ALLERGIA AI FARMACI IN ETÀ PEDIATRICA: un protocollo e consenso informato in caso di test di provocazione per i farmaci

Le reazioni avverse a farmaci si distinguono in prevedibili ed imprevedibili.

Prevedibili:

a) sovradosaggio o tossicità: sono reazioni tossiche dovute al superamento della dose soglia, specifica per ciascun farmaco;

b) effetti collaterali: sono effetti indesiderati, caratteristici di ogni farmaco, legati al meccanismo di azione (es. sonnolenza da antistaminici);

c) effetti secondari: sono la conseguenza dell’effetto di un farmaco (es. la riduzione della microflora intestinale in corso di terapie antibiotiche);

d) interazioni farmacologiche: sono reazioni che si verificano in corso di trattamenti con più farmaci, dovuti a modificazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche che un farmaco provoca su un altro. Le conseguenze possono essere aumento o diminuzione della efficacia clinica, o comparsa di effetti collaterali.

Imprevedibili:

a) intolleranze: sono reazioni analoghe alle tossiche ma che si verificano imprevedibilmente, per l’abbassamento individuale della soglia di tossicità;

b) idiosincrasie: sono reazioni abnormi a un farmaco, per le quali esiste una predisposizione individuale (es. sindrome emolitica da primachina in soggetti con deficit di G6PD);

c) reazioni allergiche: sono conseguenti alla attivazione di un meccanismo immunologico, IgE o non IgE mediato;

d) reazioni pseudoallergiche: sono analoghe alle allergiche, per le quali tuttavia non può essere dimostrata l’attivazione di un meccanismo immunologico. Possono essere la conseguenza della azione diretta del farmaco sui mastociti o della attivazione del complemento.

Le reazioni allergiche a farmaci rappresentano il 10% delle reazioni avverse. I meccanismi immunologici sono riportati in Tab 1. I farmaci più frequentemente causa nel bambino sono antibiotici, antinfiammatori non steroidei (FANS) e i farmaci utilizzati nel periodo perioperatorio.” (FONTE:  Protocollo diagnostico condiviso, a cura di Franceschini Fabrizio, Liotti Lucia – Gruppo di studio SIAIP Marche).

Il documento è rivolto più agli addetti ai lavori che non ai pazienti e/o loro famigliari, ma è interessante perché descrive bene le differenze tra le diverse reaazioni possibili. Non solo.

Il documento si chiude con il Consenso informato in caso di TEST DI PROVOCAZIONE PER FARMACI. E, senza riportare il testo integrale che vi invito a leggere, mi ha colpito, ossia il riferimento a quando sarebbe opportuno sottoporsi ad un test di provocazione per farmaci.

Quando la storia clinica è dubbia (non è chiaro il rapporto tra assunzione del farmaco e sintomi di allergia) è possibile eseguire il test di provocazione, che consiste nel somministrare gradualmente il farmaco sospetto e valutare eventuali reazioni. Nel caso in cui sia nota l’allergia/intolleranza ad un farmaco può essere invece necessario individuare un farmaco alternativo, da utilizzare in caso di necessità. Si dovrà quindi eseguire un test di tolleranza (con le stesse modalità del test di provocazione) con uno o più farmaci alternativi. Entrambe le prove vanno eseguite in ambiente protetto (dotato di adeguati mezzi di intervento e soccorso) in quanto durante il test si possono verificare reazioni allergiche anche gravi, con interessamento di vari apparati (cutaneo, respiratorio, cardio-vascolare).

Ero indecisa se pubblicare o meno questa notizia, perché troppa informazione equivale a zero informazione, ma proprio qualche mese fa avevo conosciuta una signora, alla quale era stato proposto di eseguire un test di questo tipo e la cosa che mi aveva colpito è che si trattava di una categoria di farmaci di cui avrebbe potuto avere bisogno, forse, un giorno, sebbene non fosse affetta da una patologia che ne richiedesse l’uso… E poiché sono test invasivi, io ero rimasta un po’ perplessa… ma non avendo confidenza mi ero ero guardata bene dal dire la mia (solita panchina ai giardinetti…). Qualche giorno fa, navigando in internet, alla ricerca di tutt’altro protocollo, sono incappata in questo documento e ho pensato che forse queste informazioni sono poco pubblicizzate e avere un po’ di tempo per rifletterci può aiutare a schiarirsi le idee, a far sorgere domande, legittime, al fine di acquisire quella tranquillità necessaria per affrontare certi esami, per decidere di rimandarli, oppure per decidere di non farli affatto, perché l’ultima decisione spetta comuque al paziente o ai suoi famigliari in caso di bambini, quindi informatevi, e non vergognatevi a porre domande, sono legittime, così i timori di un genitori sono legittimi e il medico ha il dovere di accoglierli.

Ricordo ancora quando diedi il primo antibiotico ad Alice, allergica accertata, a 7 mesi e la pediatra mi disse:”Non si preoccupi, questo antibiotico è quello meglio tollreato dai soggetti allergici… e si prese tempo per spiegarmi, senza farmi sentire la mamma apprensiva, ma semplicemente non sono un medico e ho il diritto di essere informata e il medico ha il dovere di informarmi.

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2 commenti

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2 risposte a “ALLERGIA AI FARMACI IN ETÀ PEDIATRICA: un protocollo e consenso informato in caso di test di provocazione per i farmaci

  1. valeria

    Al meyer arrivano da tutta Italia bambini con sospette o accertate allergie a farmaci (antibiotici per lo più) che hanno bisogno di sapere quale farmaco usare senza rischi in caso di necessità. I medici provvedono nel colloquio preliminare a dare tutte le informazioni sui rischi eventuali del test di provocazione o del test di tolleranza. Posso dire che i test di tolleranza sono i più eseguiti, perché spesso è evidente la correlazione tra assunzione del farmaco e reazione avversa: quindi si cerca di testare un farmaco con principi attivi o eccipienti diversi. E la procedura è effettuata rigorosamente sotto stretto controllo medico, in ambiente protetto e da personale sanitario pronto a gestire le eventuali reazioni.

    • Grazie Vale della tua precisazione. Sai, l’anno scorso mi era presa la fissa di sapere se Alice era allergica alle penicilline (visto che il padre da bambino lo era stato) e le feci fare prick, ma l’allergologa lo fece solo per accontentarmi, in quanto le reazioni ai farmaci sono imprevedibili e molto dipende anche dallo stato del sistema immunitario in un dato momento… E ora che so che il test è negativo non sono più tranquilla…

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