LIBRI: Latte e Formaggio. Rischi e allergie per adulti e bambini.

Oggi… ho la testa vuota (o meglio è affollata da altro), ma per fortuna avevo preparato tempo fa, molto tempo fa, questo post, in attesa di ispirazione… Non è completo, nel senso che avevo buttato lì qualche considerazione, ma niente di approfondito… Ma non ho la testa per elaborare altro, quindi accontentatevi di questo articolo allo stato di bozza, con cui partecipo al Il Venerdì del Libro di HomeMadeMamma . Il libro tratta un argomento da me già proposto due anni fa, ossia gli effetti sul nostro organismo delle proteine del latte vaccino (bovino, di mucca per intenderci), o meglio, della caseina, frutto della lavorazione industriale moderna. Quindi non è il latte di mucca ad essere sotto accusa, in quanto tale, ma i processi di lavorazione a cui è sottoposto dall’industria moderna. Se ho capito bene…

Latte e Formaggio”, Rischi e allergie per adulti e bambini, a cura di Claudio Corvino, edito da Macro Edizioni, è “una raccolta di articoli e brani di esperti di alimentazione e macrobiotica che sondano l’universo latte e latticini alla luce delle ricerche scientifiche più accreditate. Intolleranze e allergie al latte e ai suoi derivati sono sempre più diffuse così come, grazie alla conferma di studi recenti, si sta diffondendo la coscienza di un ruolo della caseina in numerose patologie degenerative e croniche. Completa il volume un capitolo sull’importanza dell’allattamento al seno e sui danni provocati dal latte in polvere. Infine, ricette nutrienti e di semplice preparazione per ovviare all’uso di latte e formaggi.”

Non ho ancora letto questo libro che avevo acquistato insieme a Il Mal di Latte, .

Quindi non potrò offrirvi una recensione, ma mi riprometto di farlo … entro Natale 2012 🙂 Però…

Tralascerò anche le mie considerazioni personali (personalmente sono ancora in fase di raccolta di informazioni) sul tema, ma una cosa mi saltata all’occhio dando uno sguardo veloce ad entrambi il libri, ossia che Il Mal di Latte ha dedicato 37 pagine alla bibliografia, Latte e formaggio, soltanto 1 e 1 per le fonti… Nel primo, l’autore vuole dimostrare il ruolo nello sviluppo di patologie del bambino e dell’adulto della caseina. Ma ATTENZIONE, non della proteine in quanto tale, del latte di mucca in quanto tale, bensì della caseina, frutto della lavorazione industriale moderna. Qui ci vorrebbe un bio chimico… Se tra le lettrici ce ne fosse qualcuna che volesse dare il suo contributo, lo inserirò in questo post.

Ora, quando io decido di approfondire, leggo di tutto un po’: libri divulgativi per primi, libri scientifici per secondi, riviste specializzate se accessibili al comune cittadino per terzi, in rete all’inizio, durante, alla fine, per cercare altre fonti autorevoli e attendibili.

Per “smontare” una credenza consolidata negli anni, non basteranno due libri, qualche ricerca scientifica. Non so quanti di voi lo sanno, ma una ricerca scientifica richiede una mole di investimenti che un Ricercatore puro difficilmente riesce a reperire. E allora chi potrebbe essere l’investitore? No comment.

L’argomento mi sta a cuore, in quanto Alice è allergica a tutte le proteine del latte (mucca, capra, pecora…). Gli intolleranti al lattosio (che non è una proteina, bensì uno zucchero), tollerano per esempio certi tipi di latte che ne sono privi, il parmigiano reggiano stagionato per un tot di mesi e via dicendo… Inoltre, è allergica all’uovo e ad altri alimenti (lenticchie, fave, piselli, grano saraceno, manzo e vitello, e quelle che ancora non sono note), quindi la preoccupazione di tutti, quasi tutti, i medici consultati negli anni è sempre stata che nostra figlia soffrisse di carenze di calcio, perché la convinzione diffusa è che “senza latte vaccino e i suoi derivati”, Alice e tutti i bambini con le stesse allergie, possano andare incontro a gravi carenze nutrizionali durante la fase della crescita. Vero o falso?

Voi direte vero! Qualcun altro dirà falso!

Non pensate di trovare la risposta soltanto nei libri, o soltanto interpellando qualche medico, o navigando solo in internet, o credendo a qualche articolo scritto da una stampa poco informata. Nel momento in cui scrivo, il mondo medico si sta ancora interrogando. NON esiste una risposta condivisa e mancano sufficienti dati scientifici per confutare il credo comune.

Poiché non riesco oggi a esprimermi come vorrei, riporto l’inizio della prefazione, per darvi un’idea:”Il mito della mucca come dispensatrice del bianco alimento naturali, così nutriente, così perfetto ha di recente contagiato tutto il mondo moderno. Molti credono che l’uomo abbia sempre consumato latte e che bere latte sia il segno di un ritorno al “naturale”, anche perché lo bevono i bambini e se lo bevono loro farà senz’altro bene. […] In realtà, numerosi studi ormai associano latte e formaggio all’insorgenza di cisti, fibromi, tumori, cancro dell’apparato riproduttivo femminile (seno, utero, oviaia); a infezioni dell’apparato urogenitale femminile; all’insorgenza di mal di testa e altri sintomi premestruali (PMS) come l’emicrania; alle malattie del sistema cardiocircolatorio (arteriosclerosi, trombi, infarti) a causa dell’enorme quantità di grassi saturi dei latticini; ai più svariati tipi di allergia, sia alimentare sia della pelle e dell’apparato respiratorio (asma, raffreddori da fieno); a un abbassamento delle difese immunitarie che ci rendono esposti facilmente ad ogni tipo di malattie e infezioni, ai problemi del sistema digerente […].” L’autore conclude la prefazione scrivendo che “Del resto questa impostazione è condivisa anche dalla scienza moderna che consiglia di ricavare dalle proteine non più del 10-12% delle calorie.

Che dire… Mia nonna è cresciuta senza bere latte, mangiare latticini o carne in abbondanza, come facciamo noi oggi e aveva delle ossa fortissime, ma andava in bicicletta tutti giorni per raggiungere il luogo di lavoro, percorrendo anche 20 km in un giorno! Che forse lo stile di vita abbia lo stesso peso dell’alimentazione? Non so, è una domanda un po’ provocatoria, ma molti esperti sostengono di sì.

L’obiettivo di questo post NON è persuadervi che il latte di mucca industriale e i suoi derivati fanno male, bensì insinuare un ragionevole dubbio.

Per il momento io ho tante domande, e poche risposte.

Le mie recensioni passate e di seguito i suggerimenti di questo Venerdì del Libro:

30 commenti

Archiviato in ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, LIBRI & Riviste, PENSIERI DI UNA MAMMA

30 risposte a “LIBRI: Latte e Formaggio. Rischi e allergie per adulti e bambini.

  1. Il ragionevole dubbio c’è però a me sembra che demonizzare il latte e i suoi derivati sia sbagliato, se fai caso sull’argomento latte puoi trovare tutti i pareri del mondo, tutto e il contrario di tutto, quando sono nata era il momento del boom del latte in polvere, veniva disincentivato l’allattamento al seno per favorire l’uso del latte artificiale, adesso sembra che il latte artificiale sia la peggior cosa che puoi dare a tuo figlio, il latte industriale fa schifo si ma quello crudo è peggio, biosgna bollirlo no bisogna berlo crudo, va consumato in giornata, no ma guarda che dura anche più giorni…

    Come in tutte le cose bisogna trovare il giusto equilibrio e se il latte non va bene per qualcuno può essere l’elemento principe per il suo vicino, su chi ha ragione questo non lo so.

    • @ Kemate, Maris
      Grazie, perché i vostri commenti mi hanno fatto notare che non mi sono spiegata bene e ho aggiunto subito all’inizio del post una frase che ripeto dopo: “[…]caseina, frutto della lavorazione industriale moderna. Quindi non è il latte di mucca ad essere sotto accusa, in quanto tale, ma i processi di lavorazione a cui è sottoposto dall’industria moderna.”
      Perché non è l’alimento in toto, ma come questo arriva nelle nostre tavole.
      Una volta, se ne beveva meno, solo i bambini, si mangiavano pochi formaggi, si consumavano più legumi e cereali integrali… ci si muoveva di più… e il latte era latte e il formaggio formaggio… senza additivi di sorta eccetera eccetera…
      Spero di essermi spiegata meglio questa voglia, forse 🙂

  2. Io ho una leggera intolleranza al lattosio, ma non mi crea grandi problemi per fortuna.
    La questione del latte è molto “aperta”, come dice Kemate…Io non sono in grado di rispondere all’interrogativo che poni a fine post, non ne ho le competenze e le conoscenze. Però documetarsi va bene sempre, a parer mio.
    Grazie quindi perchè sottoponi alla nostra attenzione queste questioni, Monica!

  3. Ciao Monica, è molto interessante questo tuo post di oggi. Personalmente ho letto entrambi i libri che citi, ed anche il libro: “Il latte un alimento da evitare” compresi numerosi studi disponibili in rete. Noi il latte non lo consumiamo, e la mia scelta è dettata da ragioni etiche prima ancora che salutistiche, i bambini consumano con molta moderazione alcuni formaggi e lo yogurt che preparo io in casa, qualche volta me li chiedono ed io li accontento. Come giustamente osservate voi, in rete, sui libri e sulle riviste si può trovare tutto ed il suo contrario, farsi un’idea propria non è semplice. Io mi sono fatta la mia, ed è quella che esistano numerose fonti vegetali alternative di calcio rispetto al latte, per quanto riguarda gli adulti il problema non si pone, ma la stessa certezza non la nutro rispetto ai bambini, ragione per cui ho scelto di garantirne loro una quota minima attraverso i latticini. Si tratta di una questione per quanto mi riguarda ancora in parte irrisolta.
    Ciao,
    Michela

    • Io la penso come te. E se alice potesse, non le proibirei nulla, ma… acquisterei biologico, non solo mucca, e farei mangiare i latticini solo saltuariamente. Il problema che si pone per il soggetto allergico è che sembra che latte e latticini siano indispensabili e nessuno sa come sostituirli per non compromettere l’apporto di nutrienti… Nemmeno i dietisti o i nutrizionisti. Esistono le integrazioni di calcio ovviamente, ma nessuno sa che effetti hanno se presi dall’infanzia senza interruzione per anni e anni, come accade nel caso di Alice per esempio…, perché nessuno si prende la briga di studiarli… Noi occidentali pensiamo che latte e derivati siano indispensabili, in realtà ci piacciono e non vogliamo farne a meno, l’industria non vuole, ma sono davvero così indispensabili? Io ho dei dubbi…

  4. Ciao carissima, interessante provocazione! Sull’intolleranza al lattosio e conseguentemente sul bere latte e alimentarsi con derivati del latte ne parlo spesso, in un post apposito ho organizzato i miei pensieri perchè c’è molta confusione tra allergia ed intolleranza
    http://fabipasticcio.blogspot.it/2011/04/uova-intolleranza-al-lattosio-e.html

    Sai bene che non sono per la demonizzazione di nessun alimento, nel bene e nel male. Il discorso è moooltoooo ampio! La caseina è in realtà una famiglia di fosfoproteine, è un mondo di parenti più o meno stretti che fanno la differenza. Sulle procedure di produzione dei formaggi, il formaggio di norma non ha conservanti e additivi ed il caglio non è un additivo in senso stretto, il caglio è necessario per la produzione di formaggio. Additivi, conservanti, emulsionanti, ecc. entrano nei formaggi come le sottilette o gli spalmabili o i formaggini. Un pecorino o una mozzarella spesso hanno dei disciplinari non solo legati all’areale geografica ma anche alla produzione. I grassi saturi presenti nel latte…anche questo è un altro discorso altrettanto ampio…i grassi saturi sono presenti anche in molti alimenti vegetali…

    Per quanto riguarda le fonti di calcio, il punto è nutrirsi con alimenti in cui il calcio è biodisponibile, cioè che possa essere accessibile alle cellule dell’organismo.

    Latte e formaggio fatto come si deve e non fuso/emulsionato o che so io non sono solo fonti di calcio, sono alimenti piuttosto completi a livello organolettico.

    Quali alternative però al latte per il discorso calcio? mandorle, noci, uova, spinaci e altre verdure…il problema diventa poi se sono fonti di nichel, se sono fonti di glutine, se sono fonti di altri allergeni…e mi dirai “ma è un labirinto!”. Esatto! E noi piano piano dobbiamo districarci come fece Teseo…Ultima cosa poi la smetto che sto scrivendo un poema…tutte le reazioni da te descritte e l’insorgenza dei tumori più che sul discorso grassi io l’abbinerei alle sostanze residue che troviamo nel latte, perchè non tutte le mucche mangiano erba e comunque si fa presto a dire erba…
    In realtà da questo tuo post si potrebbe andare avanti a parlare per gigabytes! Un abbraccio carissima

    • Cara Fabi… grazie di questo prezioso commento!
      Mi sa che ne riparleremo… ora sono in partenza per il lago… lunedì rileggo, commento, leggo da te e ti scrivo 🙂

  5. Come ben sai sono molto sensibile all’argomento…. Tanto più in questi giorni dopo esser l’orticaria del piccoletto di cui ti parlavo l’altro giorno… Ora va meglio ma siamo sempre sul chi va là e vorremmo capire da dove sia arrivata quella reazione così violenta. Come sempre le tue segnalazioni sono molto interessanti ed utili, ricchissime di spunti di riflessione. Ti saluto e ti abbraccio, un bacino ad Alice.

  6. Pingback: Homemademamma » Venerdi’ del libro: “Mostri da disegnare”

  7. Ciao cara,
    spero che i pensieri che affollano la tua testa siano belli. Se non lo fossero , spero che ti abbandonino presto.
    Come ti ho sempre detto mi piace molto come affronti questi argomenti e come li presenti.
    Noi consumiano latte e formaggio, ma biologici. Ora che siamo in Svizzera é piu’ facile trovare questi alimenti a prezzi accessibili e cosi’ non ce li facciamo mancare.

    Un bacione e buon fine settimana

    • Cara Paola, dal punto di vista del bio, siete molto fortunati! Magari non troverete altri alimenti, ma non siete lontani dal confine. Io e mio marito praticavamo “il turisimo degli alimenti”, tanti ne portavamo dalla Germania all’Italia per amici e parenti e tanti ne riportavamo dall’Italia, per noi!
      E grazie di questa opportunità di scambio offerta dal Venerdì del Libro. Hai avuto un’ideona!

  8. ciao, io non sono molto esperta sulle allergie da un punto di vista medico, ma sono daccordo con te che esistono tanti pregiudizi ed in questo caso, come in tanti altri, è importante che i genitori scelgano ocn consapevolezza ed autonomia. il figlio di mia sorella ha affrontato per un lungo periodo una dieta dura di totale assenza di latte e derivati. fra la’ltro cosa non semplice, perchè in effetti il latte è un pò dovunque, anche nel salame. è stato meglio come salute e come umore, ma questa scelta è stata difficile per i genitori, sia per scegliere il pediatra che li seguiva, sia per costruire una rete di protezione intorno al loro bambino che tenesse lontani i famosi “grilli parlanti”. qaundo scriverai di Mal di latte leggerò volentieri. anche il titolo è intrigante! grazie del tuo impegno.

  9. jessicababytalk

    ciao Monica, come sai seguo con attenzione questo tema e coltivo i tuoi stessi dubbi. Questa pagina la conosci?
    http://www.nomilk.com/

    • Ciao Jessica! Scusa, ero via e non ho potuto pubblicare prima il tuo commento:(
      Non conoscevo quella pagina, ma tu “come la usi”?

      • jessicababytalk

        E’ un po’ articolata e complessa… l’ho sfogliata per trovare articoli scientifici sul tema, ci sono tanti link a pubblicazioni e riflessioni. Come sai, mi sono interessata all’argomento perchè Bibì aveva reazioni sul viso dopo aver mangiato formaggi… per fortuna non sembra si tratti di allergia, ma preferisco comunque essere informata e variare il più possibile!

      • Non sempre all’origine di arrossamenti sul viso in caso di formaggi (soprattutto grana e formaggi stagionati), c’è un fattore allergico o di intolleranza. Ci sono molti cibi liberatori di istamina che possono dare reazioni simili, di diversa intensità, ma un medico potrebbe spiegarti meglio… Se vuoi indicazioni bibliografiche, ti conviene leggere il mal di latte, lì ci sono molti studi condotti anche su bambini… penso a qualche libro e ti faccio sapere, ma tu sei andata a fondo della cosa con Bibì?

  10. Come al solito mi sembra pieno di spunti che trovo pieni di interessi anche per chi non ha a che fare direttamente e personalmente con allergie. Perché viviamo in relazione, ed è bene sapere che cosa succede a tutti noi.

    • Cara ‘pvona, infatti, non credo che l’autore pensasse agli allergici in particolar modo quando ha scritto questo libro, e credo che interessi un po’ tutti … gli onnivori 🙂 è un solo un pretesto per riflettere e guardare la cosa da un altro punto di vista, diverso, non per questo migliore o peggiore:)

  11. sono in molti a sostenere che nutrire con latte vaccino i cuccioli di uomo sia una stortura. io non so prendere posizione.
    io e i bambini per ora l’intolleranza al lattosio e le allergie alle proteine del latte ce le siamo risparmiate, e devo dire che di latte ne consumiamo parecchio. però è sempre una questione che mi incuriosisce. certo che la medicina non sempre dà risposte univoche…
    p.s. Gaia, so che sei tu, ma ho modificato il tuo indirizzo del blog, perché era registrato come wordpress e ovviamente veniva reindirizzato ad un blog inesistente… sei già la seconda a cui capita:(

    • Io credo che il problema sostanziale stia nel fatto che oggi siamo ipernutriti e assumiamo alimenti in quantità smisurata, spesso senza esserne consapevoli, grazie all’industria alimentare, che non riusciremo mai a tenere fuori dalla porta di casa, né dalla porta delle mense scolastiche, dei ristoranti eccetera… Se pensi che le proteine del latte vaccino oggi le puoi trovare anche nella carne trita in vendita al supermercato… Una volta si consumava meno di tutto… avevano forse altri problemi, dirai tu… nemmeno io ho risposte 😦

  12. Bellissimo libro, l’ho letto alcuni anni fa, scopri tante cose su cui si hanno false informazioni. A proposito, ho letto il tuo profilo, abbiamo una cosa in comune, un bimbo con dermatite e allergie alimentari, fortunatamente qualcosa quest’anno è megliorata.

    • o perbacco 🙂 mal comune… mezza sofferenza 🙂
      il libro mi lascia in realtà più perplessa rispetto a Il mal di latte, però l’ho lì e prima o poi lo leggerò, se anche tu dici che ne val la pena.
      Col tempo dovrebbe migliorare, tutto, ma so che ci saranno recidive… ma c’è di peggio 🙂

  13. Argomento delicatissimo su cui si è detto tanto e forse troppo sia pro che contro il latte, anche se tu fai bene a specificare che è il processo e aggiungo io anche l’allevamento intensivo (mangimi chimici antibiotici e tutto) il vero problema non il prodotto naturale.
    Io mi sono fatta mille domande, soprattutto quando siamo passati da cucina vegetariana a vegan, prevalentemente, ora navigo a vista, con mille occhi aperti e memore delle esperienze familiari in quanto cugina di intollerante al latte e allergico a molto altro (e non mi risulta abbia carenze a 30 anni suonati).

    Però non ci si può improvvisare, questo sì.
    Monica il tuo sforzo per stimolare dubbi e interrogativi è molto importante, già solo se tutti quelli che ti leggono passassero al bio (o a una filiera corta molto molto controllata) e a una maggior varietà di cibi con consapevolezza ne avrebbero guadagno certo in termini di salute. ciao!

    • Oh Cì, non miro tanto in alto e non credo di essere in materia un opinion leader, anche perché io stessa sto cercando di formarmi un’idea, ma non è facile districarsi tra informazione, disinformazione, falsa informazione… Insieme, possiamo farcela 🙂

  14. Devo prendere questo libro…ma sai che dopo il tpo di Matteo, e dopo la mia astinenza da latte e latticini da novembre a marzo, appena ho mangiato formaggio, cioè la sera stessa che avevo via libera, ho avuto un broncospasmo???Va afinire che l’allergica sono io e non mio figlio!!!!Alla luce di questo, e di problemi gastrointestinali che sto avendo di nuovo, sarà il caso di togliere di nuovo latte e latticini dalla mia dieta…

    • o francesca, mi spiace che tu non stia bene, ma se scopri la causa… ho messo da parte una tua ricetta che vorrei pubblicare e commentare, ma non ne ho ancora avuto il tempo, mi credi?!? Ma tu, come fai a far tutto? con tre figli? e bene?!?!?!?!?!?

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