Emanuela Nava: recensione di C’era una volta un delfino piccolo piccolo e intervista all’autrice (Terza Puntata)

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La lettura ad alta voce di un libro e la condivisione di un‛esperienza narrativa possono essere un sostegno prezioso per i bambini che vivono momenti delicati. Leggere insieme un libro può aiutare ad alleviare la noia che accompagna il tempo della malattia, a contenere l’ansia del ricovero, a coccolare in un momento critico e ad affrontare con i bambini e le bambine il tema della diversità e del disagio che li accompagna. (FONTE: Bibliotecheromagna)

Queste poche righe mi sembravano perfette per introdurre il libro e la scrittrice che presenterò oggi: C’era una volta un delfino Piccolo Piccolo, di Emanuela Nava, illustrato da Giulia Re, edito da Carthusia, (età di lettura: da 3 anni), è un libro molto dolce, con immagini belle e avvolgenti ma anche rassicuranti. L’ho solo sfogliato, ma ho subito capito di avere tra le mani uno strumento potente. La fiaba è il frutto della collaborazione tra l’Azienda Ospedaliera “Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi” di Varese, Tincontro e Carthusia, scritta da Emanuela Nava ed illustrata e Giulia Re.

Quella di oggi è la terza ed ultima puntata di presentazione del corso di lettura interpretativa (qui: prima e seconda puntata con intervista alla psicologa).

Il libro di oggi è speciale per diverse ragioni: 1) perché vuole essere uno strumento per aiutare le madri ed i padri ad affrontare la nascita di un figlio prematuro 2) perché racconta l’esperienza (e l’ondata di emozioni) vissuta dai genitori e dal piccolo/dalla piccola con parole alla portata dei bimbi e dei lori genitori 3) perché è un libro voluto dai medici.

Perché parlarne in questo blog che tratta di allergie e dermatite atopica dal punto di vista di una madre?

In realtà, sono stata molto indecisa, in quanto avrei voluto recensire mamma nastrino o il distributore di mamme della stessa autrice, ma per fortuna, come dice mia figlia, “questo blog è infinito” e quindi avrò altre occasioni di parlarne.

La mia scelta ha a che fare con la lettura ad alta voce, perché sebbene nostra figlia non sia nata prematura, io posso immaginare l’angoscia, l’ansia per la vita in sospeso del/la figlio/a appena nato/a, la sofferenza nel vederlo attaccato ai tubicini, non poterlo tenere in braccio eccetera. Ma non conosco in realtà quella paura, quell’angoscia, quell’ansia: posso solo immaginarle. E allora è affiorato un pensiero: quanto è più semplice leggere un libro, con il dovuto distacco, che “non ci tocca da vicino”.

Quando chiesi alla psicologa nella seconda puntata se potesse essere utile leggere ai bambini allergici libri in cui qualche personaggio fosse affetto da allergia o che trattassero la patologia, mi sono sentita mOlto rassicurata dalla sua risposta:”sì, purché con delicatezza“, perché è quello che sentivo io, ma avevo bisogno della conferma dell’esperta, perché temevo di farmi condizionare troppo dalle mie emozioni “latenti”.

Personalmente sono rimasta molto colpita da come Emanuela Nava e Giulia Re sono riuscite perfettamente nel rappresentare in modo delicato e sensibile un “dramma”, dove il dramma non sta nel finale (e dobbiamo ringraziare i passi da gigante fatti in questo campo dai medici e ricercatori), ma nello svolgimento… E così, incuriosita, ho chiesto ad Emanuela Nava di rispondere brevemente a qualche domandina.

Emanuela NavaCome nasce una storia come questa, rappresentata in modo così… magico, dove la fantasia ha la meglio, ma che allo stesso tempo rappresenta una realtà e un mondo di emozioni, paure, insofferenza, ansia, angoscia, gioia…?

La storia nasce da una metafora e dall’immedesimazione che ogni scrittore prova per i suoi personaggi: il mare che rappresenta il tempo sospeso, ma anche un luogo accogliente che può diventare all’improvviso molto molto pericoloso. I delfini, mammiferi che allattano e respirano uscendo dall’acqua, come noi. Il polpo che rappresenta con i suoi otto tentacoli e suoi i tre cuori il personale medico, ma anche i conflitti inevitabili che si affrontano in una situazione di nascita prematura: i medici si prendono infatti cura del neonato sostituendo i genitori che si sentono così messi da parte…

È importante notare che si tratta però di una storia che possono leggere tutti, anche coloro che non hanno e non hanno avuto figli nati prematuri. È una storia sul coraggio. La sua forza è proprio quella di non parlare né di ospedale, né di malattia.

Parlando ora di lettura ad alta voce, quali sono secondo Lei i requisiti per leggere ad alta voce in modo efficace, coinvolgente, ma allo stesso tempo senza l’enfasi tipica di un attore teatrale per intenderci?

Occorre molta vicinanza fisica, molto sentimento, molta verità. Capire che si riceve da chi ci ascolta molto di più di quanto si dà leggendo.

Se io dico “allergia”…, Lei a cosa pensa?

Sono stata anch’io una ragazza molto allergica. L’allergia passa, come molte cose passano, forse proprio guardando il mondo da altri punti di vista. Smettere di parlare di allergia e cominciare a parlare di allegria potrebbe essere un’ottima cura…

“L’allergia è una capriola:

naso nell’erba, piedi tra le nuvole, mondo capovolto.

Chi gioca tramuta l’allergia in allegria.” 

Forse qualche allergia passerà, qualcun’altra magari no, ma quella rima a me suggerisce tantissimi spunti di riflessione su cui tornerò in futuro, anche con il libro da cui è tratta… (ma che non vi svelerò oggi!).

E se qualcuno desiderasse accompagnarmi al corso di lettura espressiva che partirà lunedì 8 aprile p.v., tenuto da Emanuela Nava, presso il KikolleLab a Milano, non dovete fare altro che contattare (subito, perché è quasi tutto esaurito!) direttamente il KikolleLab: telefonando allo 02 366 96950 oppure inviando una mail a info@kikollelab.com.

A tutti un buon fine settimana anche in compagnia degli altri suggerimenti editoriali di questo Venerdì del Libro di HomeMadeMamma!

 p.s. Qui di seguito qualche recensione de “C’era una volta un delfino piccolo piccolo”: JasnapageTincontroVareseNews.

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11 commenti

Archiviato in LIBRI & Riviste, PENSIERI DI UNA MAMMA

11 risposte a “Emanuela Nava: recensione di C’era una volta un delfino piccolo piccolo e intervista all’autrice (Terza Puntata)

  1. Ciao, bellissima proposta e profonda lettura, grazie… mi ritrovo come sai nel bisticcio tra allergia e allegria, mantenuto per un bel po’ di tempo dopo aver conosciuto il tuo blog!

  2. Ho perso le puntate precedenti, mi ci vorrà un po’ per rimettermi in carreggiata perché questo blog, come dice tua figlia, è infinito e c’è da perdersi dentro.

  3. Pingback: Emanuela Nava terrà un corso di lettura ad alta voce al KikolleLab di Milano! (Prima Puntata) | mimangiolallergia

  4. Pingback: Perché dovremmo leggere libri a voce alta ai nostri figli? Intervista all’esperta psicologa.(Seconda Puntata) | mimangiolallergia

  5. …di questa autrice abbiamo letto Mamma Nastrino. Questo ci manca…

  6. Sempre interessanti e profonde le tue proposte. Molto bella la metafora dell’allergia come una capriola che capovolge tutto!
    un bacione!

  7. Pingback: Corso di lettura a voce alta con Emanuela Nava e un libro per non aver paura delle storie | mimangiolallergia

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