Bambini atopici e giardinaggio e giochi con la terra…

Mettiamo le mani nella terra... sicura

“Mamma! Aiuto! Prude tantissimo, brucia!”

“Niente panico tesoro: prima sciacquiamo sotto l’acqua fredda…”

Dopo un minuto:“Non basta, prude e brucia ancora!”

“Ok, ghiaccio e poi crema cortisonica”.

“Ora va meglio, grazie mamma”.

Tutto per un po’ di linfa. Colpevole: il mio amato ficus che mi accompagna da 17 anni, ivi incluso trasloco in Germania e rimpatrio. E che non sapevo essere una pianta potenzialmente irritativa.

Come ogni anno, con l’inizio della primavera comincio la potatura delle piante di casa, fuori e dentro, che si protrae anche fino a luglio.

Alice, sin da quando era piccolissima, adora aiutarmi in questa operazione. Io ho sempre evitato che entrasse in contatto diretto con rami, foglie ecc. perché le sue mani sono sempre state un po’ accidentate, quindi più esposte a irritazioni o simili. Questa volta le sue mani erano intonse, quindi mi sono detta proviamo. La mia idea si è rivelata una pessima idea. La reazione è stata immediata e Alice non mente su queste cose, non è solita drammatizzare o farsi prendere dal panico, anzi, è tale il suo entusiasmo e la sua voglia di fare che è pronta a sperimentare tutto… quello che le è concesso.

In questi casi, purtroppo, non basta applicare una crema barriera e i guanti da giardinaggio non sempre si trovano nella taglia giusta (soprattutto sotto i sei anni) e spesso questi sono irritativi tanto quanto gli allergeni, in quanto sono, nella maggior parte dei casi, realizzati in fibra di poliestere. Ho anche provato a farle indossare dei guanti di seta appositi per atopici che solitamente usa sotto i guanti da montagna, ma il risultato non è stato quello auspicato, in quanto la trama non era liscia e ed era pure irritativa!

In ogni caso non pensiate che dopo quell’episodio io abbia rinunciato a farle fare esperienze di giardinaggio.

Il contatto con la natura in tutte le sue forme sarebbe sempre da incentivare, secondo me, sebbene con i dovuti accorgimenti a seconda del soggetto. Nel caso di Alice, per esempio, evito il contatto diretto con ciò che prevedo possa darle fastidio, ivi inclusa la terra, in quanto questa contiene tantissime sostanze che potrebbero essere irritative (metalli, polveri, microorganismi che potrebbero infettare le eventuali lesioni presenti), come del resto la sabbia. Ancora oggi la terra in giardino la raccoglie non a mani nude, bensì avvalendosi di cucchiai o palette. Non per ultimo le foglie delle piante esposte durante l’inverno allo smog hanno una patina nera molto molto irritativa, anche per i non atopici.

Un’esperienza molto positiva l’ho avuta invece con un dono ricevuto lo scorso Natale (L’Ecosistema della Clementoni) ossia un kit per generare la pioggia, per far germogliare i semi e per coltivare le piante, dotato anche di semi e di terra “pulita”! Alice si è divertita un mondo a maneggiare sassolini, terra (nella foto), semi, acqua… e con grande soddisfazione ha visto crescere le sue piantine. Questo non vuole essere un invito all’acquisto, ma solo per dirvi che possono esiste alternative per far fare la stessa esperienza a cui magari non avevamo pensato.

Coincidenza vuole che la scorsa settimana sia stata in una farmacia in un paese sul lago di Como, dove ho visionato un opuscolo molto interessante ed illuminante, distribuito gratuitamente da Institut Klorane (Fondazione d’Impresa creata nel 1994 dai Laboratoires Klorane con lo scopo di tutelare la protezione ed il corretto utilizzo del patrimonio vegetale). La brochure classifica le piante d’appartamento e da giardino tra piante irritative, allergizzanti e fotosensibilizzanti. E tra queste compare anche il mio amato Ficus benjamin L., le cui parti irritative sono “la foglia e d il fusto che contengono lattice (succo lattiginoso), che contiene sostanze vescicanti e corrosive per la pelle e per le mucose e può quindi provocare irritazioni cutanee.” L’avessi saputo prima! Ma perché questo bel libretto non lo fanno pervenire anche ai reparti di allergologia distribuiti in tutta Italia?!

Pensate che io esageri? Allora vi racconto l’esperienza di una cara amica che vive in Germania, finita al pronto soccorso ben tre volte con il viso gonfio, al punto di doverle praticare tutte e tre le volte iniezioni di cortisone. I test allergici non avevano svelato la causa di quella reazione allergica. Da sola cominciò a farsi una auto analisi e si rese conto che i tre episodi erano capitati sempre di sabato, giornata dedicata al giardinaggio sul balcone dove coltivava le sue primule! Le primule! Nessuno aveva pensato di testare anche quelle! Nell’opuscolo in questione la primula (Primula obconica Hance) è classificata come pianta irritativa e tra le possibili manifestazioni cutanee c’è l’edema locale.

Se desiderate scorrere l’elenco delle piante più comuni che possono essere potenzialmente irritative e/o allergizzanti potete consultare l’elenco anche on line: qui. Non si sa mai. Nel sito troverete anche un opuscolo sulle piante disinquinanti da interno, utili quando si trascorrere molto tempo in ambienti chiusi.

Vi dò appuntamento a settimana prossima e vi auguro buon fine settimana.

Advertisements

4 commenti

Archiviato in ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, DERMATITE ATOPICA, Fattori scatenanti

4 risposte a “Bambini atopici e giardinaggio e giochi con la terra…

  1. Tilly

    E’ indubbio che il giardino sia un paradiso, in cui ci sono però abbondanti pericoli! Personalmente ho avuto una brutta esperienza con i tuberi delle dalie (ma tutta la pianta deve essere maneggiata con attenzione), anche se in generali un pò tutti i bulbi sono da “prendere” con le dovute cautele.
    In ogni caso maneggio tutto con guanti da giardino di buona qualità (altrimenti come notavi tu il rimedio è peggiore del male!).
    Per quanto riguarda invece il libretto, volevo segnalarti che in Italia ci sono in circolazione molte altre piante decisamente tossiche o addirittura mortali.
    Non mi pare ad esempio venga citato l’oleandro. O il tasso. In generale ho notato che le piante con lattice sono tutte da maneggiare con cura e stesso discorso dicasi di quelle con peluria.
    E non dimentichiamoci i deliziosi animaletti che popolano prati e giardini: zanzare, api e tafani. Proprio in questi giorni ho rinnovato la conoscenza con quest’ultimo. Che prurito!!!!

  2. Accidenti!
    Anche io ho parlato di piante in questi giorni, ora aggiungo il tuo link, io ne avevo trovato un altro… ciao

  3. certo che anche le primule è proprio troppo…

    • @Gaia, hai ragione, ma il mondo degli allergici sembra riservare sempre delle sorpresone!
      @Cì, se hai trovato altri link lasciami l’indicazione se puoi, nei giorni scorsi volevo passare ma ho avuto problemi di connessione, devo farlo di notte e non sempre ho voglia di collegarmi, vorrei dormire di tanto in tanto:)
      @Tilly, quell’opuscolo non è né esauriente né esaustivo, se tu conosci altre pubblicazioni on line o cartacee sarò felice di segnalarle, perché potrebbe essere utile ad altri. Per quanto riguarda invece gli imenotteri, beh, bisognerebbe dedicarvi un capitolo a parte. Io sono sempre in apprensione quando ci sono vespe in giro o api o tanfani o calabroni! Anche perché ho l’impressione che siano diventati più aggressivi, dico questo perché sono cresciuta in campagna e non mi hanno mai punta, negli ultimi tre anni invece sono stata punta già tre volte! E io non sono allergica, ma se pungono alice? e se si sensibilizzasse?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...