ALLERGIE E PROFILASSI AMBIENTALE: La qualità dell’aria nelle scuole e il progetto SEARCH.

“Misurato l’inquinamento indoor nelle scuole italiane: le analisi e i sopralluoghi nelle scuole, effettuate in sinergia con alcune Agenzie ambientali (Lombardia, Lazio, Piemonte, Sardegna, Sicilia ed Emilia Romagna) hanno dimostrato le interazioni esistenti tra inquinamento esterno e indoor. Traffico, fermate di autobus e altre fonti fanno salire i valori delle polveri sottili (PM10). Altri inquinanti sono il gesso per la lavagna che continua ad essere usato in tutte le scuole. La qualità dell’aria nelle nostre scuole non dipende solo dalle sostanze che dalle strade trafficate entrano nelle aule, ma anche da quelle rilasciate dai mobili, dalle vernici e dai prodotti per la pulizia. Inoltre, umidità, cattiva ventilazione e caldo fanno aumentare anche altri allergeni come acari, muffe e pollini, oltre a provocare l’aumento della concentrazione di alcuni inquinanti chimici volatili.”. Questo è quanto emerso al Convegno “Qualità dell’aria nelle scuole: un dovere di tutti, un diritto dei bambini. INSIEME SI PUÒ”. Esperienze dal Progetto SEARCH”, tenutosi a Roma il 4 novembre u.s. (FONTE: ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. ATTENZIONE, questo link non è più attivo, leggere invece qui).

Nel comunicato stampa diramato dall’Ispra si legge che “Lo studio italiano si inquadra nell’ambito del progetto internazionale SEARCH (School Environment And Respiratory Health of Children) promosso e finanziato dal Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con il REC (Regional Environmental Center for Central ad Eastern Europe), per valutare l’esposizione ai principali inquinanti all’interno degli edifici scolastici. […] Il lavoro condotto dagli esperti italiani non si è fermato solo al monitoraggio degli inquinanti, ma è andato oltre, fornendo suggerimenti utili ad una prevenzione efficace. Tra i consigli, praticabili immediatamente e con risorse minime, tutti gli accorgimenti per evitare l’aria viziata,  l’accumulo di polveri e  di sostanze chimiche; tra i tanti, l’uso di  piante “mangia veleni” (in grado di assorbire gli inquinanti) come la Felce di Boston, capace di rimuovere  la formaldeide dall’ambiente al tasso di 20 microgrammi/ora o l’Areca che riduce, al tasso di 19 microgrammi/ora, xilene e toluene presenti all’interno. Se poi si volesse ritinteggiare classi o palestre, l’aria nelle scuole può essere migliorata anche utilizzando vernici foto-catalitiche o ecoattive, che trasformano le sostanze inquinanti in residui innocui (sali minerali, calcio, etc), fungendo da agenti anti-inquinanti e antibatterici.” (FONTE: ISPRA Comunicato Stampa. ATTENZIONE: il link non è più attivo, leggere invece qui).

Nel sito dell’ISPRA è disponibile anche una brochure molto interessante in formato pdf in cui si legge che “[…] L’ambiente scolastico può ospitare molte fonti di sostanze tossiche e allergeni, di cui i bambini non sono consapevoli. I bambini sono, inoltre, fisiologicamente molto più vulnerabili degli adulti: il loro sistema immunitario è ancora immaturo, respirano velocemente e la concentrazione degli inquinanti è relativamente maggiore in un corpo di peso minore come è quello dei bambini. […] Per i bambini, i dati più recenti sia italiani sia internazionali mostrano un aumento delle malattie allergiche e dell’asma. Lo studio SIDRIA (Studi Italiani sui Disturbi Respiratori nell’Infanzia e nell’ambiente) ha stimato che il 20% dei ragazzi con meno di 15 anni ha sofferto o soffre di rinite allergica; il 9,5 % dei bambini e il 10,4 % degli adolescenti soffrono di sintomi asmatici; il 10% dei bambini al di sotto dei bambini (6-14 anni) soffre di dermatite atopica e circa l’8% di bambini al di sotto dei 3 anni e il 3-4% dei bambini in età scolare e prescolare soffre di allergie alimentari. […]”. (FONTE: ISPRA Brochure)

Sebbene siano concetti a molti non del tutto sconosciuti, trovo molto apprezzabile che le istituzioni se ne facciano carico, approfondendo e studiando soluzioni, anche alla portata del “singolo preside”. L’unica perplessità è come, e quando, in concreto le scuole saranno “istruite” per attuare quegli accorgimenti…

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