… giocando…

gioco a carte by mimangiolallergiaMamma… E’ normale che un graffio si gonfi? | Non direi, ma come te lo sei fatto? | Giocando a “Ce l’hai” e Sara senza volere mi ha graffiata quando “mi ha passato il ce l’hai” | Ah… certo, ha mangiato il gelato, ma probabilmente non ha avuto modo di sciacquarsi le mani… | Ah! Dici davvero? Vabbe’, ho fatto un prick test in più 😀 … …. …. …. (Meno male che sa scherzarci!)

Scusate la lunga latitanza senza preavviso, ma per ragioni tecniche non sono più riuscita a collegarmi al blog fino ad oggi…

Così ho pensato di riprendere con un tema leggero ma non troppo… dipende dai casi, come sempre, perché quando si tratta di allergie alimentari gravi, anche il solo contatto può causare reazioni allergiche di diversa entità.

Rammento qui ancora una volta episodi riferiti da conoscenti e amici, come un caro amico che in età adulta ha scoperto di essere gravemente allergico al kiwi dopo averlo sbucciato (non ha fatto in tempo a mangiarlo ed è dovuto correre all’ospedale per edema del volto e respiro affannato), oppure di un bel ponfo sulla guancia di nostra figlia all’età circa di un anno e mezzo per un bacio innocente di una bimba che aveva mangiato un gelato tradizionale un’ora prima, o ancora il caso di una cara amica che in età adulta è finita al pronto soccorso tre sabati di seguito all’ospedale per scoprire di essere allergica alle primule di cui si occupava solo il sabato… (ovviamente nessuno aveva pensato di farle un test specifico fino a quel momento, perché si può essere allergici a qualsiasi cosa e non si possono testare tutti gli elementi…), eccetera eccetera.

Tutti i giochi che prevedono l’uso delle mani richiederebbero un pizzico di attenzione in più da parte dei piccoli partecipanti,  o meglio dei loro accompagnatori (nel senso che non ci sono solo i genitori, ma anche i nonni, gli zii, le baby sitter, fratelli e sorelle…), non per ultimo il gioco delle carte che quest’anno è andato alla grande. Le carte occupano poco posto, stanno comodamente in borsa, e si prestano per giochi a due e più giocatori.

E fa tenerezza quando gli amichetti di Alice, i quali sono al corrente delle sue allergie, rispondono all’invito di giocare a carte così:”ok, però prima vado a lavarmi le mani, perché ho mangiato… il gelato… il formaggio” e così via.

Non sempre però è facile comunicare le nostre esigenze a chi allergico non è o non conosce direttamente la problematica. Lo dico perché talvolta osservo Alice e mi rendo conto che sta crescendo e “devo/dobbiamo” insegnarle a presentare ad altri le sue necessità in modo costruttivo, efficace, ma rispettoso e tale da non suscitare  nei suoi coetanei… invidie (non dimentichiamo che i piccoli allergici sono anche oggetto di più attenzione da parte degli adulti che hanno a che fare con loro), ilarità, pretesti per essere presi in giro… NON E’ FACILE. Era più semplice quando andava alla scuola materna!

Oggi non riesco ad approfondire l’argomento, ma leggerò con interesse ogni vs commento, esperienza, suggerimento… se ne avete, anche se so… che molti lettori leggono, prendono spunto per riflettere, ma preferiscono non esporsi oppure non hanno il tempo per commentare, perché la parola scritta ha un peso e va soppesata e non sempre è facile trovare le parole per dirlo… Ben ritrovati e alla prossima!

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13 commenti

Archiviato in ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, Anafilassi, Shock Anafilattico, Reazioni allergiche, PENSIERI DI UNA MAMMA

13 risposte a “Allergie Alimentari e reazioni allergiche da contatto… giocando…

  1. Intanto bentornata.
    Convengo con te che Alice pian piano dovrà iniziare a tutelarsi da sola.
    La mia esperienza in materia è limitata ma ti riporto questo episodio che mi ha raccontato D. sulla sua vita alla scuola materna.
    Una compagna mangia pane e crackers “speciali” e gli altri bimbi erano curiosi e anche un po’ invidiosi 😉
    Le maestre hanno spiegato che se l’amica non mangia quel pane le viene mal di pancia e ora tutti i bimbi si son dimostrati attenti e premurosi!

    • Ma lo sai Robin che i bimbi alla scuola materna sono molto molto sensibili. La maestra di Alice li aveva istruiti per bene ed erano loro che segnalavano alle maestre o chi per esse le situazioni di pericolo, mentre crescendo … cambiano…

  2. Ciao Mony, ben tornata, io credo che non è vero, non è meglio quando tua figlia andava alla materna, non per lei!…forse per te che sei una mamma, giustamente, premurosa verso le sue allergie, ma la sua crescita le permetterà di capire il pericolo se qualcuno o qualcosa non dovesse prestare attenzione alle sue allergie. Hai visto come ti ha risposto? un prick test in più!..lei oramai vive con le sue allergie..ha due gambe due braccia e delle allergie, fanno parte di lei e per quanto difficile possa essere tale convivenza, lei oramai ne è cosciente.Mia cugina ha una malattia rara, i cibi (tantissimi) che non tollera, se assaggiati, le creano masse tumorali all’intestino. ha subito vari interventi sin da neonata e quando penso alla sua dieta ho pena per lei..poi però ricordo un episodio: aveva 5 anni e il panettiere le ha offerto un tarallino..”no grazie, non posso altrimenti i medici a genova mi fanno un altro taglio cosi”…ha alzato la maglietta e mostrato la grossa cicatrice. Io quella cicatrice l’avrei nascosta, lei l ha mostrata! I bambini che convivono da sempre con alcune malattie o disagi fisici sono in grado di sorprenderci, di cavarsela bene e , credo, di apprezzare di più la vita, perchè hanno avuto, da subito, la giusta visione del mondo: non facile ma migliorabile con impegno, per poi amarlo, nonostante tutto.Un bacione mony. Simona

    • Cara Simo, ho difficoltà a trovare parole opportune per risponderti, perché tua cugina è uno di quei casi fra mille di cui putroppo si sente che mi fa dire… “è solo allergia”. Alice sta crescendo e con lei talvolta l’insofferenza per uno stato che vorrebbe cancellare, ma le frustrazioni esistono per tutti, chi la salute, chi l’estetica, chi una condizione famigliare e così via… dobbiamo allenarci/allenarli. Ciò su cui mi capita di riflettere talvolta è la modalità con cui comunichiamo a terzi una condizione particolare, per farla comprendere/accettare meglio… ma è un lungo discorso. Grazie grazie per il tuo prezioso contributo! Un caro saluto, mony

  3. anna

    Ciao sono Anna ,io ho un bimbo di 22 mesi allergico grave,volevo sapere come e stato l’inserimento nella scuola materna e come si sono organizzati per far si che non avvenga il peggio?io sono molto terrorizzata all’idea …

    • Cara Anna, spero che qualche lettore in ascolto ti risponda. Per quanto ci riguarda, noi avevamo scelto un asilo piccolo (tre classi), vicinissimo a casa, suggeritoci da chi vi aveva mandato i propri figli. Guarda caso l’insegnante aveva già in classe una bimba a rischio di shock anafilattico, quindi già preparata. L’inserimento ex novo in una scuola materna non è privo di ansie e difficoltà, lo riconosco, ma non è mission immpossible, però molto dipende dalla struttura, dal Dirigente Scolastico, dal personale… domanda: dove vivete (intendo Regione/Provincia) se posso chiedertelo qui, altrimenti ti scrivo privatamente…

  4. bentornata!
    a leggerti, e a sentire i racconti di molti allergici, mi rendo conto che se la vita di un celiaco è complicata, quella di un allergico lo è molto di più, se non altro perché il rischio immediato è così incombente.
    a quante cose si deve pensare… blog come il tuo svolgono davvero un servizio utile.

    • Grazie Gaia! Ben ritrovata:D Detto da te… be’ è un bel riconoscimento;) Le allergie sono molto variabili da soggetto a soggetto e nel tempo, per tante che scompaiono molte ne arrivano. E così anche l’atteggiamento, l’approccio sono in continua evoluzione. Ci sono fasi in cui la preoccupazione è più alta, altri in cui è più bassa, l’importante è avere un buon medico di riferimento NON allarmista, perché il buon senso dei genitori in certi casi NON basta… un abbraccio e a presto (sono appena rientrata in città e devo appunto occuparmi della documentazione da presentare a scuola… nuovo dirigente scolastico, nuovo personale in mensa, nuova situazione da gestire… = stress!)

  5. monica

    Ciao!!!
    Vuoi anche un pochina della mia ansia da inizio anno scolastico? Insegno alla scuola dell’infanzia e dovrò riaffrontare di nuovo il discorso che anche io potrò avere raffreddore, tosse… praticamente tutto l’anno e che non è contagiosa per i bambini (perchè la maggior parte delle persone non ha idea di cosa siano le allergie! Ancora oggi che se ne parla, parla, parla…)…ma la cosa che mi angoscia ogni volta è che i bambini nuovi non sai mai con che prodotto la loro mamma lava i vestiti, il loro corpo, per non parlare delle bambine e dei loro bei capelli lunghi…sul più bello, quando meno te l’aspetti, ecco mani gonfie, o ponfi sulle braccia…e vai a capire cos’è! E soprattutto da chi!!! Facile se fosse sempre istantanea la reazione!!! Va bene, altro mal non venga… poi trovi solidarietà reciproca in quelle famiglie che sanno di cosa parlo e mi chiedono consigli per affrontare il disagio che le allergie del figlioletto provocano in loro… in effetti credo che il disagio, una volta capito, preso coscienza e fatto tuo il problema, sia di chi hai attorno e non di noi allergici da sempre… a volte è quasi una certezza, una parte di te, come il colore degli occhi, che impari ad accettarlo e non te lo immagini diverso!!!
    Auguri a tutte le mamme per l’inizio della scuola!!! Altro anno, altre novità…vi auguro belle!
    monica

    • Cara Monica… grazie di questa preziosa testimonianza di chi sta dall’altra parte e allo stesso tempo vive sulla propria pelle il problema.
      Rimaniamo in contatto, il tuo contributo è utile per tutti noi.

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