Allergia a latte e derivati e uovo: attenzione alla dicitura “VEGETALE” sui prodotti

VEGETALE, A BASE VEGETALE e 100% VEGETALE non sono sinonimi.

Il consumatore vegetariano, vegano, … allergico, però, erroneamente convinto che vegetale equivalga necessariamente all’assenza di proteine animali, potrebbe essere indotto all’acquisto di prodotti che proprio vegetali non sono e che in realtà contengono, per esempio, latte o derivati e/o uovo… 

Attenzione: in ogni caso la dicitura 100% vegetale non nasce in difesa degli allergici.

In commercio ci sono condimenti (tipo panne, besciamelle), pietanze (tipo hamburger, wuerstel), dolci (tipo gelati, yogurt) e altri prodotti, sulla cui confezione viene indicato “vegetale” oppure “a base vegetale”, e invece, leggendo l’etichetta si scoprono ingredienti indesiderati come latticello, latte in polvere, siero di latte, albume d’uovo, eccetera, ovvero proteine animali per i vegani, allergeni per gli i soggetti allergici.

E’ da tempo che volevo scrivere questo post, ed esattamente da quando avevo postato questo articolo sulla panna vegetale, perché è stato proprio quando ho cercato sul mercato un sostituto della panna tradizionale che mi sono accorta dell’uso distorto che il marketing aziendale fa della dicitura “vegetale” e del pericolo per gli allergici a proteine del latte (vaccino, ovino, caprino…) e dell’uovo, in particolare, che magari pensano “vegetale=niente proteine animali, solo vegetali”.

Perché mi sono decisa oggi?

Quelli che vedete nella foto sono wuesterl 100% vegetali, ricevuti in regalo da una amica tedesca vegana che sapendo delle allergie di Alice ha pensato di farci dono gradito. Mentre l’aspetto potrebbe ingannarvi, il gusto lascia desiderare. Sono a base di soia e … oltre ad essere speziati e piccantissimi, non sono proprio gradevoli. Un assaggio può bastare. Dopo aver provato quelli, per curiosità li ho cercati nei supermercati, biologici e non. Casualmente sono incappata in una pietanza di una marca nota per i suoi prodotti 100% vegetali, e da noi molto apprezzata da tempo… Noi non siamo soliti acquistare surrogati già pronti della carne, ma quel prodotto mi aveva incuriosito e così ho letto l’etichetta (deformazione di genitori di bimba allergica) e vi ho trovato fra gli ingredienti, SUL RETRO DELLA CONFEZIONE, scritto in piccolo, fra gli ultimi ingredineti, l’albume d’uovo!

Purtroppo non ho fotografato l’etichetta, quindi, potrebbe succedere che a distanza di sei mesi, il produttore modifichi il lay out (magari in seguito anche al fatto che gli ho scritto nel frattempo?!).

Ma come?! Se è vegetale, non dovrebbe contenere proteine animali!

E in un primo momento mi ero alterata… poi ho confrontato quel prodotto con altri della stessa marca e, per la prima volta e con mio grande stupore, mi sono accorta che alcune recavano “vegetale” mentre altre “100%” vegetale. Quindi l’azienda… è consapevole della differenza! Ma la confezione non reca quanto invece viene scritto in un piccolo riquadro in fondo alla scheda prodotto, ossia “Non indicato per i vegani perché contiene albume d’uovo“. Ora, le mie osservazioni sono due:

1) La dicitura “Vegetale” è ingannevole, sia per i vegani sia per i soggetti allergici, perché induce all’acquisto di un prodotto facendo leva sul fatto che sia vegetale, mentre contiene anche proteine animail, eventualmente allergeniche;

2) il fatto di aver indicato fra gli ingredienti l’albume d’uovo li fa sentire sicuri probabilmente nei confronti del legislatore, ma secondo me la dicitura VEGETALE trae in inganno (dal consumatore allergico ai suoi parenti e amici, ristoratori eccetera)  indotti a credere che non contiene proteine animali, quindi anche latte e derivati, uovo, eccetera.

Piccola nota a margine. Sebbene l’albume in quel caso sia indicato negli ingredienti, la dicitura grande, colorata, sul “fronte” della confezione, attira l’attenzione più degli ingredienti scritti in piccolo, con caratteri neutri, sul “retro” della stessa.

Chiaro il concetto?

Questo è solo un esempio, fra molti altri. Non cito la marca, perché non ha molta importanza qui e potrebbe distogliere l’attenzione da tutti gli altri.

Il messaggio generale è: non fermatevi all’apparenza, non disattivate le antennine e sollecitate chi vi sostituisce negli acquisti, in cucina, o anche il ristoratore/cuoco stesso a leggere con attenzione gli ingredienti.

Ricordo a questo proposito il titolare di un ristorante e cuoco che voleva preparare un risotto vegetariano per Alice usando una panna vegetale. Gli chiesi se era sicuro che lo fosse. “Certo” fu la risposta. Replicai di scusarmi, ma che avrei preferito accertarmene con i miei occhi… perché sapevo di panne vegetali non al 100% e… avevo ragione. Sbiancò, si scusò, e da allora… va avanti e indietro dalla cucina per accertarsi…

Ma quanti altri prodotti ci sono, ci saranno sul mercato? Esercenti, addetti alla ristorazione pubblica, eccettera, sono preparati per saper leggere le etichette dei prodotti?

Chi difende i diritti del consumatore allergico?

Vi sembro una madre allarmistica? Allora leggete questo articolo apparso su Repubblica on line e segnalato da CiboAmico nella loro pagina FaceBook.

Il Speriamo che il nuovo Regolamento contribuisca a semplificare “l’interpretazione” delle etichette, in attesa che le aspettative di FoodAllergy e tutti gli allergici diventino realtà.

Sempre a proposito di 100% vegetale, potrebbe interessarvi sapere che è stato approvato un nuovo marchio, ossia “la prima certificazione green italiana per offrire al consumatore la certezza di acquistare prodotti 100% vegetali, rispettosi degli animali, dell’ambiente e della salute, voluta dalla LAV nell’ambito della campagna cambiamenu.it e in collaborazione con ICEA, l’Istituto Certificazione Etica e Ambientale.”

Cosa significa prodotto certificato 100% vegetale?

– l’assenza di ingredienti di origine animale durante tutte le fasi della produzione fino al confezionamento

– l’assenza di impiego di organismi geneticamente modificati

– l’assenza di test su animali per additivi, conservanti e altre sostanze chimiche e per il prodotto finito

l’assenza di contaminazione del prodotto da altri prodotti o sostanze di origine animale.

Passin passetto… come dice il mio caro suocero…

COMUNICAZIONE A MARGINE

L’industria alimentare modifica composizione e layout dei suoi prodotti in continuazione, quindi, mentre scrivo, magari, la confezione dei wuesterl di cui sopra è stata modificata, equiparandola a quella in internet, ma quando la vidi io, mesi fa, non lo era, o almeno mi era parso così. E anche i dati in internet cambiano velocemente…

Scrivo questo perché tempo fa avevo risposto ad Anna, una mamma che in comune con me ha la figlia allergica all’uovo e al latte, la quale con la sua mail mi chiedeva di indicarle qualche marca di gelato … “senza”. Io sono molto prudente nel segnalare ad altri marche di prodotti, perché ogni soggetto allergico è un caso a sé stante, ma avevo deciso di darle qualche dritta, con la raccomandazione di leggere di persona gli ingredienti e verificare con il suo allergologo di fiducia.

Bene, sono tornata a rivedere quella mail ma… avevo indicato il link a dei gelati di soia, sottolineando di fare attenzioe perché mi ero accorta che l’elenco riportava gelati con la scritta “vegetale” e altri “100% vegetale” e la cosa mi aveva insospettita. Bene, oggi quei gelati sono spariti dall’elenco… Chissá perché…

Tornerò sull’argomento, per ora ho scritto a sufficienza… se siete arrivate fino in fondo, siete proprio pazienti… 😉

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34 commenti

Archiviato in Allergeni, ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, Etichette Ingredienti Tracce Soglie di Tolleranza

34 risposte a “Allergia a latte e derivati e uovo: attenzione alla dicitura “VEGETALE” sui prodotti

  1. Come sempre post molto utile!
    Ho iniziato a leggere seriamente le etichette quando è nato mio figlio, per nutrirmi meglio e più consapevolmente. Nel mio caso cercavo prodotti con meno coloranti e conservarti possibili. Nel frattempo sono diventata anche vegeteriana… E non sai quante arrabbiature! Comunque io per protesta certe marche non le compro più perché recano delle scritte, secondo me, volutamente ingannevoli.

    • io… credo che non basti essere dissidenti silenziosi e in due occasioni ho preso in mano la penna e ho scritto alle aziende, ma mi rendo conto che è una goccia del mare. Sono convinta che se vogliamo che cambi la mentalità… dobbiamo agire in massa, contattando le associazioni di consumatori perché si facciano tramite dei ns bisogni, ma questo è un temone… a cui penso da tempo… e ne scriverò prima o poi…

  2. concordo pienamente! infatti sono incappata nella stessa difficoltà nel momento in cui sono diventata vegan ed ho cercato un sostituto della panna! Li mi sono accorta che nelle classiche panne da montare che dovrebbero essere vegetali c’è cmq la presenza di proteine del latte 😦 somma delusione perchè la panna di soia solitamente non si può montare 😦 e nelle mie torte creative con la pdz la panna montata serve come collante! Da lì ho cominciato a fare più attenzione agli ingredienti e a leggere sempre la lista in un prodotto mai visto prima! se uno incontra la dicitura vegan non ci dovrebbero essere problemi, mentre in vegetale si… cmq sempre meglio controllare soprattutto per gli allergici! 🙂

    • la panna da montare… i pasticceri possono accedere a prodotti specifici per gli addetti ai lavori che non sono in commercio, questo lo so perché una volta una pasticceria koscher… non so se si scriva così, mi aveva detto che avrebbero potuto prepararmi un dolce a base di panna montata con panna di soia “senza”… ma poi non ho approfondito perché… dovevo arrivare entro il tramonto… per trovare il negozio aperto…

  3. Tilly

    Effettivamente ci passo le ore a leggere gli ingredienti sulle confezioni… la cosa che più mi meraviglia comunque è il concetto.
    Se si dice che è vegetale dovrebbe essere vegetale. Punto.
    Non ci dovrebbe essere la distinzione tra il 100 x 100…. è come se uno dicesse di non aver detto bugie… per caso dovrebbe aggiungere che non ne ha dette al 100 x100???

  4. barbara

    La differenza tra vegetale e 100% vegetale io l’ ho notata subito (e credo che stiamo parlando della stessa azienda che che in tante occasioni ci ha semplificato la vita!!)
    Anche io ho dovuto fare un grande lavoro sopratutto tra i parenti per esortarli a leggere SEMPRE le etichette,proprio per evitare di cadere nell’ “inganno”.

    Mia suocera una volta preparò una bellissima ciambella apposta per Lavinia….con la margarina ovviamente!
    Non mi fidai e chiesi ripetutamente se avesse controllato bene gli ingredienti….
    Il motivo per cui mi disse di stare tranquilla davvero non lo comprendo (era ovvio che non ln aveva fatto!)…ma questo è un discorso a parte, non è di mia suocera che voglio parlare :-\
    Fattostà che con una scusa aprii il frigo e trovai la margarina “vegetale” con tanto di siero di latte in polvere!!!!
    Da quel momento non solo ho capito che non devo fidarmi di ciò che sui prodotti viene scritto in grande,bensì scovare anche ciò che viene scritto a margine!

    Ma anche che devo fidarmi solo dei miei occhi e di nessun altro!!?
    Se una nonna può prendere sotto gamba e con tanta superficialità un problema del genere,come non potrebbe farlo un ristoratore?!?

    In effetti molti layout sono stati modificati ultimamente,e per alcuni prodotti viene indicata la scritta “vegetale” anche solo per quei prodotti in cui viene indicato “può contenere tracce di…” . Mi sembra una cosa corretta,e pare che è proprio in questa direzione che molte aziende si stanno muovendo!!!
    Si Monica, noi siamo delle gocce nel mare,ma una goccia alla volta si può ottenere se non altro un bel laghetto!!! E poi un altro e un altro ancora….
    Che ci fosse un simbolo per certificare un alimento vegetali,non lo sapevo e la cosa…mi fa molto piacere!

    • Non saprei cosa aggiungere… Se non… che dovrebbe essere il Ministero della Salute a pretendere personale qualificato nella ristorazione, in grado di gestire allergie o meno, altrimeni proibire l’accesso agli allergici… È provocatoria la mia affermazione, ma gli “incidenti” sono in aumento… quindi occorre prendere atto dell’esistenza di un problema.

  5. GIORGIA

    FINO A QUALCHE ANNO FA SI TROVAVA LA PANNA SI SOIA DA MONTARE, ADDIRITTURA C’ERA QUELLA MONTATA IN BOMBOLETTA…. POI AD UN CERTO PUNTO è SPARITA! EFFETTIVAMENTE ERA COMODA ANCHE PER FARE I GELATI…….
    IN EFFETTI, TORNANDO ALL’ARGOMENTO PRINCIPALE, ANCHE IO SONO INCAPPATA NELLA PANNA “VEGETALE”! NON SI RENDONO CONTO CHE CI SONOPERSONE CHE RISCHIANO LA VITA! RISCHIARE DI FAR STAR MALE QUALCUNO SOLO PER “FREGARE” CHI CREDE DI MANGIARE UN PRODOTTO VEGETALE E VENDERE DI PIù… ECCO COME SIAMO RIDOTTI! PUR DI VENDERE……. IL PROBLEMA PRINCIPALE è CHE L’ALLERGIA NON è RICONOSCIUTA! TANTI PENSANO CHE SI TRATTI DI UN CAPRICCIO, ANCHE PER COLPA DI CHI ABUSA DEL TERMINE ALLERGICO. NEI RISTORANTI SPESSO UNO DICE DI ESSERE ALLERGICO A QUALCOSA SOLO PERCHè NON GLI PIACE, E ALLA FINE LA PAGANO I VERI ALLERGICI.
    LA SCORSA SETTIMANA GIULIA, MIA FIGLIA, HA PARTECIPATO AD UN CAMPO ESTIVO. TRALASCIAMO IL FATTO CHE LE ABBIANO FATTO IMPASTARE I BISCOTTI CON L’UOVO (AVEVO SPECIFICATO NELL’ISCRIZIONE CHE NON DOVEVA NEMMENO TOCCARLO) E CHE LE ABBIANO FATTO MANGIARE UN PEZZO (PICCOLO PER FORTUNA) DI FOCACCIA CON IL LATTE PERCHè SI ERANO DIMENTICATI DELLA SUA ALLERGIA….. ORGANIZZAVANO UN CAMPO DA FARE IN MONTAGNA X 4 GIORNI. IO HO CHIESTO (PRIMA DEGLI “INCIDENTI”)SE POTEVA PARTECIPARE VISTO LE ALLERGIE. MI HANO RISPOSTO “CERTO NON CI SONO PROBLEMI…. SE FOSSE CELIACA SAREBBE STATO DIVERSO MA LE ALLERGIE NON SONO COMPLICATE DA GESTIRE”…. QUESTO AVREBBE DOVUTO FARMI CAPIRE COSA POTEVA SUCCEDERE……….

    • Giorgia, hai toccato un punto dolente… vacanze senza i genitori per un bambino allergico è un problema, di cui avrei voluto parlare in un post prima di partire, ma non ho fatto in tempo a fare gli approfondimenti del caso, e la tua testimonianza è la conferma che temevo…

    • ornella

      Per Giorgia:
      La panna di soia “da montare ” di cui parli ( il nome finisce con ….thoo) non si trova da nessuna parte.
      Ho fatto una piccola ricerca in rete ed ho scoperto che l’azienda non la produce piu’, almeno temporaneamente, perchè “non monta”.
      Questa è la risposta che la stessa azienda ha dato ad una consumatrice che chiedeva spiegazioni circa l’assenza del prodotto nei supermercati.
      Per Barbara:
      Non è solo tua suocera……, ma anche la mia e la mia stessa mamma, che fanno degli errori così gravi. Credo che lo facciano per “incompetenza” della problematica così complessa. Pensa, che quando mio figlio era piccolino e dovevo lasciarlo con mia mamma, ti assicuro che ne avrebbe fatto molto volentieri a meno, ma solo per paura di non saper gestire l’alimentazione, ecc. ecc.. .
      Ciao !

      • non mi stupisce comunque che ne abbiano sospeso la produzione… sapeva di aceto in un modo pazzesco… noi l’avevamo usata per il mont blanc di cui ho postato ricetta in questo blog e… un parente si era espresso in modo alquanto discutibile, ma ad Alice era piaciuta e io non avevo detto nulla… un giorno l’ho provata per fare il gelato e il risultato è stato pessimo, da quel giorno l’abbiamo bocciata e non l’ho più cercata. Tornerò nei supermercati bio per vedere cosa c’è di nuovo… ma era vegetale 100% 😉

      • ornella

        Cara Monica, se trovi la panna da montare diffondi, gentilmente, la notizia. Io continuo le ricerche e ti farò sapere!
        Intanto, per fare “fragole con panna”, metto lo zucchero ed un po’ di amido di mais in quella da cucina, che ho fatto precedentemente raffreddare mooooolto in frigo, e poi con le fruste cerco di montarla!
        Inoltre, mi interesserebbe molto approfondire il discorso “cucina kosher”, perchè, da quel che si legge, dovrebbe essere proprio al caso nostro; priva, addirittura, di ogni possibile contaminazione, visto che le attrezzature/utensili sono ben divise.
        Chissà, se ci si può fidare fino in fondo!
        Sarebbe bellissimo per i nostri figli entrare in una pasticceria, una pizzeria, un ristorante kosher e dire:”Vorrei questo, quello, un pezzettino di quest’altro….!
        Magari, in una giornata a Roma …….dove sono presenti molti di questi esercizi !
        Ciao Monica !

      • interessante la tua proposta… ora sono in villeggiatura e non ho fruste elettriche eccetera ma a settembre… a milano, ci provo e ti faccio sapere. E se trovo panna da montare di soia, avviso. Kosher… dipende dal dolce che vuoi. Io avrei voluto una mille foglie e mentre la sfoglia era senza latte e uovo… la crema pasticcera non sapevano farla senza uovo, mentre i pasticceri macrobiotici sì… per cui, siam sempre lì, le crostate sono capace anch’io di farle! Ma val la pena approfondire…

  6. anna

    Care Barbara e Giorgia 🙂
    L’incidente della ” margarina vegetale” è capitato anche a me!!! Con mia suocera!!! l’aveva usata per cucinare il coniglio…carne ( una delle tre carni allora concessa allora a mia filglia!)
    Per fortuna me ne sono accorta in tempo e mia figlia non l’ha preso!!!!
    Il problema “vacanze senza genitori” è un problema comune…..Io lavoro tutto luglio e non ci penso minimamente a mandare mia figlia allergica di quasi 5 anni ai campi estivi….perchè sono terrrizzata all’idea di quello che possa succedere…
    Non ci si può fidare dei parenti…figurati dei ragazzi che guardano i bambini nei campi estivi…
    Però devi avere fiducia..perchè i nostri fulgui crescono e con il tempo..pian pianino imparano a gestire il loro “problema”.

    Un abbraccio
    Anna

    • barbara

      A proposito delle vacanze….noi ora siamo in vacanza in un villaggio 4 stelle nel salento che ospita più di 900 persone contemporaneamente!
      Prima della partenza,anche se Lavinia non é più allergica(lo sappiamo da poco più di to mese!),abbiamo mandato certificati al villaggio che attestassero la sua aplv…..giusto per stare più tranquilli e per rendere il personale del ristorante più disposti a cucinare qualche pasto alternativo alla mia bimba qualora fosse necessario.
      Volete sapere il livello di ” attenzione” che hanno riguardo al problema?!

      Al tavolo sul segnaposto c ‘ era un asterisco * un pax allergico al latte*

      E in più un bel menù per celiaci!!!

      Incredibile come si possa fare tanta confusione! Se si confondono già nel segnalare il problema…figuriamoci nel gestirlo!!!
      Ironia della sorte la mia piccola che fino ad ora aveva solo guardato “sfilare” davanti a se gelati e dolcetti vari…..ha preso una brutta gastrointerite e non tocca cibo da 4 giorni!!

      riguardo alle mamme e alle suocere o chi per loro che non ” riesce” o non sa prendersi la responsabilità di accudire un bimbo allergico……per quanto sia difficile preferisco chi se pur con dolore abbia il coraggio e l ‘ onestà di ammettere di non essere in grado di farlo,o di non voler avere un peso simile….
      Piuttosto di chi invece ti dice “si,stai tranquilla” e poi mette in pericolo la salute,e la vita,del tuo bambino!
      Che si tratti di ignoranza,di superficialità , o che sotto sotto si nasconda la convinzione che quello dell’ allergia sia un falso problema,…io questo non lo so!ma so che atteggiamenti simili si trovano ovunque!
      E finché anche gli altri non avranno nei confronti delle allergie alimentari lo stesso approccio che hanno le mamme di bimbi allergici..,allora,non ci potranno essere vacanze da soli per i nostri figli!!!

      • Barbara… scusa ma temo di non aver capito bene, tua figlia può assumere latte e derivati e alimenti che lo contengono, ma tu hai consegnato certificazioni che attestano allergia grave, affinché abbia una dieta senza latte e derivati? Ma te lo ha consigliato l’allergologo o è una tua iniziativa?

  7. monica, grazie come sempre per il tuo post. Io sono una laureata (pentita) in marketing e comunicazione, e devo dire che mi è capitato tante volte di vergognarmi per le manipolazioni che portano ad un travisamento della realtà-verità a scopi commerciali. Ma quando questo mette in pericolo la vita delle persone siamo fuori dal campo dell’etica e bisogna che tutti insieme ci muoviamo per pretendere che un’autorità istituzionale vigili e tuteli. I tempi stanno maturando, io ho questa impressione.

    • io direi che non bisognerebbe mai pentirsi degli studi fatti (io come te… laureata in scienze politiche certe volte mi domando cosa sarebbe stato della mia vita se avessi studiato… altro…), perché nella vita tutto serve e al tuo posto… mi candiderei proprio presso qualche azienda… a cui servirebbe un esperto marketing etico… io faccio il tifo e avrei anche in mente qualche aziendina… che potrebbero solo trarre vantaggio ad assumerti;)

      • farò tesoro del tuo consiglio…per ora di un posto fisso però non se ne parla. Ho letto nei commenti ai tuoi post di quante mamme hanno problemi a lasciare i figli allergici con parenti o centri estivi inaffidabili. Così come stanno ora le cose la mia vita non è compatibile con 6-8 ore fuori casa. Ma chissà cosa ci riserva il futuro…magari centri estivi specializzati per bimbi allergici???? Intanto facciamo fruttare i nostri studi x dare una mano ai nostri figli, che per leggere certe etichette una laurea non basta!!!!

      • Per assurdo potrebbe essere più semplice vedere spuntare centri estivi per allergici piuttosto che trovare scuole pubbliche o private debitamente attrezzate…

  8. barbara

    Cara Monica,mi spiego meglio…
    Si,Lavinia può adesso assumere latte e derivati,ma ln “svezzameto” sta avvenendo moooolto lentamente per diversi motivi.
    Primo perché troppi latticini non fanno bene a nessuno figuriamoci ad una persona il cui organismo non lì ha MAI assunti!
    Secondo,ma che per noi è il motivo principale,è l’ aspetto psicologico…,Lavinia ha non poche difficoltà a mangiare cose nuove,continuamente chiede quali sono gli ingredienti e decisamente il sapore che ottiene un piatto al quale viene aggiunto burro,o formaggio a lei non piace affatto
    Anche il gelato per lei “non era buono”…è lo trovo abbastanza comprensibile..,lei ha mangiato sempre e solo quello di soia!
    Il motivo del certificato mandato al villaggio nasce da questo.
    É stata una mia idea in accordo con il mio pediatra,perché si sa che in ristoranti così affollati si trovano tante cose “ben anfiteatro” e io non volevo rischiare di lasciare mia figlia a digiuno!
    Comunque una volta sul posto ho spiegato che nel frattempo l’ allergia era guarita e la pasta al pomodoro o in bianco che trovato al buffet era una buona soluzione per noi!
    Credi che abbia esagerato?
    Io credo solo di essermi tutelata,in fondo non sapevo cosa avrei trovato una volta arrivata qui!
    Ora che Lavinia sta meglio con la gastrointerite sta assaggiando un pò di tutto …è un ottima palestra per il può palato!

    • Cara Barbara, non sai quanto apprezzi la tua sincerità e la tua spontaneità nel condividere il tuo vissuto qui, e per questo ho tanta difficoltà a spiegarmi per iscritto, in quanto non so da dove cominciare per non creare spiacevoli malintesi. A voce sarebbe più semplice e capiresti al volo in che senso sto per dirti quanto segue.

      Da mamma ti capisco, ma forse io mi sarei comportata diversamente, nel senso che se l’allergologo (non il pediatra) mi rassicura sul fatto che mia figlia non rischia più… allora si cambia vita, accettando anche qualche rifiuto, chiedendo magari di cucinare semplice, come già hai osservato tu, dandole tempo, ma non avrei usato il suo passato di allergico per semplificarmi la vita… non so se mi spiego. Allo stesso tempo credo che non deve essere facile smettere di essere genitori di figli allergici da un giorno all’altro; io stessa avrei dubbi, perplessità, timori, e avrei bisogno di tempo per abituarmi alla nuova condizione. Io non ti conosco abbastanza, così come non conosco la situazione nel dettaglio, e in ogni caso non mi permetterei mai di giudicare, perché anch’io nella vita ho dovuto talvolta ricorrere a degli espedienti per uscire da situazioni apparentemente senza uscita, ma questa non mi sembrava senza uscita, piuttosto un aiuto per aiutare te a gestire meglio la situazione nuova…

      Ci sono più aspetti che vedo dietro l’esibizione di un certificato che si riferisce al passato e non al presente.
      Dal punto di vista dell’albergatore, mi domando come si comporterà in futuro, quando si vedrà arrivare un certificato di superallergico… lo prenderà seriamente? O penserà che magari da lì a qualche mese potrebbe passare… non so se mi spiego e Barbara sto scrivendo con il cuore in mano perché lungi da me giudicarti/criticare… è solo una domanda che mi è sorta spontanea.

      Dal punto di vista di tua figlia, scrivi che è ancora molto diffidente e mi domando se ha ricevuto le dovute rassicurazioni sul suo nuovo stato di salute. Sicuramente anche lei ha bisogno di tempo per affrancarsi dal passato, ma molto dipende anche da noi. Ogni bambino è diverso, ma anche i genitori sono diversi e hanno un bagaglio che cambia da persona a persona.

      Sai i nostri figli vedano/percepiscono/vivono con i nostri occhi… fino a quando sono piccoli e Lavinia è oggettivamente piccola.

      Non so se sono riuscita a spiegarmi, è un argomento delicato, complesso, molto personale, che va a toccare più corde.

      Sono disponibilissima a sentirci anche telefonicamente per spiegarti meglio, qualora la mia risposta ti avesse infastidito in qualche modo, perché ho seguito passo passo la vostra storia, gioito per i vostri successi e mi spiacerebbe guastare un bel rapporto, sebbene solo virtuale solo per via della distanza, per un uso non chiaro delle parole, con sincera stima, moni

      • barbara

        Monica,capisco e ricambio la stima…perciò non sono infastidita dal tuo commento.
        E penso anche che più cerchiamo di spiegarci(scrivendo) e più potremmo creare malintesi.
        Mi preme però precisare una cosa:
        Non vorrei mai che tu o qualcun’ altro pensasse che io abbia voluto,o voglia,strumentalizzare l’ allergia di mia figlia!!
        Non potrei mai! Nel rispetto della mia bambina,e di tutti i bambini e le persone allergiche!
        Dio solo sa,quante lacrime ho versato in questi 4 anni,e quante ne verso ancora,quando vedo mia figlia ora davanti ad un cartellone dei gelati che mi dice ” mamma,devo asraggiarli tutti per capire qual’ è il mio preferito!”
        Entrando nel dettaglio della situazione…..quando abbiamo fatto il TPO era il 18 maggio,e la prenotazione per le vacanze è avvenuta i primi di giugno…periodo nel quale Lavinia cominciava ad assaggiare appena un pò di yogurt!
        Il discorso che facevi in merito al ristoratore,e a come avrebbe potuto prendere in considerazione in futuro un certificato che era oggettivamente “non corrispondente a verità”….
        È un problema che mi sono posta anche io ,proprio per questo ho subito spiegato allo schef che nel frattempo l’ allergia era passata e che invece al momento della prenotazione stavamo ancora ” valutando” l ‘ avvenuta guarigione.
        Ho anche speso parole,sui sintomi che aveva,sulla vita non facile che abbiamo vissuto per quattro anni,e sulla gioia che ora provavamo nell’ aver scoperto che era guarita!
        E devo dire che mi sono trovava difronte una persona estremamente competente e sensibile al problema!
        (anche se non mi spiego come abbiano potuto confondere l’ aplv con la celiachia!)
        A proposito della diffidenza che Lavinia ancora ha nei confronti del cibo,con il tempo sta migliorando.
        E credo di poter dire con molta certezza che,molte cose non le mangia o non le beve solamente perché non ne gradisce il gusto!
        Pensa che per lei il latte di soia è più buono del latte vaccino…
        E non crede sia l’ unica a non gradire il sapore del latte o dei formaggi….anche mio figlio di 2 anni non ha mai bevuto latte,e non è allergico!!
        Un’ ultima cosa….il mio nuovo pediatra è anche allergologo!
        Spero di non aver creato ulteriori malintesi….quando scrivo ,lo faccio con il cuore….e ti confesso che a volte sono anche un pò frenata nel farlo…
        Ora che Lavinia non è più allergica,io temo scrivendo,di risultare fuori luogo.
        E non perché temo che i miei commenti vengano considerati fuori luogo da voi,sia chiaro,so che siete mamme intelligenti e di un certo spessore….ma perché temo di non riuscìre a volte a contenere il mio entusiasmo,e non vorrei apparire come chi vuole mettere in evidenza il fatto che io “ne sono uscita,mentre voi no”!
        Non mi sono spiegata ,me ne rendo conto,forse è meglio che smetta di scrivere,altrimenti rischio di diventare ancora più io” contorta” nei discorsi!
        Vi abbraccio,con sincera stima.;-)

      • Cara Barbara, questa spiegazione aggiuntiva era il tassello mancante per capire meglio ciò che intuivo ieri mentre scrivevo, ma ormai avevo pubblicato, e stamattina prima di sedermi al computer (sono le 7:00…) pensavo che avrei dovuto correggere il mio commento. Ora è molto più chiaro e forse sono io che ho interpretato in modo affrettato le tue parole.

        Io spero che tu torni a scrivere qui perché io, e credo anche gli altri, trovo contagioso il tuo entusiasmo. Io, e mi rendo conto a differenza di qualche genitore che mi capita di conoscere, cerco di vivere una vita “non costantemente in allarme”, nonostante ci sia stata consegnata l’adrenalina, quindi voglio sapere cosa accade dopo, e il tuo spirito combattente nell'”educare” o nel pensare anche agli allergici, sebbene voi non ne facciate più parte, è una risorsa preziosa. Io credo nell’eterogeneità, nelle sinergie. Alice vive tra non allergici, non tra allergici e noi frequentiamo più non allergici che non allergici e per questo ho aperto un blog, per stanarli, per condividere, per sapere e il dopo allergico… fa parte del percorso e ci sarebbeero centinaia di domande che vorrei porti, ma non ho il tempo di affrontare.

        Insomma, se dovessi decidere di scomparire, mi mancheresti, molto. A te la scelta. La prossima volta, però, se ho un dubbio, ti scrivo prima privatamente e se non lo fatto questa volta è solo perché sono di corsa e di passaggio da casa.

        Un abbraccio e spero a presto.

      • GIORGIA

        sai anche Giulia ad un certo punto è risultata non più allergica al latte ma anche nel mio caso abbiamo continuato ad assumere sostituti del latte vaccino. Mi spiego meglio…. l’allergologa (e non il pediatra) ci ha detto di cominciare ad inserire il latte, consigliandoci il latte crudo (io nonabito in città e non so se anche a Milano ci sono i distributori di latte crudo) perchè essendo meno manipolato ci ha spiegato che, anche se sembra assurdo, è meglio tollerato. Abbiamo iniziato con un cucchiaiono alla settimana, poi due volte alla settimana ma a Giulia, felicissima di poter finalmente bere il latte di mcca proprio non piaceva…… Così l’allergologa ci ha detto di provare con del formaggio fresco. Io le prendevo la ricotta o il primo sale in fattoria, in modo che fosse meno industriale possibile e quello le è piaciuto parecchio……. siamo andati avanti con un pezzetto la settimana, poi due, poi tre, poi un pochino di grana sulla pasta, poi il goccino di latte nel riso, il purè fatto con il latte “vero”… tutto sembrava tranquillo fino a gennaio, quando ha cominciato ad avere oricaria a tutto spiano! A quel punto abbiamo dovuto interrompere di nuovo l’uso dei latticini. Ringrazio il cielo che usavamo ancora latte, iogurt, gelati, panna di soia perchè ti assicuro che eliminare il formaggio per lei è stata dura! Per la verità abbiamo dovuto sospendere anche la soia perchè come saprai anche quella è allergizzante e non capivamo cosa provocasse l’orticaria. Probabilmente ne la soia ne il latte, ma avevamo esagerato e lei nonpuò farlo.
        Anche io per scuola ho un certificato che esclude sia uovo (al quale è altamente allergica) che latte, ed è stata l’allergologa a dirmi di continuare ad escluderli, anche prima di gennaio.
        Lei mi ha spiegato che il fatto che ad un certo punto u bambino smetta di essere allergico può voler dire tutto e niente! Non risulta allergico ad una sostanza che non assume, ma assumendola potrebbe tornare ad aver problemi. E’ per questo che quando reintroduci un alimento devi farlo con la massima calma, proprio come hai fatto nello svezzamento, poco per volta er abituare il tuo organismo.
        Adesso stiamo provando a reintrodurre il formaggio, una volta la settimana e poco per volta, ma devo essere io a darle la giusta quantità del giusto tipo e nel momento giusto. Per questo si continua a fare escludere l’alimento anche se effettivamente sembra essere diventato innocuo.
        Spero che questa mia testimonianza possa far capire che che la strada è lunga, anche quando cominci a vedere la luce in fondo alla galleria….

      • Cara Giorgia, grazie di questa preziosa tetimonianza che conferma il fatto che il mondo delle allergie e intolleranze è un mondo molto variegato, pieno di imprevisti, ogni soggetto allergico è un caso a sé stante, con soglie di tolleranza molto diverse fra loro e poco comparabili, così come non sono comparabili talvolta i valori, perché anche i test diagnostici cambiano da ospedale all’altro, un po`come succede con la risonanza magnetica per intenderci, così come ci sono allergologi con scuole di pensiero diverse. E quello che mi racconti coincide con la storia di una bimba che conosciamo. Lei ha avuto uno shock anafilattico a soli 4 mesi, non è mai risultata allergica al latte, e oggi può assumerlo solo moderatamente, per evitare accumulo… Non esiste uno standard, ed è per questo che talvolta trovo confortante confrontarmi con voi, perché non si conoscono tanto facilmente altri bimbi allergici. Ti dico solo che nella scuola di Alice, lei è l’unica allergica agli alimenti, e c’è una sola celiaca…

  9. barbara

    Òps! Volevo scrivere “ben condite”!!!

  10. Daniela

    Ad oggi quella marca che citi, e che conosciamo tutti, reca ancora la dicitura vegetale, ma ha negli ingredienti l’albume d’uovo!

    • Ciao Daniela e ben trovata!
      Ma lo sai che invece io non li ho più trovati né nel sito né al supermercato (né nei prodotti “ambiente”, né “refrigereati”, né “surgelati”), ma tu li trovi ancora in giro?
      E sì, hanno proprio l’albume d’uovo che di vegetale… non ha nulla, come avevo evidenziato anch’io nel post; dobbiamo indossare i panni dell’investigatore!
      A presto con nuove scoperte;)

      • Daniela

        L’ho scoperto per caso, da quando abbiamo scoperto che la mia seconda figlia di 21 mesi ha un’allergia al latte e all’albume dell’uovo! Per caso ho cercato nei surgelati le cotolette di questa marca giusto domenica scorsa in un grande ipermercato della zona! Cmq dopo aver lasciato perdere, sto ancora cercando di capire quale tra latte di soia e latte di riso, sia meglio per la mia piccolina! A presto!

      • ah! le cotolette! perché i wuester sono scomparsi… e sul latte di soia… avevi letto questo mio post e i commenti? E’ un temone…

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