LIBRI e LETTURE: 100 Baby Ricette, ma… “La fettina in tavola fa bene o fa male? “

100-baby-ricette_47587Quando si dice “Le coincidenze”! Prima dell’estate avevo visto il libro di ricette per bambini che voglio presentarvi oggi per il ricorrente Venerdì del Libro di HomeMadeMamma, con una copertina molto accattivante, ma lì per lì ho pensato “il solito libro con ricette sane, per una alimentazione sana, del bambino sano!”: 100 Baby Ricette, di Silvia Strozzi, edito da MacroEdizioni (0-3 anni… ma anche oltre).

La settimana scorsa… l’ho rivisto sullo scaffale e, poiché avevo più tempo, l’ho sfogliato e, oltre a notare che in realtà riporta diverse ricette semplici e gustose adattabili ai gusti di tutta la famiglia,  ho notato che tra i secondi non comparivano né carne né pesce, bensì solo uova, formaggio leggero, tofu, seitan… quindi alimentazione latto-ovo vegetariana (con il benestare di un noto pediatra nell’introduzione). E ho deciso di acquistarlo, anche perché alcune ricette sono perfette anche per la nostra piccola-grande “allergicona” di famiglia.

La coincidenza è che proprio in questi giorni ho letto anche quanto segue:

I messaggi circa il consumo di carne sono discordanti. La verità è che bisogna logo-aircconsiderare diversi aspetti: da un lato la prevenzione dei tumori, ma dall’altro anche le malattie vascolari e, per un quadro generale, anche le questioni di tipo economico e sociale

Mangiare troppa carne fa male. Se questo è ormai un dato scientifico assodato, vi sono però molti dubbi su cosa intendiamo per “troppa” e, soprattutto, che cosa davvero è possibile prevenire, in termini di malattie, evitando un eccesso di proteine di origine animale. […] Non dimentichiamoci che un’alimentazione povera di proteine e grassi animali ha un effetto benefico soprattutto a livello cardiovascolare” spiega ancora La Vecchia “E infarti e ictus uccidono quanto e più dei tumori […] La comunità scientifica internazionale è ormai concorde sul fatto che alcuni aspetti della dieta occidentale, in particolare il consumo di carne rossa, salumi e insaccati, rappresentino fattori di aumento del rischio di insorgenza di malattie tumorali. […]”. (Fonte: La fettina in tavola fa bene o fa male? A cura dell’AIRC – Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro).

E le due letture hanno molto in comune…

E se quanto afferma l’AIRC vale per gli adulti normosani, dovrebbe valere anche per i bambini, e ancor di più se allergici, in particolar modo se allergici alle proteine del latte e dell’uovo, ossia quei bambini ai quali, in buona fede, “la fettina di carne o la fettina di prosciutto cotto” viene proposta spesso e volentieri dai vari soggetti coinvolti nella nutrizione di un bambino (famiglia, scuola, parenti, amici, per svariate ragioni).

Tornando al nostro libro, nella parte introduttiva al ricettario, si legge:

[…] Il consumo di alimenti di origine animale è aumentato enormemente rispetto al secolo scorso, con una parallela riduzione dell’uso di cereali e altri prodotti di origine vegetale, soprattutto tutti i cibi integrali e i legumi che non sono soggetti a processi di raffinazione e mantengono al loro interno fibre, oligoelementi, enzimi e preziose sostanze oleose. I cereali semi-integrali contengono proteine, carboidrati, lipidi e tantissime altre  sostanze preziose per la crescita. Esse dovrebbero essere la base dell’alimentazione dei nostri bambini, perché questa grande famiglia di vegetali costituisce l’alimento principe della dieta umana. Già dai primi anni di vita si costruisce la salute futura. Proprio in questo periodo si pongono le basi per la prevenzione dei principali fattori di rischio di malattie croniche nell’età adulta.[…] (pp. 8-10).

La carne è necessaria nella dieta dei bambini?

“Non lo è”, precisa Claudio Maffeis, pediatra all’Università di Verona che si definisce pesco-vegetariano. (p. 10)

E proseguendo la lettura si leggono considerazioni sulla alimentazione vegetariana e vegana nel bambino, ma è un argomento che non intendo approfondire qui, perché ne so davvero troppo poco e io stesa sto cercando di capire, ma, allo stesso tempo, devo fare i conti con le allergie di nostra figlia che mettono in primo piano: proteine del latte e dell’uovo appunto! piselli! lenticchie! fave!

E questo significa che… la gestione dell’alimentazione può diventare, anzi no, è un percorso ad ostacoli in cui sia le famiglie, a casa, sia la scuola, in mensa, hanno i loro problemi. E purtroppo, la teoria ha un seguito nella pratica.

Dal canto mio, cerco di fare del mio meglio. E faccio appello a D. Winnicott,  che ho già citato lunedì scorso in un commento qui, quando definiva la madre sufficientemente buona, ossia colei che,:

in maniera istintiva, possiede le capacità di accudire il bambino dosando opportunamente il livello della frustrazione che gli infligge. La madre sufficientemente buona possiede la cosiddetta preoccupazione materna primaria, uno stato psicologico indispensabile perché essa possa fornire le cure adeguate al piccolo e che le permette di “fornire il mondo” al bambino con puntualità, facendogli sperimentare l’onnipotenza soggettiva. Tra i compiti della madre, infatti, vi è anche quello di presentare il mondo al bambino (presentazione degli oggetti); la madre sufficientemente buona sa istintivamente quando presentare gli oggetti al piccolo, quando accudirlo, quando e come frustrarlo facendo sì che il suo sviluppo proceda senza intoppi e senza traumi per lui soverchianti.

Da un lato un marito onnivoro ma collaborativo, dall’altro, una figlia allergica a tanti alimenti, ma che ha conservato curiosità da vendere, cerco, faticosamente talvolta, non lo nego, di far “quadrare il cerchio”. E ho detto tutto.

Nel sito della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, trovate anche le Raccomandazioni WCRF 2007.

A tutti un buon fine settimana con qualcosa a cui pensare…

p.s. Penso che scriverò alla casa editrice, perché… l’indice delle ricette non è corretto…

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22 commenti

Archiviato in ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, DERMATITE ATOPICA

22 risposte a “LIBRI e LETTURE: 100 Baby Ricette, ma… “La fettina in tavola fa bene o fa male? “

  1. Queste considerazioni sulla non necessità della carne nella dieta dei bambini sono molto interessanti. In linea con questo pensiero, proprio in questi giorni ho condiviso un articolo scritto da un’altra blogger sulla causa primaria dei tumori, te lo passo: http://lavandadinonnaisina.blogspot.it/2012/12/causa-primaria-del-cancro.html.
    Anche io oggi presento un libro di ricette, molto speciale!
    Buon weekend!

  2. Davvero interessante questo post, vado a leggermi con calma gli articoli, in quanto trovo l’argomento davvero molto interessante. Voglio solo precisare che purtroppo gli allevamenti intensivi peggiorano ulteriormente la situazione, noi oltre che carne mangiamo anche antibiotici, vitamine (non salutari) ecc, che vengono somministrate agli animali.
    un abbraccio e buon we
    alice

    • Quanto hai ragione, e da qualche parte avevo letto anche di studi che dimostravano che l’animale che vive in batteria è più stressato, mal nutrito e la sua carne … scadente, rispetto a quello ruspante…

  3. Carlotta

    Interessante post e interessanti link a documenti da leggere in un momento di calma….
    Monica cadono proprio a fagiolo, in quanto recentemente cercando di raccogliere idee per valutare in modo critico-costruttivo come mangiamo noi, nella nostra specifica famiglia e fare gli aggiustamenti del caso. Ho anche l’esigenza di iniziare ad introdurre in modo esplicito a mia figlia quali siano i reali bisogni nutrizionali del nostro corpo per aiutarla a capire che oltre al palato e al gusto nutririsi è un bisogno e in quanto tale va conosciuto.
    Questo articolo integra un passaggio importante.

    Sul tema generale ‘nutrizione equilibrata’ e su strumenti e modalità di introdurre i nostri figli alla giusta consapevolezza per orientarli ad una scelta corretta dei cibi cerco e chiedo suggerimenti … CIAO!

    • Sai Carlotta,
      avevo cominciato a scrivere la risposta e… l’ho cancellata. Devo pensarci con calma e poi ti rispondo con calma… 🙂
      Perché mi verrebbe da dirti “l’esempio degli adulti è il primo strumento” ma… non è sempre così, e diverse sono le variabili: età, sesso, amicizie, storie personali… e il cibo, ricorda, non è mai solo nutriente… non è solo palato/gusto… ma anche la soddisfazione di un bisogno più profondo, di amore e questo è palese quando sono evidenti squilibri nell’atto di nutrirsi di bambini e adolescenti, ma questa è un’altra storia.

      • Carlotta

        Come hai ben intuito non è solo una questione educativa, fine a se stessa, seppure per un buon motivo, perché basterebbe il buon esempio degli adulti.
        Ma guardando mia figlia, come si muove, cosa sceglie, come svicola, come reagisce alle proposte, il buon esempio non basta…. e quindi ho pensato che a 10 anni un pizzico di consapevolezza cosciente si può iniziare ad introdurre…
        Questa circostanza, i ‘senza’ di Pietro, il confronto con altre mamme, tante circostanze mi hanno fatto realizzare che io stessa mi muovo più basandomi sul buon senso che su una reale consapevolezza … da cui il commento sopra…

      • Cara Carlotta, ce ne fossero di madri come te, ossia consapevoli.
        Ci sentiamo priv, un abbraccio e buon fine settimana:)

  4. mammamogliedonna

    Anche se non è propriamente un libro per Bambini, ti va di condividerlo con noi? https://www.facebook.com/events/147355255417381/

    • ma lo sai che ti ho pensata stamattina? perché certi argomenti dovrebbero essere sempre più condivisi da chi si occupa di alimentazione, quindi ti ringrazio. In effetti per la stessa ragione mi sono autocensurata in quanto fuori tema:) e poi non sono ancora riuscita a postare in fb, è una giornata strana, ma non è ancora finita, magari…

  5. Pingback: Venerdi’ del libro: Il seggio vacante | Homemademamma

  6. Prima o poi ci arriveremo anche noi a mangiare meno carne, purtroppo per ora cadiamo spesso nella “fettina”, per lo meno cerco di privilegiare le carni bianche. Ma non credo basti…

    • dipende dai punti di vista… non ci sono pareri concordi. Il problema è che la stragrande maggioranza di genitori lavorano e il tempo per cucinare non è molto e penso a tante amiche che non sanno nemmeno cosa hanno mangiato a pranzo a scuola i figli. Penso ad una conoscente che per far prima la sera consumano: bresaola, fettina, formaggio, mai legumi, mai cereali in chicco. Io credo fondamentalmente nella varietà e nell’equilibrio e già mi sembra qualcosa. E se penso a certi coetanei di nostra figlia… be’ lei mangia più variato, molto più variato, nonostante le sue allergie. E non dimenticare che chi comincia è a metà dell’opera, nel senso che certi alimenti se non li hai mai cucinati, ti sembrano difficilissimi. Penso ai fagioli al pomodoro che ormai cucino alla velocità del secondo, certo se non ho i fagioli in scatola bio, ci vuole almeno una notte di ammollo, quindi devo prevedere che il giorno dopo li cucinerò… e il tempo per preparare la salsa di pomodoro (ma di questa a volte preparo un vasetto in più che dura anche due settimane in frigo, se ben sigillato) L’importante è acquisire consapevolezza e tu sei sulla strada giusta. Un caro abbraccio.

      • ornella

        Ho letto tutto di gran fretta, ma l’argomento mi riporta ad una recente osservazione di mio figlio, abituato a mangiare tutto (tranne p.l.v.) ed a consumare la carne in maniera piuttosto misurata: ” E se diventassi vegetariano, anzi obbligatoriamente vegano???”
        Risposta: ” E nel panino cosa ci mettiamo,se aboliamo anche il prosciutto, e l’uovo? E visto che la tua alimentazione ha già dei “paletti obbligatori” se ne aggiungiamo altri ” volontari” la scelta si riduce in modo piuttosto critico e cucinare diventa veramente difficile.
        Comunque, a lui la scelta!
        Ma, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate !
        Monica, mi spiace per Alice che è di nuovo ammalata, mi fate ricordare di quando cresceva il mio pargolo (spesso ammalato)..
        Passami gli eventuali errori di battitura, .t.,ma la mia ..tastiera va come vuole lei.
        Ciao !
        .

      • Ciao Ornellllllllllllla! Buon anno!
        E… sai che c’è? Che non mi stupisce affatto la domanda di tuo figlio:) Anche se non capisco se è una reale domanda o solo una provocazione… Mi piacerebbe sapere come è proseguita la conversazione;)
        In ogni caso, in realtà la scelta sarebbe varia, e troverebbe pure ristoranti ad hoc che stanno nascendo qua e là, però dovrebbe fare un corso che so io, di macrobiotica, o di cucina vegana, perché non ci si improvvisa tali e, sebbene sia cresciuto, i rischi di carenze per un neofita non mancano, soprattutto se non si hanno alcune basi. E poi dipende se professa sport o meno, non che la cucina vegana sia un limite, tutt’altro, però certi cambiamenti bisognerebbe affrontarli, secondo me, con cognizione di causa… non so se mi sto spiegando, no vorrei essere fraintesa…
        A te la tastiera va come vuole, a me la testa in questi gg:(

  7. ornella

    No, cara simpaticissima Monica, non era una provocazione, ma un’idea/domanda scaturita da alcune sue nuove cognizioni, da letture, dal confronto con alcuni amici vegetariani, dal suo essere grande amico degli animali.
    La conversazione è proseguita innanzitutto lasciando a lui la scelta, suggerendogli, moOOOoolto cautamente (come solo presumono di saper fare le mamme dei giovani uomini), dei rischi delle carenze alle quali accennavi.
    Soprattutto, perchè sono convinta che la mancata assunzione di calcio, nonostante l’alimentazione sia stata più che varia, qualche carenza la determini.
    Gli ho fatto notare che abbiamo impiegato tutte tutte tutte le nostre energie, conoscenze, approfondimenti, consigli e cacce al tesoro alla ricerca di quei cibi-sostituti e che fare una scelta così radicale sarebbe come dire ” ciao ciao” a tutte quelle piccole conquiste che abbiamo fatto, ma che soprattutto lui ha fatto, negli anni della crescita in cui gli è stato durissimo fare tante rinunce .
    E poi, effettivamente, mi è parso un po’ dubbioso sul mangiare (vegano) fuori casa (Monica, ti ricordi, ne abbiamo parlato in tanti altri post), che è già di per sè un punto interrogativo, al quale, spesso, sopperisce col panino/lunch box nel quale non dobbiamo mettere. necessariamente, prosciutto-salame-wurstel. ma neanche una frittatina o del tonno????. Ma come si fa’ ? Verrebbero meno tutti i cibi alternativi al formaggio .
    Io non ho conoscenze in Macrobiotica, ma come farcisce un panino un seguace di questa alimentazione ????
    Farotti saper gli sviluppi e buon anno anche a voi !

    • Non è facile risponderti in due righe senza rischiare di essere banali, quindi mi limito a darti qualche link per diventare in questa fase un’alleata di tuo figlio e non un’antagonista, per documentarti e capire meglio di cosa parla e per portarlo su un terreno di confronto e forse potresti cominciare a consultare qualche sito in internet tipo:

      L’Ordine dell’Universo, collegato all’Istituto dei Tumori di Milano che organizza corsi e seminari sulla cucina macrobiotica (a Milano, ma potresti contattarli per sapere se progetti simili si tengono anche dalle vostre parti); i piatti rispettano le esigenze nutrizionali del caso.

      Veganblog: ricette a non finire per sapere cosa mettere anche nel panino!

      Veganlab: per sapere come preparare un piatto vegano… con gusto.

      Quello che cercherei di capire è se la sua è una scelta etica oppure solo alimentare… nel senso che la cucina vegana è solo un aspetto dell’essere vegano, perché non si tratterebbe solo di rinunciare a dei cibi, bensì di assumere uno stile di vita consono. E già allargare il discorso a questo aspetto forse lo aiuterebbe a riflettere sulla sua scelta.

      E… ho riletto e riletto questa frase:

      “Gli ho fatto notare che abbiamo impiegato tutte tutte tutte le nostre energie, conoscenze, approfondimenti, consigli e cacce al tesoro alla ricerca di quei cibi-sostituti e che fare una scelta così radicale sarebbe come dire ” ciao ciao” a tutte quelle piccole conquiste che abbiamo fatto, ma che soprattutto lui ha fatto, negli anni della crescita in cui gli è stato durissimo fare tante rinunce.”

      Sai, è un temone questo… Apparentemente si parla solo di cibo… ma sotto sotto si tratta di legame affettivo, di amore, di paura, di fiducia nelle capacità del figlio di andare per la sua strada (ed è giovane ancora, ma io alla sua età vivevo da sola sotto tutti i punti di vista, l’età è solo un dettaglio, ma stiamo parlando di figli allergici e questo complica la visuale) e io come te sono molto coinvolta nell’alimentazione (ho aperto perfino un blog) e talvolta mi dico che forse dovrei allentare … mollare la presa … occuparmene di meno … non so bene come, è una sensazione, ma la parola che mi viene è proprio “lasciar un po’ andare le cose come vanno”, aggiustando la rotta qua e là.

      Vuole diventare vegano? Va bene, informati prima di tutto tu, perché ciò che non conosciamo ci fa sempre un po’ paura, e stagli a fianco come tu sai fare!

      Ornella… vorrei dirti tante cose che da scrivere son complicate, cose che dico a te, ma che direi a me, perché il tuo sentire è il mio sentire e di molti genitori che leggono e non commentano perché non è facile trovare le parole per spiegarsi.

      Oggi sono particolarmente imbranata con le parole, per cui mi riservo di tornare sull’argomento, o ti scrivo priv o ti telefono:)

      Un bacio grande.

      • ornella

        Appena ho più tempo ti mando una mail.
        Per ora ti mando un abbraccio!

      • Carlotta

        Grandi spunti questi commenti, grande sensibilità come sempre quella di Monica nell’intercettarli…
        Mi domandavo proprio nei giorni scorsi come e quando allentare la mia presenza (più ancora che il controllo) su cosa mangia Pietro e cosa gli offrono. Queste festività natalizie, per quei pochi giorni di non malattia che abbiamo avuto, ci hanno permesso di vivere qualche momento con familiari che non hanno dimistichezza con le allergie di Pietro, e ho scelto di non mettere le mani avanti a spron battuto come ho sempre fatto (di nascosto natualmente dal piccolo)… volevo vedere come si comportava Pietro non solo rispetto a qualcosa che venisse a lui offerto ma proibito, ma anche dal tenersi lontano dagli allergeni pericolosi…
        Io ero un’ombra silenziosa ma presente, devo dire che non ci sono stati incidenti ma giustamente certi pericoli non sono stati colti … ma avendo 5 anni devo dire che è stato fin bravo!
        Allo stesso tempo leggiucchiando qualche sito vegano in cerca di ricettine / idee senza uovo mi sono proprio chiesta come sarebbe se Pietro volesse da più grande aderire a questa filosofia di vita… non nascondo un mio grande disagio, un chiaro tentativo di allontanare da me questo pensiero, perché in questo senso il nuovo, il diverso un po’ mi inquieta: è un nuovo equilibrio da ricominciare a costruire, e io francamente (con il senno di oggi) non avrei troppa voglia di ricominciare… certo ora Pietro ha 5 anni e quindi tutto sembra lontano, magari anche improbabile… d’altro canto con tremore nella voce e nei polsi penso che diventando grandi dobbiamo anche lasciare che le ali che abbiamo dato loro siano libere di volare e spiccare il volo.
        Ornella come sempre leggerti mi apre verso un futuro che al momento sembra ancora lontano ma che invece arriverà velocemente e mi fa porre domande su quali mattoncini fin d’ora predisporre e quali sguardi siano da correggere in me. Grazie delle tue testimonianze

  8. ornella

    Dolcissima Carlotta.
    non devi ringraziarmi, la nostra cara Monica ci ha fornito il preziosissimo modo di confrontare le nostre esperienze.
    Ritengo che noi mamme avessimo un gran bisogno di farlo, di parlare dei nostri pensieri, delle nostre più recondite paure e di trovare, nel confronto, quelle risposte che nessun medico, allergologo o psicologo credo riescano a darci, ovvero, sto facendo bene, sto facendo male, sto condizionando mio figlio, sto alla giusta distanza dalla sua esistenza o sono troppo invadente, sto attribuendo alla sua allergia la giusta leggerezza e, nel contempo, la giusta importanza ?
    Queste e mille altre domande affollano la mente di una mamma di un figlio allergico, piccolo o giovanotto che sia.
    Mi sento, molto molto sommessamente, di dirti che quello che abbiamo, con misura, seminato durante l’infanzia e l’adolescenza, quei mattoncini che abbiamo disposto, con grande fatica e molti patemi , qualche “muretto” lo hanno costruito.
    Non è stato affatto facile, ha assorbito tutte le mie energie, io ( e mio marito)
    mi ci sono dedicata mooolto ed ho avuto anche dei brutti momenti di profondo sconforto, ma adesso il mio giovanotto va da solo, spadella per se’, per gli amici e per la sua fidanzata. Noi sappiamo bene che quel che gli abbiamo insegnato è ormai nel suo bagaglio e che sta a lui farne buon uso, abbiamo considerazione del suo agire, ma……..,di contro, quel tremore ai polsi, si cui parli, io, in particolare, lo avverto sempre .
    Ora, la novità del veganismo, bontà sua, getta alle ortiche tutta l’organizzazione. Come dici tu, bisognerebbe riorganizzare tutto.
    Certamente sarà fattibile, lo fanno in tanti. Ma noi veniamo già da un’organizzazione complessa, non facile, non veniamo da un onnivorismo leggero e spensierato o da bocconi senza problemi.
    Non sarà facile. francamente, mi auguro che non decida di adottarlo.
    Ciao.

    • no no Ornella, io ho solo creato lo spazio, ma senza i vostri contributi sarebbe sterile… diciamo è un salotto virtuale in cui condividere pezzettini piccini di esperienze, perché nel salotto di casa mia sapete quante ne verrebbero fuori?!?!?!?

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