Il sale alle erbe della Nonna Lele!

Sale alle erbe della Nonna Lele!

SENZA ADDITIVI

Le erbe aromatiche sono una fonte preziosissima di nutrienti (soprattutto sali minerali e vitamine). Unico neo è costituito dal fatto che dovremmo consumarne ingenti quantità per soddisfare il fabbisogno giornaliero. Pochi sanno però che le erbe aromatiche essiccate sono molto più ricche di Calcio rispetto a quelle fresche, minerale del quale rischiano di essere carenti i bambini allergici alle proteine del latte vaccino, ovino, caprino (quindi anche a tutti i latticini) e all’uovo.

Per intenderci, poniamo a confronto, a titolo di esempio, il contenuto di Calcio (per 100 g ) delle seguenti erbe:

Nome Alimento fresco secco
Basilico 250 2110
Maggiorana 1990
Timo 630 1880
Salvia 600 1650
Origano 310 1580
Menta 210 1370
Rosmarino 370 1250
Prezzemolo 220 1080
Alloro 830

Fonte: BDA, Banca Dati di Composizione degli Alimenti per Studi Epidemiologici in Italia (IEO)

E’ evidente che non riusciremo mai a far consumare ai nostri figli 1 hg di basilico al giorno, ma il loro regolare impiego nella cucina quotidiana può contribuire ad arricchire la loro dieta (non solo per quanto riguarda il calcio). Discorso a parte andrebbe fatto per alcune vitamine maggiormente presenti nell’alimento se consumato fresco.

Al di là di un discorso prettamente salutistico, c’è un altro aspetto importante: il gusto.

La Nonna Lele in un angolo del giardino, coltiva un piccolo erbaio,

Le erbe aromatiche della Nonna Lele!

da cui ricava erbe profumatissime che fa essiccare col vecchio metodo, ossia in un sacchetto di carta, al buio, in un luogo fresco e asciutto. Con quelle erbe, una volta essiccate, prepara il sale alle erbe per tutti i nipoti. Per Alice ne ha preparato una versione speciale, ossia con pochissimo sale, tante erbe e niente peperoncino.

Non serve che vi dia le dosi, sta a voi trovare il giusto compromesso tra sale e erbe, ma va da sé che meno sale impiegherete e meglio sarà. Ad aggiungere si è sempre in tempo, ma a togliere, no. Tritate erbe e una dose scarsa di sale marino integrale fino (quello integrale contiene naturalmente iodio). Conserrvare in un vasetto di vetro chiuso bene.

Alice adora condire patate, riso in bianco, carne o pesce, pasta e tutto quello che le suggerisce il suo appetito!

In generale, io uso gli aromi in tutte le versioni, fresche e secche, in abbondanza, in quanto hanno innumerevoli proprietà. Io conservo ancora un libro, che non credo sia più in commercio: Il mio erbaio, di M. Mességué, datomi da mia madre e sempre attuale. Mio nonna coltivava nell’orto bellissime piante aromatiche, profumatissime che resistevano anche in inverno, perché addossate a muri che le riparavano. Io sono cresciuta con quegli odori e non riesco a cucinare senza.

ATTENZIONE. Al di là delle raccomandazioni degli esperti, ricordate che un eccesso nel consumo di carne e di sale contribuisce a una maggior perdita di calcio, cosa che in un bambino allergico a proteine del latte e dell’uovo è un fattore di cui tenere maggiormente conto, in quanto, che per ovvie ragioni è già soggetto a forti restrizioni alimentari. Come perderebbe il calcio? La carne contiene nitrati che come il sodio vengono eliminati tramite le urine. Tanti più nitrati e sodio consumeremo, tanto più il nostro organismo cercherà di eliminarli, portando con sé anche il calcio. E a dirlo non sono io, ma i medici più aggiornati e attenti. Ho chiesto anche ad alcuni pediatri che me lo hanno confermato, ma che mi hanno anche detto che certi genitori preferiscono semplificarsi la vita e prestano quindi meno attenzione a queste cose… Certo è che se i pediatri lo raccomandassero, anche i genitori vi presterebbero più attenzione, o no?

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4 commenti

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4 risposte a “Il sale alle erbe della Nonna Lele!

  1. anch’io tengo da parte un sale aromatico alle erbe che uso per ogni tipo di carne, e anche alcune verdure. è buonissimo!
    ma non sapevo del calcio, sono doppiamente contenta!

    grazie di questo utilisssimo post

    • Ti ringrazio Gaia. Il problema poi è a monte, negli stili di vita moderni dei nostri figli, nonché nostri, sedentari, rinchiusi in spazi chiusi, mense scolastiche che devono gestire grandi numeri e non riescono (?), o non possono (?) o non vogliono (?) dare il giusto peso all’equilibrio tra gli alimenti e non solo alla quantità. Il menù scolastico settimanale “tipo” di un allergico a latte e derivati e uova è carne (2), prosciutto cotto (2) e pesce (1). Magari ci sono situazioni comunali o provinciali particolarmente sensibili e attente ma sono mosche bianche, non è la regola. Senza tenere conto di tutte le raccomandazioni “mondiali” sulla prevenzione dei tumori… ma qui si aprirebbe un dibattito infinito, ancora aperto su tutti i fronti, dove gli interessi della grande industria lasciano poco spazio ai giusti equilibri, non so se mi sono spiegata…

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