Addio caro asilo.

Siamo all'asilo di Alice!

„Mamma, ma non rivedrò mai più i miei compagni dell’asilo?“

„Certo che no tesoro, ci saranno molte occasioni in cui potremo rivederli, ai giardini per esempio, oppure li inviteremo da noi!“

„Bene. E la maestra Jolanda?!?“

„Nel suo caso non ci saranno occasioni, ma le creeremo noi!“

„Forteeeee! Sei la mamma più buona del mondo! Non vedo l’ora di andare a scuola!“

Era maggio quando Alice mi ha posto quelle domande. Era a casa malata (tanto per cambiare) e aspettava con ansia la festa di fine anno, dell’ultimo anno, perché Alice il 12 settembre p.v. andrà a scuola!

Tanta è la voglia di scoprire la novità, tanto è il desiderio di non separarsi dagli amici e dalla maestra, sebbene Alice abbia frequentato la scuola materna soltanto due anni, anziché tre, e sebbene la sua frequentazione sia stata part-time. Tutto ciò non le ha impedito di affezionarsi ad amici e maestre, di seguire e allinearsi agli altri sotto il profilo didattico, nonché di sperimentare la mensa scolastica, con i suoi limiti dovuti al fatto che la mensa (o almeno quella milanese) va per eliminazione. Minestra di verdura col grana e senza grana… Non sono proprio la stessa cosa. Prosciutto cotto al posto del formaggio non è proprio una alternativa che si possa proporre troppo spesso, o almeno così raccomanderebbero i nutrizionisti.

La scelta di posticipare l’entrata all’asilo è stata dettata da diverse ragioni (nel fratempo non le ho fatto mancare occasione di incontrare altri coetanei), fra cui la disponibilità a venire incontro alle esigenze di Alice sia per quanto riguarda le sue allergie alimentari sia per quanto concerne la sua dermatite atopica. Non sono mancate perplessità, critiche di famigliari, amici, conoscenti, addetti ai lavori, e anche noi avevamo i nostri dubbi, ma… la teoria è una cosa e la pratica può, fortunamente, essere talvolta anche un’altra. Questo è il mio motto da quando è nata Alice. Parole chiave per un genitore di bimbi atopici? Flessibilità, possibilismo, apertura mentale, faccia tosta, determinazione, buon senso e una buona dose di senso critico e di autoironia!

Pubblico o privato? Cattolico o laico? Scuola tedesca (per via del fatto che siamo ancora molto legati alla Germania) o scuola italiana? Vicina o meno vicina a casa? Tempo pieno o tempo breve?

Né io né mio marito, fortunatamente, ragiogiamo per categorie, bensì siamo soliti approcciare ogni situazione in quanto tale, raccogliere informazioni, di persona, e analizzare tutti gli aspetti connessi in modo molto aperto e possibilitsta. Non esistono né miti né demoni, quindi nidi, asili, scuole sono costituiti innanzitutto da persone: alunni, insegnanti, dirigenti e genitori e non esiste quindi la scuola perfetta.

Per tanto, compatibilmente con le proprie possibilità, ciascuna famiglia dovrebbe poter trovare la soluzione ideale per ciascuno dei propri figli. La scelta non sarebbe tanto difficile se il servizio scolastico in genere fosse un po’ più standardizzato e in questo caso non mi riferisco tanto ai programmi quanto all’accoglienza di bimbi con esigenze diverse, fra cui rientrano anche gli atopici (con dermatite atopica e/o allergie alimentari e/o allergie da inalanti e/o allergie da contatto).

Il mio ideale di scuola sarebbe quello di una scuola in cui il tempo scolastico è circoscritto alla mattina fino alle 13, e da lì in poi a scelta della singola famiglia se proseguire il resto della giornata a casa propria fra compiti, amici, o attività oppure usufruire del tempo mensa oppure dello spazio mensa per consumare cibi portati da casa da poter riscaldare, e poi a casa, oppure mensa o spazio + doposcuola (i compiti li fa con un terzo, così si evitano inutili e inevitabili discussioni con i genitori) e attività varie (attività fisica al primo posto, perché siamo alle elementari e il bambino per svilupparsi ha bisogno di muoversi quanto di nozioni, di cibo ecc.). E per finire: una mensa capace di coniugare sano&bio&anallergico per alcuni&appetibile e gustoso per tutti, e capace altresì di individuare, nel caso per esempio degli allergici alle proteine dell’uovo e del latte, degni sostituti di questi ultimi, che non fossero solo prosciutto cotto e carne bovina o pollame di provenienza industriale, piena di antibiotici, ormoni, pesticidi e altre sostanze chimiche, e non sono io a dirlo ma gli esperti. Chiedo troppo? Forse sì. Viviamo nella società moderna globale, con i suoi pro e i suoi contro. La perfezione non esiste, ma mi piacerebbe che gli addetti ai lavori, ai vertici, si adoperassero per andare almeno in quella direzione. Noi non sappiamo sempre cosa avviene negli altri Paesi nel resto del mondo e vi assicuro che esistono molte alternative, o almeno questo è quello che ho appreso tramite  amici o conoscenti stranieri.

Abbiamo scelto quell’asilo per diverse ragioni, fra cui la flessibilità e la disponibilità ad ascoltare le nostre richieste, a riconoscere le esigenze di Alice e a mettere in atto un dialogo che permettesse di conciliare le reciproche aspettative e necessità, e non mi sembra poco. E sulla base degli stessi criteri di scelta abbiamo individuato anche la scuola.

Non voglio entrare qui nei particolari, ma siamo soddisfatti della scelta operata due anni fa e speriamo di non sbagliarci sulla scelta per l’immediato futuro.

Se siete riusciti a leggere tutto senza perdervi, sappiate che ho scritto di getto, ho tralasciato tante cose che non voglio e non posso dire in un blog, e che non ho riletto perché avrei cancellato, riscritto e non avrei mai pubblicato alla fine questo post.

Desidero comunque tornare prossimamente sul tema scuola-mensa&ambiente&bambini atopici, con articoli specifici, sul quale mi piacerebbe sentire anche la voce di altri. 

Per ora aprofitto di questo spazio per per ringraziare Jolanda, Rossana, Manuela, Marisa, S. Franca, S. Elda, Ambrogio, Gianna, Bea, Giovanna e tutto lo staff del nostro caro asilo, per la squisita disponibilità, capacità di ascolto e dialogo, nonché pazienza, qualità in via di estinzione e comunque difficilmente raggruppate sotto lo stesso tetto.

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7 commenti

Archiviato in Allergeni, ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, DERMATITE ATOPICA

7 risposte a “Addio caro asilo.

  1. Quando non ci sei dentro non immaginio nemmeno quali possano essere le difficoltà di una famiglia. Noi la scelta della scuola elementare la faremo l’anno prossimo e credo che il dilemma sarà solo sul tempo scuola. La scuola che vorresti tu è meravigliosa e quella che è a nostra disposizione attualmente è davvero lontana anni luce, soprattutto in termini di infrastrutture e servizi (per non parlare poi dei costi che avrebbe). Quando abbiamo lasciato il nido per l’asilo, io ho pianto perchè eravamo stati benissimo e la scuola materna mi sembrava già da grandi, poi in realtà il pupo si è trovato benissimo. Credo che quando finirà anche questa tappa della crescita verserò qualche lacrimuccia. In bocca al lupo alla cucciola, spero di poter leggere le vostre esperienze con la nuova scuola.

    • Grazie del tuo commento e sì, le difficoltà, le ansie, i dubbi sono tanti, ma ce la si può fare. C’è di peggio. La scuola che vorrei… non costerebbe tanto, basterebbe ridistribuire le risorse finanziarie e fare del bambino una priorità, perché è un investimento sul futuro, ma oggi chi investe nel futuro? A presto 🙂

  2. questo post mi scatena la lacrimuccia. io che ormai ho dei grandoni che fra un po’ andranno alle medie, non posso non ricordare con infinita tenerezza quando erano piccoli…

    e nel tuo racconto emerge come al solito la madre attenta e calma che sei. ti apprezzo molto per questo!

    • Gaia, a chi lo dici! Io ho già la lacrimuccia ripensando a quando era una cucciola e penso che tra un po´ non cercherà nemmeno più le coccole, ma … è giusto così, i figli non ci appartengono:)
      Comunque… non sono così calma come sembra, sono invece spesso impulsiva, vulcanica, passionaria, nemica delle ingiustizie ecc. maaa cerco di trovare una mediazione, quasi sempre… ma se qualcuno mi posteggia davanti al naso un macchinone senza fare una piega posso diventare cattivissima:) Un abbraccio anche a te.

  3. anche il mio piccolotto lunedì entrerà in prima 🙂
    vi penserò forte forte

    circa la situazione mensa e le esigenze di bambini allergici-intolleranti posso offrirti la mia esperienza di questi ultimi 4 anni, magari via pvt 😉

    ti dico che la dieta di mio figlio -celiaco- è stata decisa pasto per pasto dalle addette dell’ufficio mensa su indicazioni precise della gastroenterologa con la MIA supervisione

    errori, purtroppo, ci sono ma far mangiare i nostri bimbi a scuola non è impossibile

    ti consiglio da subito di candidarti come membro della Commissione Mensa così da poter avere “libero” accesso ai locali della mensa e “libero” controllo sui pasti erogati non solo alla bimba ma anche a tutti gli altri scolari

    scrivimi pure, ne ho di cose da dirti in merito 😉

    affettuosità

    Vale

    • Non sapevo che il tuo piccolo e la mia “piccola” fossero coetanei, allora avremo tanto da raccontarci Credo proprio che mi farò viva:)
      Un abbraccio e grazie.

  4. GRAZIE Pollon! Purtroppo la scuola in generale dovendo gestire grandi numeri non riesce a dare risposte adeguate su diversi fronti. Sento tanto parlare delle steineriane, ma conosco anche tanti che non si sono trovati bene. Speriamo bene.

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