Allergie e Antistaminici: Tinset 2,5% e caratteristiche dell’antistaminico ideale

“All’inizio di Aprile 2012 la casa farmaceutica che produce il Tinset, un antistaminico usato per alleviare il prurito in caso di asma, allergie, dermatiti su base allergica, ha ritirato dal commercio a titolo cautelativo tutti i lotti della formulazione in gocce 2,5% (25mg/ml).  Il motivo: un problema di stabilità della soluzione che potrebbe influenzare l’attività del conservante (non un problema di sicurezza del principio attivo oxatomide). Attualmente, quindi, è reperibile come alternativa equivalente alle gocce il Tinset compresse da 30 mg (oltre a una crema gel per uso locale). Sono però già in produzione i nuovi lotti in gocce  che saranno a breve messi in commercio.” (Fonte: Altroconsumo).

In un primo tempo avevo trascurato questa notizia, in quanto se ne occupano già ampiamente i media. Perché riportarla qui allora? Perché rimbalza da un po’ di tempo in rete e più di uno mi ha chiesto:”Ma hai visto? Lo hanno ritirato!!!” Attenzione…

questa notizia, rispetto a quest’altra, presenta una differenza importante.

Nel caso del Tinset 2,5%  1) si tratta di ritiro temporaneo 2) i lotti ritirati saranno sostituiti da altri 3) per un problema legato alla sua conservazione 4) e non per un problema di sicurezza del principio attivo, né di posologia come era avvenuto nel 2010, dove il ritiro era avvenuto in quanto “In assenza di un significativo beneficio terapeutico del dosaggio 0,25% nella fascia di popolazione approvata (prima infanzia), per ridurre il rischio di esposizione a sovradosaggio, l’AIFA ha ritenuto necessario procedere alla revoca dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio di “Tinset prima infanzia 0,25% gocce orali sospensione”. Contestualmente l’unica formulazione orale liquida che rimane in commercio, Tinset 2,5% gocce orali sospensione, viene controindicata all’uso nei bambini di età inferiore ad 1 anno.” (Fonte: NotaInformativaImportantesuTinsetOxatomide 08/03/2010).

Tutto chiaro?

Questa notizia mi offre però il pretesto per aggiungere qualche informazione, forse, a quelle che già avete.

Vi siete mai domandati quali caratteristiche dovrebbe avere l’antistaminico ideale?

Esistono diversi antistaminici, di “vecchia” e “nuova” generazione, così come esistono diversi metodi di classificazione degli antistaminici, ma al di là delle classificazioni disponibili, la Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica ha individuato in un documento: MALATTIE ALLERGICHE E TERAPIA ANTISTAMINICA, quelle che dovrebbero essere le caratteristiche dell’antistaminico ideale.

A pagina 42 e 43 , si legge infatti:

Caratteristiche dell’antistaminico ideale e prospettive future

La diffusione sempre crescente delle malattie allergiche nella popolazione generale ha avuto come conseguenza un incremento notevole del consumo di farmaci antistaminici. Sebbene gli agenti di seconda generazione siano tutti dotati di una buona efficacia clinica con minori effetti secondari ,la molteplicità delle esigenze cliniche in relazione ai diversi siti di flogosi, alla durata dei trattamenti ed alla tipologia dei pazienti richiede l’impiego di una molecola con caratteristiche che, idealmente, sono riportate nella tabella 11:

Tabella 11– Caratteristiche di un antistaminico ideale.

– Assenza di rilevanti effetti sedativi o anticolinergici.

– Assenza,a dosaggi maggiori,di effetti cardiotossici.

– Possibilità di monosomministrazione giornaliera.

– Breve emivita con conseguente ridotto pericolo di accumulo e di interferenza con  l’esecuzione di tests allergologici.

– Efficacia clinica.

– Scarsa interazione con altri farmaci.

– Ridotti effetti secondari conseguenti ad eventuale accumulo da ridotta eliminazione e/o metabolizzazione.

– Azioni di tipo “antiallergico” sulle cellule infiammatorie della fase “ritardata” sono particolarmente utili in pazienti con affezioni allergiche in fase cronica.

D’accordo con altri autori noi riteniamo che non tutte le potenziali attività degli antistaminici siano state, a tutt’oggi, completamente evidenziate. È probabile  di conseguenza che le attività di farmaci come la cetirizina (antiallergiche, antiasmatiche, antivirali ecc. ) possano in futuro trovare  più estese applicazioni  nella pratica clinica.

Che dire, ad ognuno il suo antistaminico “ideale”… da usare sempre se e solo se indispensabile…
p.s. Grazie Carlotta che mi hai fatto notare che non ero stata chiara e ho modificato punto 1 e 2 (io parlavo in generale, ma evidentemente nella fretta di scriverlo, non mi sono accorta della confusione generata).
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10 commenti

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10 risposte a “Allergie e Antistaminici: Tinset 2,5% e caratteristiche dell’antistaminico ideale

  1. barbara

    Sapevo anche io di questa notizia,e tu hai fatto bene a precisare……
    Io comunque quando c’è ne è stata la necessità,per Lavinia è per il rischio di angioedema e complicanze respiratorie ho sempre usato un altro antistaminico,in quanto più adatto!(secondo indicazione dell’ allergologo). Mentre per la dermatite di mio figlio, probabilmente causata dai pollini in primavera, ho usato il T.

    • Cara Barbara, grazie, in effetti le notizie vengono spesso riportate qua e là in quanto tali e nella fretta quotidiana il messaggio talvolta perviene distorto…

      p.s. mi sono permessa di omettere i nomi degli antistaminici, perché riguardo ai farmaci preferisco scambiarci queste info privatamente, per non esercitare alcuna influenza 🙂

      • barbara

        Ops!:-! Scusa.
        Capisco!

      • Non preoccuparti, anch’io lo avrei fatto… quando si scrive un commento in un blog a volte ci dimentichiamo che non stiamo parlando ad una persona sola:) ma essendo io la titolare di questo spazio, devo prestarvi più attenzione, grazie dei tuoi preziosi contributi:)

  2. a me hanno sempre prescritto per il piccolo proprio il T. e che fosse stato ritirato proprio non lo sapevo

    andando OT, ma una volta aperto per quanto può essere conservato?

    • quello in particolare non ti saprei dire, ti converrebbe chiedere ad un farmacista. In ogni caso molto dipende da come/dove viene conservato: in casa, al fresco o al caldo, in borsetta dove subisce molti sbalzi di temperatura… visto i problemi di stabilità del conservante, chiedere.

  3. caspita monica sono basita: il tinset è nel kit di emergenza che portiamo sempre dietro per nostro figlio, gliel’ho dato giusto la scorsa settimana perchè ha avuto un episodio di sindrome orale allergica dopo un piatto di insalata. La cosa più incredibile è che venerdì sono stata dalla pediatra per farmene prescrivere un’altra confezione da inserire nel kit per la scuola e ho davanti la ricetta su carta bianca che dice: TINSET GOCCE.
    Ma qui ci tocca sapere proprio tutto?
    Grazie mille per la preziosa informazione

    • In ogni caso, personalmente, se lo avessi in casa o nel kit integro… non lo butterei, ma una volta aperto lo conserverei per un periodo limitato. Chiedi alla tua farmacia fiducia per maggior sicurezza.

      • grazie monica, stamattina ho chiamato subito la pediatra che è mcaduta dalle nuvole, mi ha consigliato di sostituirlo con un altro antistaminico dicendo che è anche meglio del tinset. Mah, mi sembra di essere sembra in balia di persone poco informate…fortuna che ci sono i blog a darci una mano!!!

      • Da un lato sono d’accordo con te, dall’altro io sono sempre per un accertamento della notizia, anche se ormai è di dominio pubblico, nel senso che esistono sempre delle sfumature possibili, non so se mi spiego. Se una confezione non è mai stata aperta… perché buttarla, a meno che non sia stata al sole! ma allora qualsiasi altro farmaco si sarebbe degradato…
        Comunque, sì, la Rete talvolta aiuta ad essere più aggiornati, vedi il mio post di oggi, anche se di quella info ne sapevo già da un anno circa, ma mi era mancato il tempo di aggiornarmi… però io sono sempre molto, molto attenta nel prendere per oro colato ciò che circola in rete… non so se mi spiego, soprattutto quando si tratta di blog… generici, che “usano” un argomento come volano per attirare nuovi visitatori… senza avere le competenze del caso… e qui mi fermo…

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