Invece del burro…

Il burro non è indispensabile in cucina. I nutrizionisti lo hanno di recente riabilitato, se consumato crudo e se di origine biologica. Qualcuno lo evita in nome del colesterolo alto, altri in ragione della linea e noi per via delle allergie alimentari di nostra figlia. Questo post vuole rispondere a tutti gli amici, parenti, conoscenti e visitatori di questo blog che mi chiedono quali ingredienti uso in sostituzione del burro, per preparare certi dolci e certi piatti salati che solitamente lo prevedono.

Risponderò in ordine di scelta.

Prima scelta.

Priorità massima all’olio extra vergine di oliva! Nel 98% dei casi è più che sufficiente. Certi dolci possono essere preparati anche con l’olio con l’olio di girasole o con quello di mais, di origine biologica. Esistono ovviamente altri tipi di oli vegetali: di lino, di soia, di sesamo. Al di là dei nutrienti, il gusto personale deciderà in merito.

Seconda scelta.

Ci sono tuttavia occasioni come cene, pranzi, festicciole dove riceviamo ospiti, quindi occasionali, in cui magari prepariamo anche qualcosa di speciale, tipo la “Schokoladenkuchen” ossia la torta al cioccolato fondente, o un primo condito col “sugo di noci“, o una torta realizzata con la pasta frolla, dolcesalata, che riescono decisamente meglio impiegando la margarina 100% vegetale bio, panna vegetale o besciamella vegetale (con o senza margarina). Nel caso di certi dolci cremosi si può ricorrere anche alla panna vegetale da montare, ma quando si tratta di prodotti confezionati, non cambia molto, perché contengono tutti oli vegetali, idrogenati o non, non specificati in etichetta, e spesso l’olio di palma la fa da padrone.

SONO CONSAPEVOLE CHE la margarina, indipendentemente che sia di origine biologica o meno, contiene sempre una certa quantità di olio di palma (quando è dichiarato), risaputamente ricco di grassi saturi, che sarebbe meglio evitare del tutto. Quindi, se margarina deve essere, che sia 100% vegetale, meglio se bio. Fate però attenzione: molte margarine contengono proteine del latte vaccino (latticello e simili)Leggere sempre molto attentamente gli ingredienti e in caso di dubbio scegliere un tipo più sicuro, altrimenti, come ho fatto io più di una volta per altri prodotti confezionati, SCRIVETE ALLE AZIENDE: rispondono, quasi, sempre. Mi è capitato solo una volta di non ricevere risposta. Sto ancora sollecitandone una… ma sono tenace e so che prima o poi mi risponderanno. Per amor di precisione, voglio dirvi che il tipo che solitamente usiamo noi è bio, a base di soia e olio di palma. Nel caso in cui non potessi procurarmela, compro sempre la stessa marca, garantita 100% vegetale, senza grassi idrogenati. Non è bio, ma è meglio di niente, anche perché non la mangiamo tutte le mattine a colazione, come invece fanno molti nostri amici tedeschi! Peccato però che l’industria alimentare non specifichi, MAI, quali oli vegetali siano stati utilizzati. Chissà che su questo punto un giorno riusciremo ad avere più trasparenza.

Questo post di per sé non aggiunge molto probabilmente alle vostre conoscenze, ma dopo l’ennesima chiacchierata sulla panchina ai giardini, e dopo qualche vostra mail, ho pensato doveroso fare qualche chiarimento sull’uso dei sostituti del burro.

L’ultimo episodio risale a settembre (quando ancora riuscivo a stare seduta sulla panchina senza gelare dal freddo). Di seguito il dialogo tipo con una mamma che non ha figli con allergie alimentari:

“Cosa sta bevendo Sua figlia?”

“Latte di riso+soia con cacao”

“Ma è buono?”

“Sì, squisito” risponde Alice.

Al che aggiungo: “Concordo. E comunque essendo Alice allergica alle proteine del latte, non abbiamo scelta. E’ importante che assuma calcio e di tanto in tanto mi affido a bevande vegetali bio arricchite di calcio e poco zuccherate”

“Oh, deve essere complicato allora cucinare, senza latte, burro, uova e quant’altro siamo soliti mangiare”

“Inizialmente sì, ma poi ci si abitua e anzi, si diventa consumatori più consapevoli (forse sto esagerando). Tenga presente che Alice è nata in Germania, a Düsseldorf dove c’è la più vasta comunità giapponese in Europa e proprio dalle mamme giapponesi ho scoperto che si può vivere benissimo anche senza molti alimenti che noi riteniamo indispensabili o che l’industria alimentare ci fa credere che lo siano. Pensi che ci sono studi clinici che rivelano che l’incidenza della frattura del femore è maggiore nei Paesi occidentali che sono grandi consumatori di proteine di origine animale”.

“Sì, va bene, ma se deve preparare una torta o le lasagne, come fa?”

“Usiamo soprattutto olio extra vergine di oliva. Altrimenti margarina, panna e besciamella vegetale o altri oli vegetali, dipende dalla ricetta.”

“La margarina? Ah, in casa nostra non sappiamo cosa sia la margarina!” Con una punta di disgusto e tanto disappunto…

“Capisco, ma immagino che in famiglia non abbiate allergici.”

“Effettivamente no, ma sono sicura che potrei farne a meno. ”

“Oh, scusi, ora dobbiamo proprio andare…”

La mia missione non è convincere una o più mamme che il mio comportamento sia quello ideale, bensì è cercare di trovare QUOTIDIANAMENTE UN BUON COMPROMESSO TRA BUONA SALUTE E BENESSERE PSICOLOGICO, NON SOLO DI NOSTRA FIGLIA, ma di tutta la famiglia, visto che viviamo tutti e tre sotto lo stesso tetto. Io sono onnivora. Quando viaggiavo (Giappone, Senegal, Stati Uniti, Gran Bretagna, … non mi sono fatta mancare nulla) ho sempre assaggiato di tutto e di più, con una certa prudenza in merito alle questioni igieniche. Mi sono ritrovata da un giorno all’altro a stravolgere letteralmente le mie abitudini alimentari, e così anche mio marito. Ma devo ammettere che non è stato così devastante, come lo è stato, invece, per altre famiglie che mi hanno riferito “di aver trascorso un periodo di crisi, perché non sapevano cosa e come cucinare, che non riuscivano a “rinunciare” ai cibi di sempre, che non potevano immaginarsi di non poter più andare al ristorante o in vacanza così liberamente come una volta…” Io mi dico, si può. Non solo, i problemi sono altri.

La vita richiede un po’ di flessibilità. Se non saranno le allergie sarà qualcos’altro a metterci i bastoni fra le ruote. Così come le canne si piegano al vento, ma non si spezzano, così faremo noi che ci ingegneremo per godere a piene mani delle opportunità che la vita offre, ogni giorno. A partire dalla buona tavola. La curiosità nella vita si apprende anche anche a tavola, addirittura a partire dal biberon! Ma di questo vi parlerò un’altra volta.

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9 commenti

Archiviato in ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, Ingredienti base

9 risposte a “Invece del burro…

  1. sei sempre bravissima e condivido pienamente tutto quello che hai detto. Ultimamente non uso il burro e l’ho completamente sostituito con l’olio, anche se io e mio marito no siamo allergici, lui è diventato ultimamente un pochino intollerante al latte. Faccio tutto a casa, senza comprare prodotti già pronti, anche grazie al fatto che sono in pensione e quindi il tempo non mi manca. Mi piace sperimentare anche nuove ricette, magari da me inventate, sempre all’insegna della salute. Purtroppo mi scordo sempre di fare le foto per riportare sul blog tutte le mie ricette. Mi riprometto di farlo per le prossime volte. Un caro bacio alla tua adorata piccola.

    • grazie Giulia! per fortuna Alice ha noi come genitori a cui è sempre piaciuto cucinare per noi e per ricevere amici e parenti, altrimenti non so come sarebbe andata… Vengo presto a trovarti sul blog, ma sono un po’ presa al momento, a presto

  2. Tilly

    ah… anche qui tocchi una nota dolente… confesso che io soffro alquanto a causa della dieta, anche se quel che più mi fa soffrire è il non poter mangiare verdure e legumi…
    per quanto riguarda il burro non ne faccio un problema, e neanche per il latte (però mi permetto il formaggio stagionato).
    E’ dal 2003 che sono a dieta e i benefici ci sono stati…. diciamo che quando mi viene la depressione (e ti confesso che mi viene), rifletto sul fatto che se posso deprimermi per questo allora vuol dire che non ho altro di serio e mi sento già un pò meglio….

    • Credo che da adulti le rinunce costino più fatica, credo, in ogni caso, al tuo posto andrei da un bravo nutrizionista, perché ho il sospetto che tu ti privi di più alimenti di quanti dovresti, ma è solo un impressione perché non ti conosco. Le concentrazioni di nichel sono diverse a seconda degli alimenti e varrebbe la pena rivedere la dieta, secondo me… ma non conosco la situazione e probabilmente parlo a vanvera…

  3. Tilly

    Ti ringrazio del suggerimento, ma io ho un testatore infallibile… il mio sistema digestivo… se va o non va me ne accorgo subito!!!

    • Devi scusarmi, è che sono abituata ad occuparmi di una bambina dalla tenera età in cui non parlava, e noi dovevamo interpretare… per un adulto è effettivamente diverso, non necessariamente più semplice…

  4. Tilly

    Ma figurati… mia mamma ti capirebbe in pieno… ho cominciato le macchie appena partito lo svezzamento…

  5. valeria

    Ti ringrazio per questo sito e per i consigli che dai! Anch’io ho una bimba allergica alle proteine del latte.
    Quando si mangia in casa (quasi sempre!) non c’è nessun prolema…mi sono abituata a cucinare seguendo le sue esigenze (che poi sono anche le mie dato che allatto ancora), mi è sempre piaciuto cucinare e mi diverto a sperimentare nuove ricette e nuovi alimenti!
    Il mio problema, se così si può chiamare, è quando si mangia fuori!
    Le proteine del latte sono presenti anche in alimenti impensabili e non so mai se posso fidarmi di ciò che mi dicono o no! Domenica scorsa, facendo colazione al solito bar dove prendo cappuccino d’orzo con latte di soia, distrattamente mi hanno dato il latte vaccino…ovviamente mia figlia (che mangia la schiuma) ha avuto reazione immediata!!

    • Cara Valeria, tocchi un tasto dolente. Sto preparando un post a proposito della mia esperienza in una gelateria. Io posso dirti solo quello che facciamo noi, ma in ogni caso tutto dipende dalla gravità della reazione che può manifestarsi. Un soggetto a rischio di shock anafilattico ha restrizioni molto maggiori rispetto ad altri, ma anche su questo punto si va incontro a pareri medici discordanti fra loro, come sempre. Noi frequentiamo SOLO locali conosciuti e ai quali tutte le volte chiediamo di verificare se… In generale la frase deve essere non semplicemente “mia figlia è allergica”, bensì “mia figlia rischia di morire” (così mi aveva suggerito anche un medico), vero o falso non importa, perché chi non vive in prima persona il problema, non si rende conto delle conseguenze, non ha la mentalità dell’allergico. Io cerco di non dirlo davanti ad Alice, per i risvolti psicologici, anche se lei è pienamente consapevole che potrebbe “stare male”. Non è chiaro cosa dire ai bambini, ma finché sono sotto il nostro controllo va bene attenuare, ma nel momento in cui diventano autonomi bisogna allertarli quanto basta per salvargli la vita, secondo me, senza spaventarli più di tanto, ma non è facile trovare la via di mezzo, e molto dipende da tipo di genitore.

      Comunque sono io che ringrazio te per aver trovato il tempo di lasciare un commento, perché il mio scopo è quello di condivedere con altri genitori le conoscenze e le ricette, perché ricordo ancora le dietiste che mi diedero le loro indicazioni, utili non lo discuto, ma molto molto moltissimo limitate, ortodosse e contrarie alle indicazioni attuali in merito di alimentazione per bambini nella prevenzione delle malattie tipiche dell’adulto (tumori, ipertensione, diabete ecc.). Ci sarà pure una via di mezzo! In Giappone avrei avuto sicuramente altre indicazioni, ma sono qui! E devo arrangiarmi. A presto.

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