Allergie alimentari e prodotti per l’igiene personale: shampoo all’uovo e ruhm? No grazie…

Alice! Ho dimenticato di portare il tuo shampoo e questo dell’albergo non è indicato per te… Che dici, andiamo a comprarne uno? | Sì, mamma, ma uno per tutte e due, io sono stanca di usare sempre e solo il mio, i tuoi hanno un buon profumo…

Questo è il breve scambio di battute tra me e mia figlia, avvenuto l’anno scorso, quando arrivata in albergo mi accorsi di aver dimenticato lo shampoo di Alice, e quindi mi recai in una fitofarmacia per comprarne uno per entrambe, ma “Alice-compatibile”!

Ed è così che sono incappata in uno shampoo a base di tuorlo e ruhm… Sì, avete letto bene. Non importa ora sapere di quale shampoo si tratti, perché i prodotti sul mercato si avvicendano come le quattro stagioni, ma questo è solo un pretesto per parlare di un altro problema, ossia i nostri figli crescono portando con sé nuove richieste, presunti e reali bisogni, di cui sento di dover tener conto di tanto in tanto, perché non posso sempre dire di no…

Lo shampo all’uovo, di per sé, per me non è stata una sorpresa, nel senso che io conoscevo già (dai tempi dell’adolescenza) “la maschera fai da te” a base di tuorlo d’uovo, suggeritami da una parrucchiera, che consisteva nel distribuire il tuorlo sul cuoio capelluto con un lieve massaggio per far penetrare i nutrienti, al fine di rinforzare i capelli. Uovo e ruhm erano ben evidenziati sul fronte della confezione, ma per curiosità, stavo leggendo a voce alta gli ingredienti, ed ecco che arriva puntuale la sua domanda (cinque anni allora): “Mamma! Non penserai “mica” di comprarlo! Io sono allergica all’uovo e non potrei usarlo!”

Prima considerazione, l’ho martellata a sufficienza per farle venire il ragionevole dubbio.

Seconda considerazione, devo martellarla di più, perché gli allergeni sono ovunque, anche laddove non dovrebbero esserci e l’INDUSTRIA, trasversalmente a TUTTI i settori, riserva agli allergici e/o con dermatite atopica un percorso ad ostacoli degno delle Olimpiadi! E sono convinta che se non si verificherà un’epidemia di massa, nessuno si prenderà la briga di vietare l’uso di allergeni laddove se ne potrebbe tranquillamente fare a meno (ripensando a questo post). Anche se lo shampoo non si mangia, non so che reazione potrebbe scatenare il maneggiarlo e non mi interessa saperlo, se devo dirvi il vero.

Terza considerazione: Alice comincia ad avanzare richieste che prima non le sfioravano nemmeno il cervellino. Alla base c’è il desiderio di imitazione tipico dell’età, per cui tutto quello che faccio io deve farlo anche lei. Quindi, da qualche anno, anche shampoo, creme idratanti, bagno schiuma, olio per i capelli, eccetera che usa la mamma sembrano essere più “buoni” quelli della mamma… più profumati… più gradevoli, eccetera.

Che fare in questo caso? Assecondare oppure no? Lasciar perdere? Applicare la linea dura: tu sei allergica, tu hai la dermatite atopica, quindi tu usi solo i prodotti che ha consigliato il medico… Oppure … mediare?

Chi mi “conosce”, sa che io non sono, di carattere, troppo rigida, ma nemmeno troppo accomodante. Mi ritengo una via di mezzo, così ho deciso da un lato di continuare per il momento a farle usare i suoi prodotti per la detersione del corpo (uno per le mani e uno per la doccia/bagno in vasca), perché sono più adatti alla sua pelle nonché ad un soggetto allergico. Dall’altro, di tanto in tanto “glieli rubo” e questo ha fatto sì che lei abbia cominciato a guardarli con nuovi occhi. Anzi, talvolta è proprio Alice a chiedermi, tutta orgogliosa, se per caso io non voglia usare i suoi…

Sullo shampoo, invece, sono scesa a compromessi, nel senso che il suo era effettivamente non più adatto al tipo di capello di una bambina di cinque anni e tempo fa ne ho testato alcuni, scegliendone due molto delicati che sembrano non dare problemi (lo shampoo durante il risciacquo potrebbe irritare la pelle del corpo, non solo il cuoio capelluto…). Idem per il balsamo. Ho individuato una crema per capelli molto delicata, con pochi ingredienti, che tollera bene.

Discorso diverso va fatto per la scelta degli creme idratanti, perché gli emollienti, nel caso di dermatite atopica, fanno parte della terapia quindi ne usiamo solo alcune selezionate tra quelle indicate dal medico dermatologo che sono ben tollerate (sì perché ad ognuno il suo emolliente) e che sono di suo gradimento. In particolare ce n’è una che pur non contenendo fragranze, ha un “profumo” molto gradevole e apprezzato da Alice, per ora… ma crescendo, temo che ne vorrà provare altre, come quest’estate e … per evitare che provasse “il brivido della trasgressione” da sola (perché anche quello di trasgredire è un bisogno), ho deciso di lasciarle provare una crema il cui profumo l’aveva letteralmente “rapita”, e ho valutato che potesse provarla. E’ andata bene, ma poiché contiene calendula, e non vorrei che si sensibilizzasse, ho deciso di lasciargliela usare di tanto in tanto… ma degli emollienti parleremo un’altra volta, in un post dedicato.

E questo è soltanto uno degli aspetti legati alla crescita dei nostri piccoli allergici…

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8 commenti

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8 risposte a “Allergie alimentari e prodotti per l’igiene personale: shampoo all’uovo e ruhm? No grazie…

  1. daniela

    sempre illuminante e rassicurante leggere i tuoi articoli. Anche la mia piccola é tutta felice quando le permetto di far usare i suoi prodotti (vedi sapone) ai suoi amici, ma ne é anche molto gelosa perche´ a noi “emigranti” si aggiunge la difficoltá di recuperarli all’estero….quindi tutto é sempre dosato e trattato con parsimonia!
    Capiamo e condividiamo il punto di vista di Alice e come voi cerchiamo di non essere rigidi su tutto, cercando di non farne un dramma e spiegando sempre, insegnando a leggere le etichette, a non comprare d’isitinto ma a scrivere alle varie aziende e poi, solo quando la risposta é positiva, allora fare una gita al negozio vestite di tutto punto!
    E cosí é stato quando abbiamo letto la storia di Michele allergico ai draghi, seguita da una bella gita al supermercato alla ricerca del cavolo cappuccio!!! e che gioia quando dopo aver chiesto a tutti gli addetti, lo abbiamo trovato, toccato, annusato….e ora ogni volta che facciamo la spesa, cerchiamo sempre il cavolo cappuccio!!!
    Grazie di cuore per tutto questo

    • Cara Daniela,
      e a me fa bene sapere che siamo in buona compagnia 🙂 “mal comune mezzo gaudio” diceva mia nonna.
      In realtà, nel mio caso, è stato un po’ il contrario, ossia di quello che io so oggi, molto lo devo al fatto di aver vissuto in Germania (penso al bio, all’omeopatia, ai cibi a base di soia come sostituti dei latticini eccetera), però è anche vero dipende da dove si vive all’estero, dalle frequentazioni eccetera, quindi… via libera al confronto;)
      E grazie a te della tua testimonianza.

      p.s. se leggi accanto al tuo commento “modificato”, è solo perché ho corretto errori di battitura:)

  2. ilmiograndecaos

    Monica, in effetti questo è un risvolto al quale non avevo pensato. Non ci avevo pensato perchè Gioele è un maschietto e non è particolarmente attratto da profumi e creme, cosa probabilmente tipica nelle bambine.
    Anche se, a dire il vero, quando è in doccia chiede se puo’ usare quel bagnoschiuma o quello shampoo lì e, se i capelli profumano, lo nota……Percio’ talvolta concedo una doccia profumata ma tengo a precisare che succede quando non è in fase acuta e per una piccola parte di prodotto.
    Gioele, dal canto suo, sa che è meglio usare altri prodotti e nell’acquisto non dobbiamo farci prendere da confezioni colorate e accattivanti. Il filtro per la piscina e la crema per i momenti “topici” hanno confezioni con colori sobri e solo per la doccia ho potuto optare per un prodotto piu’ commerciale anche se per bambini piccoli.
    Il tuo post e in particolare la domanda di Alice mi hanno fatto riflettere sull’importanza della consapevolezza, cioè rendere partecipi i bambini del problema, spiegando bene cosa possono e non possono fare. Certo Gioele conosce il termine dermatite e la riconosce quando arriva (vuoi solo il prurito….) ma acquistiamo noi per lui e ancora mi accorgo di dovergli ricordare cosa usare quando entra in doccia.
    In prospettiva non è la modalità più corretta: se più avanti dovesse andare in gita (giusto un esempio Monica) deve sapere cosa usare per lavarsi, non farsi prestare nulla e, se succede, deve sapere cosa serve per evitare un fastidio rovinoso. Tra l’altro, ora che ci penso, non avrà piacere ad andare ad un’ipotetica gita con quel bagnoschiuma per bambini piccoli. Tanto vale fare lo sforzo di renderlo piu’ consapevole ancora.

    Grazie per la riflessione

    alessandra

    • ale, innazitutto grazie del tuo commento, perché a volte mi chiedo se mi sono spiegata bene…

      per quanto concerne i maschi, l’imitazione ci sarà col padre o altra figura maschile di riferimento e lì sarà più sul fare… nel senso sulle attività e penso agli sport, alla professione, agli hobby… e ognuno ha i suoi “pensieri”. Alice mi ha già chiesto se può iscriversi ad una palestra di roccia… peccato che le sue mani siano da qualche mese a questa parte sotto pressione, e uno sport dove lo sfregamento, il sudore, il contatto con polveri (vedi quella usata dagli arrampicatori per fare più presa sulla roccia o sulla palestra…), be’ io non le ho detto no… le ho detto vediamo, ma non ho accennato al discorso mani e allergie e disidrosi eccetera, perché non voglio che viva la condizione di allergica come una condanna… per cui faccio appello al… possiamo rimandare… e in certi casi, rimando non solo per via dell’allergia, ma proprio perché non è il caso, tipo smalto sulle unghie, trucco… che invece va per la maggiore pare tra le bambine già dai 4 anni in su!!! Ma delle bambine che crescono troppo in fretta, ne parleremo un’altra volta:)

  3. paneamoreceliachia

    Brava, bravissima. Ogni giorno noi mamme dobbiamo inventare dei piccoli stratagemmi per accompagnare i nostri bambini nel lungo percorso ad ostacoli della vita. Tu devi affrontarne molti di più, ma sei così brava che per me hai già vinto le olimpiadi.
    un abbraccio e buona settimana.
    alice

    • Per così poco?!?!? Grazie… sai il più delle volte agisco per istinto, mentre altre volte mi interrogo e interrogo e… alla fine mi rendo conto che i nostri figli si aspettano risposte semplici…

  4. ciao monica, eh si, piccole donne crescono! non so se possa esserti di una qualche utilità ma un po’ per l’allergia di mio figlio, un po’ per i miei problemi di salute, in casa noi abbiamo fatto la scelta di usare tutti quanti solo prodotti ipoallergenici biologici con il minimo degli ingredienti. Io che avevo l’armadietto pieno di costose creme e cremine ora uso solo il sapone di aleppo come detergente per tutto (corpo, capelli…) e l’olio di mandorle dolci come idratante. Non solo mi danno risultati straordinari – ridurre le tossine ambientali come conservanti, coloranti, schiumogeni e vari non fa che bene alla pelle – ma ci permettono di risparmiare e a giulio di sentirsi come tutti. Certo, lui è un maschio e ha solo 6 anni. Capisco che per alice può essere ben diverso. Ma son sempre dell’idea che se in famiglia si è allineati anche i figli vivono meglio le pressioni del mondo esterno a conformarsi.
    Un’ultima idea: hai pensato di fabbricarti in casa con alice il tuo sapone (che è ok anche per i capelli)? sul web trovi il procedimento che è semplicissimo. Dentro alle saponette potete aggiungere fiori secchi, goccine di olii essenziali se lei non è allergica…e lei potrebbe sentirsi una regina, diversa nel senso più “figo” del termine perchè ha una sapone super fatto per di più insieme a mamma….
    Un super bacio!!!

    • “se in famiglia si è allineati anche i figli vivono meglio le pressioni del mondo esterno a conformarsi.”
      E’ quello che penso anch’io, è quello che, con parole diverse, mi disse una volta un’amica che di mestiere fa la psicologa, ossia che 1) i nostri figli, quando sono piccoli, vedono con i nostri occhi, sentono con il nostro cuore, vivono le situazioni con la nostra ansia 2) che il grosso del lavoro lo fanno i genitori, in famiglia, e se ben attrezzati possono affrontare meglio le delusioni, le frustrazioni all’esterno. Bisogna lavorarci.
      Un sapone fatto in casa… Stavo pensando a quello per la lavastoviglie, ma a quello per Alice… non ci ho mai pensato, perché ho paura che si sviluppino batteri e io non mi sento un’alchimista. L’idea però è allettante: tu hai esperienza in materia?
      Grande abbraccio (e in bocca al lupo)

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