SOMMINISTRAZIONE DI FARMACI SALVAVITA A SCUOLA. Qualcosa si muove…

Leggo oggi su Corriere.it che:

«[…] Malattie come diabete, epilessia, allergie e asma sono in aumento e di conseguenza sono più frequenti le richieste per la somministrazione di medicinali inoltrate alle scuole — spiega Speranzina Ferraro, coordinatrice della divisione Scuola in ospedale e a domicilio, del Ministero dell’Istruzione —. Le situazioni, poi, diventano ancora più complesse nei casi di emergenza, quando occorre somministrare un farmaco salvavita. Proprio per definire linee guida più stringenti e più dettagliate, a metà settembre è stato istituito un Comitato paritetico composto da rappresentanti dei Ministeri Salute e Istruzione, ma anche della Conferenza Stato-Regioni e dell’Istat, perché mancano dati precisi sui vari tipi di esigenze. E saranno coinvolti medici esperti nelle diverse patologie, nonché le Associazioni dei pazienti». (Fonte: articolo apparso in data odierna su Corriere.it)

Grazie Carlotta della segnalazione. Nell’articolo si parla di farmaci a scuola, abbracciando tutte le patologie interessate, non solo il bambino allergico e asmatico, ma ciò che mi preme è che la questione della somministrazione dei farmaci a scuola sia regolamentata a monte…

Ne eravate al corrente? Domande?

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8 commenti

Archiviato in Adrenalina autoniellabile, ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, Bambino Allergico a Scuola e i diritti dei bambini allergici

8 risposte a “SOMMINISTRAZIONE DI FARMACI SALVAVITA A SCUOLA. Qualcosa si muove…

  1. no, ma in classe di Alessio oltre ad Alessio che ha l’ammissione a scuola per l’asma con Ventolin/Broncovaleas fisso a scuola e piano terapeutico stabilito con il pediatra di distretto, c’è un’altro bimbo che necessita di somministrazione di farmaco salvavita e so che in prima la cosa era difficile non perchè fosse un salvavita ma perchè la somministrazione non era semplice, ma credo si siano accordati con il pediatra di distretto…di più nin zo’…meglio così che le cose si muovano sempre di più no!

  2. ciao monica, molto molto interessante e devo dire era ora! nella sola classe di giulio sono in venti bambini di cui 2 allergici e asmatici gravi e in più c’è un’altra bimba con una malattia rara che necessita di medicinali. Se la scuola non si adegua sarà sempre più impreparata e in difficoltà. Grazie della news e speriamo che si vedano i frutti di questa iniziativa e non muoia lì

  3. spero anch’io che vadano avanti, una volta ricordo che nella mia scuola c’era infermiera, ora non so se c’è più

    • Io ho un ricordo nitido delle “dottoresse”, ben due, che erano stabili a scuola, incaricate fra le altre cose di eseguire le vaccinazioni, autorizzare le riammissioni post malattia. Erano un punto di riferimento e un aiuto concreto. Fino a 20 anni fa circa ricordo ancora che in qualche scuola faceva visita la pediatra a cadenza settimanale, ma ora… non si parla né di medici né di infermieri, per ragioni principalmente di costi, in Italia, ma non solo in Italia. Però bisogna trovare una soluzione accettabile che venga incontro alle esigenze delle parti. La formazione viene fatta ad uno/due insegnanti al massimo… e se questi mancano al momento della necessità? Io però mi metto nei panni degli insegnanti o di altro personale non docente, e obiettivamente non è facile, ma forse, una comunicazione chiara, competente, efficace, e rassicurante potrebbe predisporre anche il più indeciso… Se io so che quella iniezione può solo salvare la vita e non toglierla, se sono stata opportunamente informata e formata a riconoscere i sintomi che richiedono un farmaco salvavita, qualunque esso sia, sui suoi effetti collaterali che dobbiamo aspettarci, sul fatto che sono sollevata da responsabilità… Se… E qui mi fermo… e grazie di questo breve commento che apre la porta per un tema fortemente discusso attualmente, infermiere a scuola sì? o infermiere a scuola no? C’è chi dice sì, c’è chi dice no e secondo me hanno ragione un po’ entrambe le parti, sigh

  4. Che tema difficile… grazie di parlarne, questo già migliora le cose…

    • hai ragione Jessica, e proprio parlando con due insegnanti conosciute questa estate, mi sono resa conto che a monte di resistenze e timori del corpo docente c’è spesso scarsa informazione…

  5. mi sembra una buona notizia, no?
    da docente, vi dico che non è semplice gestire queste situazioni, soprattutto quando la somministrazione è complicata, ma è importante che ci sia una maggiore diffusione di informazioni e di consapevolezza, perché tutti i bambini hanno diritto di frequentare la scuola in modo che venga tutelata la loro salute, su questo non ci piove

    • Cara Gaia, la tua voce fa parte di un coro di voci di insegnanti che non negano il loro aiuto, ma giustamente lo prestano vincolato a certe condizioni… grazie di aver lasciato il tuo commento:)

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