MERENDE: carotine … multicolor

SENZA: PROTEINE DEL LATTE, DELL’UOVO, GLUTINE, SOIA, ADDITIVI, SEDANO

Voi cosa date ai vostri figli per lo spuntino di mezza mattina a scuola? Io vario ogni giorno. E quando so che a pranzo a scuola per contorno ci sarà l’insalata (che non rientra tra i preferiti di nostra figlia), la merenda è costituita da verdura fresca, finocchio o carotine, quest’ultime colorate (senza coloranti ovviamente, sembrano essere una varietà ripescata dal passato)! Ma le carote sono verdure allergeniche?

Ci sarebbero anche viola, ma non le ho ancora trovate, ne cercate a dire il vero. In ogni caso, stando all’elenco pubblicato nel sito di FoodAllergy Italia, i finocchi non rientrerebbero tra le verdure potenzialmente allergeniche, mentre le carote… sì. Chi l’avrebbe mai detto vero? Quali sarebbero le altre verdure? Si tratta di: sedano (ma questo rientra già tra gli allergeni previsti dalla Legge), pomodoro, peperone, e patata. Sì anche la patata. Ma io lo sapevo già. Lo so da quando Alice aveva 5 mesi, quando incontrammo il primo dermatologo che visitò nostra figlia, il quale in occasione della prima visita, cercando di spiegarci che la dermatite atopica non dipende necessariamente da allergie alimentari (al contrario di quanto affermerebbero ancora oggi molti medici poco aggiornati), ci disse che ci sono persone allergiche anche alle carote!

Non si smette mai di imparare, da tutti, perché l’esperto… non è necessariamente colui o colei che si è laureato in quella materia ed esercita da tempo, bensì il medico “open mind”, che spazia e cerca le informazioni, senza aspettare che queste cerchino lui o lei… mi sono spiegata?

Pertanto… via libera alle verdure, con una moderata vigilanza in fase di introduzione e buona merenda 🙂

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28 commenti

Archiviato in Allergeni, ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, Antipasti SENZA, DERMATITE ATOPICA, Merenda SENZA, RICETTARIO

28 risposte a “MERENDE: carotine … multicolor

  1. valeria

    Confermo che le carote possono causare allergia, come d’altra parte tutti gli alimenti eccetto il sale da cucina e lo zucchero raffinato! Tiziano, allergico al latte, da piccolo avrebbe dovuto seguire una dieta con solo brodo di carota, riso e agnello che secondo il medico erano alimenti sicuri…ma come finiva di mangiare la pappa spuntavano pomfi pruriginosi sulle gambe che scomparivano dopo una oretta. Dalle analisi scoprimmo l’allergia alla carota che nel tempo è per fortuna scomparsa: ora la sua verdura preferita son proprio le carotine crude!

  2. Manu

    Vero,vero,vero,vero…..io allergica a graminacee and company ,in primavera,certi tipi di carote crude mi procurano prurito al palato e mi gonfiano labbra,idem i finocchi.e quando ero adolescente avevo letto di fare una maschera casalinga sugli occhi anti occhiaie con patate crude…..non vi dico il risultato…..occhi gonfi e pruriginosi per ore!!!!altro che maschera di bellezza!intanto ho prenotato al mayer.
    Ciao a tutte

    • Ribadisco S E N Z A P A R O L E!!! anche il finocchio?!? Be, allora, visto che siamo “in confidenza”, ad Alice avevamo fatto un bel bagnetto con il latte… prima di sapere che fosse allergica, ovviamente!!!! Ci è andata bene…

  3. PdC

    Comunque è vero che ci sono cibi insospettabili o poco noti come allergizzanti. Ad esempio a noi avevano detto di evitare i funghi, perché era emersa una possibile allergia alle muffe e per gli effetti delle allergie respiratorie crociate.
    Vale sempre la regola di introdurre ogni cibo un po’ alla volta e senza mischiarlo ad altri cibi nuovi, altrimenti poi non capisci cosa può aver scatenato la reazione.
    Secondo me questa regola vale in generale anche per i bambini non allergici, ho amiche che a bambini di un anno danno da mangiare tutto (tutto!) anche quando si è fuori a pranzo o cena, mescolando decine di alimenti e poi non capiscono perché hanno mal di pancia!
    Un mio amico brasiliano ogni tanto mi cita un detto delle sue parti: brodo e buonsenso, non sono mai abbastanza 😉

    • Assolutamente d’accordo. Ricordo ancora una madre che diede… un pezzettino, che vuoi che sia, al suo bimbo di 8 mesi, in fase ancora di svezzamento, di gorgonzola e questo vomitò… e mi chiese se secondo me poteva essere allergico al latte… NO COMMENT e concordo pienamente con il tuo amico brasiliano… non sono mai abbastanza…

  4. Paola

    Premetto che non sono medico, scrivo quello che mi è stato spiegato dall’allergologo che segue il mio bambino e vissuto con la nostra “esperienza” che dura da quasi 9 anni.
    Il mondo delle allergie è moooolto vasto e dove non è allergia “diretta” può esserci reazione crociata (chiamata anche S.O.A.= sindrome orale allergica) collegata alle allegie ai pollini; questo significa che se sei allergico al polline della betulla puoi avere delle reazioni ad un determinato gruppo di alimenti: albicocca-carota-ciliegia-finocchio-fragola-pera-nespola-prezzemolo (questi alcuni poi ce ne sono altri che in questo momento non ricordo). Il mio bambino è pluriallergico ad alimenti (frutta a guscio, sesamo, uovo, kiwi) e inalanti (betulla, nocciolo, graminacee… non si facciamo mancare nulla); non è allergico alla mela eppure quando la mangiava (adesso l’abbiamo eliminata dalla dieta) iniziava ad arrossarsi e ad avere prurito intorno alla bocca, la gola bruciava e sulle labbra comparivano dei ponfi, questo succedeva anche con il finocchio e la carota, specialmente nel periodo primaverile quando la concentrazione di polline è alta. Non succede nulla invece se gli stessi alimenti sono cotti.
    Questi sintomi appaiono a causa del fatto che i pollini contengono proteine di struttura simile a quelli presenti in questi particolari alimenti.
    Ciao Monica, seguo sempre in tuo splendido blog. Un caro saluto.

    • Cara Paola, grazie di questa preziosissima testimonianza che mi permette di aggiungere che io le allergie crociate le ho tenute d’occhio solo, e soltanto, in fase di svezzamento, per non impazzire… Tu hai spiegato la cosa meglio di quanto sarei riuscita io e visto il vantaggio di tre anni che hai su di noi… mi piacerebbe che rimanessimo in contatto, perché un giorno mi sa che intervisterò te e mamma Ornella 🙂 Grazie

      • barbara

        È vero!quello delle allergie é un “mondo” troppo vasto e troppo”sconosciuto”…..
        Dico sconosciuto,perché per quanto ci possano dire,per quanto ci possiamo documentare si ha sempre la sensazione(forse è solo mia..?!)che ci sia sempre qualcosa che ancora non sappiamo,qualcosa in cui non ci siamo ancora imbattuti,qualcosa che però inconsciamente abbiamo già messo in conto di dover affrontare!!
        A proposito di questo,mi viene in mente(come se avessi voluto dimenticarlo,o non ammetterlo a me stessa) che tempo fa la mia piccola dopo aver assaggiato della pasta condita con le vongole(e non era la prima volta),ha detto di avere un fastidioso prurito alle labbra che nel frattempo si erano anche arrossate!!
        Ho subito fatto ricorso ad antistaminico e cortisone e da allora….mai più vongole!!
        Probabilmente avrei dovuto indagare,e per come sono fatta mi stupisco anche io di non averlo fatto!ma…..non voglio dare alla mia principessa un altro “peso ” da portare sulle sue piccole spalle!!!
        Quando i tempi saranno più maturi indagheremo meglio…..su questo nuovo,presunto,sconosciuto “nemico”!!!
        P.S. Ho voglia di condividere con voi il mio stato d’animo….venerdì 18 Lavinia dovrà affrontare un nuovo test di scatenamento!!! Sarà una giornata stressante,per noi,ma sopratutto per lei…….
        Prego Dio che “liberi”mia figlia da questa condizione,ma non mi faccio illusioni,e continuo a ringraziarlo di averci dato come nemico da combattere solo una fastidiosa allergia ,e gli chiedo di darmi la forza e la capacità,sempre,di affrontare al meglio questa condizione….per il bene di mia figlia!!

      • Cara Barbara…
        1) uno non ho capito bene… prurito e rossore = antistaminico e cortisone e astinenza dall’alimento?
        2) sulle vongole indaga, perché ad Alice le prime volte capitava che le venisse un po’ di prurito, ma io non le ho mai dato niente, di tanto in tanto gliele facevo assaggiare e ci siamo accorti che in realtà non erano le vongole ma altro usato per la loro preparazione. Riprova con vongole preparate solo con olio e tieni presente che nel caso di Alice per esempio anche il solo sale talvolta le da un gran prurito…

        3) io ho dato ad Alice le vongole per la prima volta a 3 anni compiuti, perché l’allergologa mi aveva detto che il sistema immunitario è più maturo e comunque di limitare il tutto ad assaggi, tempo al tempo, non c’è fretta…

        4) test di scatenamento… non pregare Dio invano, lui non può farci nulla, altrimenti porrebbe fine alle guerre infinite e te lo dico non con ironia, ma perché COMPRENDO TALMENTE TANTO IL TUO STATO D’ANIMO che ti dico che noi non glielo abbiamo mai fatto fare, un po’ perché uno l’aveva fatto da sola a 11 mesi, successivamente perché era palese da piccoli contatti involontari (bacio bimba che aveva mangiato gelato, tocco bimba che aveva mangiato formaggio…) le avrebbe dato non pochi problemi… quindi lo abbiamo evitato, perché a noi della soglia poco importava, essendo ancora sotto il nostro controllo, per il futuro si vedrà, quando la vita in comunità si farà sentire, ma i valori sono in discesa e c’è da sperare.

        Ma OGNI STORIA è TALMENTE SOGGETTIVA che NON SI POSSONO DARE E NON VOGLIO DARE SUGGERIMENTI, CONSIGLI, voglio invece dirti che tua figlia vivrà quell’esperienza con i vostri occhi, i bambini hanno antenne insospettabili, inutile fingersi non in ansia se ne siamo divorati fino ai capelli, quindi se avete deciso di fare quel test è perché vi sentite pronti, anche a scoprire che non è arrivato il giorno della liberazione 🙂 Barbara è così difficile scriverne che mi fermo qui, se vuoi chiamarmi, telefonicamente o via skype sono disponibile, inviami tuoi recapiti e sentiamoci. NON VOGLIO CREARE MALINTESI, SONO CON TE e vedrai CHE ANDRA’ TUTTO BENE, vi siete scelti medici di fiducia, altrimenti non lo fareste, non vi fate illusioni, quindi avete lo spirito giusto e … potreste essere invece stupiti da effetti speciali! E scoprire che finalmente tollera xx di latte (io non ho mai capito e spero tu me lo possa spiegare un giorno) cosa me ne faccio di sapere che può tollerare 20 ml se poi fuori deve continuare a non bere e mangiare nulla con il latte perché per via dell’accumulo potrebbe avere anafilassi. So solo che non dovrebbe avere shock anafilattico, ma quello può capitare in qualunque momento della vita a chiunque se si verificano determinate condizioni. Mi spiego. Non è solo l’alimento in sé talvolta, ma la combinazione di uno stato immunitario “depresso”, all’assunzione di certi farmaci, ad una alimentazione particolarmente non indicata, associate all’assunzione di quell’alimento a scatenare lo shock, perché lo shock è raro, l’anafilassi meno grave dello shock no… mi sono spiegata? No. Lo so. Ma non ho altre parole per spiegare, hai aperto una voragine.

      • Paola

        Grazie a te Monica per questo prezioso luogo dove potersi confrontare…. nei prossimi giorni ti contatto via mail…. Ciao a presto 🙂

  5. barbara

    Monica,che cara che sei!
    Grazie della tua disponibilità,ad ascoltare e a consigliare…
    Concordo con te quando dici che probabilmente non serve sapere quanto latte tollera,se poi…bisogna stare attenti lo stesso!:-\
    Ma,in breve,vorrei spiegare a te e a tutti,da cosa nascere il mio bisogno di “sapere”e quindi di fare lo scatenamento..
    Lavinia,è stata allattata esclusivamente al seno x 6mesi,durante i quali mangiavo e bevevo latte tranquillamente. Ha iniziato lo svezzamento senza nessun problema,e senza alcun “assaggio” pericoloso come qualche mamma(…)fa. All’ ottavo mese introduco formaggino:non lo gradiva molto,ma tutto ok. Gradiva invece molto la ricotta!! L’allattamento al temo continuava ma verso gli 11 mesi intendevo abituarla al biberon che non voleva neanche x l’acqua,così pensai(in accordo con la pediatra) di cominciare a farle assaggiare il latte vaccino.
    Ne beveva(solo la sera)appena 10 ,20 grammi…voleva il seno e io non glielo negavo,mai!
    Dopo qualche giorno,appena dopo i suoi soliti 20 g di latte le comparsero delle strane macchie rosse attorno alle labbra,e sul mento(quante cose non sapevo!)ma non le sapeva neanche la pediatra(che poi ho cambiato!),che mi disse di non preoccuparmi e di continuare….,
    Una sera Lavinia finì il suo biberon con circa 100g di latte!!!! …aveva le labbra talmente gonfie da essersi deformate e si addormentò!
    Inutile spiegarti il mio spavento(mai quanto mi spaventerei ora che so cose che prima non sapevo!),ma non feci nulla,aspettai…..e presto passò da solo.(se penso che avrebbe anche potuto rischiare di più…!)
    A 16mesi il primo prick by prik negativo e dosaggio Ige negativo.
    A 2 anni test fatto a casa con un pò di gelato : ancora,solo,i ponfi sul mento.
    A 2 anni e mezzo: altro prik in ospedale: altamente positivo! E si torna a casa con la certezza!
    A 3 anni(seguita da un allergologo) altro prick in ospedale: negativo! Si procede con lo scatenamento:reazione tardiva dopo appena 3ml di latte…angioedema! Avevo esultato inutilmente!
    A 3 anni e mezzo altro prick lievemente positivo,allo scatenamento: tollera circa 100ml di latte(una in meno delle somministrazioni previste) e le viene ORTICARIA!…
    Non se sono riuscita a darti un idea dello stato di incertezza in cui ci troviamo.,senza essere stata “ingombrante”di parole…
    In tutto questo non abbiamo mai ripetuto le Ige in quanto l’allergologo non le ha mai ritenute necessarie(ma questo devo farmelo spiegare bene-!)
    Mi sembra di aver fatto un passo avanti e due indietro e poi ancora avanti e…. devo,devo,sapere ora in che direzione andiamo.
    Per quanto riguarda le vongole,forse la mia fu solo suggestione e un eccesso di prudenza…riproverò ..appena sarò più serena!
    Scusa le troppe parole,approfitto sempre troppo!
    Prometto che ti chiamerò in privato…presto!
    Grazie.

    • Non sei ingombrante, non hai usato troppe parole, il minimo direi, la tua esperienza è molto esemplificativa di quanto soggettivi e diversi tra loro possono essere i vari casi. Deduco che L. abbia 4 anni ormai, ho tante domande…
      facci sapere come è andata 🙂

      • Paola

        Per Barbara: cara, tutta quella confusione che provi, le paure, le incertezze, la rabbia…. sono perfettamente normali! Non sei tu, è la situazione che viviamo ogni giorno, ogni ora, che ti fa sentire così…. scusa non voglio fare quella che ne sa una pagina in più… voglio solo dirti che ti capisco, sono anch’io così, e potersi confrontare è importantissimo…. quando leggi le parole delle altre mamme che esprimono esattamente quello che tu stai provando, vivi un turbinio di emozioni e il tuo cuore diventa leggero, gli occhi lucidi e pensi “Allora non sono sola! e sto facendo tutto quello che posso e farò tutto quello che sarà possibile… e impossibile…. darò tutto l’amore che una mamma (speciale) può dare… infinito! Un abbraccio 🙂

    • ornella

      Barbara,
      mi fai rivedere mio figlio, a due anni circa seduto nel sediolone con le labbra diventate due canottini, a causa di un po’ di parmigiano contenuto nelle polpette, ed io che, come te, ho aspettato, non ho fatto niente.
      Spavento, si tanto, ma non il terrore che mi viene adesso . All’epoca, ancora non sapevamo bene, ancora non avevamo compreso l’entità del problema, ci siamo trovati nella tua stessa situazione.
      Una confusione totale. Aveva il prurito, le bollicine, ecc. , poi non li aveva ……Le analisi era però sempre positive, eccome!
      Non ci capivamo più niente, vivevamo sempre in una situazione di allarme costante. E’ comprensibilissimo che tu voglia SAPERE, avere delle certezze, ma, appunto, le allergie sono così, quando credi di avere delle certezze, arriva una reazione inaspettata .
      Però, condivido il tuo modo di pensare e comprendo tutta la tua ansia, l’importante è praticare il test in strutture ad hoc.
      Mi sento, però, di incoraggiarti, la tua bambina ha ancora tanto tempo davanti. Non è detto che tutto rimanga cosi’ . Non disperare !
      Mio figlio, in un periodo in cui stavamo facendo la desensibilizzazione, riusciva a mangiare il Kinder Pinguì (hai capito bene????!!!) … poi più niente. Stai serena, un abbraccio col cuore di mamma .

  6. barbara

    Paola,Ornella…
    grazie,grazie davvero delle vostre parole!
    È vero,sapere che “non sono sola” alleggerisce il cuore…ed io questa nuova sensazione l’ ho scoperta quando ho “scoperto “voi…..
    Perché ho capito che proviamo tutte le stesse emozioni,gli stessi dubbi,la stessa paura…….
    Magari la affrontiamo in maniera diversa,personale,nel modo che più si addice alla nostra personalità,alla realtà in cui viviamo,ma tutte siamo mosse dallo stesso sentimento…l’amore immenso per i nostri figli!!
    Il desiderio di “proteggerli” mista alla paura
    dinon riuscire a farlo per sempre,ci fanno sentire “invincibili” e “impotenti” allo stesso tempo……e ci domandiamo se avremo la forza di convivere per sempre con queste due sensazioni che fanno a pugni

  7. barbara

    Ma quando ci penso….capisco che ce la farò,ce la farò benissimo!
    E lotterò con il mondo per proteggere mia figlia! E farò in modo che lei cresca come me…forte e combattiva,per poter difendere se stessa quando sarà grande e per cambiare un pò le cose che non sono esattamente come dovrebbero essere,ovvero “a misura di allergico”!
    Sai Ornella che Lavinia mangia il parmigiano??!!
    O meglio,lei non sa di mangiarlo…purtroppo abbiamo un problemino che proprio non so come affrontare e superare! Lavinia è terrorizzata da tutto ciò che sa di non poter mangiare e spesso arriva addirittura a piangere se vede o sente odore di qualcosa.,.specie i formaggi!
    Cmq nelle polpette io abbondo sempre con il parmigiano(stagionato 30 mesi),così pure nella frittata,e udite udite…le faccio il pesto(che alla fine è quasi solo parmigiano)e lei me va matta!
    L’allergologo mi disse che dipende dalla fatto che le PLV in quello 30 mesi sono meno allergizzanti è che lei lo tollera bene!(anche questa cosa non mi è tanto chiara!)
    Ma tuo figlio?ha fatto la desensibilizzazione e poi è peggiorato?!?
    Mi spieghi meglio?vuoi?

    • … dunque… io glielo direi che lo sta mangiando da mesi nelle polpette e di stare tranquilla perché come vede non succede nulla, la mamma e il papà sanno quanto può mangiarne, perché glielo ha spiegato il medico… come fa a non avere più paura, se non sa di poterlo mangiare?!

    • ornella

      Cara Monica, come ti avevo già raccontato, la desensibilizzazione non ha sortito l’effetto tanto sperato, infatti dopo un anno di tentativi , dovemmo ritornare alla dose minima iniziale e terminò l’esperimento, con la prescrizione di mantenere nel tempo questa seppur minima tollerabilità acquisita.
      Purtroppo, continuando ad assumere questa minima dose, quella sensazione di nausea (oltre agli altri problemi) che ha accompagnato tutto l’iter della desensibilizzazione, non andò scomparendo, anzi fu una costante che non era più possibile accettare, per cui, vedendolo stare comunque “non bene”, ritenemmo, di concerto con l’allergologo, di non stressare più il bambino, che comunque usciva da un anno di tribolazioni.
      Tolto il latte (poche gocce, se ben ricordo, 1 ml) lui è rifiorito.
      Con mOOOOOOlto impegno ( ed quì, carissima Monica, che nasce quel filo di cui parlavo nel link precedente – farlo crerscere bene dipende da te, lui ha bisogno di te, del cibo che gli prepari tu e che solo tu gli puoi preparare- unito al altri fili poi creatisi nell’età adulta) e facendo un’alimentazione mOOOOlto varia e sana, il bimbo riprese peso ed, oggi, posso dire che è cresciuto bene, ma i valori delle sue IGE sono. purtroppo, molto alti .
      Barbara, non è che lui avesse avuto un peggioramento, perche’ i valori erano sempre gli stessi, ma, di fatto, presentava una maggiore sensibilità agli aliment in genere ( es. anche il pomodoro, che aveva sempre mangiato, gli provocava l’arrossare del contorno labbra).
      Abbiamo dovuto fare ancora più attenzione a tutto, fino a quando non ha smaltito il tutto ( mi spiego ?).
      Come puoi vedere dalla storia di mio figlio, quel po’ di parmigiano che Lavinia mangia, se non ha reazioni, daglielo sempre e diglielo quello che mangia, credo che la rincuorerà saper che mangia un alimento in più.
      Ragazze, vi abbraccio.
      Monica, GRAZIE!!!!

      • Grazie Ornella.
        A tutte voi che vi prendete del tempo per lasciare commenti: GRAZIE di condividere in questo spazio un pezzettino della vostra storia che aiuta tutti noi a guardare la storia personale con altri occhi, per trovare spunti nuovi di riflessione, per percorrere insieme questo cammino.

  8. barbara

    Monica,scusa per la confusione che faccio quando invio i commenti,scrivo dal telefonino e…il dito mi scappa! 😛 🙂
    Cmq,lei sa che il parmigiano lo può mangiare…sa che è quello “speciale” per lei,e dopotutto si fida di me e del suo papà,ma proprio non riesce a capire o meglio ad accettare…!percui,per evitare che non mangi più polpette ecc ecc.,preferisco assecondare la sua decisione…sebbene questo significhi dare valore alla sua paura …me ne rendo conto!

    • Barbara… è un argomento delicato e questo spazio non si presta, mi rendo conto, per approfondimenti del caso particolare… ma su questo punto chiederei magari aiuto … perché… io non potrei mai farle mangiare qualcosa a sua insaputa di quella portata, nel momento in cui fa il test di scatenamento le viene detto cosa mangia… e lei crede di non averlo mai mangiato… non ha senso, secondo me… avete sentito uno psicologo? non andare in paranoia come mio marito, io ho un’idea ben precisa in mente quando parlo di psicologo e non è facile spiegarlo qui, nnaggia…

      • barbara

        Allo psicologo ci avevo pensato anche io,ma ho temuto che la cosa potesse risultare così ai suoi occhi ancora più complicata di quanto già non sia…Lavinia è una bambina tanto intelligente quanto sensibile….per queste cose poi…sembra avere un sesto senso,e poi assorbe tutto e lo vive sulla sua pelle a modo suo …in fondo è una bambina di 4 anni!!
        Voglio aspettare e vedere…..magari dopo il 18 maggio qualcosa potrebbe cambiare…!(la speranza é l ‘ultima a morire 😉
        E poi,con molta probabilità la porterò a Firenze,dove sono certa che se non troverò altre risposte,se non altro troverò medici qualificati in grado di consigliarmi al meglio!

      • No no no aspetta, mi sono spiegata male. Non è la bambina che va dallo psicologo, ma i genitori per chiedere “come gestire la comunicazione in questo particolare caso”, non sto parlando di entrare voi in terapia o di portarci vostra figlia. Tutt’altro. Lo sapevo che la scrittura da luogo a fraintendimenti… Nel mio mondo ideale c’è un Reparto di Allergologia e di Dermatologia con una figura di sostegno che non cura nessuno, ma offre appunto sostegno. Come avviene in un centro di cui ora non ricordo il nome… ma lo cerco

  9. barbara

    Monica,non preoccuparti,non sono quel tipo di persona che sente la parola “psicologo” e va in crisi……sono una psicologa mancata io sai?! davvero,era il mio sogno che però…non ho potuto realizzare.Ma di psicologia qualcosa ne so.!
    La scuola di mia figlia mette a disposizione una psicologa molto in gamba,e siccome questo problema della paura del cibo qualche volta(raramente) si è verificato anche all’ asilo……si,si,chiederò aiuto a lei,così se magari avrà la necessità di “monitorare” la bimba proprio durante il pranzo,potrà farlo senza..,dare nell’ occhio!
    Mi hai illuminata grazie!
    E buonanotte! 😉

  10. PdC

    Capisco le ansie di Barbara (mia omonima) ed anche le difficoltà della sua bimba. Ognuno ci passa in maniera diversa ed ogni figlio reagisce a modo proprio. Anche il mio ogni tanto ha dei momenti di crisi legati a paure che a volte lui stesso non comprende e lì sta a noi genitori farli convivere con un problema, senza che diventi IL problema della vita.
    PdC sta sereno alla larga dai cibi vietati, ma poco tempo fa ha quasi avuto una crisi di panico quando una persona incauta a tavola ha detto “non mangi questo perché se ti viene una crisi, muori soffocato?”. Sorvolando sulla mancanza di tatto (mi sono arrabbiata tantissimo in separata sede) dall’altro lato questo ha fatto emergere quanto lui avesse una generica paura di morire per l’allergia, che invece andava ridimensionata.
    Sposo quindi il consiglio di Monica di appoggiarsi e farsi aiutare, ad esempio di recente sono stata da sola dall’allergologo per fare il punto della situazione e per capire qual’è ora la visione della medicina sul tema, perché infondo da quando abbiamo “scoperto” il mondo allergia sono passati 10 anni! Ed anche per non dare false speranze o ulteriori ansie a PdC. Inizialmente era stupito (questa viene dal pediatra allergologo senza figlio?).
    Poi dopo un lungo colloquio mi ha detto che avrebbe consigliato questo approccio ad altre mamme per decomprimere l’ansia e mi voleva restituire i soldi della visita…
    Per dire come a volte davvero ci carichiamo di ansie enormi quando basterebbe provare a condividere (scegliendo con chi ovviamente).
    Ed anche questo spazio è prezioso perché non servono molte premesse, parliamo tutte la stessa lingua e questo aiuta tantissimo.
    Brava Monica!

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