Impiego del latte di asina nel bambino con allergia alle proteine del latte vaccino. (RIAIP)

Ma perché non prova il latte di cavalla? In caso di dermatite atopica potrebbe risolvere il problema! | “Perché mia figlia è allergica al latte vaccino e in teoria potrebbe esserlo a tutti i tipi di latte di mammifero”

Queste sono le battute che ricordo di un dialogo con una signora (durante la nostra “vita tedesca”), la quale sosteneva di aver risolto la sua dermatite atopica, passando dal latte di mucca al latte di cavalla.

In Germania, all’epoca (ora dovrei verificare) non era difficile imbattersi in latte di formula a base di latte di cavalla, non specifico per allergici alle proteine del latte vaccino (PVL). Anni fa, parlando con un panettiere italiano, mi raccontò di quando ai suoi tempi il latte d’asina era dispensato addirittura dagli ospedali, come sostituto del latte materno, quando la madre non poteva allattare.

Va da sé che io non proverei mai alcun latte senza previo parere del medico, ma oggi ho pensato di segnalarvi due revisioni della letteratura, in quanto recentemente si torna a parlare di latte di asina anche nel mondo medico, in quanto sarebbe oggetto di studio, per svariate ragioni, riportate anche in un documento pubblicato da Rivista di Immunologia e Allergologia Pediatrica (RIAIP):

[…] Il latte di asina (LA), la cui composizione può variare sensibilmente tra razze differenti, è verosimilmente più simile al latte umano rispetto al latte vaccino e caprino. In particolare, il contenuto proteico del LA, è di poco superiore a quello presente nel latte materno, collocandosi ad un livello nettamente inferiore rispetto a quello del latte di mucca; le stesse osservazioni valgono per il rapporto caseina/sieroproteine. Inoltre, la concentrazione di alfalattalbumina, è notevolmente inferiore nel LA rispetto a quello vaccino e caprino, mentre è molto elevata la concentrazione di lisozima, enzima presente solo in tracce nel latte di mucca e responsabile dell’idrolisi del legame alfa 1-4 tra l’acido N-acetil muramico e la N-acetil glucosamina del peptidoglicano costituente la parete cellulare batterica 21. Il LA, inoltre, presenta un elevato contenuto di lattosio, sovrapponibile a quello del latte umano, che ne rende accettabile il sapore. La concentrazione media dei minerali in questo latte, così come in quello di cavalla, è maggiore rispetto al latte di donna ed è vicina a quella delle formule di partenza; lo scarso contenuto lipidico ne determina il basso valore energetico ri- spetto al latte umano e di altri mammiferi e ciò non consente di utilizzare questo alimento, così come si presenta in natura, come alternativa al latte vaccino. […]

Quelle informazioni sono tratte da un articolo a cura della dottoressa Iride Dello Iacono, Unità Operativa di Pediatria, Ospedale Fatebenefratelli, Benevento, in cui si legge anche che:

[…] Idealmente, l’alimento sostitutivo, dovrebbe essere ipo- o anallergenico, non cross-reattivo con le proteine del latte vaccino, nutrizionalmente adeguato e palatabile. Le formule a base di idrolisati estensivi (eHF), raccomandate come prima scelta per il trattamento dell’APLV dalla European Society for Paediatric Allergology and Clinical Immunology (ESPACI), dalla European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition (ESPGHAN) e dalla American Academy of Pediatrics (AAP), non vengono, comunque, sempre tollerate. Esse, infatti, pur essendo tollerate in vivo da oltre il 90% dei lattanti affetti da APLV, possono contenere epitopi allergenici residui, responsabili di quadri anafilattici, anche gravi; inoltre, sono tutte scarsamente palatabili. Le formule di aminoacidi liberi (AAF) sono considerate sicuramente non allergeniche, ma il loro uso è ostacolato, soprattutto, dallo sgradevole sapore amaro. […] (Fonte: Impiego del latte di asina nel bambino  con allergia alle proteine del latte  vaccino. Revisione della letteratura, a cura della Dott.ssa Iride Dello Iacono, Unità Operativa di Pediatria, Ospedale Fatebenefratelli, Benevento, RIAIP)

Le conclusioni sono tiepide, nel senso che:

“Sommando i pazienti dei tre lavori presentati, rag- giungiamo un numero di appena 63 bambini dichiarati affetti da APLV e sottoposti a terapia dietetica con LA (30  del gruppo dei gastroenterologi palermitani e 33 degli allergologi torinesi). Sicuramente il campione numerico è troppo esiguo, e il disegno degli studi poco robusto, per trarre conclusioni definitive e operative. Sono, pertanto, necessarie ulteriori ricerche ed in particolare è auspicabile uno studio prospettico, randomizzato e in doppio cieco, su una coorte di bambini più vasta, con diagnosi accertata di APLV IgE- e non IgE-mediata, allo scopo di dare una risposta ai quesiti riguardanti l’adeguatezza nutrizionale e la tollerabilità del LA. Ciò dovrebbe idealmente precedere l’adozione di questo provvedimento dietoterapeutico nella prati- ca clinica quotidiana. Le eccezioni sono sempre previste, ma, appunto, dovrebbero rimanere tali, quindi non facilmente replicabili.”

Tuttavia, nelle note (Box 4, Le note di Iride su Monti et al. 2007), l’Autrice scrive che

[…] Mi preme sottolineare che la tollerabilità del LA è stata meno buona nel gruppo di bambini con APLV IgE-mediata, che è la forma di APLV della cui diagnosi possiamo essere abitualmente più sicuri. Pur tuttavia, è doveroso ammettere che quasi il 76% dei bambini con APLV IgE-mediata tollerò il LA al TPO iniziale e continuò a tollerarlo in seguito, pur per un tempo molto variabile. Questi risultati, anche se non conclusivi, sono però incoraggianti; è possibile quindi che il LA possa essere, in futuro, un’alternativa da provare. […]

Successivamente, è stato pubblicato un nuovo articolo, a cura della dottoressa Iride Dello Iacono e della dottoressa Maria Giovanna Limongelli:

Le Autrici esaminano gli ultimi dati della letteratura relativi all’impiego del Latte di Asina quale sostituto del Latte Vaccino in pazienti affetti da Allergia alle Proteine del Latte Vaccino (APLV) sia IgE, che non IgE-mediata. Vengono riportati, in particolare, gli studi volti a dimostrare la tollerabilità e l’adeguatezza nutrizionale di questo latte.

La revisione critica, tuttavia, non consente di trarre conclusioni circa la sicurezza dell’impiego di tale alimento nella pratica quotidiana, poiché nessuno degli studi finora pubblicati può essere ritenuto sufficientemente robusto dal punto di vista metodologico. Pertanto, in attesa di dati di maggiore sicurezza, il Latte di Asina va riservato a situazioni peculiari di APLV, che facciano sempre seguito ad una corretta esecuzione di Test di Provocazione Orale (TPO) in ambiente protetto, in considerazione della possibile cross-reattività. (Fonte: Impiego del latte di asina nel bambino con allergia alle proteine del latte vaccino: nuovi contributi, 04/2010, RIAIP)

Chi avesse altre informazioni utili, può lasciare qui un commento.

 

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9 commenti

Archiviato in ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, APPROFONDIMENTI, DERMATITE ATOPICA, LIBRI & Riviste

9 risposte a “Impiego del latte di asina nel bambino con allergia alle proteine del latte vaccino. (RIAIP)

  1. valeria

    Argomento molto interessante ed attuale. Anche noi ci siamo informati in merito ed abbiamo saputo che il prezzo è elevato (intorno ai 15 euro al litro) e che è fondamentale che sia lavorato senza alcuna contaminazione con altri latti. Capitò che un bambino allergico al latte vaccino, bevendo latte d’asina abbia avuto anafilassi perchè quel latte era stato contaminato.

    • Sì, in effetti non è economico e nemmeno così facilmente reperibile, in Italia, per il momento, e il produttore di latte di asina non produce di solito pensando all’allergico, ma una volta individuate le condizioni in cui questo potrebbe essere consumato anche dal bambino allergico, si potrebbe ipotizzare anche una collaborazione (a livello di associazioni) con il produttore… utopia forse?

      Con questo post volevo anche rispondere a coloro che mi chiedevano se ne sapevo qualcosa, perché in effetti non se ne parla molto. Aggiungici che i media contribuiscono a far circolare certe informazioni (come in questo caso) e la confusione aumenta…

  2. Aggiungo un’informazione, trovata or ora che testimonia come al latte di asina si interessi anche il mondo medico, nella fattispecie si tratta di una ricerca a cura del CNR in collaborazione con:

    […] il dipartimento di Scienze pediatriche dell’ospedale S. Anna di Torino, oltre allo studio in laboratorio, prevede l’effettuazione di challenge test per valutare, attraverso la somministrazione dei due tipi di latte a bambini affetti di allergia, le reazioni di scatenamento.” Fonte: Associazione Asini si nasce… e io lo “nakkui”, il cui link è: http://lnx.ambienteweb.info/asinisinasce/pages.php?id=18&open=26

  3. da provare il latte di Bufala…vicino a casa nostra c’è un allevamento, buonissimo.

    • cara mammacuore, grazie della tua segnalazione e se un giorno nostra figlia potrà assumere le proteine del latte (vaccino, ovino, caprino, equino, di asina…) le faremo provare pure quello, per ora ci facciamo andare bene quello vegetale;) Grazie del tuo commento e non mancherò di passare settimana prossima a sbirciare nel tuo blog;)
      Buon fine settimana lungo:)

  4. Mari

    Ciao! So che l’Università di Camerino, Macerata, ha effettuato recentemente degli studi in proposito. Purtroppo non so essere più precisa!
    Buone feste!

    • Mari… ti ringrazio, non sai quanto, di essere passata, di aver lasciato un commento, dell’informazione e degli auguri che ricambiamo di cuore, con l’augurio di rivederci presto 🙂 intanto indago;) grazie ancora!

  5. Ciao Monica , tenendo sotto controllo gli sviluppi in materia , personalmente non ci sentiamo ancora sicuri nel somministrare un qualsiasi tipo di latte animale , naturalmente è un’ opinione personalissima e naturalmente , crediamo sia necessario , sperimentare o provare questa soluzione in ambito ospedaliero . Come voi rimaniamo fedeli , al buon latte vegetale , con la speranza che un giorno la scienza e la medicina trovino la giusta soluzione , fino ad allora continuiamo a vivere e far vivere ” naturalmente ” la nostra allergia.

    Un abbraccio e tanti auguri per un sereno anno nuovo .

    • Un felice anno nuovo a te e alla tua famiglia Gianantonio!
      A noi, in realtà, non l’ha mai consigliato nessuno, ma, credo, che molto dipenda dalla severità della allergia nonché dalla tipologia dei sintomi, ossia conosco persone che avevano disturbi gastrointestinali, non edemi o simili, ma non sono un medico, quindi non mi esprimo e allo stesso tempo non ci avventuriamo in sperimentazioni fai da te 😉
      A presto, monica

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