LIBRI: La bambina di burro e altre storie di bambini strani

La bambina di burro e altre storie di bambini strani, di Beatrice Masini

La bambina di burro non poteva mai stare al sole perché altrimenti si scioglieva. La sua mamma le aveva fatto una bellissima camera dei giochi, con la casa delle bambole, i binari del trenino e la bicicletta… La mamma continuava però a dirle non fare questo e questo e non fare quello. Di uscire nemmeno a parlarne. La bambina avrebbe voluto uscire… “La bambina di burro e altre storie di bambini strani”, di Beatrice Masini, illustrazioni di Peggy Nille, edito da Einaudi Ragazzi.

Dall’altro ieri sto leggendo a nostra figlia questo libro e ogni volta che finisco una storia, lei mi chiede di leggerne subito un’altra e un’altra ancora…

In realtà, avevo in programma un altro libro per l’appuntamento odierno con Il Venerdì del Libro di Homemademamma, ma ieri sera, dopo aver messo a letto Alice, mi sono seduta davanti al computer e… ho cominciato a scrivere, commuovendomi ai pensieri che lentamente affioravano ripensando soprattutto alla bambina di burro, sebbene il burro questa volta non c’entri nulla, e alle fragilità fisiche di alcuni bambini, alle allergie pericolose, a come noi mamme di questi bambini fragili ci adoperiamo per proteggerli, prima, ma anche per attrezzarli quanto basta per lasciarli andare, poi, un giorno e allora…

Per associazione di idee, la bambina di burro, carina, dalla pelle chiara che non poteva mai stare al sole, mi ricorda un’altra bambina, di cui avevo sentito parlare in una programma televisivo tedesco, affetta da una malattia rara, a causa della quale non poteva esporsi alla luce solare, costretta a vivere rinchiusa in casa, “protetta”, perché l’ambiente esterno non le offriva altrettanta protezione.

Ogni racconto contenuto in questo volumetto ha come protagonista un bimbo che presenta una fragilità fisica. Ognuno di questi bambini ha dei genitori che lo accudiscono nella routine quotidiana. Ogni bambino e ogni genitore approccia la fragilità del proprio figlio o della propria figlia in modo diverso. La narrazione è fantasiosa, ma del resto le soluzioni ai problemi non possono essere creative?

I nostri bimbi allergici, dei quali alcuni rischiano la vita se entrano in contatto con un allergene per loro pericoloso, o i nostri bambini affetti da dermatite atopica, con lesioni evidenti sul corpo e sul viso, che non possono fare quello o quell’altro perché un po’ diversi, un po’ fragili, assomigliano un po’ alla bambina di burro. No voglio dirvi come va a finire quella storia, ma se vi capita di leggerla, fatemi avere i vostri commenti. Io vi darò solo alcune parole chiave: problema, soluzione, coraggio, amicizia, amore.

Ogni malattia cronica, grave o meno che sia, presenta delle difficoltà non sempre evidenti ai non interessati e non tutti i bambini sono uguali, come non tutti i genitori sono uguali. L’istinto paterno e materno non sono innati, secondo me. È acquisito dai propri genitori, nonni o altre figure affettive che si sono occupate di un bambino, quando aveva bisogno non solo di essere accudito fisicamente, ma anche di essere ascoltato nei suoi bisogni emotivi.

Un esempio? Ho conosciuto in passato una ragazzina di 11 anni che non voleva mettersi in costume, al mare, per paura che gli altri ragazzini la prendessero in giro o addirittura la respingessero, soprattutto in luoghi estranei, dove nessuno sapeva che aveva SOLO la dermatite atopica, che non era contagiosa, che poi passa… Pensate io stia esagerando? Non tutti i casi sono gravi, ovviamente, ma la gravità della malattia non è dettata solo dall’evidenza medica. C’è anche la percezione dell’individuo, delle persone che lo circondano ecc. ecc. ecc. Se avete ancora dei dubbi, entrate in una biblioteca ben fornita e sfogliate La pratica dell\’atopia, Carlo Gelmetti, edito da Springer. Poi, se vorrete, ne riparleremo.

Di seguito gli altri blog che partecipano all’iniziativa di HomeMadeMamma:

Commento a tutti i commenti: Grazie di cuore per aver lasciato il vostro commento:)

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11 commenti

Archiviato in LIBRI & Riviste, PENSIERI DI UNA MAMMA

11 risposte a “LIBRI: La bambina di burro e altre storie di bambini strani

  1. più ti leggo più penso che il tuo contributo sia molto utile nel panorama mamme-blog…condivido questo post su facebook (pensaci ad un profilo mimangiolallergia su fb!)

  2. Pingback: Homemademamma » Venerdì del libro:.. di shopping e libri sul comodino

  3. Bello il libro e bellissima la tua riflessione 🙂
    Sei una risorsa preziosissima.

    Un bacione e buon fine settimana…
    P.S.
    Ho scoperto l’arcano di anobii… poi ti scrivo! 😉

    • @Silvia, grazie, ma FB mi fa … “un po’ paura”, non sono ancora pronta a gestirlo, se devo scegliere, forse forse andrei su twitter, ma non conosco né né l’uno né l’altro, credo che dovrò informarmi, ma tutto sommato, chi ha veramente bisogno non cerca nei network, ma in rete, perché cerca fonti 1. autentiche 2. autorevoli e ufficiali. Mi spiego: quando Alice era nel pieno delle sue crisi di DA, io mi sono documentata tramite libri ad hoc e siti non di medici, perché anche lì ci sarebbe un discorsetto da fare, ma più scientifici per capire. Ci sono siti squisitamente rivolti alle mamme che si vendono come tuttologi e farebbero meglio a controllare il contenuto dei loro articoli o interventi, perché quando si parla di patologie, bisognerebbe farlo con competenza. Il sentito dire, l’aver letto qua e là non è di per sé qualificante… non so se mi spiego…
      @Paola! Grazie a te della splendida opportunità. Mi diverto per di più!

  4. Tilly

    Ogni malattia cronica altera il rapporto con il mondo, per il fatto stesso di essere una malattia e per essere un problema persistente e non risolvibile in maniera definitiva. Il malato viene spesso percepito come una persona debole o comunque diversa e quindi a rischio di una eventuale emarginazione.. oppure si va all’opposto e se la malattia non è particolarmente evidente e limitante la persona viene al contrario valutata quasi avesse una qualche “fissazione” un vezzo o una mania…
    Sono fermamente convinta che per le patologie croniche si dovrebbe inventare un nuovo termine.. giusto per non essere consierati malati a vita…

  5. Condivido l’opinione di Paola, le tue considerazioni sono importanti. Ci dimostri come, nonostante tutte le informazioni e gli aiuti che ci possono fornire le nuove tecnologie, un buon libro può fare molto per aiutare a risolvere un nostro piccolo/grande problema.
    Grazie di cuore

  6. Bello il modo di affrontare la diversità con il nome “bambina di burro”

    • @CioccoMamma, sì devo ammettere che non conoscevo Beatrice Masini, ma questo libro mi ha conquistata e credo che comprerò altri suoi libri, speriamo non mi deludano.
      @Mammozza, sì, soprattutto in un’epoca dove sembra sempre che il libro di carta stia per scomparire, per ragioni prettamente di cultura ed economiche, e direi italiane, perché in Germania le librerie sono dei luoghi di condivisione, divertimento (un giorno pubblicherò la foto di un interno di una libreria a d’dorf in cui vado sempre con Alice quando torniamo in G per mostrarvi di cosa sono capaci: spazi, giochi, libri, tavolini, spazi gioco-lettura ecc.
      @Cara Tilly, la malattia cronica o ti rafforza o ti schiaccia. Io sto cercando di capire come far sì che Alice non si percepisca come una malata, quindi debole e limitata. Commetteremo degli errori, sicuramente, ma chi non ne commette. E accetto la sfida: inventiamo un nuovo termine!

  7. Pingback: LIBRI: Un papà racconta… | mimangiolallergia

  8. irene

    ciao a tutti, sono la mamma di un bimbo allergico al latte, anafilattico, quindi a rischio vita. sto cercando, per lui e per la scuola, storie e racconti di bimbi allergici, per far meglio comprendere a tutti di cosa si tratta con la bellezza della fantasia! grazie a tutti

    • Ciao Irene, non sei la prima a pormi questa domanda e io mi sono attivata. Sto prendendo dei contatti e spero di saperti dire qualcosa, però…
      Mi permetto di farti a mia volta una domanda, per aiutarmi a capire meglio la tua esigenza.
      Cerchi un libro in cui si racconti specificatamente la storia di un bimbo allergico a rischio di shock anafilattico e ti aspetti di leggere anche come si comportano i suoi genitori, quali soluzioni trovano… oppure qualcos’altro ancora?
      In ogni caso, La bambina di burro è un ottimo spunto, secondo me, che induce a cercare anche fuori casa solidarietà, aiuto, collaborazione, spunti… ti faccio sapere, spero presto

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