ALLERGIE ALIMENTARI E REAZIONI DA CONTATTO: le insidie delle Uova di Pasqua

Uovo di Pasqua senza latte di mimangiolallergiaTra pochi giorni è Pasqua, e i momenti di condivisione con amici e parenti saranno tanti e saranno sicuramente momenti di gioia e allegria, in cui godremo e godrete della vicinanza di persone care che magari non si vedono da tempo.

Ma anche di apprensione, magari, per qualche genitore di bimbi allergici piccoli e imprevedibili, o di bimbi grandicelli e trasgressori consapevoli (sì cari genitori, succede anche questo, ma non ne parleremo oggi).

A costa sto pensando? Ad un episodio accaduto tanto tempo fa avente per oggetto un ovetto…

Forse non tutti sanno che chi è allergico agli alimenti, potrebbe avere reazioni locali e non solo, anche solo toccando l’alimento (la severità della reazione varia da caso a caso, e le reazioni non sono confrontabili).

Non ne ho mai parlato in questo blog, ma una chiacchierata sulla panchina al parco, mi ha fatto tornare indietro di anni… Sebbene occasioni simili, con alimenti simili accadano ancora, ma anche di questo ne parleremo in altra occasione.

Alice (tre anni circa) stava giocando con altri bambini che stavano maneggiando la sorpresa contenuta in un uovo di Pasqua. Lei non aveva toccato l’uovo, ma stava giocando con i bambini e curiosa aveva chiesto di vedere la sorpresa, di cui ha toccato l’involucro se non rammento male. Dopo poco, Alice ha cominciato a grattarsi in modo molto “frenetico” i palmi delle mani, fino a che è venuta da me: “Mamma, prude!!!”

Non aveva toccato l’uovo, non aveva toccato le mani degli altri bambini, ma l’involucro che era venuto in contatto con l’uovo che, sebbene solido, aveva “contaminato” la plastica in cui era contenuta la sorpresa. Ce la siamo cavati mettendo le mani sotto l’acqua corrente, applicando una compressa di ghiaccio e applicando sulla parte della crema al cortisone (niente antistaminico o pastiglie di cortisone, perché non aveva avuto altri sintomi preoccupanti).

Il punto è… che gli adulti presenti erano sorpresi e increduli sul fatto che il solo fatto aver toccato l’involucro potesse da solo provocare tanto fastidio! E invece…

L’accidentale contatto con l’allergene si risolve solitamente senza “traumi”, ma nel caso di bambini a rischio di shock anafilattico, la questione si pone diversamente e in quel caso gli adulti presenti devono essere informati sulle possibili conseguenze e sulle azioni da intraprendere. Non dimentichiamo che i bambini piccoli portano le mani alla bocca 10 volte su 10 e quelli in età scolare, quelli che si mangiano le unghie o le pellicine per intenderci, altrettanto, quindi sono esposti in egual misura.

Giusto perché siamo in argomento, vi racconterò un episodio accaduto ad un conoscente adulto, ignaro di essere allergico al kiwi.

Stavo togliendo la buccia ad un kiwi (che consumava da SEMPRE) e improvvisamente si è sentito mancare il respiro, è diventato paonazzo, gli si è gonfiato il viso ed è dovuto correre al pronto soccorso. Questo per convincere anche i più scettici che in alcuni casi (rari per fortuna) anche il solo contatto può scatenare reazioni anche importanti…

Ma noi vogliamo pensare positivo e a tutti auguro una buona Pasqua!

p.s. sarò a lenta a pubblicare e rispondere ai vostri commenti ma non mancherò di farlo! Quindi lasciate pure le vostre “tracce”:)

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26 commenti

Archiviato in Allergeni, ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, Anafilassi, Shock Anafilattico, Reazioni allergiche, Bambino Allergico a Scuola e i diritti dei bambini allergici, Mangiar fuori casa

26 risposte a “ALLERGIE ALIMENTARI E REAZIONI DA CONTATTO: le insidie delle Uova di Pasqua

  1. Carlotta

    Anche noi abbiamo riscontri su reazioni da contatto, che hanno dell’impensabile per chi non è del mestiere…
    Ben due volte è successo che abbiamo comprato la pizza da asporto dal pizzaiolo e mangiata a casa per cena. La pizza rotonda bassa, alla romana per intenderci, normalmente sotto ha una bella spolverata di farina o di semola, sempre frumento.
    Pietro naturalmente aveva la sua pizza dedicata a parte (per anafilassi al frumento).
    Le mie figlie maggiori mangiavano spicchi di pizza con le mani e per quanto si pulissero le manine sul tovagliolo prima di toccare la bottiglia dell’acqua ne hanno lasciato traccia. Pietro a sua volta maneggiando la bottiglia ha raccolto nelle sue manine tracce di frumento….
    Sulle mani non è comparso niente, ma stropicciatosi gli occhi sono diventati gonfi, come quelli di in pugile dopo il combattimento, non riusciva a tenerli aperti…. che dire è successo ben due volte quindi siamo certi che il problema è lì… beh antistaminico, acqua fresca, tanta nanna!
    Buona Pasqua a tutti!

    • Guarda Carlotta, se ci mettiamo tutti insieme… potremmo scrivere un libro … ci stai?
      Buona Pasqua anche a voiiiiiiiii
      p.s. tanta nanna… non è il nostro caso… mannaggia!

  2. cinzia

    Fatelo capire anche ai miei parenti che mi prendono per una pazza invasata che dopo i pasti mi lavo accuratamente mani e viso a scuoto anche la maglia!!Riccardo ha 7 mesi allergico a uovo latte e grano, ha già avuto uno shock anafilattico quindi credo di avere proprio ragione a preoccuparmi anche del contatto visto che come dice Monica ha sempre le mani in bocca!!Buona Pasqua a tutti e…cercherò di essere positiva e serena!!! 🙂

    • stampa questo post e faglielo leggere… 😉 sono certa che saprai goderti queste festività e ci ritroveremo qui sett prox e mi/ci racconteraiiiiiiii

      • ornella

        Testimonio lo stesso episodio dell’uovo con involucro della sorpresa dell’ovetto kinder, verificatosi prima di aver imparato a lavarlo accuratamente prima di maneggiarlo.
        Oppure prurito e gonfiore delle mani e degli occhi dopo aver maneggiato le carte da gioco condivise con gli amici che avevano mangiato una pizza margherita.
        Dopo quest’episodio, gli amici, ogni volta che mangiano insieme, sanno che dopo devono lavarsi le mani accuratamente .
        Volete altre testimonianze??? Monica e Carlotta, posso partecipare anch’io alla stesura del libro?
        E a chi dice che non è possibile che tutto questo si verifica effettivamente o che una mamma di un bimbo allergico è pazza e fissata, non gli auguro di trovarsi nei nostri panni ne’, soprattuttto, in quelli dei nostri figli.
        Vi abbraccio e vi auguro Buona Pasqua a tutte voi, con uovo consentito e, in particolar modo ai piccoli ai quali l’uovo non è consentito.

      • Ornella! Certo che puoi, chi più ne ha le metta;)

  3. Nadia

    Tantissimi gli aneddoti anche da parte nostra..Lucia tre anni allergica a tante cose: grano, pesce, PLV, legumi, frutta a guscio etc..Qualche sera fa, siamo da sole a casa per cena. Preparo una vellutata di zucca e spinaci per noi due, la sola differenza: io aggiungo alla mia delle gocce di aceto balsamico tradizionale di Modena (purtroppo a me piace ancora tanto mangiare, e bene..), finita la cena – buonissima – do dei baci a Lucia sulla tempia e non me la ritrovo dopo pochi secondi con un bel ponfo gigante proprio li’? Mi sa che il passaggio del balsamico in botti di castagno ha fatto effetto.. Poi c’e’ il classico prick test che mio marito le fa sulla guancia quando torna da lavoro e la riempie di baci: quando dopo qualche minuto le si riempie la gota di bollicine,capisco che il papa’ ha mangiato pesce a pranzo, beato lui, ma quello ci sta tutto, lei si gratta la guanciotta tutta contenta e dopo qualche minuto sparisce tutto..Ah ma voi esperienze di reazioni a vapori ‘allergenici’??Io ho dei forti sospetti su odore di pesce e formaggio fuso..

    • Nadia… sulle esalazioni dipende… nel senso che ricordo una bimba piccola reduce da uno shock anafilattico alla quale era stato vietato entrare in ristoranti e bar che cucinassero con latte e derivati… non so… certo in letteratura si legge di un caso di decesso per inalazione, ma la malcapitata era entrata in una stalla in cui estraevano latte e dove la concentrazione era quindi decisamente alta, però, non so io ogni volta decido il da farsi, non ho una regola fissa per tutte le situazioni a dire il vero… Personalmente non ci è mai successo… mai dire mai…

  4. La gente se non si trova in determinate situazioni, purtroppo non comprende cosa vuol dire essere allergici! Hai tutta la mia comprensione e il mio appoggio! Anche a mia cognata è capitata una cosa simile con la banana!!! un abbraccio e buona pasqua!

    • Grazie Alice;) e se tutti noi ci mettessimo di tanto in tanto nei panni degli altri… il mondo sarebbe migliore, ma purtroppo non è così e non penso solo agli allergici e agli intolleranti… … …

  5. Tilly

    Il fatto è che chi non ha il problema difficilmente conosce l’importanza di determinati comportamenti, anche perchè la salute a rischio non è la sua.
    E’ un pò anche come gli esperimenti sui topolini nel labirinto e la scossa elettrica.
    Noi siamo come i topolini… presa la scossa una volta sappiamo che cosa ci succederà facendo una certa cosa.
    Chi la scossa invece non l’ha presa pensa spesso addirittura che il problema non esista.
    A volte mi dicono quanto sono “brava” a stare a dieta.
    Come se fosse bravura e non semplice autoconservazione, come se potessi scegliere tra una cosa e l’altra, o fosse una questione del tipo ingrassare o dimagrire…

    • Sai Tilly, mi fai venire in mente una persona adulta che ha scoperto da poco di essere allergica di cui mi parlava una conoscente che non vedevo da anni, la quale mi raccontava della sua frustrazione perché gli amici non le credono, e pensano che sia “fissata”. Perché l’allergia… non si vede fino al momento in cui non capita una reazione allergica allora… Io credo che ti dicano che sei brava perché semplicemente non sanno cosa dire e vorrebbero dire qualcosa di bello per farti sentire che ti sono vicini, alcuni, altri, perché si pensa di dovero sempre dire qualcosa… Sai io con la vecchiaia sto cambiando e sto imparando a contare fino a 10 e poi a tacere, anche se certe volte non riesco proprio a trattenermi… dipende

      Ricordo un giorno al supermercato: signora provi questo yogurt./ No grazie non lo consumiamo più. / Ma allora provi questo. No grazie, mia figlia allergicaalle proteine del latte e quindi consumiamo altro/Ma questo è senza lattosio… /Signora, Lei forse non ha capito e forse è meglio che si informi meglio e che non insista a vendere a tutti ad ogni costo il suo yogurt! Dopo sono andata dal Direttore, ho spiegato in modo melenso e con sorriso a 32 denti che doveva seduta stante richiamare l’addetta e impedirle di dire sciocchezze./ Ho fatto un giro e sono tornata e l’addetta mi ha chiesto scusa, sinceramente. Non credo che ripeterà, però… Almeno nell’ambito lavorativo alimentare le regole dovrebbero cambiare, me lo aspetto, nel resto del mondo ho capito che su dieci 3 forse si mettono nei panni degli altri… ma visto l’aumento spropositato di allergie e intolleranze qualcosa cambierà… spero …

  6. Viviana

    Ciao sono Viviana, mamma di un ragazzo di 18 anni celiaco, poliallergico a rischio costante di shock anafilattico. Infatti, oltre alle gravi allergie a uova, crostacei, kiwi ed altro…, la più importante e preoccupante è quella a tutta la frutta secca. Basta dire che non solo il contatto, ma anche le invisibili particelle che si sprigionano dallo schiacciamento di una noce, nello stesso ambiente ma lontano da lui, ci porta direttamente all’ospedale. Potrei raccontare di innumerevoli episodi, ma per ora mi limito a dare questa testimonianza sperando in qualche futura “miracolosa” terapia che consenta una vita normale, libera dalla dipendenza dell’adrenalina.
    Buona Pasqua a tutti !!!

    • Cara Viviana,
      celiachia + poliallergia non è una passeggiata, assomiglia più a una croce immagino, ma, sebbene io non creda nelle cure miracolose per tutti, ma per qualcuno sì, quindi io incrocio le dita per tuo figlio che continua a lottare. Se la cura miracolosa a cui ti riferisci è la desensibilizzazione, è una cura in fase di sperimentazione che sempre più medici stanno avviando negli ospedali in cui operano. Fondamentale è farsi seguire da esperti, in centri specializzati, perché è comunque una cura impegnativa, ma sono certa che tu sai già tutto:)

      p.s. mi piacerebbe un giorno rivolgerti qualche domandina… di ordine pratico (gite scolastiche, pizzate con gli amici), per fare un confronto, insieme magari a mamma Ornella… chissà…

      Un caro saluto, e spero di rileggerti presto.

      • Viviana

        Ciao Monica,
        sempre a tua disposizione per qualsiasi domanda !
        La desensibilizzazione non è una scelta facile, soprattutto nel caso di mio figlio. Inoltre anche l’allergologo che l’ha seguito fino a quest’anno non ha mai condiviso questa scelta. Ora, siccome che al compimento del diciottesimo anno la pediatria ti “abbandona” senza indicarti chi potrà seguirti (forse che diventando adulti si guarisca …. ?) e siccome dove abitiamo non esiste alcun ambulatorio di allergologia per adulti, a maggio saremo a Modena dove spero ci consiglieranno per il meglio. Comunque volevo dirti che in tutti questi anni non è stato certo facile, ma abbiamo avuto la fortuna di un ragazzo allegro e solare che anche nei momenti difficili (adolescenzaaaaa) non si è mai fatto abbattere dalle difficoltà.
        Cari saluti e a presto

      • Viviana per quanto riguarda la desensibilizzazione degli adulti prova a contattare FoodAllergyItalia/Dott.ssa Miuraro. Noi abbiamo una cara amica che dopo una gravissima reazione allergica da adulta, ha dovuto reintrodurre il latte ed è andata a Padova. So anche di un altro genitore che mi sembra si sia rivolto al Centro Allergologico di Parma. Se vuoi sentiamoci privatamente: mimangiolallergia (punto) gmail (punto) com.
        A presto.

      • Carlotta

        Desensibilizzazione da adulti? Non sapevo che a Padova la facessero!?!?! Mi interessa tantissimo per un’amica che aveva rinunciato a poter perseguire questa chance perché oramai over 18.

      • Non è più un’informazione di prima mano, ma ho ricevuto abbastanze richieste e credo che contatterò le persone direttamente interessate per saperne di più:)

  7. Ramona

    Ciao tutti!
    Anche quest’ anno la pasqua e’ passata indenne!!
    Esperienze simili ne abbiamo passate tante, dallo shock anafilattico per pasta FISSAN (contiene caseina), ai carrelli abbandonati nei supermercati perche’ Alice solo appoggiando le mani cominciava a gonfiarsi in viso,in estatesui giochi al parco si riempiva di orticaria , e ha avuto attacchi di asma per un formaggio cucinato sulla piastra mentre lei era nella cucina.
    Adesso e’ cresciuta, e anche il suo corpo reagisce meglio, e siamo cresciuti anche noi, abbiamo imparato a gestire le varie emergenze, ma cercare di far capire a parenti e amici i problemi e’ veramente difficile!!

    • Ciao Ramona! Evvai! Sono felice che sia stata una Pasqua serena, nonostante le allergie;)
      p.s. Credo che la pasta fissan non contenga più caseina… o no?!?!? Ora controllerò (in caso comunque di dermatite atopica non è il massimo, quindi non la usiamo, ma l’avevamo usata in passato per un breve periodo prima di conoscere una crema a base di ossido di zinco fatta fare dal farmacista su indicazione del dermatologo)
      A presto!

  8. monica

    Ciao!
    avete immensamente ragione: chi non vive direttamente sulla sua pelle manifestazioni allergiche, non può comprendere. Io sono un soggetto allergico da sempre…fortunatamente solo (per ora!) a muffe, pollini di una infinità di piante e erbe…per farla breve sto benino da metà novembre fino a Natale! Non esagero! Ricordo di aver vissuto un’infanzia immersa in aerosol, con cure cortisoniche e antistaminiche infinitamente lunghe, con i carrelli della spesa sempre stracarichi di pacchi di fazzoletti formato famiglia, con mia madre esperta di venti e metereologia per capire e sfruttare al meglio il momento opportuno per cambiar aria alla stanza, per lavare e stendere, per portarmi fuori rischiando il meno possibile…e poi c’era la borsa del pronto soccorso (una mini farmacia con tutto per ogni occasione! Ancora adesso devo portarmela dietro!)…in fondo, non puoi evitare le allergie aeree, neppure barricandoti in casa! (forse non respirando!) I miei genitori, sostenuti da una fantastica allergologa, mi hanno permesso di vivere “come gli altri”, senza isolarmi, pur mantenendo un una soglia di attenzione a tutto maggiore e facendomi arrivare fino ai miei limiti. Non sono come le allergie alimentari, ma se per molti andare al parco a passeggiare è un’esperienza piacevole, per me è un incubo, fatto di crismi asmatiche, raffreddori, tosse, congiuntiviti e gonfiori…per non parlare del fatto che quello che è nell’aria si deposita su gli oggetti, i vestiti, i capelli, un cancello che deve essere aperto…e così, via libera alle manifestazioni allergiche cutanee da contatto!!! Non vi voglio deprimere, ma con gli anni le allergie mutano e cambiano: per esempio, ora è un paio di anni che manifesto anche reazioni allergiche crociate con svariati alimenti, oppure ho scoperto che per riempirmi di pomfi su mani e braccia mi basta fare una treccia ad una bambina la cui madre ha lavato i capelli con non so quale prodotto erboristico! Sono insegnante di scuola dell’infanzia e di bambini allergici ne sto conoscendo molti e con loro le loro famiglie. Cerco di capire la loro ansia, rivedo quella di mia mamma, ma cerco anche di star loro vicino quando il problema per loro è “insormontabile”…si può e si DEVE vivere come gli altri. Partendo da noi e da come viviamo questo “impedimento”: dopo potremmo anche farlo capire agli altri! Ma solo dopo che noi ne siamo pienamente consapevoli e ci siamo accettati con i nostri limiti…
    Ciao!
    Vado a fare una passeggiata terapeutica al mare: oggi è decisamente agitato! Come diceva mia mamma: “Cosa sarà mai un pò di aria di mare? Ci copriamo bene. E poi, con tutte le medicine che ha in corpo non potrà prendersi una polmonite!”…e noi a passeggiare in riva al mare senza prenderci mai nulla…oltre alle allergie!

    • Fantastica! Splendida! Questa testimonianza riassume in poche parole molto di quanto noi mamme di bimbi ancora “bisognosi” di essere accuditi dai loro genitori viviamo.

      Mi fa sorridere “l’esperta di venti” ma è proprio così…
      La “borsa del prontosoccorso…”
      “di vivere “come gli altri”, senza isolarmi, pur mantenendo un una soglia di attenzione a tutto maggiore e facendomi arrivare fino ai miei limiti.”
      “passeggiare è un’esperienza piacevole, per me è un incubo, fatto di crismi asmatiche, raffreddori, tosse, congiuntiviti e gonfiori…per non parlare del fatto che quello che è nell’aria si deposita su gli oggetti, i vestiti, i capelli, un cancello che deve essere aperto…e così, via libera alle manifestazioni allergiche cutanee da contatto!!!”
      “con gli anni le allergie mutano e cambiano”
      Non ci deprimi, anzi, sei la testimonianza che hai imparato a conviverci in modo costruttivo e positivo.
      Se me lo permetterai ti intervisterò… torna a trovarci ti prego ti prego ti prego! Anzi… sto pensando ad un angolo per adolescenti-giovani… in questo blog ovviamente. A presto!

  9. monica

    Scusatemi! Ho lasciato un commento non del tutto inerente alla vostra conversazione: è che mi sono imbattuta in questo sito e, come in altri, a parlare sono sempre i genitori dei soggetti allergici e mai il soggetto stesso (Ok! i vostri bambini sono piccoli, ma in generale, ho trovato sempre mamme!). Mi è venuto, così, di getto, scrivere come l’ho vissuta io da bambina, diversa ma comunque uguale, anche perchè quando tocchi qualcosa, non sai mai realmente cosa hai toccato! Ed è un’incognita sempre! Puoi lavare e lavarti infinite volte, ma l’allergene è sempre in agguato, pronto a manifestarsi con reazioni più o meno eclatanti e severe… tutto qui. Sentivo di dire la mia!
    Forza e perseveranza a tutte!

    • CONTINUA A COMMENTARE PER FAVORE!
      E hai ragione: lava qui, lava là, evita lì evita là e poi per magia la reazione allergica, magari non preoccupante ma terribilmente fastidiosa si manifesta e tu, loro, i medici NON SANNO PERCHE’. Bisognerebbe stare in osservazione un mese per capire, ma neanche perché le condizioni le situazioni variano di secondo in secondo…
      Quindi… come ti ho già risposto nell’altro commento, torna a trovarci;)

      • Carlotta

        monica torna a trovare Monica e tutte noi!!!!
        in effetti il punto di vista dell’allergico spesso manca, il confronto è normalmente tra genitori, io ho la fortuna di aver avuto una super-babystter allergicissima e tante cose le ho viste e capite dai suoi occhi… Esperienza PREZIOSA!!!! GRAZIE!!!!!

  10. Pingback: Uova di Pasqua fai da te… non commestibili! | mimangiolallergia

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