Quando non sono le allergie e la dermatite atopica…

Giochi in spiaggia

Mamma, posso giocare con la sabbia? | Tesoro, se usi rastrelli e palette sì, ma se usi le mani nude, non so cosa ne direbbero le tue ditina…” | E se chiedessi a Jassin di aiutarmi a costruire un castello? Così, lui usa le mani quando non si può farne a meno e io uso gli attrezzi quando serve… E poi mamma, sai che ti dico? Non sarà certo un dito a impedirmi di divertirmi!!!…

Quando non sono allergie e dermatite atopica (su dermatite atopica & giochi con la sabbia ne avevo parlato anni fa qui) a disturbare il gioco di un bambino atopico può entrare in gioco la disidrosi… Ma in quello scambio di battute… c’è una filosofia di vita (a cui egoisticamente spero di avervi contribuito in parte anch’io in questi sei anni, in un qualche modo, insieme al mio maritino ovviamente), che mi ha commosso, perché è un piccolo traguardo, raggiunto in modo non sempre indolore…

In rete le informazioni su questa patologia cutanea abbondano, ma non ho individuato per il momento alcun sito che mi soddisfi, in quanto sono tutti lacunosi e in certi casi generano più confusione che altro.

Per la lettura di questo post vi basti pertanto sapere che la disidrosi interessa solitamente (ma non solo) mani (lati delle dita nel ns caso) e piedi e si manifesta con vescicole (sudore) sottocutanee dolorose al contatto e pruriginose allo stesso tempo che nella normalità dei casi regrediscono spontaneamente, lasciando una pelle squamosa, secca e fragile… Il trattamento è il contrario a quello indicato nel caso della dermatite atopica: ossia occorre trattare la parte in modo da “seccare” le vescicole, arginando prurito e malessere, evitando invece i lipidi che occluderebbero i pori peggiorando il quadro clinico. Peccato che i bambini siano poco … pazienti, tendendo a grattarsi quando non sono visti e magari la notte, provocando lesioni che possono infettarsi facilmente, richiedendo poi l’applicazione di un farmacco locale.

Le cause? Diverse. Da fattori allergici a fattori emotivi, nonché… irritativi, o altro tipo malattie infettive, batteriche… Nel caso di Alice credo siano stati diversi fattori concomitanti (ivi incluso il fatto che è comparsa in maggio, quando è scoppiato il caldo, quindi il sudore entra in causa, aggiunteci il fatto che è la mano destra, quella con cui scrive ed essendo in prima elementare tende a stringere le dita più del dovuto e guarda caso la disidrosi interessa proprio anulare e medio, aggiungeteci che è la fine di un anno impegnativo, ricco di soddisfazioni ma anche di tensioni, stanchezza di fine anno, malattie virali che l’hanno assediata non poco), ma se devo essere sincera non mi interessa più di tanto, perché in ogni caso non riuscirei ad arginarli tutti e non si può impazzire dedicando tempo alla rimozione delle molteplici e ipotetiche cause (perché di certo non c’è nulla), che andremmo a sottrarre ad attività interessanti, divertenti, capaci di distrarci, di restituirci la spensieratezza di cui abbiamo bisogno per superare i momenti di difficoltà che non mancano mai nella vita. Quindi conviviamo anche con ‘sta disidrosi, limitando i comportamenti che potrebbero aumentare il disagio, ma senza troppo fanatismo.

Quando e se vi capiterà di imbattervi nella disidrosi, consultate un BRAVO dermatologo pediatra che affronterà il caso senza drammi, con rimedi appropriati e consigli dettati dal buon senso. Nella vita c’è di peggio.

Tornando a noi, va da sé che il mettere le mani nella sabbia in questi casi è ALTAMENTE SCONSIGLIABILE.

Jassin è un ragazzino molto ingegnoso, vivace e timido allo stesso tempo, dall’animo gentile, che abbiamo conosciuto in spiaggia l’anno scorso (e che con piacere abbiamo ritrovato al mare anche quest’anno), mentre stava realizzando un’opera veramente ingegnosa, con le sole mani nude: un campo da bowling con tanto di “birilli”, tutto in sabbia. Purtroppo non sono riuscita a fare una bella foto (nonostante ne abbia scattato quindici!) che rendesse, quindi accontentatevi dell’idea:)

Tutto questo per fare alcune considerazioni:

1) una patologia, qualunque essa sia, è sicuramente un limite per fare alcune cose, e bisogna imparare a conviverci, ma

2) può essere anche una splendida opportunità per riconoscere i propri limiti, accettarli con serenità, chiedere aiuto in modo mirato, costruire alleanze positive e costruttive, nonché per farsi nuovi amici!

Siete curiosi di sapere come si costruisce un campo da bowling in spiaggia?

In cima: reaalizzare dei mucchietti arrotondati di sabbia (uno in cima, subito sotto altri tre, poi cinque, poi sette. Stop.), formando un triangolo; dalla base del triangolo tracciate  un rettangolo lungo due metri circa circa. Occorrente una palla che lancerete e … vi sfidiamo a fare strike!

Grazie Jassin!

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12 commenti

Archiviato in ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, DERMATITE ATOPICA, GIOCHI PER BAMBINI & ATTIVITA' VARIE

12 risposte a “Quando non sono le allergie e la dermatite atopica…

  1. Tania

    Alessandro ha la disidrosi perenne sulle dita dei piedini…l’anno scorso erano talmente conciati che siamo corsi in pronto soccorso (era la sua prima estate, non aveva ancora 1 anno) e il “formidabile” dermatologo che abbiamo incontrato ci ha diagnosticato una varicella. No comment. Il giorno dopo sono corsa in via pace dove per fortuna mi hanno detto come comportarmi. Al mare abbiamo fatto 1 settimana in spiaggia con le calzine, poi per fortuna l’acqua del mare ha fatto migliorare la situazione e la seconda settimana Ale ha giocato con la sabbia senza problemi. Temo che anche quest’anno la prima settimana terrà le calzine perché i piedini sono tutti rovinati e il rischio impetigine è altissimo.

    • o povero. E… sapessi quanti medici hanno la laurea, ma nessun talento! Quella delle calze… non la sapevo, ma funziona finché sono piccoli, a sei anni e mezzo non saprei come fare… per fortuna ha le mani… Il mare, nel caso di Alice è un toccasana, ma la ns spiaggia è fatta di ghiaia riportata e non piove da mesi ed è polverosa, sporca, e molto irritante… erano guarite, ma lei ha voluto fare il cemento… e le mani sono nuovamente compromesse, ma alice mi ha detto “che importa, io mi sono divertita e sono riuscita a fare il cemento mamma!” che dirle?

  2. Ciao Monica… che forza Alice! Ho riletto anche il vecchio post, per imparare a fare strike anche contro le paure da (neo)mamma. Un abbraccio, Jessica

    • Quanto sei cara! Un abbraccio!. p.s. dal 27 saremo in provincia di Grosseto per una settimana…

      • Ciao , ti chiedo scusa per l’intromissione , come sai passiamo spesso per il tuo blog , se passate per Albinia noi siamo al pontile dell’Albegna ci farebbe piacere prendere un caffè insieme e scambiare quattro chiacchiere.
        Buone vacanze.

      • Ciao Gianantonio! In realtà stiamo rivedendo il programma, quindi non sappiamo ancora se verremo in Toscana… nel caso ti scrivo privatamente;) a presto, monica & Co.

  3. Ciao Monica! Anche tu ancora in vacanza , vedo.
    Spero che sia rilassante e creativa!
    Le parole e l’ingegnosità di Alice mi hanno colpita: sei anni spesi bene…
    Un abbraccio
    Grazia

  4. Tutto vero… tanta forza!
    Un bacio enorme!

  5. Complimenti per l’articolo e per il servizio che offri, tanta gente trova rifugio nel tuo blog, complimenti!

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