LIBRI: un libro che racconta il bullismo ai bambini…

Oggi, per il Venerdì del Libro di HomeMadeMamma, leggerete la mia recensione ad un libro che da un lato introduce il bullismo ai bambini nella prima infanzia, dall’altro offre qualche spunto di riflessione ai genitori, tramite la “penna” di una nota psicologa dell’età evolutiva, Silvia Vegetti Finzi. Non solo: una bella intervista all’autore, Roberto Pavanello, altrettanto noto scrittore di libri per bambini e ragazzi che oggi, nella sua “triplice” veste di narratore, padre ed insegnante, con una testimonianza preziosa da raccontare…

“In questi anni il bullismo è diventato un’emergenza che preoccupa i genitori, gli insegnanti ma anche tutti gli adulti che hanno a cuore l’educazione e la convivenza sociale. Più si affronta la questione, più ci si rende conto che castigare i colpevoli non basta, occorre piuttosto mettere a punto programmi di prevenzione. Un tempo il problema si poneva alle superiori, poi alle medie inferiori, ora compare già a livello della scuola primaria. […] Non sempre i bambini prepotenti devono essere considerati bulli, né ogni prevaricazione va etichettata come bullismo. Questo fenomeno ha caratteristiche precise: l’aggressione deve essere intenzionale, la persecuzione continuativa e la vittima incapace di difendersi.[…]

Questo è quanto Silvia Vegetti Finzi, psicoloa dell’età evolutiva e scrittrice, afferma nell’appendice del libro Oscar & Co. , Non mi fai paura, di Roberto Pavanello, Collana Il Battello a Vapore, edito da Piemme. (Età di lettura consigliata: dai 3 anni)

Prima di passare all’intervista, vorrei fare qualche precisazione nel caso specifico di bambini allergici.

Purtroppo la vittima potrebbe essere anche un bimbo allergico, proprio a causa della sua condizione, e non sono io a dirlo, bensì uno studio “Bullying Among Pediatric Patients With Food Allergy”, condotto nel 2010 su oltre 300 bambini che evidenzia che il fenomeno del bullismo in età pediatrica nei confronti di bambini affetti da allergia alimentare è piuttosto comune, mostrando che oltre un terzo dei bambini esaminati hanno sono stati oggetto di bullismo a causa della loro allergia.

Non solo: i ricercatori della “Jeffe Food Allergy Institute at The Mount Sinai Medical Center in New York e Food Allergy and Anaphylaxis Network, hanno evidenziato che l’82% degli episodi si verificano… a scuola. (Fonte: Bullying and Food Allergy: What Can Allergists Do?).

Come spiega Silvia Vegetti Finzi nella sezione dedicata ai genitori:” Il libro è costruito come la sceneggiatura di un film e si presta pertanto, dopo essere stato letto e riletto a venir messo in scena e recitato dai bambini a casa e a scuola. In sostanza le scene sono tre: le prime due ambientate nei giardini pubblici, intorno all’altalena e alla palla, la terza nel cortile della scuola, presso lo scivolo.[…]”

Ad Alice questo libro è piaciuto molto (la prima volta glielo lessi tre anni fa circa, aveva quattro anni e… stava vivendo un momento difficile all’asilo per la prepotenza di una compagna che l’anno successivo è invece diventata un’alleata:), anche se ci sono molte emozioni in gioco e molte domande dei bambini a cui non sempre so rispondere… lo ammetto. Il bullismo non è un fenomeno soltanto maschile, ma anche femminile. In quest’ultimo caso avviene più sul piano verbale che fisico.

In ogni caso, me ne sono servita per ribadire ad Alice il concetto secondo cui, “riferire alla maestra un episodio che non ci ha fatto stare per niente bene e che potrebbe avere conseguenze importanti, non significa FARE LA SPIA“, perché proprio Silvia Vegetti Finzi, verso la fine, conclude che la compagna che nel libro riferisce l’accaduto alla maestra NON chiede una punizione dei cattivi, bensì LA CONFERMA CHE I BUONI HANNO AGITO NEL MODO GIUSTO.

Ma rivolgiamo ora a Roberto Pavanello (lo ricordate? E’ autore anche di un altro libro che avevo recensito qui), scrittore e padre di tre figli, qualche domandina…

Che cosa ha ispirato la trama di questo libro? L’esperienza in qualità di genitore e di insegnante o solo interesse per l’argomento?

Direi l’una e l’altra cosa.

Con questa collana di Oscar & Co. , infatti, ci eravamo proposti di affrontare tutti i “nodi” più rilevanti della crescita di un bambino: (le relazioni interpersonali, l’alimentazione, le paure, i successi e gli insuccessi…) e un tema chiave come quello del bullismo non poteva essere escluso.

Tuttavia, quando hanno pensato di affidare a me il compito (difficilissimo, devo dire!) di mettere in scena in modo realistico e credibile il vissuto dei bambini riguardo alla paura del buio, all’arrivo della sorellina o all’incontro con un compagno prepotente, si sono ricordati che oltre a fare lo scrittore sono stato anche un papà (in verità dovrei continuare ad esserlo anche se i miei figli sono ormai grandi…) e sono tuttora un insegnante, quindi il mio bagaglio di esperienze passate e presenti poteva tornare utile. Come di fatto è accaduto.

Potrebbe raccontarci esperienze personali in cui un Suo alunno o alunna, o Suo figlio/a sono stati vittime di bullismo? Se sì come è stata affrontata?

Se le tre caratteristiche del bullismo, come si dice bene nell’introduzione,  sono una  aggressione  intenzionale, una persecuzione continuativa e una vittima incapace di difendersi”, i mie figli non ne sono mai state vittime. Scaramucce, piccole liti, baruffe risolte in fretta. Solo in un caso, ricordo, il maggiore ha partecipato, viceversa, ad un brutto atto di bullismo nei confronti di un compagno delle superiori preso di mira dal gruppo per la sua aria da secchione e i vestiti fuori moda. ( Son sempre futili i motivi di aggressione lo avete notato?) Sapete cosa hanno fatto un giorno? Lo hanno preso in quattro o cinque e lo hanno gettato in un cassonetto dei rifiuti! Mi sono molto arrabbiato con lui, ma poi ho cercato di seguire la strada più utile, ossia parlarne, o meglio “smontare il giocattolo”, disinnescando quei meccanismi banali che danno origine a questi comportamenti: l’essere in tanti, il prendersela con uno più debole, il non considerare i danni e le conseguenze che le mie azioni possono avere nella vita di un’altra persona, ecc.

A scuola, invece è più complicato far venire alla luce certi comportamenti. O meglio, non è difficile individuare il potenziale “bullo” ( che a sua volta nasconde dietro quella maschera altrettante gravi debolezze!) ma il problema è coglierlo sul fatto. Perchè? Due motivi: l’omertà degli altri membri del gruppo che non parlano per lealtà verso il capo ( c’è sempre un capo tra i bulli!) e  l’omertà degli altri compagni,  spesso dettata dalla paura  di divenire a loro volta vittime. Ma c’è un terzo motivo, ed è il più grave: la paura della vittima, la quale tace e sopporta per paura di ritorsioni più gravi. Ciò fa sì che, molto spesso, le ripetute prepotenze rimangano nascoste e silenti, fino a quando qualcuno de tre attori, non decida di rompere questo cerchio omertoso e di rivelare la verità.

E questo che ho cercato di dire nel mio libro: il bullismo si nutre spesso del silenzio degli altri. Basta che Oscar  trovi il coraggio di parlare e altri il coraggio di sostenerlo, per mettere il bullo in minoranza. A questo proposito suggerisco a tutti di rileggersi il bellissimo racconto “ Il prepotente”  contenuto nel libro “L’inventore di sogni” di Mc Ewan. Parla esattamente di questo. Alla maniera di un grande scrittore,naturalmente.

Tutto semplice? Niente affatto: ci vuole un gran coraggio, ma, parlando di bambini, ci vuole soprattutto la complicità degli adulti, la loro protezione attiva e intelligente, il loro sesto senso nel cogliere il malessere di un piccolo.

Il libro oggetto di questo post è stato pubblicato nel 2008 e il protagonista è un maschio. Ipotizziamo di scriverne un altro sul tema, oggi, ma… con una protagonista femminile… su quali aspetti si concentrerebbe?

Bella domanda! In effetti quando mi hanno detto che il bullismo femminile è in crescita, e si verifica fin dalla scuola dell’infanzia, non volevo crederci.

Poi mi è capitato un caso clamoroso in classe, giusto nell’anno scolastico 2011-12: un vero regolamento di conti, in tre contro uno, che non sono riuscito a disinnescare in tempo! ( Capito gli insegnanti? Si fanno pure i sensi di colpa per le malefatte altrui!)

Se, quindi, dovessi parlare di una bambina-ragazzina bulla, oggi mi soffermerei sul motivi che l’hanno resa tale, metterei in luce la perfidia a cui una bulla può arrivare, il plagio che esercita sulle sue (deboli) alleate, ma, soprattutto, sul suo durissimo e sempre possibile, chiamiamolo così, “cammino di redenzione”, magari favorito da una insegnante sensibile e…geniale!.

Io ringrazio sinceramente Roberto Pavanello per questa bella e autentica intervista, in cui ci/vi ha fornito più di uno spunto di riflessione… Voi che ne dite?

Se volete parlare ai vostri figli, piccoli, di bullismo, cominciate da questo libercolo che io prestai anche alla nostra maestra dell’asilo da leggere in classe… perché … è dopotutto è SOLO un libro, come tanti, che può essere letto in ogni occasione, a chiunque, ovunque…

Non dimenticate di dare una “sbirciatina” anche agli altri suggerimenti editoriali di questo Venerdì Del Libro:

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25 commenti

Archiviato in ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, LIBRI & Riviste, PENSIERI DI UNA MAMMA

25 risposte a “LIBRI: un libro che racconta il bullismo ai bambini…

  1. Bellissima, il dialogo aiuta sempre a sistemare le cose, a fare ordine (almeno, quando non basta un abbraccio). Grazie!

    • il dialogo… è che a volte non si sa proprio che pesci pigliare!

      • Però con i bambini quello è il primo passo essenziale, direi… tante volte, invece, di fronte a brutte esperienze cala un velo, quasi di censura, come se gli adulti pensassero che non parlandone il bimbo può dimenticare… e invece sedimenta…

      • sì, la risposta più spontanea solitamente è il rimprovero e il castigo, ma il più delle volte inasprisce invece di aiutare a risolvere…

  2. Mia figlia si avvicina alle medie dove credo il problema sia più presente e penso che inserirò letture su questo argomento perchè avendo lei un carattere molto chiuso devo dire che ci penso. Grazie di questo bel post

  3. Bel suggerimento e complimenti per l’interessante intervista.

  4. Il silenzio degli altri è una forma di bullismo, anzi si potrebbe dire che il bullo agisce per dare spettacolo davanti a una platea che diventa complice e connivente…

  5. Tematica molto molto delicata… Credo che forme di bullismo ci siano sempe state (anche ai miei tempi, quando ancora di queste cose non si parlava) e bisogna trovare il modo giusto per affrontare un argomento così importante. Ho molto apprezzato questo tuo post (come sempre, tra l’altro). Ti abbraccio e ti saluto.

    • Grazie Ste, in realtà avevo questo post in mente da due anni… poi l’anno scorso si è ripresentata una situazione che mi ha spinta a riprenderlo in mano… e questo libercolo è proprio efficace.

  6. Grazie per il consiglio e per le riflessioni ch erendi possibili. Segno il libro per le prossime letture e mi ripropongo di leggere il post con maggiore lucidità (sono le 23.12).

  7. Alle medie ero terrorizzata dai bulli………temo il momento in cui mia figlia consocerà il fenomeno, è bene parlargliene prima e familiarizzare con l’argomento così delicato. Mi segno il titolo e già il prossimo anno inizierò!Hai ragione anche sul discorso che spesso i bambini allergici vengono fatti oggetto di bullismo purtroppo. Ci vorrebbe una maggiore informazione e sensibilizzazione.
    Buon weekend!

    • non è detto che tua figlia lo conosca da vicino ma è buona cosa che lo sappia riconoscere in ogni caso, anche per aiutare a spezzare l’omertà, ma occorre la complicità degli adulti… com’è difficile talvolta fare i genitori…

  8. Io me lo segno e presto magari ne parlerò con D. Intanto cerchiamo di interiorizzare dei concetti che sono sempre utili!

    • sì, a volte i bimbi ti sorprendono e quando leggi loro delle storie, ti pongono domande semplici a cui non sempre è altrettanto facile trovare risposte adeguate e per questo i libri a volte possono darci utili spunti… questo gli piacerà!

  9. Un tema importante, una grande firma in appendice, di quelle che fanno sostanza: ha tutto per interessarmi, da cittadina e da insegnante. Grazie!

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