BAMBINO ALLERGICO A SCUOLA: l’esperienza piemontese.

Intervento e farmaci urgenti a scuola, sottoscritto in Piemonte il primo protocollo tra Asl TO3 e Ufficio Scolastico Territoriale è il titolo di un articolo (mar 2012) apparso su sanitaliaweb.it di cui riporto uno stralcio qui:

Gli insegnanti si trovano spesso a fronteggiare  improvvisi problemi di salute dei propri allievi ( crisi convulsive, allergie, shock anafilattico, crisi epilettiche ecc.) Dove può essere cruciale che gli insegnanti stessi sappiano  cosa fare  in pochi secondi  in attesa dei soccorsi – ora un protocollo fra l’Asl TO3 e l’Ufficio Scolastico Provinciale definisce in questi casi chi deve fare  che cosa per la sicurezza dei ragazzi e coinvolge genitori, medici, pediatri, la scuola, e gli specialisti dell’ASL TO3. Non accade di rado che, durante le lezioni scolastiche qualche allievo  presenti problemi di salute gravi  ed urgenti per i quali occorre intervenire  immediatamente, in attesa dei servizi di soccorso sanitario; stiamo parlando di  crisi convulsive, allergie  e shock anafilattico, crisi epilettiche, diabete giovanile ecc.ecc. o che si renda necessario somministrare farmaci in via d’urgenza già previsti  in piani terapeutici individuali; a volte si tratta di terapie consuetudinarie che somministrano gli stessi genitori in quanto  non richiedono specifiche competenze mediche.
In questi casi la difficoltà che gli insegnanti si trovano a dover fronteggiare è notevole; ben sapendo che nessuno può sostituire i soccorsi e la responsabilità medica,  l’insegnante, come spesso il genitore a domicilio,  è il primo a dover decidere il da farsi , a volte in pochi secondi.  Cosa fare in quei momenti delicati e non così rari  solitamente viene deciso in genere dal singolo insegnante, dalla singola scuola, nella speranza di fare bene. Da questa mattina c’è però una novità importante, un percorso di “sicurezza” nuovo che metterà presto in grado insegnanti e scuole di sapersi orientare non solo con immediatezza  “ma soprattutto con la formazione e l’informazione necessaria sul da farsi”, ponendo in atto decisioni che seguano “ binari” definiti,   linee e percorsi più precisi e consapevoli : questa mattina è stato infatti sottoscritto il   primo protocollo sperimentale a livello regionale fra l’ASL TO3 di Collegno-Pinerolo e l’Ufficio Scolastico Territoriale ( ex Provveditorato agli Studi) di Torino per interventi e   somministrazione di farmaci e terapie a scuola.
Il Protocollo d’Intesa è molto di più che un atto burocratico: è il frutto di almeno 2 anni di lavoro con   contatti  fra i Dirigenti scolastici, le scuole del territorio, gli specialisti dell’ASL,  Pediatri e Medici  di Famiglia. In pratica regolamenta in modo unitario i  percorsi d’intervento nei confronti degli alunni e di formazione del personale scolastico in tutti i casi in cui, in orario scolastico, si registri l’assoluta  necessità inderogabile di intervenire o  somministrare immediatamente farmaci.
Cosa prevederebbe la Legge?
La somministrazione di farmaci all’interno della struttura scolastica è regolata dalla nota del MIUR prot. n. 2312 del 25 /11/2005. L’articolo 3 della nota indica i soggetti coinvolti ciascuno per le proprie responsabilità e competenze:
le famiglie degli alunni e/o gli esercenti la potestà genitoriale;  la scuola: dirigente scolastico, personale docente ed ATA;  i servizi sanitari: i medici di base e le Zone  competenti territorialmente;  gli enti locali: operatori assegnati in riferimento al percorso díintegrazione scolastica e formativa dell’alunno.

La somministrazione di farmaci in orario scolastico deve essere formalmente richiesta dai genitori degli alunni o dagli esercitanti la potestà genitoriale, a fronte della presentazione di una certificazione medica attestante lo stato di malattia dell’alunno con la prescrizione specifica dei farmaci da assumere (conservazione, modalità e tempi di somministrazione, posologia). Nei casi di emergenza resta stabilito il ricorso al Pronto Intervento (118). (Fonte: Archivio Pubblica Istruzione e Normativasanitaria.it).

Qui un articolo a cura della Associazione Professionale degli Insegnanti che conclude scrivendo:”Pertanto, in caso di somministrazione di farmaci aventi una particolare delicatezza, come l´effettuazione di iniezioni, tale compito può essere affidato al personale della scuola (docenti o ATA) solo se il docente o l´ATA sia disponibile e in possesso dei requisiti necessari a garantire l´assistenza sanitaria. Circa i requisiti professionali, come visto, le Linee guida fanno riferimento, evidentemente come punto base, alla frequenza dei corsi di pronto soccorso istituiti ai sensi del Dec. leg. 626/94 e successive integrazioni e modifiche.”

Ammetto di avere poche idee e molto poco chiare.

Quando si parla di scuola… bisognerebbe poi chiarire se ci si riferisce alla solo scuola dell’obbligo, o anche alla scuola dell’infanzia (asili nido e di infanzia, per intenderci). In ogni caso non esiste in realtà un protocollo nazionale, bensì esiste qualche protocollo in qualche Regione o Provincia o Comune, ma si tratta di realtà isolate. O a voi risulta qualcosa di diverso?

Io sto facendo un’indagine in Rete, ma se voi mi aiutaste a fare una mappatura … Attendo i vostri commenti.

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