“baby-gami”. Fagotti e fasce porta bebè.


Questo libro partecipa all’iniziativa Il venerdì del libro ideata da HomeMadeMamma.

baby-gami, di Andrea Sarvady, edito da Magazzini Salani (Fotografie di Bill Milne) non è un fresco di stampa, né tanto meno è sconosciuto a molte mamme, anche perché dalla sua pubblicazione è continuamente oggetto di brillanti recensioni in blog italiani e stranieri (basta guardare in rete), come se fosse la soluzione tanto attesa per indurre nel pargolo l’altrettanto atteso sonno o semplicemente quiete. Perché parlarne ancora direte voi. Questo libro è solo un pretesto per consentirmi di tirare gli orecchi alle “super-mamme” che insistevano nel volermi convincere che un bambino dorme bene “se è avvolto in una bella copertina di pile!”. Oggi ne rido, ma vi assicuro che quando ci svegliavamo nella notte con Alice che piangeva inconsolabile, avrei provato di tutto, ma non potevo.

Breve premessa: ho ricevuto questo libercolo alla nascita di Alice. Si tratta di un manualetto simpatico, con delle immagini accattivanti, descrizioni semplici per realizzare fagotti e fasce porta bebè per neonati e bambini: il primo avvolge il corpo del neonato ed è concepito per “riprodurre” la sensazione appunto di avvolgimento che il feto ha nella pancia; il secondo è pensato, invece, per il trasporto dei bimbi nei primi mesi.

In Germania, dove ho vissuto parecchi anni, è consuetudine incontrare mamme al parco con i loro bimbi nella classica Babytragetuch ossia “fascia porta bebè”.

La fascia porta bebè o il marsupio classico sono due meravigliosi “accessori” che possono cambiare la vita di una neomamma, e io secondo ne ho abusato! Mentre il fagotto potrebbe non essere la soluzione ideale per un lattante che soffre di dermatite atopica già nei primissimi mesi.

Quando nei primissimi giorni di vita di nostra figlia, capitava che si svegliasse la notte inconsolabile, anche mia madre insisteva perché io adottassi il rimedio della nonna: “avvolgila in una bella copertina e vedrai che non piange più! Quando tua nonna ti avvolgeva, tu smettevi subito di piangere. […] Magari ha freddo”. Ora, premesso che io sono pienamente convinta che i consigli altrui lasciano il tempo che trovano, indipendentemente da chi me li dà (non per altro io in questo blog, fateci caso, non ne dò mai, al massimo riferisco la mia esperienza e ognuno ne faccia ciò che vuole), perché quello che va bene per uno non va bene per l’altro, Alice dormiva già nello Schlafsack (sacco della nanna, che ancora oggi però noi chiamiamo Schlafsack), quindi era già “avvolta”, ma con una certa libertà di movimento. Non solo sceglievamo sempre tessuti adatti a lei, traspiranti ecc.

Ora, tornando al libro in questione, quando si tratta di bambini che soffrono di dermatite atopica, il consiglio che i medici generalmente danno, sebbene ci fossi già arrivata da sola, è solitamente quello di evitare di coprire eccessivamente il neonato, onde evitare che sudi o che l’eccessivo calore provochi crisi di prurito molto intenso.

Se avete ricevuto in regalo o pensate di comprare questo manualetto, nulla vieta che lo usiate anche nel caso di bambini affetti da dermatite atopica, prestando però attenzione al tipo di tessuto (meglio seta o cotone liscio, in tinte chiare), alla temperatura nell’ambiente in cui si trova il neonato, all’eventuale sfregamento del tessuto sulla pelle del bambino, se svestito, soprattutto su gomiti e ginocchia, ma anche mani, natiche…, oppure se è vestito, meglio fargli indossare capi leggeri e morbidi. Pensate che siano osservazioni superflue? Allora provate voi a partecipare ai vari corsi per neonati (tipo massaggio per neonati), in cui sono praticamente nudi e a spiegare alle “supermamme” che no, voi non avvolgerete vostra figlia nella copertina di pile rosa shocking! Che andrà benissimo il lenzuolino bianco di cotone impalpabile che prima di essere stato di vostra figlia, è stato il vostro, e prima ancora di qualche amico o parente!

Se ho usato questo libro? No, non l’ho usato, perché Alice era talmente vivace che da sveglia non sopportava essere “blindata” in una qualsiasi posizione che le impedisse di muovere mani, braccia, gambe, piedi. Lei non parlava usando la parola, ma si esprimeva usando tutto il corpo, cosa che faceva sempre sorridere i nostri amici tedeschi che associavano il fatto di “gesticolare” al fatto di essere italiana (?), come se questa fosse una prerogativa solo nostra, ma questo non c’entra.

E già che ci sono, vi segnalo invece un libretto da leggere ai piccoli, perché molto divertente che piacerà sicuramente: Storie di Teodora, di Nicoletta Costa, edito da Einaudi Ragazzi, nella Collana Storie e Rime (+6 anni, ma io lo leggo ad Alice da quando ne aveva 4! E si diverte sempre moltissimo).

P.S. Non vorrei che pensaste che ho un rapporto particolare con Einaudi Ragazzi, perché questo è già il secondo, e ne verranno ancora molti altri, ma la Collana Storie e Rime è in un formato ideale da tenere in borsa, per riempire le attese… alla fermata dell’autobus, dal medico, in auto, in aeroporto ecc. Tutto qui.

Mi trovo ancora in montagna e in questi giorni non riesco ad aggiornare questo post con i link agli altri blog partecipanti, come nelle edizioni scorse.

Provvederò lunedì, al nostro rientro. Scusate:)

Aggiornamento del 27.02.2011. Di seguito anche gli altri partecipanti:)


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3 commenti

Archiviato in DERMATITE ATOPICA, Fattori scatenanti, LIBRI & Riviste, PENSIERI DI UNA MAMMA

3 risposte a ““baby-gami”. Fagotti e fasce porta bebè.

  1. Pingback: Homemademamma » Venerdì del libro: libri per imparare ridendo

  2. Tilly

    Vuoi vedere qualche altro fagottino?
    http://aplaceformycards.blogspot.com/
    qui viene usata quasi certamente una bambola.. però speriamo che almeno sia stata usata una lana antiallergica!!

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