ALLERGIE ALIMENTARI: crema di carote ma col pesto senza!

SENZA PROTEINE DEL LATTE, DELL’UOVO, GLUTINE, GRANO, SOIA, ADDITIVI

CON PINOLI (fare attenzione in caso di allergia alla frutta a guscio)

Mamma! Ma come hai fatto? Ma grazie! Così non è solo buona la crema, è anche bella!

Tutto semplice vero? E invece no, perché quella è la frase della sera, preceduta da una conversazione mattutina…

“Ali, e se a cena ci mangiassimo una bella crema di verdura? Non la mangiamo da tanto tempo…” (incrocio le dita…) | “No! Non ci pensare neanche!” | “Se la metti così, allora crema sia, ma con sorpresa!” | “Quale?” | “Lo vedrai…”

Le sorprese sono state due: 1) non la solita crema di verdura 2) un cuore grande grande…

In realtà questa è una “banalissima” crema di carote, a cui ho aggiunto due ingrediente extra per insaporirla (non potendo usare il grana…), il pesto di Alice (il link alla ricetta più avanti) e una manciata generosa di pinoli, nonché un po’ di creatività, la forma a cuore.

E ora veniamo alla ricetta:

ATTREZZI

tegame alto per cuocere le verdure, frullatore

INGREDIENTI per tre persone

1 l di acqua*, tre carote medio grandi, due patate grandi, una cipolla grande, 100g di pinoli, pesto “senza” q.b. (almeno 1 cucchiaio!): qui la ricetta, sale marino integrale grosso q.b.

*In caso di allergia a latte e uovo, nella prima infanzia a noi avevano consigliato di usare acqua addizionata di calcio, vedete voi.

PROCEDIMENTO

  1. Lavare le verdure e tagliargli a pezzettoni.
  2. In una pentola versate l’acqua e mettete la verdura.
  3. Cuocere in una pentola col coperchio q.b. (io punzecchio con la forchetta, non serve che siano stracotte, anzi…)
  4. Frullare il tutto.
  5. Aggiungere i pinoli tritati.
  6. Servire e condire con il pesto “senza”. Olio: dovrebbe bastare quello contenuto nel pesto.
  7. Se la provate, ditemi se vi è piaciuta;)
Annunci

14 commenti

Archiviato in Primi SENZA, RICETTARIO

14 risposte a “ALLERGIE ALIMENTARI: crema di carote ma col pesto senza!

  1. valeria

    Monica, ottima idea quella del pesto! Proveremo prestissimo questa ricetta che sembra buonissima! Grazie!

  2. ornella

    Mentre io, carissima Monica, per dare un po’ di dolcezza alle giornate di chi puo’ mangiare solo dolci fatti in casa e rigorosamente senza latte, ieri ho fatto il BACLAVA, un dolce greco-armeno-mediorientale, che da tempo volevo sperimentare, ma che mi sembrava difficilissimo.
    Invece, avendo accertato che il giovin figliolo può mangiare
    la pasta sfoglia Buitoni, mi sono data da fare ed in 1/2 ora ho fatto questo dolce, per noi, nuovo.
    Se permetti, mi fa piacere passare a te ed alle altre amiche la ricetta:
    Tritare non troppo finemente pistacchi, mandorle pelate e zucchero di canna q.b. ed un cucchiaino di cannella.
    In una teglia imburrata (o meglio, immargarinata), stendere il primo strato di pasta sfoglia, cospargerlo di questa granella precedentemente preparata.
    Procedere così realizzando tre strati di sfoglia/granella.
    Prima di informare per 1/2 ora a 180°, procedere a tagliare questa specie di lasagna in tanti quadrati, di media grandezza.
    Una volta estratto dal forno, irrorare il dolce, ancora caldo, con del succo d’acero diluito con 1/2 cucchiaini d’acqua.
    Mangiarlo dopo 2/3 ore, deve rassodarsi.
    Certo, non è la ricetta originale del BACLAVA, ma per noi, che, soprattutto, sappiamo accontentarci e che a tavola vogliamo stupire con effetti speciali , è un dolce “nuovo” e buonissimo.
    Un abbraccio .

    • MA E’ STRAORDINARIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO! Dammi solo un po’ di tempo per uscire da questo tunnel burocratico e poi mi metto ai fornelli!
      Grazieeeeeeeeeee

      p.s. e naturalmente posto … ricetta e foto e autrice (vuoi mandarmi anche la tua foto ;-?

  3. Alessia

    Salve a tutti. Scrivo non per commentare la ricetta ma per farti una domanda a cui, dato la tua esperienza, forse puoi rispondere in maniera da fugare dei miei dubbi: è possibile una reazione allergica gravissima nel caso di contatto con le mani del bambino che ha toccato l’ alimento cui si è allergici? E una tale patologia è compatibile con la vita scolastica in assenza di richiesta dell’ insegnante di sostegno e quindi con una sola maestra a vigilare e al tempo stesso insegnare? Mi scuso se le mie domande sembrano inappropriate ma spero di ricevere una risposta su una situazione che mi preoccupa. Alessia

    • Non sono affatto improprie cara Alessia, e comprendo i tuoi timori, ma non è così facile risponderti in un blog, perché io non sono un medico e non conosco tuo figlio (non so quanti anni ha, che grado di scuola frequenta, il grado delle sue allergie, i test che ha fatto, se ha giù avuto episodi anafilattici importanti) e le reazioni allergiche sono IMPREVEDIBILI, o almeno questo è quanto mi è stato detto sia dai medici sia dalle persone conosciute. Penso per esempio a due conoscenti, adulti, finiti al pronto soccorso con edema diffuso del volto e coinvolgimento della glottide per aver toccato e maneggiato con le mani, una delle primule e l’altro un kiwi, sebbene avessero maneggiato gli stessi elementi anche nel passato, senza avere alcuna reazione. Ma non tutti toccando un alimento hanno una reazione GRAVE non solo della cute, ma con il coinvolgimento di più organi. Il nostro sistema immunitario riceve diverse sollecitazioni (alimentazione, inquinamento, stile di vita…) e reagisce oggi in un modo domani in un altro (un’amica, per esempio, che soffre di allergie ai pollini, in gravidanza (due) erano del tutto ASSENTI).

      La mia esperienza si basa in realtà sulle consultazioni mediche negli anni, sulle mie ricerche, sulla mia osservazione quotidiana di mia figlia (una su mille…), ma un medico ha più informazioni.

      Mi rendo conto di non averti risposto forse come ti aspettavi… vero?

  4. Alessia

    Ti ringrazio per la risposta. Non è mia figlia a soffrire di allergie ma una sua compagna e sinceramente sono molto preoccupata che inavvertitamente le possa provocare una brutta reazione se il suo grado di allergia fosse così grave. La dirigente scolastica( che non può logicamente parlare della bambina) ha escluso tale pericolo ma i genitori stanno terrorizzando tutti. Alessia

    • mi interessa molto questo feed back che mi dai da madre di non allergica, perché il problema è che dipende… molto anche dall’alimento, dalla condizione… una merendina probabilmente darà meno fastidio del latte crudo… non so se mi spiego… Il problema è che i genitori a volte non sanno, non sono stati rassicurati dal proprio medico e quindi non sanno, ci sono passata anch’io, ora… so che probabilmente avrà una reazione cutanea molto fastidiosa, pruriginosa, magari al punto di mettere il cortisone, ma non credo di più, diverso se innavvertitamente dovesse ingerirlo…

      Comunque … complimenti a Te, non tutti si pongono il problema, credimi…

    • ornella

      Complimenti Alessia,
      sei una mamma molto molto attenta, sensibile e responsabile, tanto da porti un problema così grande e non tuo, ma che solo lambisce te e la tua bimba.

      Noi, nel nostro percorso nell’allergia, ne abbiamo incontrate solo alcune come te, che si preoccupavano, nell’imminenza di una festicciola, di cosa avrebbero potuto preparare per mio figlio.

      Persone carissime, dalle quali, però, non ho mai fatto preparare niente, perche’, all’inizio della malattia (come mi sembra brutto chiamarla col proprio nome!!), è stato difficilissimo, già per noi genitori, gestire l’alimentazione, per cui ritenevo, e ritengo, che chi non conosce la problematica nella sua interezza, non può preparare una pietanza per una persona allergica, perchè le contaminazioni sono in agguato ed anche una forchetta non pulitissima può fare il danno.

      Anche io, come i genitori dell’amichetta di tua figlia, ho (all’epoca) terrorizzato le maestre e professori del liceo che, però, ho sempre trovato disponibilissimi, anche a fare, nell’eventualità, un’iniezione.

      Dissento, assolutamente, sulla presenza dell’insegnante di sostegno.

      Non ne vedo proprio la ragione e danneggerebbe gravemente la bimba, che non diventerebbe mai autonoma nella gestione del suo problema.

      Leggendo, quì (“nel salotto di Monica”) vedo che tutti i bambini allergici di cui vi è testimonianza da parte delle mamme, raggiungono presto una consapevolezza ed un senso di responsabilità non comuni negli altri bambini ( Monica, ne abbiamo parlato in post precedenti), imparando a gestirsi nella loro vita senza latte.

      Anedoto dell’infanzia del mio pargolo : Tombolata durante le feste di Natale.Tutti i bambini a casa nostra, pizza e dolcetti senza per pargoletto e pizza normale per tutti gli altri.

      Dopo aver mangiato, prima di passare alla tombola ed ai giochi di carte (il passaggio della carte da una mano all’altra….!!!) tutti i bambini in bagno a lavarsi ben bene le mani.
      Avrei voluto farveli vedere, tutti consapevolissimi di doverlo fare per il loro amichetto.
      Ciao!
      Un saluto alla compitissima e sensibile Carlotta .

  5. Carlotta

    La domanda di Alessia è molto interessante, e come mamma e non medico non so dare evidentemente risposte certe e pertinenti. Non mi arrischio.

    Quello che so è che da mamma di bambino allergico quando ne devo/desidero delegare la cura e l’affido ad altri (maestre, babysitter, nonni, amici…) mi sono resa conto che tendo ad essere un po’ terroristica. Ma non mi fraintendete: prendersi cura di un bambino che soffre di anafilassi alimentare richiede spazi di attenzione ai particolari che le persone che non lo vivono non colgono e quindi ‘metterla giù dura’ è un modo per scuotere la sensibilità di chi hai davanti per costringerlo a considerare l’allergia di turno con un livello di gravità alta. PErché diciamocelo: io ho spiegato alla maestra e alla direzione come riconoscere l’anafilassi, come usare le medicine, cosa fare, facciamo ripassi anche frequenti, le interrogo, ma se dovesse innescarsi un episodio di anafilassi… le mie lezioni sarebbero sufficienti?… allora essere molto decise, ‘metterla giù dura’ e sottolineare la gravità può aiutare ad evitare che l’incidente succeda.

    Cara Alessia, non so se questo sia il caso della mamma di cui parli, in ogni caso trovo che tu sia una grande mamma! Che fortuna avere in classe una mamma così, che si preoccupa, indaga, che si documenta. Chiedi alla mamma del bambino, falle compagnia, c’è un rischio di solitudine in questa patologia che solo mamme sensibili ed attente possono abbattere.

    • Alessia

      Non so so se sono veramente così brava, anzi, per la mamma della bimba allergica sono una s.. solo perchè vorrei avere chiara la situazione per non terrorizzare troppo i bambini e al tempo stesso aiutarli a vivere bene insieme. Se una mamma mi dice che sua figlia potrebbe morire anche solo per il respiro contaminato di un bambino io penso o che è una mitomane o che non siamo stati( genitori e bambini) adeguatamente formati e informati dalla scuola(che per la privacy si assenta lasciando il campo libero a ogni supposizione). Alessia

      • Cara Alessia, purtroppo non conosco il caso, e quindi è veramente difficile entrare nel merito e a volte non ci riesce nemmeno disponendo delle informazioni. E’ un ambito complesso e non nego che in certe circostanze noi genitori di bimbi molto allergici possiamo essere visti come marziani, troppo apprensivi, ma bisognerebbe conoscere bene la storia, sapere cosa hanno raccomandato i medici… non so per esempio se quella bambina è dotata di adrenalina autoinniettabile, perché questo fa di lei una bambina a rischio… non so se è asmatica… non so praticamente nulla… Chiedetele di aiutarvi a capire, magari lei è la prima ad essere spaventata e in ansia e non trova le parole e il modo di comunicare le informazioni del caso… mi spiace, non ti sono stata di grande aiuto…

      • Carlotta

        Mi immagino la scena e le situazioni, al limite del gioco degli equivoci…. 😀 Una mamma che ‘terrorizza’ maestre e indirettamente bambini (e avrà i suoi buoni motivi perché consapevole della situazione specifica del suo bambino), il passaparola tra genitori, la scuola che ufficialmente per privacy non può dire…

        E’ una situazione interessante che mi insegna forse qualcosa: la comunicazione diretta e chiara verso gli altri genitori.
        Io in effetti non ho fatto azioni di questo genere, ho parlato con le mamme con cui nel tempo si è creata più confidenza. Ma forse sarebbe meglio agire diversamente.

        Alessia cmq la questione è semplice: parla con questa mamma, direttamente, spiegale quello che hai nel cuore e ascolta chi hai di fronte, prova ad immedesimarti.

        Poi in termini generali mi viene da dire che è interessante tra genitori che abbiamo problemi analoghi confrontarci, io trovo che per me sia di grande aiuto questo blog. Invitala a venire qui con noi se lo ritieni opportuno.
        Per curiosità, di dove siete?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...